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RITIRARSI

In buon ordine, in silenzio.

Lasciare andare tutto ed ascoltare le parole, le emozioni e le sensazioni.

Riprendere la buone abitudini in solitaria, per andare avanti.

Doccia, capelli e tanta crema, come allora, per lavare via gli odori e le sensazioni, per lavare via la paura e l’angoscia.

Sentire di nuovo le spalle forti, sentire di nuovo che va tutto per il verso giusto, lasciarsi guidare, ascoltare e imparare.

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria. Tutto a posto.

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IL GIORNO DELLA MEMORIA

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2019

Oggi è il giorno della memoria, vorrei scrivere qualcosa di intelligente per poi ritrovarmelo negli anni futuri fra i ricordi . Vorrei ma di fronte a tutti gli orrori del XX e del XXI secolo non conosco abbastanza parole. Ricordiamoci del genocidio degli ebrei, degli zingari,degli omosessuali degli armeni, delle foibe, dei tutu, dei siriani, e di tutte le altre minoranze (?) che ogni giorno subiscono vessazioni da parte di noi maggioranza

LA NEVE BELLA

Ieri sera verso le 19,30 ha cominciato a nevicare.

Era molto freddo, la temperatura era di molti gradi sottozero, in più c’era anche un forte vento gelido.

Ma nevicava.

Quella neve bella, leggera, sottile, che vorticava, si posava gentile sulle cose.

Ha continuato a nevicare per parecchie ore, sempre leggera, vorticosa e gentile.

Stamattina c’era un sottile strato bianco ghiacciato, che sbrillucciava alle prime luci dell’alba, che si presentava chiara e rosata.

Sulle auto c’era un velo di neve leggera che al primo colpo di tergicristallo volava via e luccicava come la polvere  delle fate.

Come tutto il paesaggio incantato dalla neve bella e gentile.

IL 13 PORTA DAPPERTUTTO

Location: centro di Bologna fermata autobus.
Protagonisti: io e Sapientina.
In una fredda mattina soleggiata sono ferma alla fermata del bus in attesa di quello che mi porterà al sant’Orsola, ospedale policlinico di Bologna. Ho il naso affondato nel tablet, sto leggendo, leggo per non dover interagire con nessuno, tranne che con me stessa.
Sapientina: “Mi sa dire l’ora per favore?”
Io. “Sono le 11 e 3 minuti”. E rimetto il naso dentro al tablet, sto leggendo e non ho voglia di interrompere.
Sapientina: “il mio bus è un po’ in ritardo”.
Io “Capita”. E mi rituffo dentro al libro che sto leggendo come se non ci fosse un domani.
Sapientina: “Lei che bus aspetta?”
Io: (non ho voglia di interagire, ma non posso nemmeno fare la figura della zoticona) “Il 25 per il Sant’Orsola”. Alzo il tablet e ricomincio a leggere.
Sapientina: “Anche il 30 va al Sant’Orsola, io sono pratica”
Premetto che il 30 va la Rizzoli, altro ospedale bolognese famoso, ma è un ospedale ortopedico, per oggi non fa al caso mio.
Io, al limite del baratro della pazienza terminata, ero pronta ad infierire.
Ma è arrivato il 13 e Sapientina è salita, si è salvata.
Il 13 porta dappertutto, anche affanculo…. pardon a quel paese

QUANDO….

… la mattina inzia guardando fuori dalle finestre e vedi solo pioggia, pioggia a catinelle e ti deprimi perchè sai che di lì a poche ore dovrai uscire di casa per recarti ad una visita.

… tutto sembra andare a rotoli e ti rendi conto che stai diventando malmostosa e  capisci che è ora di mettere in pratica le azioni che sai ti porteranno fuori dalla palude.

… mettere in pratica la cucinoterapia è inutile, non ne hai il tempo

… non ti rimane altro che buttarti sotto la doccia e sciacquare via tutto il malumore, tutto il buio che da fuori cerca di entrare in casa e dentro di te.

… e allora via di doccia schiuma profumatissimo e schiumosissimo, di shampoo rigenerante ed alla fine mettere mano ad una crema corpo chice rofumosa.

… a quel punto tutto ritorna alla giusta dimensione, tutto rientra nel tempo giusto e la pioggia battente non ti fa più paura, ti avvi per la strada sotto ad un magnifico ombrello tutto fiorato che vuole essere uno sberleffo al maltempo.

Ho cancellato la visita fatta, ma ho dovuto aggiungere altri due esami di controllo per gennaio 2018

 

NOTARE

Bar, angolo, tè e libro.

Eppure c’è qualcosa in questa alchimia che stride, che mi tedia.

Mi guardo attorno. Ascolto. Le conversazioni sono pacate, tranquille, non c’è nessuno che urla, nessuno che ride sguaiatamente.

La musica è tranquilla, niente discoteca, è quasi n brusio che accarezza lo spirito, un piacevole sottofondo.

I tipi di persone no, tutta gente normale, chè a me non interessa se sono ricchi, poveri, bianchi, gialli o neri, io sono qui per bere tè, leggere e rilassarmi.

Allora cosa c’è che mi disturba, che mi innervosisce?

Mi guardo attorno di nuovo, ascolto, mi ascolto.

Il barista, ecco è lui, lui con la sua rumorosità nel sistemare piattini e tazzine, sbattacchiandole le une contro gli altri.

Il tè si è raffreddato, il libro ha perso interesse, mi alzo pago ed esco ripromettendomi di non tornare mai più.

Umore rovinato

 

TRANQUILLITÀ EFFIMERA

E’ quella che aleggia qui in casa per questa sttimana ormai agli sgoccioli.

Una settimana senza Tata, al mare con mamma e papà, e senza la Cocca pelosa quadrupede.

Una settimana fatta di tranquillità, senza nessun patema, senza dover correre da lei alle 10 sperando di trovarla già alzata, possibilmente già vestita e colazionata, senza grandi imbronciature dovute all’età.

Una settimana senza i baci bavosi della Cocca pelosa quadrupede, anche lei al mare al seguito di tutta la famiglia.

Ma questa settimana è volata, è già agli sgoccioli, passata fra lavatrici e assi da stiro, fra riportare a casa loro la biancheria già lavata e stirata, ricordarsi di passare anche da loro a mettere fuori la raccolta indifferenziata e la plastica, perchè il mercoledì mattina passano a ritirarla, ricordarsi di passare da loro il mercoledì sera per ritirare il bidone dell’indifferenziata e portare giù la carta, che verrà ritirata il giovedì mattina,

Una settimana passata a guardare le foto della tata e la Cocca pelosa la mare, sull’altra sponda dell’Adriatico, la bipede sempre in acqua e la quadrupede recalcitrante al bagno, per poi decretare che lei ama la sabbia e la spiaggia.

Una settimana di pranzi e cene solamente io e il Ferrari, che fra l’altro si è infortunato, mettendo male un piede se l’è storto ed ha preso una grossa contrattura alla schiena, ma anche questo infortumio, come la settimana di tranquillità effimera, è agli sgoccioli.

E da mercoledì in poi tutto tornerà come prima, divisa fra due case, fra la Tata e la Cocca.