OGGI HO BISOGNO

Di calma. Di silenzio.  Di tranquillità.

Niente cani, niente  bambini, niente compiti delle  vacanze.

Niente  di tutto questo.

Durante  la pubblicità di un integratore sono sbottata dicendo che me lo sarei dovuto fare in vena.

Fuori  c’è vento che dovrebbe rinfrescare, ma scompiglia ancora di più.

Oggi  avrei bisogno che fosse  già venerdì

 

 

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BISOGNI PRIMORDIALI

Ho bisogno di normalità, di tornare ad una vita normale, con orari e d impegni ben scanditi e regolari.
Sono stanca di tutto queto essere sospesi, di questi giorni che sono di festa, ma festa non sono, perchè sul calendario sono segnati in nero, non in rosso.
Dovrebbero essere i giorni che ci avvcinano, che ci preparano ad un rientro alla normalità scandita da settimane fatte di giorni lavorativi e giorni festivi ben stabiliti.
La normalità stabilizzante, portatrice di umore stabile e non sempre in bilico fra gioia e passeggiate, ma anche scossoni quando ti rendi conto che non è festa, ma una banale e normale giorno feriale, anche se hai la Tata in giro per casa, anche se non sai mai cosa potresti far nel pomeriggio (cucinare? stirare? andare in giro fuori porta o in centro?).
Sono giornate anche queste.

UN SOGNO DA RIFARE

Mattina strana, che segue una nottata strana.
Una notte fatta di sogni, di un sogno nel quale io sognavo di dover rifare un sogno, di un suono della sveglia che è arrivato durante questa fatica di rifare un sogno già fatto.
Un suono che mi ha di nuovo catapultata in una nuova giornata che girerà freneticamente, quando io non sono ancora pronta a salire su questa giostra che gira senza mai fermarsi, che gira incredibilmente forte creando dei vortici nei quali ci si sente risucchiati e, dai quali, non si vede via d’uscita.
Oggi poca voglia di girare, oggi il cielo è grigio, ma almeno non c’è la cappa di nebbia di ieri, una finestra che dà sullo stesso panorama tutti i giorni, a tutte le ore che inesorabilmente passano anche qua dentro.
Oggi manca la volontà di salire sulla giostra e di adeguare il ritmo personale, a quello imposto dalla giostra, oggi ci vorrebbe la bacchetta magica per annullare tutto oppure per dare l’andatura giusta per non cadere.

A PICCOLE DOSI

Promemoria:
-cup
-farmacia
-posta.
ecco 3 impegni che vanno diluiti nel tempo, vanno presi a piccole dosi, impegni che non puoi sbrigare tutti in un giorno, ne va della tua sanità mentale.
specialmente quando ti devi scontrare con file e code che hanno dell’incredibile, quando devi ascoltare le chiacchiere insulse di chi ti circonda, perchè non sanno cosa voglia dire chiacchierare e dispensare le loro perle di saggezza a bassa voce, quando a te, che sei loro vicina, non interessa assolutamente nulla dei loro malanni, delle loro preferenze in campo calcistico.
specialmente quando senti persone anziane ribadire che loro sono anziane e noi “giovani” dovremmo riservare una corsia preferenziale a loro, lasciarli passare, perchè debbono andare a casa a preparare il pranzo per il nipote che arriva alle 14…guardi l’orologio e vedi che sono le 10, li guardi e ti chiedi cosa avranno mai da preparare in 4 ore.
specialmente quando devi per forza ascoltare tutti i loro malanni, fin nei minimi particolari, di quante volte hanno dato di stomaco e di quanto gli scoccia rimanere in casa quando hanno la febbre, ma loro escono lo stesso, in barba ai consigli del medico, “…perchè all’aria aperta si guarisce prima”, che poi aria aperta non è, in quanto si chiudono dentro ad un bar o circolo anziani, dove tutti sono nelle stesse condizioni, dove tutti tossiscono, starnutiscono in barba alle più normali norme di igiene.
E allora, quando tutto attorno comincia a girare, perchè senti che ti sta per partire la rispostaccia, smetti di leggere e ti concentri sul solitario che ti piace tanto.
e domani Cup, poi, forse, se ne avrò la forza, farmacia

MOLLE E PINZE

giornata da prendere con le molle e le pinze.
c’è un sottile filo di nervosismo in sottofondo.
tanti impegni, tante rogne che si sono accumulate in una settimana che leggera non è stata.
e tutto quello che si intromette nelle mie giornate che rotolano nella banalità più normale, tutto quello che viene ad alterare un equilirio già precario, mi mette nervosismo.
e dire che fuori sembra voglia far capolino un po’ di sole.
giornata da guardare di sotto in sù, giornata da annusare, cercando di capire come evolverà a come andrà a finire.
tutto si incastra, c’è sempre chi aggiunge e mai nessuno che toglie.
Ma poi passa, questo lo so di sicuro.

CON E SENZA SCOSSONI

si va avanti.
Sto ancora cercando di rendermi conto cosa significhi “guarita”, non ho ancora ben capito in quale posizione mettermi, non ho ancora ben capito come procederà da ora in poi, non riesco ancora a capire come potrà essere da ora in poi senza quella spada di damocle sulla testa.
non ho amcora ben capito come sarà il mio umore all’approssimarsi dei controlli che farò da qui a…..da qui a quasi un anno.
sto ancora rimuginando sui miei primi pensieri di guarita.
onestamente non l’avevo presa molto bene, nel senso che era da poco morta Anna, e non mi sembrava giusto che io avessi avuto tanto e lei niente, mi sono dettta subito che non era giusto, che se avessimo avuto il 50% e il 50% lei, saremmo state tutte due bene.
ma poi si sa, la mente umana “digerisce” tutto.
poi all’improvviso una telefonata, la chirurgia plastica che si fa viva e mi annuncia il mio ricovero per il 13 gennaio.
e allora tutto comincia a vorticare, l’arrivo del fax con tutte le istruzioni, con tutti gli esami pre-operatori da fare, l’appuntamento già preso con l’anestesista, il dovermi organizzare con la Tata, sì perchè alla fin fine, la mia preoccupazione più grande è lei, il dover delegare ad altri le mie mansioni, tutto il resto e tutti gli altri sono già abbastanza grandi da potersi arrangiare.
e da quel momento lì, facendo due conti, in dieci giorni lavorativi, ben 6 li passo in ospedale, fra tac e visita del Ferrari, prenotazioni ed esami miei, nel frattempo si avvicina pure il Natale, con tutti i compleanni che si porta dietro.
TOMBOLA!!!!!!!!! La frenesia e l’ansia sono servite.

COMINCIAMO E FINIAMO

Era cominciata bene.
in totale armonia, con calma, tutto in fila, ordinatamente, tutti gli impegni si sono dipanati senza nessun scossone, con calma e in silenzio.
poi qualcosa non è andato proprio liscio, e si è avvertito un leggero fremito, un filino di ansia si è insinuato in questa quasi perfezione.
e tutto stava cominciando a precipitare nel baratro, lo stress e gli occhi schizzati cominciavano a tentare di prevalere.
e allora….un bel respiro profondo, la consapevolezza che, anche se tutto sembrava precipitare, bastava rimettere tutto in fila, un bel respiro profondo, una doccia calda in un bagno piacevolmente caldo, un lento mettersi la crema, e pensare e riallineare il tutto, mettendo tutto di nuovo in fila e non facendo prevalere niente, aspettare e vedere cone si evolve la situazione.