DUE CHIACCHIERE CON LA MIA MAMMA

Al telefono, come quasi tutte le mattine.

Come stai, come non stai, hai caldo?, esci?

E ci ascoltiamo a vicenda, lei che mi racconta le sue avventure di 83enne, io che le racconto le mie paturnie di 60enne.

Stamattina siamo giunte alla conclusione che i figli saranno sempre figli anche quando avranno 90 anni.

Per noi saranno sempre i nostri piccolini.

Ci siamo salutate con il sorriso sulle labbra, io chiamandola “mamma” e lei chiamandomi con il nomignolo che i porto dietro da 55 anni

E il sorriso di queste due chiacchiere è ancora nei miei occhi 

LA SERENITÀ

“Cri oggi a pranzo, per favore, non cucinare la pasta, solo verdura, grazie”

“Stai poco bene?”

“No, sono ancora pieno da ieri e da ieri l’altro”.

Facciamo alcuni passi indietro.

Sabato sera avevamo a cena i ragazzi, con la Tata e la Cocca, sono rientrati dalle vacanze in Croazia, vuoi non prenderli a cena per farsi racocntare un po’? Vuoi non averli a cena per godersi un po’ la loro compagnia?

E allora che cena sia…..ma leggera, spaghetti al pomodoro, prosciutto e melone, bresaola con gorgonzola e frutta.

Ma poi si sa, in compagnia si mangia meglio e, sempre, un peletto in più.

Ieri  era il grande giorno, dopo un anno, avremmo rivisto Mia e Nato.

Naturalmente essendo loro persone gioviali e che non disdegnano il buon desinare, li abbiamo portati a mangiare crescentine e tigelle. E lì nessuno si è tirato indietro, abbiamo fatto onore a tutto quello che ci è stato servito in tavola, vuoi mai che poi la cuoca si offendesse, non sia mai detto.

Al rientro a casa, ci siano apprestati  far passare il pomeriggio, chiacchierando piacevolmente, ma ridendo anche tanto, lì, nel mio ambiente, si è svegliato il pagliaccio che alberga in me, raccontando le serate e nottate umarelliche a guardare la posa del ponte del People Mover.

Vuoi non raccontare le avventure umarelliche con gli anziani del Centro Anziani che abbiamo dietro casa? Vuoi non raccontare loro, con mimica allegata, il passaggio degli umarells durante i lavori  per tappare le falle del sistema idrico paesano?

Il Clou è avventuo quando, verso le 18, sono arrivati Claudia e Mauro, gli amici storici di Ferrara.

Dopo le dovute presentazioni, ho ripreso il mio spettacolo teatrale, raccontando  loro il mitico “Muoriiii predaaaa”, del quale hanno sempre sentito parlare, ma non avevano mai visto in diretta.

Credo che boato che è esplso in casa alla fine della scena, l’abbiano sentito fino al paese qui a fianco.

Naturalmente Mia e Renato ad un certo punto ci hanno salutati, con grande rammarico ho dovuto lasciarli partire, ma io li avrei tenuti qui anche a cena.

Oggi Claudia compie gli anni e noi abbiamo festeggiato in anticipo andando a mangiare una pizza, onestamente io ero ancora piena dal pranzo e dalla merenda, ma una pizzata per festeggiare non si rifiuta mai.

E anche lì tante chiacchiere e tante risate, tipo:

“Cri ma LaFiglia quanti anni ha già? Sai che io me la ricordo ancora piccolissima, appena nata?”

“Mauro, tranquillo LaFiglia ha 40 anni”

Mauro è sbiancato, ha rischiato di cadere dalla sedia , ci siamo guardati tutti in faccia e ci siamo detti:

“Come siamo già vecchi”.

Morale, oggi a pranzo solo verdura.

MOMENTI

Momenti alti e momenti bassi.

Le persone vanno e vengono, i sentimenti e i ricordi rimangono.

Si fatica a metabolizzare la perdita di un vecchio Amico, che poi vecchio, almeno anagraficamente, non era.

Le persone arrivano, si insediano nella nostra vita, con le persone si passano dei momenti belli, gioiosi, allegri, ci sono a tendere una mano e ad offire una spalla.

Le persone vanno, ma quelle risate, i momenti belli e le spalle rimangono.

Le persone si spera tornino, prima o poi, anche se si sa bene, che, forse, non tutto tornerà come prima.

I sentimenti di affetto profondo e i grandi ricordi dell’Amico scomparso, sono tanti e profondi, ma non bastano a lenire il senso di dolore, perdita e smarrimento.

Le persone vanno, gli Amici rimangono in fondo al cuore, in un angolo dell’anima.

TUTTI ASSIEME

E’ successo domenica.

tutti assieme appassionatamente.

Una reunion fra cugini, cugine e tutte le zie.

Abbiamo passato la domenica assieme, come da tanto non facevamo. abbiamo riassaporato quel clima di quando eravamo tutte piccole, quando ci si trovava tutte dai nonni la domenica pomeriggio.

Cugine e cugini, con i relativi figli, addirittura chi con il fidanzatino della figlia, io addirittura con la nipote al seguito.

E tutti siamo stati bene, ci siamo scaldati al legame che ci ha sempre uniti, anche se gli anni sono passati e le strade sono una diversa dall’altra, ma ci siamo riscaldati al calore dell’affetto che ci ha sempre unite.

E il bello di raccontare ai piccolini tutto quello che noi da piccole, perchè siamo state piccole anche noi, combinavamo, di certo non arrivavamo a loro, ma per i tempi che erano anche noi abbiamo dato il nostro da fare.

Abbiamo mangiato, riso, raccontato, riso di nuovo fino alle lacrime, ma poi come tutte le cose belle, è finita, siamo rientrati ognuno di noi nella nostra vita, ma continuiamo ad essere felici guardando tuttel e foto scattate, ripromettendoci di rifarlo al più presto, magari con la bella stagione, in maniera che i bambini possano giocare fuori nell’ampio cortile.

Una bellissimissima giornata, come avrebbe detto Anna-Wide

SABATO IERI E OGGI

Sabato è stata una giornata piena, fatta di ospedale per Tac controllo del Ferrari, pranzo con amici e la serata passata con Silvia.

Abbiamo passato la serata con lei e la sua amica dolce e simpatica, fra un aperitivo ed una cena vegetariana, ridendo e scherzando, parlando di quando si era piccoli, facendo le differenze fra la loro infanzia e la nostra di quasi sessantenni, parlando di Sanità italiana e francese, continuando a sviscerare, dopo tanti anni, come ci si sente quando ti viene diagnsticato un cancro. Ridendo e scherzando, continuando a parlare io e il Ferrari abbiamo fatto venire le due di notte, ma sono state le chiacchiere più belle e piene degli ultimi tempi.

Ieri mi sono dedicata me stessa, ho assolto a tutti i miei doveri di nonna, ascoltandola mentre faceva colazione, accompagnandola a scuola, cercando di tenere un’atmosfera lieta, serena e leggera per farle affrontare la giornata scolastica al meglio, visto anche la sua imminente interrogazione in Storia dell’Arte, e la Tata riesce sempre a stupirmi, con i suoi undici anni, credendo di essere già la ragazzina scafata, per poi rifugiarsi sul divano con la nonna per un abbraccio ed un “covino” pre scuola.

Mi sono concessa una seduta dall’estetista per rimettere in forma i miei poveri piedi, provati da tanti chilometri macinati in tutti questi giorni, un tè con Valeria, la compagna di merende, peccato mancasse l’altra appendice del trio, ma ci rifaremo domattina, ma il meglio è venuto nel pomeriggio quando ho deciso di fare un rapido passaggio dal parrucchiere…e volià…nuova capigliatura, ormai aveo un cespuglio ingovernabile in testa, ormai i miei capelli non stavano più da nessuna parte, vivevano di vita propria, erano arrivati all’anarchia, quindi…via…un bel taglio.

E stamattina mi sento un’altra, più leggera, anche se pensieri pesanti e un po’ di ansia rimane in sottofondo.

Mi sono fatta un regalo, brioche e tè caldo… ascoltando Vienna

 

TANTI AUGURI A TE

Tanti auguri a te MiaSorella.

quest’anno è un compleanno di mezzo, uno spartiacque, non sono più 50, ma i 60 sono ancora lontani.

è il numero in cui tiri le somme, ma io so che per te le somme sono difficili.

sono gli anni in cui prendi coscienza del tempo che è passato, anche se ai miei occhi sei sempre LaMiaSorella piccola.

Ti auguro di passare altrettanti anni sereni e felici, che ti possa essere resa tutta la gioia e la felicità che ti meriti.

ti auguro serenità, perchè è di quella che hai bisogno, serenità, tranquillità per poter finalmente tirare un sospiro di sollievo, per poter finalmente cominciare a respirare liberamente, senza temere quello che può esserci dietro l’angolo.

ieri sera al telefono mi dicevi che oggi avevi intenzione di passare un paio d’ore dentro alla cartoleria di Bolzano su due piani, un paradiso per te. Ed io ti auguro ti riuscire a passare quel tempo che ti sei  prefissata in beatitudine dentro a quel negozio che ti riempie di gioia.

auguri LaMiaSorella

E POI VENNE….

….mercoledì, che è riuscito a dare una svolta alla settimana.

La colazione a casa dalla mia compagna di letture è riuscita a rimettermi a bolla.

Una mattinata passata a chiacchierare, una mattinata passata a bere tè e mangiare biscotti ha fatto il miracolo.

Il miracolo delle chiacchiere intelligenti che aiutano a rimettere sotto la giusta luce la vita, chiacchiere che riescono a spazzare via tutto il piattume che fino ad allora ti è stato riversato addosso.

Perchè negli ultimi tempi ho toccato con mano l’inutilità, la pochezza, negli ultimi tempi le compagne di merende erano un po’ latitanti, prese da mille impegni, e la serenità delle colazioni con loro era svanita.

Avevo bisogno di rimettermi in sesto, in pace, avevo bisogno di toccare con mano che attorno ame non esistevano solamente personaggi di poco spessore, personaggi che non davano nulla, ma mi stavano succhiando tutta l’energia di cui potevo disporre.

Era servita a poco anche la colazione fatta la settimana scorsa con la mamma dell’amica della Tata, mi aveva ridato ossigeno, mi si erano illuminati gli occhi, ma poi tutto mi aveva travolto, la pochezza era talmente tanta che ho rischiato di rimanere seppellita.

E dopo mercoledì è venuto giovedì, con la colazione assieme alle compagne di merende e LaFiglia, le risate sono state tante e di pancia, e la serenità si è rafforzata, la giusta luce stava ricominciando ad uscire.

Ed infine stamattina colazione con Scabry e le risate e le chiacchiere intelligenti, l’ascoltare parlare questa mamma, capire che le nostre bimbe sono tutte uguali e che tutte stanno attraversando un periodo difficile, di passaggio, rasserena, aiuta.

La settimana si è ripresa.