Archivi tag: esiti

CAMBIA IL VENTO

Sta cominciando a soffiare in nostro favore.
E’ un soffio appena appena accennato, è un soffio che dovrà essere confermato dalla Dottoressa Dagli Occhi Buoni, ma per noi è un gran traguardo, raggiunto in anni di sofferenze, paure e tentennamenti.
Ma un piccolo passo avanti è stato fatto, la medicina e la ricerca si sono mostrate vincenti.
Siamo ottimisti, almeno io lo so, ho sentito allentare un po’ la morsa del cancro su di noi.
E adesso concentriamoci sulla visita futura, concentriamoci sui sorrisi e le belle notizie che ci aspettano, anche se.ultimamente, abbiamo un po’ paura di queste felicità che ci piombano addosso all’improvviso.
Temiamo sempre che ci sia qualcosa in agguato che ci possa far ripiombare nel baratro, abbiamo sempre un filino di ansia e di incredulità, forse perchè per diverso tempo tutto remava contro, ora fatichiamo a renderci conto che il vento si è girato.
Adesso possiamo concentrare le nostre enegie sul nuovo percorso di vita, al quale stiamo prendendo le misure.
In attesa che passi l’influenza al Ferrari, che passi il raffreddore a me e che l’herpes che mi si è scatenato, decida di abbandonarmi.

GIOSTRA

Penso, credo, che dopo un’uscita del genere starò bene per un po’.

Non so se da qui al 17 aprile uscirò di nuovo di casa. Che poi la fatica non è uscire, ma rientrare, dover far le scale in salita, perchè si sa, ad andare in discesa tutti i santi aiutano.

Si è passata la mattinata fra la prima e la  seconda colazione, un accompagno al lavoro dell’amica V, tante chiacchiere, un po’ di “sbisciulamento”, tante risate e la mia evocazione di un’immagine un po’ boccaccesca.

Si è passata la mattina ridendo, facendo finta di niente, per non pensare all’appuntamento delle 13.

Poi, inesorabilmente, l’orario è venuto e all’uscita dal suo ambulatorio, dopo la visita, fatta di chiacchiere serie e facete, il cielo è sempre azzurro, il sole scalda e la stanchezza si sta facendo avanti, ma poi si decide di stemperare l’ansia, di autodigerire le sue parole facendo shopping in profumeria.

Peccato che ci sia un unico neo: il dovermi muovere sulle stampelle, che è faticosissimo e stancantissimo.

E anche a questo giro di giostra ho vinto la mia bella visita di approfondimento e un bel malloppo di ricette e medicinali.

Ma noi continuiamo a sperare e a crederci.

TAC

Ho fatto la TAC, ho fatto la preprazione.
Ho sonno, tantissimo sonno, mal di testa, fame e freddo.
Ho mangiato, prendo un qualcosa per il mal di testa e vado a dormire fino alle 16,30, poi via con la Tata verso i nostri mille impegni quotidiani: oggi laboratorio di inglese.
Penso di aver superato la fase più brutta, la preparazione e l'esecuzione dell'esame, con la paura di riavere una reazione allergica.
Adesso si tratta di aspettare l'esito e, spero, come dice un'amica cancer blogger, spero che non aumenti la tensione così smetto di lamentarmi, tanto per parafrase un'altra amica cancer blogger.
E dopo questo, con il sorriso sulle labbra al pensiero di questo ameno scambio di sms, vado a dormire.
Alla prossima,sempre su questo schermo.

ESTERNO INTERNO

Il silenzio è il degno compare di questi giorni, giorni di esami, di controlli, giorni dove si gioisce in silenzio, ma il sorriso dalle labbra arriva semore al cuore e agli occhi.
Per accedere al reparto di senologia hai girato all'esterno dell'ospedale, per la prima volta in tanti anni hai girato sul marciapiede esterno, hai raggiunto la meta guardando le vetrine dei negozi, hai preferito non prendere la strada interna che attraversa tutti i padiglioni, non avevi fretta di arrivare.
All'esterno è tutto un altro mondo, all'esterno c'è gente che cammina tranquillamente, non vedi nessun camice bianco o divisa verde, non vedi persone con lo sguardo perso o angosciato, al bar non incontri per forza altri medici o infermieri, all'esterno è il mondo dei sani dei "normali" e lo puoi percorrere senza ansia, non hai scritto in faccia "sono malata e sto andando per i controlli e ho un fifa blu", fuori puoi passare benissimo per una donna a passeggio, che si ferma in un bar per la colazione in attesa di un'amica.
Se poi ci aggiungi una bella giornata di sole e di cielo sgombro da nuvole e nebba, il gioco è fatto, il gioco alla "normalità", il gioco del "Sono sana e niente mi turba"…..
Peccato che appena arrivi in reparto tutto torna alla tua normalità, alla tua ansia, dove tutto di diventa insopportabile, dove avresti voglia di dire alla signora di chiudere la bocca, di fare silenzio, di non ripetere sempre e solo le stesse cose, dove avresti voglia di dire al paziente appena entrato di abbassare la voce, di non disturbare i tuoi pensieri, di non rompere l'incantesimo che stai cercando di crearti attorno, un incantesimo fatto di silenzio indifferente al perchè sei lì.

INDIFFERENZA

E così anche questa volta siamo arrivati al periodo esami.
Ci siamo arrivati in piena indifferenza, con la mente vuota, senza nessu patema.
Siamo arrivati a questo periodo assumendo la tattica dell'indifferenza, non facendo mai trapelare nulla dal viso, dallo sguardo, dagli occhi.
Non parlandone mai.
Senza sbandierare ai 4 venti le date degli esami e cosa dobbaimo fare alla fine di questo giro.
Non si dice nulla a nessuno, anzi quando qualcuno arriva a chiedere si glissa con indifferenza, si cambia magistralmente discorso.
Siamo arrivati al punto di non sopportare più sul viso degli altri la vera, o finta, preoccupazione che ci attanaglia.
Siamo arrviati al punto che rispondiamo in malo modo a chi tenta di affrontare l'argomento, assumendo un'aria di sufficenza, un'aria da far pensare che su di noi questi momento scivolano con indifferenza, come gocce d'acqua su di uno specchio.
Siamno arrivati al punto di rispondere a muso duro a chi lascia in sospeso la frase per non pronunciare la parola
CANCRO.
Siamo arrivati al punto di guardare dal basso verso l'altro chi ti continua a guardare con occhi di compassione, sttrizzando gli occhi e stringendo i denti, mentre sibiliamo, con il sorriso sulle labbra, che le nostre priorità ora sono altre, che i nostri progetti per il futuro non comprendono preoccupazioni inutili di CANCRO.
E che la nostra idea è quella di campare fino a 100 anni e poi morire se ci pare.
E con indifferenza aspettiamo che passino i giorni, che arrivino gli esiti e che la telefonata finale sia solamente per un saluto e un "aarivederci" a ottobre.

RESOCONTO

E' stata una giornata senza arte nè parte.
E' andata bene, meglio di così non poteva andare, ma mi aspettavo di più.
Le paure rimangono, perchè quelle è difficile metterle via, e le parole ascoltate non possono essere proprio confortanti, ma tant'è rispetto a quello che  mi aspettavo è andata più che bene.
I controlli da continuare e ripetere ogni 6 mesi, ormai è meglio che mi rassegni, tanto ormai, finchè i valori non si assesteranno o non regrediranno fino all'indosabilità, è una croce che mi tocca.
Belle parole:
"Ziacris, lei deve stare tranquilla, è tutto nella norma, certo che per i malati di tumore bisogna avere un occhio di riguardo in più, per evitare di arrivare tardi nel caso si muova qualcosa."
E' un discorso che non fa un plissè. Meglio prevenire piuttosto che curare.
"Ziacris lei adesso si deve mettere tranquilla, tanto quello che lei vuole sentirsi dire non glielo potrò mai dire, e lo sa benissimo, indietro nel tempo non si torna, purtroppo non potrà tornare ad essere quella di prima, visto che ormai è in questa barca, con questi compagni di viaggio vediamo di farci piacere la compagnia"
E anche questo discorso non fa un plissè.
"Ziacris sono io il primo a capire che lei non ha tempo da perdere, ma sappia che noi adottiamo questa linea di condotta, perchè sappiamo che appena appena molliamo un po' la presa, voi malati di cancro (anche se io preferisco chiamarvi ex- malati) vi date alla pazza gioia e diradate di molto gli esami di controllo e questo non ve lo potete permettere.
E qui mi sono sentita sgmamata e ho fatto un sorrisino un po' storto.
"Ziacris facciamo così…le faccio gestire la cosa: io e lei ci rivediamo fra un anno, però nel frattempo
ogni 6 mesi mi fa gli esami e poi, se vede che qualcosa non va o se cambia qualcosa, mi telefona. Intanto per il problema all'endometrio so che deve fare un a serie di accertamenti e la lascio nella mani degli specialisti, faccia tutto quello che le dicono, senza passare parola a me, così le situazioni se le gestisce lei. Per il nodulo al polmone se la gestisce con il suo medico e, magari, veda di ripetere tutte quelle visite che ha fatto 5/6 anni fa e che non ha mai più controllato. Faccia la bravina, non pensi solo al tumore al seno, il corpo umano è fatto anche di altri organi"
E qui sono stata scoperta in flagranza di reato: tutto il resto era passato sottogamba, tanto con una pastiglina, o uno sciroppino tutto si cura.
E questo ulrimo discorso mi è piaciuto tanto.

E SIAMO APPENA ALL'INIZIO

E' piovuto venerdì, sabato diluviava ed era freddo, umido che entrava nelle ossa.
da ieri il Ferrari ha la febbre e il raffreddore.
E siamo appena all'inizio della brutta stagione.
Sabato prelievo per i marcatori, oggi rx torace.
"Ziacris la lastra va bene, ma aspetti che il medico le deve parlare"
E siamo appena all'inizio degli esami.
E l controllo ce l'ho il 5.
E siamo appena all'inizio.

VENTO SOLE E FERRAGOSTO

C'è vento e sta diventando sgarbato. Però stamattina è stato veramente piacevole, sotto al sole in spiaggia era gradevole, accarezzava , evitava il sudore e si leggeva splendidamente.
Dopo i giorni di "suocerite", che non è ancora passata, ci sono tante cose che continuano a darmi fastidio, ma basta avere un minimo di pazienza e poi tutto torna alla normalità.
Ieri è stato nè più e nè meno un giorno come gli altri, a parte l'arrivo degli amici bikers, la voglia di rivederli, il tanto piacere che hanno portato per un paio d'ore.
Ieri è stata una bella giornata allegra, ieri è andato tutto liscio.
Forse perchè ieri non c'era questo vento che, come solito, scompiglia i capelli e i pensieri, allontanando i pensieri leggeri e  tirando fuori tutti i pensieri più cupi e pesanti.
Oggi è una giornata no, una giornata da passare da sola, come un'eremita, ma non si può.
Mi sono chiusa nel mio mutismo più serio, ma un minimo bisogna tirare fuori, è polticamente corretto far capire a chi mi circonda che non ce l'ho con loro, che non è colpa loro se oggi sono cupa e lunare, ci provo, mi sforzo, ma non so se ci riesca.
Alla fin fine, poi, a me se lo capiscono o meno, non interessa ,forse, più di tanto, tanto loro non possono fare assolutamente nulla per cambiare la situazione, quindi…tanto vale lasciar sbollire il tutto nella solita maniera, lasciandomi bollire nel mio brodo, e  aspettare che si raffreddi.
Ho già fatto un elenco completo mentale di quello da portare a casa e cosa lasciare qui ad aspettare il mio ritorno.
Stasera dopo cena si riparte per casa, si riapre la casa del paese, ci si accampa per bivaccare un paio di giorni lì, sperando che il tempo passi in fretta per tornare alla monotonia e alla buona e sana noia del mare.
Domani mattina presto, ci togliamo il primo pensiero per il Ferrari, domattina TAC, poi si aspetta pazientemente che passino 48 ore e si va dallaDottoressa dagli Occhi Buoni.
Dotoressa dagli Occhi Buoni, vorrei tornare a Cervia con la serenità di 15 giorni fa,vorrei continuare le mie vacanze nella noia più assoluta e completa. Vorrei continuare la mia vacanze con la Tata nella maniera più banale possibile, dove l 'unico inconveniente è il dover sgridare e alzare la voce ogni tanto con la Tata.
E niente altro, non chiedo niente altro.

VA MEGLIO

Ecco, adesso, va molto meglio rispetto a questa mattina.
il malumore mi ha perseguitata tutta notte,durante tutta la mattinata e tutto il pomeriggio.
Sono amareggiata, delusa, anche impaurita. ho paura di una ripercussione sulla mia auto, ho paura di alzarmi un mattino e trovarmela con le gomme tagliate o bruciata.
Ma non riesco a farci nulla, è più forte di me, non riesco a far finta di niente, non riesco a passare sopra a determinate situazioni.
in più metteteci i pensieri di questi giorni, che a volte si fanno leggeri, ma spesso sono pesanti come macigni, mettiamoci anche le ansie per la salute altrui, per la salute delle amiche, di personae vicine alle amiche, di altre persone che mi sono vicine…un mix esplosivo.
ma i pensieri per chi mi circonda diciamo che sono quasi un'ancòra per me, penso a loro per non pensare più di tanto a me.
diciamo che penso al mondo che mi circonda per non guardare al mio, diciamo che, probabilmente, la mia voglia difare pelo e contropelo di ieri era solo una banale scusa, diciamo che l'essermela presa con i vicini di casa è stato un appiglio per scaricare una tensione, per urlare la mia rabbia.
e la mia rabbia era ancora potente questa mattina dopo una parlata ieri sera con un'amica, con il Ferrari che con il sorriso sulle labbra ha detto che io penso sempre e solo nero.
mi ha urtata questa sua frase, perchè lui in questo mese manco si è premurato di chiedere cosa mi avevano detto, cosa ne pensava l'oncologo, cosa mi passava per la testa.
forse ha ragione, mi ha sempre vista fare, brigare come sempre, ultimamente tutta presa dalla Tata, ma non ha mai approfondito i miei scatti, ammettiamolo non si è curato più di tanto dei mier controlli così ravvicinati, non si è mai chiesto il perchè.
ammettiamolo, con lui non ne ho parlato, non ho mai accennato nulla, presa quasi dalla sindrome della martire.
ammettiamolo non ho voglia di parlarne, debbo solamente aspettare e sperare che da qui a settembre si fermi tutto, tutto si stabilizzi e tutto torni nella norma.
ammettiamolo non ho voglia di farmi condizionare da una situazione ancora tutta aleatoria, ma che è lì che gioca a nascondino con me, con la mia paura.
ammettiamolo ho tanta paura, anche se so che la soluzione c'è, a tutto c'è rimedio, ma ieri sera avevo bisogno di qualcuno che facesse da capro espiatorio alla mia rabbia.
e i tre sull'albero, che fossero extra-comunitari o italiani non avrebbe fatto nessuna differenza. e il vicinato ne hanno fatto le spese.
ammettiamolo sono stanca di essere sempre io la prima a parlare, a dire come stanno andando i controlli, avrie piacere ogni tanto che qualcuno attorno a me me lo chiedesse per primo, senza aspwttare che sia io a parlarne.

FINALMENTE

Ohhhhh, era ora. Finalmente una mattinata senza mamme attorno.
Una mattina in cui nessuna si è fatta sentire, una mattinata in cui poter pensare e ridimensionare l'episodio di ieri sera.
Una mattinata facendo colazione da sola, leggendo un libro e rientrando piena di voglia di fare:
Oggi mi dedico all'angolo divano, tenda impegnativa già smontata, lavata e rimontata, adesso la lavatrice sta girando con dentro tutte le fodere dei cuscini extra del divano, poi piano piano smonterò tutte  le fodere del divano ed entro sera saranno lavate e rimontate.
Una mattinata con la mente già alla grigliata di stasera a casa di E., sarà una serata di risate, io lo so già come vanno  a finire queste grigliate estive con i bikers, che si comincia tanto per stare un po' assieme, ma non si fa tardi, perchè domattina ci aspetta il lavoro, poi…una chiacchiera tira l'altra, una fetta di ciambella tira l'altra, una fetta di cocomero fresco per bagnare un po' l'ugola, poi via di nuovo di ciligie e si fa notte fonda che manco te ne accorgi, che manco hai voglia di lasciare la compagnia e di andare a letto, che manco te ne accorgi e hai già programmato tutto il fine settimana da bikers.
E questi pensieri leggeri e allegri mi fanno bene, mi aiutano a guardare con occhio più tollerante le mamme, mi aiutano a ridimensionare episodi e a prendere le giuste distanze dal pensiero degli esami appena fatti, che mi aiutano a pensare a mente più serena agli esami prossimi a venire, che mi aiutano a diluire un po' la paura.