LE DOMANDE

Le domande fondamentali della vita:

– prima di morire riuscirò a diventare ignorante, ma talmente ignorante da farmi scivolare addosso la qualunque?

– prima di morire riuscirò a stare in una sala d’attesa di senologia senza sentirmi mancare il respiro?

Sono domande fondamentali per il viver bene, sereni e tranquilli. E trovare le risposte è ancora più basilare per vivere veramente bene e tranquilli.

Sono amareggiata

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CI SONO PERSONE

Esistono persone a dir poco imbarazzanti, con le quali non sai mai come interagire.

Le incontri, le conosci, le saluti e loro continuano a fissarti con quell’espressione persa in un mondo tutto loro, che ti viene da chiederti se si fanno di coca o di botox.

ci sono persone talmente imbarazzanti che vorresti non averle mai conosciute, perchè tu hai una reputazione da difendere e, quando sei nei loro paraggi, temi sempre che passi qualcuno che conosci e che ti veda, allora sì che la tua reputazione andrebbe a pallino.

ci sono persone talmente imbarazzanti che ti mettono anche un filino di ansia, perchè capisci che queste persone si sono accoppiate, hanno figliato e hanno il diritto di voto.

ci sono persone talmente imbarazzanti con le quali non sai mai di cosa parlare e rimani lì, proprio tu che non fai nessuna fatica ad intavolare un discorso di senso compiuto anche con i sassi.

ci sono persone talmente imbarazzanti che tu invidi, perchè vivendo nel loro mondo piccolo e ristretto, vivono bene, tutto scivola via da loro, lasciandoli nella più beata ignoranza che li fa  andare avanti in questo mondo, nel miglior modo possibile.

 

QUELLE GIORNATE

Capitano quelle giornate un po’ così.

Sono quelle giornate in cui vedi tutto grigio, guardi fuori dalla finestra e un senso di smarrimento ti sale dallo stomaco, ti invade e pervade.

un senso di smarrimento che non riesci a controllare, dove la giornata che ti si para davanti sembra pesante e difficile da mandare avanti.

quel senso di vuoto che ti fa vedere tutto nero, tutto diventa pesante e senza senso.

E allora in una giornata così, in bilico fra le lacrime e l’ansia, decidi di buttarti a capofitto in quel luogo della tua mente dove alberga l’ignorantitudine e non fai assolutamente nulla di intelligente per uscire dal pantano, ti metti lì e aspetti, sperando che la tua mente, a lungo andare, si stanchi dell’ignorantitudine in cui, consciamente, ti sei immersa e che hai cercato.

quando questo avviene, e avviene, ti senti sollevata, il senso di smarrimento è ancora lì, latente, in sordina, ma tutto il resto comincia a girare per il verso giusto, hai ritrovato la spinta per andare avanti con il sorriso sulle labbra e nel cuore.

a volte frequentare persone che non sai se ci sono, se ci fanno o se ci marciano fa bene, perchè ti fanno capire che il loro mondo non potrà mai essere il tuo, che anche se a volte ti dici “beati gli ignoranti” , tu non vorresti mai essere come loro.

Meglio un senso di vuoto, un filino di ansia, che il buio perenne all’orizzonte.

DENTRO E DOMANDE

Io vengo qua e mi piogno delle domande.
Mi guardo attorno e mi chiedo quali emozioi, quali paure possano avere provato le prima volta che sono stati messi in piedi con la protesi.
Quali emozioni avranno provato?
Quali paure avranno dovuto superare?
Avranno sentito dolore?
Quanta fatica hanno dovuto affrontare per arrivare fin qui, a questo punto?
Mi guardo attorno e cerco risposte, ma non ne trovo.
Forse se chiedessi?
E se le risposte aumentassero la mia tristezza?
Vorrei essere la principessa sul pisello, quella che non si pone nessuna domanda, quella che guarda il mondo senza vedere le brutture e la miseria che la circondano.

LA MIA VOCE

10 giorni fa:
"Buongiorno oncologia ****, dica…"
"Buongiorno sono la ZiaCris, dovrei prenotare il controllo con il dottor ZA, il controllo, mi ha detto lui di chiamare questo numero per fissare l'appuntamento"
"Bene ZiaCris, mi sono segnata i suoi dati, la richiamiamo".
Mi sono lasciata convincere, non ho ribattuto, e ho confidato in loro.
5 giorni fa:
"Buongiorno oncologia ****, mi dica.."
"Buongiorno sono sempre la ZiaCris, ho telefonato 5 giorni fa per fissare un appuntamento, mi è stato detto che avrebbero richiamato, ma non ho ancora sentito nulla"
"Bene ZiaCris, vedo qui l'appunto della sua precedente chiamata, ma in questo momento N non c'è, ma nel giro di un paio di giorni la richiamiamo…"
"Capisco, ma vorrei sapere più o meno quando mi fisserete l'appuntamento, tanto più che il dottor ZA mi deve fissare altri esami" (E lì cominicavo ad impaurirmi, ma non volevo diventare ignorante)
"Lo so, immagino che lei abbia anche un po' fretta, sto guardando tutto il suo curriculum e capisco che lei deve essere controllata al più presto, ma sa….con i tagli siamo rimasti a corto di personale, e i pazienti invece, anzichè calare, sono aumentati".
"Capisco, capisco, ma provate anche voi a mettervi nei nostri panni, non si parla di raffreddori, comunque aspetto una sua telefonata"
"Grazie ZiaCris, fossero tutti comprensivi come lei" (Aspetta a dirlo, non siamo ancora arrivati in fondo).
Ieri ore 10
"Buongiorno, sono la ZiaCris, sto aspettando l'appuntamento"
"Certo, vedo che è già in programma la richiamo e le so dire".

Mi si è chiusa la vena, mi è partito l'embolo e lì è uscito l'ignorante che dorme dentro di me:
"Senta, lei non ha idea di con chi ha a che fare, veda di richiamarmi al più presto, altrimenti io la metto in condizione che, tutte le volte che suonerà il telefono, le venga un attacco di orticaria".

Ieri ore 16:
"ZiaCris, buon pomeriggio, sono N, le volevo confermare, se le va bene, l'appuntamento per il 2 novembre? Va bene? Alle 10,30 va bene? Lei lo sa, vero, che l'orario è puramente indicativo? Ah, bene lei sì che è comprensiva, la ringrazio della sua disponibilità e arrivederci al 2 novembre"

Ma perchè? Perchè?

UN PAR DI …….

E si ricomincia, a tutti i giri c'è sempre qualcosadi nuovo che salta fuori.
"Non si preoccupi, però…"
Ecco, non mi mi debbo preoccupare ,però….
"Non si preoccupi", intanto il "però.." è lì sospeso, e poi sono io che debbo approfondire, non tu.
La mia aria indifferente, il sistema dell'indifferenza ha funzionato finchè le cose hanno girato per il verso giusto, ma basta un piccolo "però", a sgretolare tutto il castello costruito.
Ieri rapido scambio di sms con l'amica cancer blogger, che molto carinamente mi ha detto di volermi tanto tanto bene.
Volermi bene in questo periodo, in questi momenti è un grande atto d'amore nei miei confronti, è un amore cieco, come non se ne trovano più di questi tempi, è un credere che io sia buona come la Madonna, è un atto di autolesionismo, perchè sono ignorante come un caprone tibetano, e la cosa non può che peggiorare.
E adesso comincia la metabolizzazione, l'auto-convincimento, che va tutto bene, però……..

TU FAI PAURA

Sono le parole che mi ha detto una  persona parlando di me.
Io sono temuta dalle ex-mamme per la mia coerenza, perchè io sono "grande" (è stata diplomatica, intendeva dire "vecchia", ma io mi reputo "saggia").
Io sono temuta perchè non ho paura di dire quello che penso.
Io sono temuta perchè mi comporto sempre come vorrei che gli altri si comportino con me.
Io sono temuta perchè con la mia franchezza metto a nudo i loro limiti.
Io sono temuta perchè non mi faccio nessun problema ad ascoltare tutti e a rispondere, a dire, quello che esattamente penso, senza preoccuparmi se quello che dico sia esattamente quello che l'interlocutore vuole sentirsi dire. Un conto è "quello che vuole sentirsi dire" un altro conto è "quello che penso o come vedo io la cosa".
Io sono temuta perchè sono amica di tutto e di tutte, non mi interessa se qualcuno si allontana per un po' di tempo, quando torna è tutto come quando ci eravamo lasciate.
Io sono temuta perchè ho una visione realistica di quello che significa vivere e amicizia.
io sono temuta perchè l'amicizia è rispetto e ho detto davanti a tutti che, l'amicizia come la intendono loro, è dittatura.
Mi sto concentrando per aprire un post sulla giornata di ieri passata con due amiche cancer blogger.