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QUELLA FOTO….

…che mi manca.

E’ la foto tua assieme alla Tata.

E’ il cruccio che tutte le volte che ti penso mi assale.

E stamattina ne parlavo con LaMiaMamma davanti ad un lapide, davanti alla tua foto, dopo aver cambiato i fiori per il tuo compleanno.

Quella e tante altre foto mi mancano, ci mancano.

Ci manca tutto il tempo che ci è stato strappato, ci manca il non aver potuto vederti invecchiare, ci manca il non averti potuto farti vedere quello che siamo diventate, facendo del nostro meglio per renderti fiero di noi, ci manca tutto e tanto di te.

Auguri papà, oggi sarebbero stati 88.

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GUARDANDO

Seduta, al solito bar, guardando quella finestra.

Cercare sempre il posto migliore per poter guardare quella finestra.

Nulla è cambiato da allora, anche ora, se avessi 7/8 anni, troverei più comodo e più “figo” entrare in casa arrampicandomi dal terrazzo, come facevo, come facevamo allora.

Guardando quella finestra si torna indietro di quasi mezzo secolo.

Dove sono seduta ora, non c’era la piazzetta, non c’era il monumento, non c’era il bar, c’era solamente un campo di grano, dove il contadino arava e dissodava la terra ancora con il bue.

Le zie sposate, allora, erano poche, le zie bambine con le quali giocare ancora tante.

Il nonno e la nonna erano ancora lì a sorvegliare quella masnada di bambini e adolescenti che giocavano tutti assieme.

Ieri una tapparella era sollevata, era quella della stanza che allora, era la camera da letto dei nonni.

Oggi il tendone è abbassato per ombreggiare il terrazzo.

Chissà chi ci sarà ora a vivere in quella casa?

Guardando quella finestra.

TANTI LUNGHISSIMI ANNI

18 ne sono passati da quel 6 luglio.

Lunghi, eterni, ma tutto resta immutato.

La tua mancanza, la tua assenza è di anno in anno più pesante.

Gli anni passano scanditi da stagioni, da gioie e dolori e il tuo ricordo, la tua “presenza” è sempre lì, al nostro fianco, facendoci rimpiangere tutto quello che ti sei perso.

Tutto quello che ci siamo perse.

UN’OTTIMA ANNATA

Ciao Piccolo, o forse meglio dire Ex-Piccolo, buongiorno.

Oggi non assomiglia nemmeno lontanamente  quel giorno, oggi piove, è freddo, allora c’era il sole.

Vent’anni sono passati, anzi sono volati, da oggi in poi ti renderai conto che il tempo si sta dilatando, si sta restringendo, non vedevi l’ora di arrivare a questo traguardo, perchè 20 anni sono un traguardo, uno dei tanti della vita.

Hai scollinato il crinale dell’adolescenza, della gioventù, sei entrato nel mondo degli adulti, perchè a 20 anni il mondo si aspetta che tu sia adulto.

Ma tu non cedere, rimani nel mondo della gioventù finchè ti riesce, tanto la tua parte non se la mangia nessuno, quando sarà il momento di farsi carico di responsabilià, tentativi, sogni, incazzature, delusioni, progetti e cadute, sarai da solo a fare i conti con tutto il mondo adulto.

Avrai sempre a sostenerti mamma e papà, ma sappi che il lavoro grosso lo dovrai fare tu, dovrai cavalcare tutte le onde rimanendo in equilibrio.

Guarda ancora il mondo con i tuoi occhi e la tua mente di ragazzo sereno, non prenderti troppo sul serio, tanto una risata ci seppellirà tutti, quindi tanto vale ridere tutte le volte che vorrai o che potrai, è già tutto abbastanza triste e pesante, senza che tu ci metta del tuo, ridi, gioca, canta, nuota, scia, vai in moto, fino allo sfinimento, tanto ci penserà il tempo che passa, tanto ci penseranno gli anni a venire, augurandoti il più tardi possibile, a tarparti le ali, a toglierti qualcosina ogni giorno.

Goditi tutti i momenti belli che verranno, fai scorta di buonumore, da poter usare nei giorni bui.

Auguri Piccolo e oggi sono 20.

VORREI PARLARE……

….della Tata.

E’ da tanto tempo che non ne parlo, ma lei è cresciuta, lei rimane sempre la mia Tata.

Adesso ha 12 anni abbondanti, frequenta le seconda media, è cambiata molto dallo scorso anno.

L’anno scorso mi volevo dimettere da nonna, perchè non ce la facevo, mi sentivo schiacciata da questo suo crescere, non la riconoscevo, come lei non riconosceva sè stessa.

Adesso non vedo l’ora di passare del tempo con lei.

E’ cresciuta, è spassosa, intelligente, si riescono a fare tanti discorsi fra di noi, ci divertiamo assieme, anche se lei, a volte, dice che sono imbarazzante.

Tutti i giorni quando torna d scuola le chiedo com’è andata la sua giornata scolastica.

E lei tutti i giorni mi risponde che è andata normale, come solito, per poi cominciare a raccontare delle sue compagne, dei maschi della classe, dei professori, così intanto non perdiamo il contatto con lei e con la sua realtà, ci mettiamo d’impegno per essere presenti senza dare nell’occhio.

Un mese fa circa mi ha chiesto se i maschi cresendo migliorano. Mi ha spiazzata, non potevo dirle la cruda verità, un minimo di illusione a queste ragazze, future donne, dobbiamo lasciarla.

Con calma, ho raccolto le idee e le ho risposto prendendola alla larga:

“Beh, insomma voi femmine a questa età siete sciocche, i maschi sono immaturi, sono un po’ pi indietro rispetto a voi”

“Sì nonna, ho capito, qesto lo so e me ne sono già resa onto, ma io volevo sapere se migliorano”

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria, Cri rifletti in fretta e bene.

“Tu il nonno come lo vedi?”

“Lui è bravo, lui non è tamarro come i miei compagni di classe”

“Ecco, allora, vedi Tata ,la risposta te la sei data da sola, con il passare del tempo, chi più, chi meno, diventano come il nonno”

In attesa della prossima domanda

A PARTI INVERTITE

Succede con il passare  degli anni che le parti si invertano.

Tu da figlio diventi genitore e il genitore diventa figlio.

Ma tu figlio non sei pronto a diventare genitore del tuo genitore.

Non ne hai le capacità, perchè tu sei figlio, non ne hai le capacità.

La tua mente non riesce ad invertire le parti e tutto si complica.

Tu sei genitore dei tuoi figli, non del tuo genitore.

Non riesci a trovare le parole giuste, i giusti tempi ed i giusti ritmi.

Non sai, non hai mai preso in considerazione questa eventualità, non hai avuto il tempo di preparati, ti è capitato il ruolo dall’oggi al domani, e non sai cosa fare, cosa dire.

Ti senti frustrato, vorresti dare il meglio, vorresti fare il meglio per questa persona che a te ha dato tanto, tempo,dedizione e amore.

Ti rendi conto che per tanti anni hai ricevuto, hai preso tutto quello che ti veniva dato, senza sapere che un domani avresti dovuto rendere.

E ti rendi conto che non hai accumulato esperienza, non ricordi nulla, ti senti impotente, devi navigare a vista.

Navighi a vista, pensi, cerchi, sperando di fare, dire e dare sempre il meglio.

Ma poi guardi negli occhi il tuo genitore/bambino e capisci che l’impresa sta riuscendo, sei orgoglioso di te stesso ed in silenzio ringrazi il genitore che è stato, che è riuscito a trasmettere qualcosa.

Si naviga a vista

 

UNA DATA

23 dicembre.

Una data, due avvenimenti importanti.

Il primo avvenimento è un evento gioioso, importante: l’arrivo della Sorella, eravamo da poco arrivati a Bologna, in attesa della tua nascita, tu non dovevi nascere a Bressanone, tu dovevi nascere a Bologna, e così è stato. Sei nata in una notte buia e fredda, nevicava e la mattina dopo, per arrivare dovo eri con la mamma, ricordo le strade piene di neve. E il giorno del tuo compleanno negli anni a venire ha sempre messo in secondo piano tutte le brutture che accompagnano la vita.

Il secondo è un evento triste che, fortunatamente, non è legato alla tua nascita. 14 anni fa feci la mia ultima chemio. Sofferta, voluta con tutte le mie forze, dovevo scrollarmi di dosso tutte le brutture di quel reparto, non mi interessava se dopo due giorni avrei dovuto passare un Natale malandato e scalcinato, dovevo finire, ero satura. Dovevo buttarmi tutto alle spalle, ci sarebbero stati tanti altri Natali migliori.

E comunque Buon compleanno Sorella.