Archivi tag: immagini

DENTRO E DOMANDE

Io vengo qua e mi piogno delle domande.
Mi guardo attorno e mi chiedo quali emozioi, quali paure possano avere provato le prima volta che sono stati messi in piedi con la protesi.
Quali emozioni avranno provato?
Quali paure avranno dovuto superare?
Avranno sentito dolore?
Quanta fatica hanno dovuto affrontare per arrivare fin qui, a questo punto?
Mi guardo attorno e cerco risposte, ma non ne trovo.
Forse se chiedessi?
E se le risposte aumentassero la mia tristezza?
Vorrei essere la principessa sul pisello, quella che non si pone nessuna domanda, quella che guarda il mondo senza vedere le brutture e la miseria che la circondano.

TI ACCORGI DI ESSERE………

……….vecchia, anziana, sorpassata quando…………l’amica B. ti racconta il dialogo avuto ieri con la figlia:
…e io sono arrabbiata, perchè a scuola L. mi ha presa in giro e anche gli altri bambini mi prendevano in giro”
“E cosa avrebbe detto L: per prenderti in giro?”
“Che io e N. ci siamo baciate in bocca” 
(N. è la sua amica del cuore ed L. è un po’ rompiballe)

Già lì la mamma ha avuto un leggero tentennamento, io sono rimasta con la brioches a metà via, ma andiamo avanti:

“Dai I. non fare così, nella vita, purtroppo trovarai sempre quello che ti prenderà in giro e, visto che L. ha raccontato un bugia…perchè tu e N. non vi siete baciate in bocca, vero?”
“Ma certo che no mamma, io e N. ci diamo i bacini solo sulla fronte, in bocca si danno solo ai maschietti”

E lì la mamma ha avuto l’ennesimo tentennamento, mentre io sono anche sbiancata, sempre con la mia brioches a metà strada, ma andiamo avanti:

” poi tu mamma non puoi capire, ai tuoi tempi non era così, adesso è tutto cambiato”

La mamma sta ancora tentennando, a me è andato di traverso il boccone di brioches.

NEBBIA

Anche oggi nebbia, nebbia che si taglia con il coltello, fitta, grigia , fredda e penetrante.
Però oggi questa nebba ha fatto dei danni alla mia serentià.
Due incidenti causati dalla nebbia nel giro di un'ora.
Il primo mentre andavo a far colazione, con fila dovuta al senso unico alternato, un camion di traverso sulla strada, un'ambulanza che correva verso l'ospedale a sirene spiegate, ma, a parte il camion di traverso e alcuni segni per terra, non si è visto nulla. E si sa, occhio non vede, cuore non duole.
Per rientrare a casa decido di evitare la strada fatta in precedenza, decido di girare  attorno alla strada principale, rientro per la parallela.
E la nebbia si infittiva sempre di più, non si vedeva nulla attorno, solo nebbia, nebbia grigia e fredda. Al primo e unico semaforo, vengo sorpassata da 2 camion dei vigli del fuoco, ma chi ci fa caso? Sono diretti verso una zona industriale, qualche capannone a fuoco o qualche mezzo pesante ribaltato, cose di ordinaria amministrazione.
Invece no, un km. prima di casa il secondo incidente, appena successo, l'automobile in un campo a fianco della strada, ribaltata sul fianco del guidatore, i camion dei pompieri, ambulanza, auto-medica del 118, vigili urbani e tanti vigli del fuoco che correvano, che si affannavano attorno a questa auto per estrarre il guidatore, medici e infermieri che arrivavano con tutti i mezzi possibili ed inimmaginabili per aiutare questa persona.
Il tutto visto mentre i vigli avevano fermato un momento il traffico per permettere ai soccorritori di fare il loro dovere, ma poi, via, via veloci, esortati dal mulinare delle braccia dei vigiliche ci esortavano a lasciare libera la strada il prima possibile.
Una brutta sensazione di freddo è scesa dentro di me e, mentre parcheggivo l'auto sotto casa, si è visto l'elicottero medico dirigersi verso il luogo dell'incidente.
E il freddo è diventato ghiaccio, e un pensiero balenante attraversa le mente:
"Non c'è due senza tre…..e io ho per la strada, con la nebbia, il Ferrari, Figlia e Compagno"

MONTAGNA

C'è profumo di montagna.
Profumo di piste da sci.
Profumo di neve, sole e ghiaccio.
Ed è quel profumo che fa bene, al naso e all'anima.
Un sorriso mi illumina al pensiero delle piste da sci, del silenzio delle piste al mattino presto, dell'unico rumore fatto dagli sci che tagliano la neve, scivolando.
Immagini che riaffiorano alla mente, di tante mattinate fredde passate a scendere, a imboccare piste di collegamento che attraversano i boschi e attorno il silenzio, il silenzio della montagna.

C'E' VITA

Tanta vita alla mattina, alle 6 non ci sono solo io in giro per il paese.
Basta aprire gli occhi e le orecchie e ci sono tante persone in giro.
C'è la vicina di casa con già le luci accese, alla quale mandi un sms chiedendole cosa ci fa sveglia a quell'ora, dove lei ti risponde chiedendoti cosa ci fai TU in giro a quest'ora.
C'è il signore, che non conosci, in giro con il cagnolino e quando vi incrociate vi scambiate il buongiorno, anche se non vi conoscete, ma si sa, in oaese si usa così, quando ci si incrocia al parco, quando ci si incontra ci si saluta.
In lontananza si sente il fischio del treno, non si sa se merci o viaggiatori, ma almeno l'autsita c'è, è sveglio.
Si sente l'automobile passare sulla strada principale, non la vedo, sto passando all'interno del parco, ma la sento.
Senti il grattare del motore di un'auto.
C'è vita, c'è tanta vita alle 6 di mattina.
E' una vita piena,attiva, di silenzi e rumori ovattati, gli ultimi momenti prima dell'arrivo della frenesia giornaliera.

TUTTO IN ORDINE E NIENTE A POSTO

E' cominciata bene, c'è un bel sole, l'aria è fresca, tutte le finestre spalancate e le tende mosse dal vento che entra.
Pronti, ai posti….VIA.
Si va al controllo dalla Dottoressa Con Gli Occhi Buoni.
Tutto procede al meglio, la gornata è magnifica, si va in moto, c'è la prospettiva dell'aperitivo in centro all'uscita, già d'accordo con il soliti noti, e poi rimane il pomeriggio per programmare eventuali gite motociclistiche per questi giorni di festa avenire.
Ma qualcosa non funziona in me, qualcosa mi rode, dopo due ore da questo quadro idilliaco, mentre aspettiamo nella sala d'aspetto dell'ospedale, mi guardo attorno. A questo giro di giostra non ci sono nemmeno tanti giovani con la mascherina, sono tutte persone più avanti negli anni, ti guardi attorno e, immancabilmente gli occhi cadono sulla capigliatura della signora davanti,  i classici capelli post chemio che conosci bene, tutti belli fitti e ricciolini come il manto di una pecora, e poi un altro e un'altra ancora.
E intanto la mano stringe lo stomaco e comincia a mancare l'aria.
Prima di cedere completamente mi alzo ed esco, alla ricerca del sole, di un filo d'aria che porti via tutti gli scenari che si sono ammassati nella mia testa.
Appena rientro la Dottoressa chiama e ci accoglie con il solito sorriso, ma con lo sguardo un po' serio, fa parte del gioco. Va tutto bene, è tutto a posto, la TAC non mostra nessun segno di recidiva, ma gli esami mostrano una sofferenza renale che, sommata ad altri fattori, preoccupa, ma non è grave, ma va tenuta sotto controllo.
I miei occhi si dilatano, si riempiono di lacrime, ma le lacrime vanno ricacciate indietro, non ho il coraggio di voltarmi e guardare il Ferrari, posso immaginare la sua espressione.
Mi debbo concentrare su quello che dice la Dottoressa, so che deve essere così, altrimenti dopo dove trovo le parole giuste per il Ferrari?  E così faccio, con gli occhi che sento sempre dilatarsi la massimo, immagino di avere già la pupilla dilatata al massimo, profondi e sempre più neri.
Sono i miei occhi che si riempiono di paura, anche se non è preoccupante, non è grave, ma è sempre un pensiero in più, un ulteriore fardello da sopportare.
Ascolto, incamero, domando, elaboro in attesa dell'uscita da lì, in attesa delle domande e della richiesta di aiuto e rassicurazione del Ferrari.

TROY

Lo ammetto, ieri sera non sapendo dove sbattere la testa, presa da una botta di stanchezza mega, dopo un'ora passata in un centro commerciale con 2 pazze scatenate di 4 anni alla ricerca del regalo per l'ennesima mamma che compie gli anni, mi sono abbattuta sul divano, di fianco al Ferrari e, fra un blau-grana e l'altro, ho guardato "Troy", ma non per il gusto di rivedere in chiave truculenta un bellissimo poema che a distanza di 40 anni ricordo ancora, ma bensì per l'idea ancora più becera di farmi male, guardando Brad Pitt e poi guardando il Ferrari…..non esiste paragone. In qualsiasi posizione tu lo metta Brad è sempre il meglio, è sempre un bel vedere per gli occhi.
Mo mama….ma che lato B ha quell'uomo, che profilo spalle-glutei…un rimescolo di ormoni, avevo le lacrime agli occhi davanti a tanta grazia di Dio.
Poi ho dovuto abbandonare la partita, gli occhi si stavano chiudendo, non riuscivo più a vedere nulla, rischiavo di perdermi ancora scene edificanti e ho preferito andare a letto.
Ma che bell'addormentarsi!

APRIAMO I CASSETTI

Aprire un cassetto per cercare qualcosa da mettere attorno al collo in questi giorni di sole, ma ventosi.
Trovare una bandana, la stessa bandana usata 7 anni fa per tenere calda la testa in casa o a letto di notte, la stessa bandana che voleva nascondere al mondo la mia testa senza capelli, che tentava di nascondere a tutti la malattia,anche se tutti sapevano, la stessa bandana con la quale tentavo di dare una parvenza di normalità ad un periodo che normale non era.
Ecco, questa bandana adesso, a distanza di 7 anni, torna ad essere utile, anzi più utile di allora.
L'avevo messa via, nascosta, buttata in fondo ad un cassetto, come se….
Come se non vedendola potessi cancellare un periodo buio e doloroso.
Adesso è tornata in uso, mi ha fatto l'occhiolino dal fondo di quel cassetto.
E' utile e porta anche momenti sereni. L'ho annodata attorno al collo per proteggermi dal vento mentre sono fuori con la Tata.
L'avvolgerò attorno al collo per proteggermi dall'aria in moto.
Momenti di spensieratezza con un oggetto che richiamava solo ricordi pesanti.