POCHE MA BUONE

Le gioie ed i momenti di serenità e traquillità, ultimamente, sono pochi ma buoni, buoni veramente.

LaMiaMamma si sta riprendendo da un ricovero per problemi cardiaci, è tornata la Signora di 87 anni che si vuole ancora bene, che esce elegante e leggermente truccata per andare al barettino di fronte a casa per un caffè, è tornata LaMiaMamma con la voce ferma e senza affanno che ultimamente ci aveva parecchio preoccupate.

Una domenica mattina passata con LaMiaSorella, era da tanto tempo che non stavamo assieme, ne avevo voglia, sono momenti magici che fanno bene al morale, quando il morale fatica a carburare,sono state due ore preziose passate a parlare di persona, perchè va bene il telefono, ma io,a volte, ho anche voglia di parlare con LaMiaSorella avendola lì, davanti, di fronte, per scrutare il suo viso, le sue espressioni, ascoltare la sua voce, i suoi racconti, ascolare la sua e la mia leggerezza. LAFiglia che ci raggiunge e tutto diventa perfetto.

Le chiacchiere pomeridiane in giardino con l’Amica del piano di sopra,chiacchiere per sostenerci, due risate e via, arriva sera in un attimo e tutto sembra più leggero.

La telefonata con l’Amica di Ferrara, che tutti i giorni mi ripromettevo di fare, ma arrivavo a sera sempre in affanno, finchè ho messo in pratica il consiglio de LaMiaDottoressa: prenditi qualche istante per te…l’ho fatto e alla fine sorridevo.

Una lunga telefonata con la Bionda, la storica del Cadore, una telefonata nella quale viene riversato tutto l’affetto e l’Amicizia che ci lega, sono chiacchiere, pensieri preziosi,che scaldano il cuore, sono telefonate che ci riportano al fine settimana passato assieme appena abbiamo potuto muoverci, dopo una lunga chiusura forzata, causa covid, telefonate di preparazione al prossimo incontro.

Le chat con gli Amici romani, chat fatte di chiacchiere,batture e immagini che strappano sonore risate.

Non è la quantità, ma la qualità che svolta la giornata e che aouta ad uscire da quello stagno melmoso in cui a volte mi sento immersa, stagno in cui a volte prevale la mancanza di respiro, dove tutto sembra pesante faticoo.

Le Gioie esistono ancora.

QUELLO CHE CI MANCA, QUELLO CHE MI MANCA


“Le parole diventano superflue: un abbraccio mai”

Di parole in questo periodo, o per meglio dire, in questo anno ne sono state dette parecchie, cominciando dalle parole che mi sono state dette durante il periodo ospedaliero, per il mio compleanno, ma le parole non riempiono il vuoto degli abbracci mancati, gli abbracci che scaldano.

Gli abbracci a LaMiaFiglia, gli abbracci a CompagnoFiglia per sentirmi rassicurata, gli abbracci de LaMiaMamma che hanno il potere di tranquillizzarmi, gli abbracci de LaMiaSorella che sono caldi e calorosi, gli abbracci alla Tata ce sanno di conforto e allegria, gli abbracci delle amiche che in qualsiasi maniera sono sempre state presenti e rassicuranti.

Gli abbracci persi in questo lungo anno, sarebbero stati tanto consolatorii, ma sono mancati, sostituiti dalle parole,sempre calde, affettuose, piene di calore e sostegno.

Quadno tutto sarà passato, abbraccerò tutti quelli che in un anno mi hanno sostenuta e spronta a non mollare, a non cedere.

Abbraccio l’obettivo da raggiungere nel 2021.

QUANDO SEI ARRIVATA

Era notte, pioveva, era martedì, era una nottata da lupi, ma poi sei arrivata tu, piccola stella, tanto attesa da tutti noi, piccola stella che hai portato un po’ di luce e felicità in un momento parecchio tribolato.

Sei nata di notte, in fretta e furia, con una maina appoggiata sulla guancia come a chiedere già fin da subito carezze, calore e coccole.

E in tutti questi anni non ti abbiamo mai fatto mancare il nostro affetto, la nostra riconoscenza per aver dato un svolta felice alla nostra vita.

Ed in tutti questi anni ti abbiamo curata, aiutata, sostenuta per darti il meglio di noi, perchè tu possa, un domani, essere una donna, ma soprattutto una persona capace di reggere tutti gli urti che arriveranno, ma per essere capace anche di sorridere e apprezzare tutte le piccole gioie che arriveranno, a volte attese e a volte inaspettate.

Prima sei stata La Bimba, poi La Pupetta, poi la Tata, ma adesso sei la nostra ragazza, sei il sorriso che riesci sempre a strappare e a far spuntare sulle labbra, anche nei momenti più difficoltosi.

Auguri Tata per i tuoi 15 anni.

UN BEL NUMERO

Un bel numero, tondo…90.

Non riesco ad immaginarti vecchio, non riesco ad immaginare come saresti fisicamente, come sarebbe il tuo viso a 90 anni.

La tua vita si è fermata 20 anni fa,la vita, con te, è stata matrigna fino alla fine, ma tu hai saputo donare a noi una vita piena di gioia, di insegnamenti che ci hanno fatto crescere ed affrontare la vita, questa vita che tu, per noi, sei riuscito a rendere magnanima e ricca.

Grazie papà ed auguri per i tuoi 90 anni, perhè lo so che tu stai continuando a proteggerci e a sorreggerci.

L’ADDIO MANCATO

Strani tempi questi che stiamo vivendo, ci impedscono perfino di dire addio alle persone care

L’addio mancato è quello che ti lascia l’amaro in bocca, è quello che stende un velo di tristezza sul  cuore, è quello che dirotta tutti i tuoi pensieri in quella direzione, verso la persona cara che non puoi rivedere per l’ultima volta.

L’addio mancato è rabbia verso questo momento che ti impedisce di fare le cose più ovvie, che non ti permette di portare un minimo di conforto alle altre persone, l’addio mancato è cercare conforto con loro parlando di chi ci ha lasciato senza darci il tempo di prepararci.

FINE DI UNA ESTATE STRANA.

Una estate strana che ricorderemo per ancora molto tempo, ieri si è chiusa.

Una estate passata a spizzichi e smozzichi.

Una estate passata in montagna grazie agli Storici del Cadore, con i quali abbiamo passato anche un fine settimana a Cervia.

Una estate conclusa ieri nel migliore dei modi, con LaMiaMetà e la vicinanza dalla Famiglia, regalataci da LaFiglia e IlCompagno, che ci hanno fatto conoscere un albergo dove ti senti veramente a casa, accudito, preso e tenuto per mano durante tutta la permanenza.

LAFiglia e IlCompagno ci hanno coccolato, si sono mostrati premurosi nei nostri confronti, quasi al limite da farmi sentire più anziana di quello che sono.

LaFiglia e IlCompagno temevano che non ci trovassimo bene, ma per noi già averli lì tutti, Lafiglia, Compagno, Tata, AmicadellaTata e laCocca, è stato un regalo immenso.

In più ci aggiungiamo la temperatura ideale ed il silenzio del mare a settembre…oplà.il miracolo è fatto: ho ritrovato con loro, grazie a loro la mia dimensione.

Grazie persone care e affettuose.

RIVIGNANO

Nella mia mente era un paese, era un indirizzo presso il quale spedire regali per un compleanno o per far sentire la mia vicinanza.

Rivignano è il paese dove abitava Sara.

E sabato Rivignano ha preso forma, in mezzo ad una campagna svettava il campanile della chiesa principale nella quale ci siamo ritrovati per salutare questa amica che, troppo presto e troppo in fretta, ci aveva lasciati, stupiti, attoniti senza nemmeno darci il tempo di preparci, anche se nessuna di noi è mai pronta alla perdita di un’amica, una persona importante.

Rivignano mi incuteva paura, soggezione ed un filino di ansia, ma sapevo di avere al fianco spalle robuste che avrebbero assorbito la mia angoscia, sapevo di avere al fianco persone alle quali potermi appogiare: il Ferrari, la mia stampella, Mia, la persona che riesce sempre a farmi ragionare lucidamente e Renato, il suo compagno, che riesce sempre a farmi ridere, nel cuore e nella mente tutte le parole che avevano scritto per ragazze di Oltreilcancro per essere lì con noi, almeno col pensiero.

Rivignano è stato anche l’incontro con Il marito di Sara, persona che non poteva che essere così, perchè lui è il marito di Sara.

E siamo stati tutti molto bravi, ci siamo commossi, le lacrime immancabilmente sono scese, ma quando ci simo ritrovati fuori, dopo la funzione religiosa, siamo riusciti tutti a trovare le parole giuste per incoraggiarci, per far comprendere a Marco che il nostro affetto sarà sempre con lui, Il Power è riuscito a strapparmi una risata, così grande , così ben piazzato nei suoi 16 anni, così impegnato a non farsi travolgere dalla mancanza di Sara.

Ed infine la mamma di Sara, una mamma piegata dal dolore, ma con una immensa forza d’animo, che è riuscita a strapparci un sorriso caldo e consolatorio, un genitore non dovrebbe ami sopravvivere ad  un figlio, non è naturale.

Rivignano l’ho guardato con gli occhi di Sara.

TIRIAMO LE SOMME

Ho bisogno di mettere i fila i pensieri, i ricordi, le emozioni, le paure.

E’ passato un anno da quel 20 aprile 2019 ore 23,30 che ci ha ribaltato la vita, che ci ha fatto ripiombare nell’incubo cancro.

E’ passato un anno fatto di paure, di dolore e di fatica, specialmente da parte de LaMiaMetà che ha combattuto con tutte le sue forze ed energie la bestia che stava tentando di rialzare la testa, la bestia che stava tentando di rovinarci, di nuovo, la vita.

E’ passato un anno da quel giorno, lui ci ha messo tutto il suo impegno, si è fatto quasi un anno con il farmaco di seconda linea che tutti i giorni, picchiava sempre più duro, faceva il suo sporco lavoro, ma ad un  prezzo veramente molto alto per lui.

E’ passato un anno, durante il quale i medici ci hanno tenuti per mano, sorreggendoci nei momenti di paura e sconforto, trovando sempre le parole per spronarlo ad andare avanti.

E’ passato un anno durnte il quale tutte le persone a noi vicine, amici e parenti, hanno fatto tutti la loro parte, sostenendoci, aiutandoci, prendendoci sotto braccio  e conducendoci verso luoghi e momenti di leggerezza e serenità, ognuno di loro, alla loro maniera, hanno messo tutti in campo le loro energie per passarne un po’  a noi.

Quando, finalmente, fu presa la decisione di intervenire chirurgicamente, abbiamo stretto i denti, ci siamo lasciati consigliare, fidandoci ciecamente dei medici che fino ad allora, e tutt’ora, si stanno occupando non solo de LaMiaMetà, ma, indirettamente, anche di me.

Onestamente speravo, mi auguravo che, dopo un anno così travagliato, avessimo il diritto di tirare il fiato, di sgombrare la mente e di pensare solamente ad andare in giro , in auto, in moto, di riprendere in mano i fili da dove si erano spezzati, e ripartire, lasciandoci tutto alle spalle.

Invece, questo tempo di leggerezza non è ancora arrivato, ci ha pensato il covid-19 a metterci in attesa, la moto è ancora giù in garage senza assicurazione, l’auto si muove il minimo sindacale per andare da casa all’officina e basta, i sabati e le domeniche le passiamo in casa, come tutti, cercando di non farci abbruttire dalla quarantena.

Ma siamo fiduciosi che, prima o poi, tornerà il sereno, la Tata potrà tornare da noi (ci manca tanto), io potrò riabbracciare stretta stretta LaFiglia, potrò rivedere IlCompagno della figlia e farmi due risate con lui, potrò rivedere LaMiaMamma, farmi abbracciare e baciare da lei come nostro solito, potremo rivedere tutti gli amici, riprendere la nostre abitudini, tornare ad andare in centro per un giro, una piadina a Cervia e tutto quello che abbiamo sempre fatto per stare bene e assieme prima del covid-19.

Non ci ha fermato il cancro, non possiamo di certo farci fermare da un virus.

FESTA DEL PAPÀ

Oggi annaspo, oggi la quarantena mi pesa.

È la festa del papà,  ma mi manca il respiro quando ci penso,  quando me ne rendo conto.

Non sono potuta andare a salutare il mio di papà,  la quarantena ha chiuso pure i cimiteri.

Ed in questi momenti pesanti, difficili, momenti in cui tutto viene sovvertito e dobbiamo rivedere il nostro modo di vivere, la tua mancanza si fa più pesante e la tua mancanza rende ancora più difficile superare questi momenti, quegli attimi di sbandamento che arrivano ad ondate.

LE BELLE PERSONE

Son tante, e ognuna di loro, riesce ad infonderci quella forza e quel coraggio per  stringere i denti, per andare avanti, nonostante tutte le avversità.

Abbiamo una famiglia alle spalle,LaFiglia, La Tata, il Compagno, LaMiaSorella, IlSuoMarito, LaMiaMamma, tutti lì a trovare sempre parole buone e pazienti nei momenti più bui di questa settimana. Addirittura LaMiaMamma sta già pensando a cosa cucinargli per quando uscira dall’ospedale, in maniera che si riprenda al meglio.

Abbiano una serie di Amici sempre presenti con parole, gesti e fatti che ti lasciano senza fiato.

Poi, oggi abbiamo avuto Marina e Alberto che si sono presi dal Cadore, hanno fatto un sacco di chilometri per stare due ore con noi, per alleggerire il peso che, negli ultimi due gorni, ci stava schiacciando e opprimendo.

LaMiaMetà non sapeva di questa sorpresa ed io sono stata molto brava nel tenerglielo nascosto, stavamo tranquillamente parlando in quello che viene definito “soggiorno”, non ricordo cosa stessimo dicendo, quando, con la coda dell’occhio ho visto passare la Bionsa e suo marito, mi sono alzata senza dire nulla, lasciandolo lì a metà di una frase, per recuperrli lungo il corridoio, la sorpresa che si è dipinta sul suo volto è stato il più bel regalo che potessi ricevere, si è commosso, si è lasciato abbracciare e baciare dalla Bionda. ha parlato con voce sicura ad Alberto, ha passeggiato lungo il corridoio con loro, stimandosi, come un galletto nel pollaio, dispiegando tutte le piume.

CaraLaMiaGioiaGrande, vederlo così felice, per così poco, dicono loro, vederlo sereno e rilassato, non ha avuto prezzo, mi ha ripagato di tutte le fatiche, le ansie patite in questi giorni lunghi e lugubri. Gesti piccoli, per voi insignificanti, ma per noi di una umanità e immensità impagabile,Le chiamate ricevute, le conversazioni e gli incitamenti fatti via social e via chat per me, ma specialmante per lui, LaMiaMetà, sono state impagabili, vedere e sentire tutto il vostro affetto, è stato una carezza per i nostri cuori e le nosre anime ammaccate, da una prova che non ricordavamo più essere così dura.

Qundi ad ognuno di voi, che avete perso minuti e tempo per dedicarci un pensiero, un pa-pat sulla palla, una battuta, un orecchio per ascoltare le mie paure e a volte i miei pianti (LaMiaMamma e LaMiasorella), grazie per averci accompagnati fin ui, sostenendoci e abbracciandoci con calore e affetto.

Ciurma bella, buonanotte.