UN ALTRO PERCORSO

Un altro percorso è stato intrapreso, tutte assieme: io, la Tata e LaFiglia.

Sarà un percorso lungo e non è detto che porti a qualcosa, ma intanto va fatto, per trovare delle risposte e per trovare un aiuto per la Tata.

Un percorso che non sarà accidentato come quello da finora fatto, niente a che vedere con il cancro, ma è un percorso insidioso, è un percorso che implica tante complicazioni.

Ma come sempre, e come solito, va affrontato assieme, serenamente e con tranquillità, va affrontato un pezzo per volta, metabolizzando e un passo dietro all’altro arriveremo alla conclusione.

Avanti ancora a muso duro.

AVEVO SCRITTO

Avevo scritto un post, frustrante, ingastrito e arrabbiato.
ma poi rileggendolo l’ho cancellato, mi è quasi sparita tutta la rabbia.
No, non è sparita, ma il malumore rimane, forse un po’ stemperato, ma rimane sotto, in sordina.
Ci sono alcuni punti nella Sanità italiana che mi sfuggono, o meglio, li ho ben presenti e li chiamo sprechi.
E questi sprechi mi fanno ingastrire, perchè alla fine, siamo noi utenti che ne paghiamo le conseguenze.
Il chè significa perdita di tempo e di denaro pubblico, per eseguire esami inutili, che potresti benissimo risparmiare, decidendo di passare subito alla soluzione, cioè all’intervento di asportazione, senza passare dell’isteroscopia e dall’istologico, tanto sai che quel polipo è da togliere, cosa ti cambia analizzarlo prima? Tanto lo analizzi subito dopo l’asportazione, quindi..almeno per dare una parvenza di risparmio, il punto 2 saltiamolo e passiamo al punto 3. magari con un’anestesia un po’ più seria, per non far star male più di tanto il paziente!

UN’ALTRA STRADA

Stiamo imboccando un’altra strada.
tutti assieme, come sempre.
Non sappiamo ancora dove ci porterà questa nuova strada, speriamo abbia uno sbocco nel nulla di fatto, che sia solo una sfilza di esami per niente.
Non sappiamo ancora quante curve e quante salite possa avere questa nuova strada.
non sappiamo come percorreremo questa nuova strada.
io non ho ancora guardato questo nuovo percorso, non ne ho le forze, le mie energie sono svanite.
So solamente che questa nuova strada sta cominciando, stiamo affrontando un nuovo percorso che non sappiamo dove, come e quando si concluderà, sempre ammesso che si concluda o che si avvii.
Ma la percorreremo tutti assieme, uniti e con fiducia.

DI LEGGEREZZA E NEBBIA

La leggerezza fisica e mentale dovuta alla ricostruzione eseguita ad inizio anno, che ha rimesso tutto a posto, accantonando un lungo periodo difficile.
La leggerezza fisca e mentale di una ristrutturazione casalinga, che ha portato aria nuova sia in casa che dentro di me.
La fatica fisica e mentale dovuta al preparare la casa e la mia mente a questa ristrutturazione.
La fatica fisica e mentale dovuta al riordino della casa e della mia mente una volta finita la ristrutturazione.
La leggerezza dovuta alle soddisfazioni ottenute con tutta questa fatica fisica e mentale, che mi ha fatta arrivare al momento dei controlli a mente leggera, senza ansie, incubi e angosce.
La nebbia dovuta all’esito di uno di questi esami, che mi ha fatta ripiombare in quel limbo di ansia, attesa, di parole e pensieri positivi, dove me la racconto, cercando di sopire quel leggero filo di ansia che sale, sale, sale, fino a livelli di paura, fino a spingermi a chiudermi in me ed ascoltare il silenzio, per capire e cercare diragionare in maniera lucida e distaccata.

DALL’ALTRA PARTE…..

…della barricata.
in veste di accompagnatrice e non di accompagnata.
capre che l’imbarazzo è lo scoglio più grande per l’amica, capire che le crea disagio e imbarazzo la visita alla quale la sto accompagnando.
in veste di accompagnatrice fare finta di niente, accompagnarla, guidarla nei meandri dell’ospedale e alla fine sentirmi sollevata quando confessa che, all’andata, non ha capito da che parte stavamo girando, che non sarebbe riuscita ad uscire in quanto, all’entrata, non ha visto nulla.

CAPISCI PERCHE’….

….non voglio farmi accompagnare da nessuno quando vado a fare qualsiasi esame?

perchè se succede come ieri, mi innervosisco.

siamo rimasti dentro ad un ospedale ben 6 ore, ci sono stati dei malintesi fra gli operatori sanitari, ma alla fine chi ne ha fatto le spese siamo stati noi.

e tu hai cominciato a scalpitare, a mugugnare fra i denti, ad imprecare contro tutto e contro tutti, non riuscivi a capire perchè venissi rimpallata da un medico all’altro e, per quanto io facessi per spiegartelo, tu ormai avevi la mente chiusa e non ascoltavi nulla di quello che ti stavo dicendo.

capisci che quando succedono certe cose io non ho il tempo, nè la voglia e tanto meno l’energia per parlare e far capire quello che sta succedendo a chi mi accompagna?

capisci che io ieri mi sentivo in colpa nei tuoi confronti, per averti sottoposto ad una “tortura” del genere?

io ieri avevo bisogno di tranquillità e silenzio, avrei dovuto pensare solo a me stessa ed avere la mente sgombra, mentre così ho cominciatoa preoccuparmi per te, vedendoti così agitato, sapendo che la pazienza non è il tuo forte.

capisci che ieri ho avuto piacere di averti al fianco durante tutte quelle ore, ho avuto piacere di avere un accompagnatore per quando sono uscita, ma la prossima volta, per piacere, fai decidere a me se ho bisogno o meno di essere accompagnata.

Grazie Ferrari per aver portato tanta pazienza ieri, di avermi fatto ridere quando invece avevo solo voglia di piangere ,grazie per avermi accompagnato nella mia sunnambolica passeggiata fatta dall’ospedale alla stazione, grazie Ferrari per avermi messa a sedere mentre mi ordinavi una pizzetta e avermi lasciata dormire quei pochi minutio che mi occorrevano per riprendermi un po’.

Ieri due TAC con mezzo di contrasto, quindi due iniezioni di antistaminico per contrastare la mia allergia, oggi ancora la bocca impastata, la testa frstornata e ancora tanto sonno.

CON E SENZA SCOSSONI

si va avanti.
Sto ancora cercando di rendermi conto cosa significhi “guarita”, non ho ancora ben capito in quale posizione mettermi, non ho ancora ben capito come procederà da ora in poi, non riesco ancora a capire come potrà essere da ora in poi senza quella spada di damocle sulla testa.
non ho amcora ben capito come sarà il mio umore all’approssimarsi dei controlli che farò da qui a…..da qui a quasi un anno.
sto ancora rimuginando sui miei primi pensieri di guarita.
onestamente non l’avevo presa molto bene, nel senso che era da poco morta Anna, e non mi sembrava giusto che io avessi avuto tanto e lei niente, mi sono dettta subito che non era giusto, che se avessimo avuto il 50% e il 50% lei, saremmo state tutte due bene.
ma poi si sa, la mente umana “digerisce” tutto.
poi all’improvviso una telefonata, la chirurgia plastica che si fa viva e mi annuncia il mio ricovero per il 13 gennaio.
e allora tutto comincia a vorticare, l’arrivo del fax con tutte le istruzioni, con tutti gli esami pre-operatori da fare, l’appuntamento già preso con l’anestesista, il dovermi organizzare con la Tata, sì perchè alla fin fine, la mia preoccupazione più grande è lei, il dover delegare ad altri le mie mansioni, tutto il resto e tutti gli altri sono già abbastanza grandi da potersi arrangiare.
e da quel momento lì, facendo due conti, in dieci giorni lavorativi, ben 6 li passo in ospedale, fra tac e visita del Ferrari, prenotazioni ed esami miei, nel frattempo si avvicina pure il Natale, con tutti i compleanni che si porta dietro.
TOMBOLA!!!!!!!!! La frenesia e l’ansia sono servite.