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CAPISCI PERCHE’….

….non voglio farmi accompagnare da nessuno quando vado a fare qualsiasi esame?

perchè se succede come ieri, mi innervosisco.

siamo rimasti dentro ad un ospedale ben 6 ore, ci sono stati dei malintesi fra gli operatori sanitari, ma alla fine chi ne ha fatto le spese siamo stati noi.

e tu hai cominciato a scalpitare, a mugugnare fra i denti, ad imprecare contro tutto e contro tutti, non riuscivi a capire perchè venissi rimpallata da un medico all’altro e, per quanto io facessi per spiegartelo, tu ormai avevi la mente chiusa e non ascoltavi nulla di quello che ti stavo dicendo.

capisci che quando succedono certe cose io non ho il tempo, nè la voglia e tanto meno l’energia per parlare e far capire quello che sta succedendo a chi mi accompagna?

capisci che io ieri mi sentivo in colpa nei tuoi confronti, per averti sottoposto ad una “tortura” del genere?

io ieri avevo bisogno di tranquillità e silenzio, avrei dovuto pensare solo a me stessa ed avere la mente sgombra, mentre così ho cominciatoa preoccuparmi per te, vedendoti così agitato, sapendo che la pazienza non è il tuo forte.

capisci che ieri ho avuto piacere di averti al fianco durante tutte quelle ore, ho avuto piacere di avere un accompagnatore per quando sono uscita, ma la prossima volta, per piacere, fai decidere a me se ho bisogno o meno di essere accompagnata.

Grazie Ferrari per aver portato tanta pazienza ieri, di avermi fatto ridere quando invece avevo solo voglia di piangere ,grazie per avermi accompagnato nella mia sunnambolica passeggiata fatta dall’ospedale alla stazione, grazie Ferrari per avermi messa a sedere mentre mi ordinavi una pizzetta e avermi lasciata dormire quei pochi minutio che mi occorrevano per riprendermi un po’.

Ieri due TAC con mezzo di contrasto, quindi due iniezioni di antistaminico per contrastare la mia allergia, oggi ancora la bocca impastata, la testa frstornata e ancora tanto sonno.

CON E SENZA SCOSSONI

si va avanti.
Sto ancora cercando di rendermi conto cosa significhi “guarita”, non ho ancora ben capito in quale posizione mettermi, non ho ancora ben capito come procederà da ora in poi, non riesco ancora a capire come potrà essere da ora in poi senza quella spada di damocle sulla testa.
non ho amcora ben capito come sarà il mio umore all’approssimarsi dei controlli che farò da qui a…..da qui a quasi un anno.
sto ancora rimuginando sui miei primi pensieri di guarita.
onestamente non l’avevo presa molto bene, nel senso che era da poco morta Anna, e non mi sembrava giusto che io avessi avuto tanto e lei niente, mi sono dettta subito che non era giusto, che se avessimo avuto il 50% e il 50% lei, saremmo state tutte due bene.
ma poi si sa, la mente umana “digerisce” tutto.
poi all’improvviso una telefonata, la chirurgia plastica che si fa viva e mi annuncia il mio ricovero per il 13 gennaio.
e allora tutto comincia a vorticare, l’arrivo del fax con tutte le istruzioni, con tutti gli esami pre-operatori da fare, l’appuntamento già preso con l’anestesista, il dovermi organizzare con la Tata, sì perchè alla fin fine, la mia preoccupazione più grande è lei, il dover delegare ad altri le mie mansioni, tutto il resto e tutti gli altri sono già abbastanza grandi da potersi arrangiare.
e da quel momento lì, facendo due conti, in dieci giorni lavorativi, ben 6 li passo in ospedale, fra tac e visita del Ferrari, prenotazioni ed esami miei, nel frattempo si avvicina pure il Natale, con tutti i compleanni che si porta dietro.
TOMBOLA!!!!!!!!! La frenesia e l’ansia sono servite.

UN’ALTRA DIMENSIONE

Dovrò abituarmi a questa nuova dimensione, a questa nuova svolta nella mia vita.

La dimensione di chi è guarito, la dimensione della “sopravvissuta”.

Che brutta parola “sopravvissuta”, preferisco “guarita”, mi suona più familiare, più enfatizzante, come se fossi guarita dall’influenza, anche se di influenza non si tratta.

Parole ascoltate con bramosia, non avrei mai pensato di sentirmele dire, parole che fanno bene al cuore e all’anima.

Ecco, questa è una nuova dimensione alla quale dovrò abituarmi, una dimensione nella quale, però, non mi potrò permettere di abbassare la guardia.

Ma da ora in poi, forse, i controlli li affronterò con un altro spirito, senza sempre sentirmi minacciata.

E questa svolta inaspettata, mi permette di concentrarmi sopra acose più banale, mi permetterà di rivolgere tutte le mie energie al Ferrari e “lavorare” affinchè anche lui, dopo 10 anni, si possa sentire dire guarito, “sopravvissuto”.

Però io l’ho già detto alla Dottoressa Oncologa-amica di chiacchiere, “…una volta all’anno ti verrò a trovare in veste di paziente” , non me la sento ancora di essere lasciata libera, ho ancora voglia di sntirmi rassicurata da una persona in più.

E da oggi in poi la mia Dottoressa di Base, avrà un motivo in più di essere fiera, ha vinto una paziente in più da portare per mano, con la quale “fare un Noi”.

Io confusa, felice, un po’ impaurita.

 

 

 

MA POI PASSA

Il malumore suscitato da una telefonata fatta di prima mattina, il malumore causato dalla conversazione con un’operatrice infermieristica che stamattina non ne aveva voglia, il malumore causato da questa conversazione dove, dall’altra parte, chi stava ascoltando, non ascoltava, non sentiva quello che stavo dicendo, che continuava a darmi risposte preconfezionate.
Ma poi passa.
E’ bastato ritrovarmi con persone piacevoli, intavolare una conversazione piacevole e intelligente, ascoltare la Vale e l’Ele per ritrovare un minimo di serenità, e ritrovare la voglia di rifare la telefonata, ma questa volta direttamente con il medico e trovare la soluzione.
E’ già quasi passato.

GRAZIE NO

Care ragazze, amiche, mamme delle amichette di Tata, vi ringrazio tanto, siete carine e gentili, ma è inutile che insistiate nel volermi accompagnare alle visite di controllo, vado da sola, preferisco stare da sola sia prima che dopo la visita.

Il prima mi occorre per esorcizzare la paura, mi occorre stare da sola per svuotare la mente da tutti i pensieri negativi, mi occorre stare da sola per caricarmi di energia.

Dopo mi occorre stare da sola per digerire le parole, i risultati degli esami e delle visite, mi occorre stare da sola per trovare le parole da dire ai miei in maniera che non si spaventino, visto che tutte le volte c’è sempre qualche inghippo, e la loro paura a me fa paura, loro non debbono averne se non vogliono che io ne abbia.

Care ragazze vi ringrazio, ma per favore, non chiedetemi più nulla, altrimeti dovrei rispondervi con un secco “NO” detto a muso duro

MA PER PIACERE!

smettetela di corrermi dietro per raccontarmi i vostri malammi.
smettetela di guardarmi come se avessimo sempre mangiato pasta e fagioli assieme….ci siamo visti per la prima volta oggi in ascensore.
smettetela di guardarmi in cagnesco perchè non partecipo alle vsotre conversazioni, alle vostre lagnanze per il ritardo, non fanno per me, so che quando si entra in ospedale, si conosce l’orario di entrata ma mai di uscita…e poi, ditemi, cosa avete da fare di così importante là fuori, oltre a girovagare come se il mondo dovesse fermarsi se voi non andate all’alba a far spesa o ad occuparte i tavoli di un bar, consumando un solo caffè e stazionando lì tutta mattina, monopolizzando i quotidiani?
se me ne sto in disparte, se accenno solo a un “buongiorno”, detto epr educazione, se non mi piazzo davanti alla porta dell’ambulatorio in attesa di assalire il medico che ne uscirà, se me ne sto seduta, sprofondata nella lettura, ci sarà un perchè, e allora…chiedetevi il perchè.
Ma per piacere non ammorbatemi l’aria con le vostre chiacchiere, non r ivolgetemi domande alla quali non ho voglia di rispondere, sono dentro ad un ospedale e non ad un happy-hour.
Io asrociale

I BIMBI SENZA LA LORO MAMMA

L’ ho abbandonato mezza giornata, non ce la facevo, si erano accavallati alcuni impegni.

LaFiglia aveva bisogno per l’imminente trasloco.

“Se non riesco ad andare io nel pomeriggio in farmacia, devi andare TU (inteso come Ferrari) al cup per la prenotazione, è urgente…”

“Non ti preoccupare….ci penso io..quando debbo fare il prelievo per oncologico?”

“Il 14, vedi un po tu se riesci a fartelo fare con lo stesso buco…”

“Stai tranquilla….”

Secondo voi quando deve fare il prelievo per l’anti citrullina?

Ma naturalmente il 14, ma non nello stesso presidio, in un altro.

Secondo voi cosa posso aver pensato, ma non detto, perchè mi sembrava di sparare sulal Croce Rossa?

Io che parlo di ninete per non soccombere all’esaustezza.

IL TEMPO E LE ENERGIE

“Ma come mai non hai fatto leggere prima l’esito della tua TAC?”

in questo mese e mezzo le mie energie erano tutte convogliate verso il Ferrari.

in questo mese e mezzo i miei pensieri, le mie energie hanno dovuto lavorare per il Ferrari, per trovare una soluzine, per trovare sempre le parole giuste per lui, per non farmi mai vedere demoralizzata, non me lo potevo permettere.

Scuse? forse e forse, se avessi voluto, il tempo per parlare con il mio medico e l’oncologo, l’avrei trovato, ma sinceramente non ce la facevo, non ce la facevo a mettere altra carne al fuoco, non ero in grado, non avevo abbastanza energie per mettere in fila anche le risorse per me.

adesso è venuto il mio tempo e le nuove risorse ed energie per me le ho trovate.

MONDO

…..chimico, dove tutto è ovattato.

La nebbia, c’è o è solamente davanti hai miei occhi?

mondo chimico che è piacevole in questi momenti in cui hai bisogno di attutire la paura dell’esame superato.

mondo chimico che aiuta a superare lo stress, la paura provata quando ti si è avvicnato il medico per parlarti, parole che hanno fatica a superare  la barriera chimica che stava circolando nel corpo.

Mondo chimico che è crollato alle parole “tutto…come….6 mesi…allora….tranqu…..” .

E il mondo chimico ha ripreso il sopravvento.