TANTI GOMITOLI

Tanti gomitoli, una coperta che non piaceva in fondo ad un armadio, tanta lana sprecata, zona rossa, bisogna trovare qualcosa, la mente deve trovare qualcosa da fare per sopperire ai momenti di noia e di scoramento che possono arrivare in questo momento di ennesima zona rossa. La coperta inutilizzata va disfatta,ed un nuovo progetto prende forma nella mente. La zona rossa serve a questo, a trovare la maniera di far passare il tempo piacevolmente, a non farsi prendere dalla noia, Tanti gomitoli colorati da alternare a piacevoli letture ed alla cucina. Tanti gomitoli colorati come la primavera a di là delle finestre.

Tanti gomitoli colorati fanno la differenza

IO NON SONO ….

…il tumore che ho avuto e che ho curato, sperando di averlo debellato.

Io sono una persona che,dopo quell’esperienza, vive tutto quello che fisicamente le può accadere in diversa maniera.

E’ tutto relativo.

Per me un raffreddore, un abbassamento di voce, tosse, catarro, naso che cola, non sono nulla, come sono venuti se ne andranno, cerco di prendere le mie dovute precauzioni, quando sono nel culmine mi lamento, ma poi vado avanti, sopravvivo.

Tutto quello, che fisicamente, mi è capitato dopo il tunore, non mi spaventa, finchè so che con una pastiglia, uno sciroppo, una supposta o una iniezione , riesco a risolvere il problema, niente mi tocca e  mi scompone.

Sono sopravvissuta ad un  tumore, non sarà di certo un raffreddore o una influenza ad abbattermi, fortunatamente ho ancora un’età che mi permette di soprassedere, di metterci su piede, almeno finchè non ho finito di risolvere tutto quello che ho messo i  fila fino a quel momento.

Quando tutto si sarà snodato, prenderò in considerazione l’idea di rivolgermi al medico per la tosse, il catarro o il naso che cola.

Ma io non sono il tumore che ho avuto, non potete venirmi a dire di rallentare, di buttare tutto all’aria, di non occuparmi di quello di cui mi occupo giornalmente, perchè ho il raffreddore che mi dura da 10 giorni e va a giorni alterni, un giorno sembra migliori, mentre il giorno dopo pggiora, la stagione, oltretutto non  aiuta, è un raffreddore, non è nè un tumore e nemmeno un intervento a cuore aperto.

Ci vuole pazienza, magari, forse qualche riguardo in più, ma si sopravvive, con un minimo di pazienza , si sopravvive e si porta a casa la pellaccia.

E’ un raffreddore ed  io non sono il tumore che ho avuto, quello lo abbiano egregiamente scollinato.

Questo sentirmi pressata per un raffreddore, per le eventuali conseguenze, mi indispone, mi mette di malumore, perchè capisco che chi mi sta parlando in questi giorni, lo faccia per il mio bene, per la grande paura che si prese tanti anni, ma non potete far leva sempre e solo sul tumore che ho avuto, della lotta che ho combattuto, della fatica che mi è costato rialzarmi da quel periodo.

Io non sono il tumore che ho avuto.

DI NUOVO

Ed eccomi di nuovo qui.
Qui a Vigorso, al bar dopo aver accompagnato il Ferrari a firmare.
Di nuovo qui con davanti un tè, il pass da accompagnatore, il cellulare ed un taccuino.
I soliti baristi, un saluto, un sorriso, un saluto ed un sorriso a tutti gli altri ospiti,vecchi e nuovi, tutti con le loro aspettative.
Ed eccoci di nuovo qua, tutti assieme appassionatamente

MI ERO ILLUSA

Che oggi potesse essere la giornata del sospiro di sollievo.
Che io oggi potessi cavoleggiare in internet e rispondere alle ultime mail.
Che io oggi potessi dedicare un po’ di tempo a me, senza il fiato corto.
Invece, ci sono sempre le ultime cose da portare al lavasecco il giorno prima, per poi ritirarle di corsa oggi nel pomeriggio, le ultime comunicazioni che arrivano dalla compagnia aerea riguardanti check-in e ammenicoli vari che mi mettono sempre un filino di ansia.
Ci sono sempre le ultime incombenze che ti arrivano fra capo e collo come una mazzata
C’è sempre l’ultima cosa che ti salta in mente, che avevi dimenticato….accidenti che giornata!
E stasera sarà dura salutare la Tata.
E finchè non sbarcherò ad Amsterdam sarò un po’ in ansia.
E finalmente domani a quest’ora, USA time, sarò a bere il teà, spero, in quella casa di Wellesley che tanto mi piace.

QUELLE CHE

Quelle che un anno fa davano vita ad un progetto comune di blogterapia.

Quelle che con tanto entusiasmo si scambiavano mail per far partire il progetto, si sostenevano e si sostengono ancora a vicenda.

Quelle che quando è morta  Anna Lisa hanno perso un pezzo del loro cuore.

Quelle che il giorno del suo funerale si sono strette le une alle altre e hanno pianto calde lacrime sulle spalle delle amiche.

Ma anche quelle che da quel giorno, con un fitto scambio di mail e telefonate, si sono messe in moto per realizzare un progetto che le facesse sentire meno sole e che potesse aiutare le Anna Lisa del presente e del futuro, un progetto che le facesse sentire meno sole e meno impotenti davanti a questa perdita, un progetto che facesse sentire a Roberta, la Mamy, e  Andrea, il Qualcuno marito, coinvolti  nel portare avanti il ricordo di Anna Lisa.

Quelle che sono orgogliose di annunciare che su OLTREILCANCRO, potrete trovare tutti i dettagli di questo progetto.

TOGLI E METTI

Aggiungo link, tolgo link, guardando perplesa quelli che aggiungo, dandomi il tempo di capire per mettere via quella diffidenza, quella paura  che mi ispirano
Metto una maglia, tolgo la maglia, metto una camicia, aggiungo un golfino, tolgo la camicia.
Non ho ancora ben capito che tempertura mi possa stare bene.
Vedo la pioggia, vedo la nebbia e mi copro di lana, vedo il sole mi copro di cotone, per poi ritrovarmi con il mal di gola e il naso che gocciola.
Tento di rimediare un po’ alla situazione con lo shopping.
Ho trovato quello che serve veramente, il capo jolly per le 3 giornate importanti negli States, e la normale eleganza italica non verrà meno.
Sono praticamente pronta per partire, peccato che debba ancora assolvere a 2/3 incombenze poco simpatiche.
Nella mia testa ho già preparato anche la valigia, con i capi necessari.

“ahaha, la verità è che non c’hai mezza voglia di andarci! E ti capisco! Baci..”

Esatto amica mia, voglia zero, voglia di perdere del tempo per niente zero, gli esami vanno bene, macchie o ombre sospette non ce ne sono, sto bene…e allora cosa vado a fare?

“Devi andare, perchè non è detto che….bisogna stare attenti molto attenti, non è detto che, perchè non si vede nulla, non ci sia nulla, lui sa cosa guardare e tu, per quanto brava possa essere, non riesci a capire o a sentire eventuali ghiandole ingrossate, poi è inutile che fai la fenomena, adesso non ne hai voglia di andare perchè devi partire per Boston, ma poi quando torni, ti riassale la paura”.

Cara la mia coscienza, e questa volta che parla non è un’amica, ma una rompiballe come me, non mi fare l’uccello del malaugurio, non me la tirare, io sto bene, ma, per farti tacere, farò buon viso a cattivo gioco, mercoledì andrò alla visita, armata di libro e pazienza e mi indorerò la pillola promettendomi che all’uscita mi farò un giro in centro e in Sala Borsa, va bene così? Sei contenta?.

INCREDULA

Mi guardo attorno, ascolto il silenzio.
E sono stupita. Dopo il baillamme degli ultimi mesi, mi sembra strano non sentire chiamare "nonna" ogni 2 minuti.
"Nonna, ma quanto dura questa scuola?"
"5 anni, Tata, dura 5 anni"
"Ma come nonna, 5 anni per la prima? E poi?"
"No tesoro, la prima dura un anno, poi passi in seconda, che dura anche lei un anno, poi in terza…e così via fino alla quinta…e lì sono già passati 5 anni, poi vai alle medie".
"Ah, per fortuna nonna, pensavo che la prima durasse 5 anni"

E siamo solo al secondo giorno di scuola

FACCIAMO IL PUNTO

La Tata si è svegliata alle 9,30…ecco, la mattina in cui doveva svegliarsi presto ha dormito fino a tardi. Di svegliarla non ci pensavo nemmeno, dopo chi la sopporta?
Casa sistemata,almeno ho rifatto i letto e sistemato il divano, ho preparato qualcosa da mangiare per il Ferrari nel caso rientrasse a pranzo.
Direzione: cartoleria del paese per le fotocopie e la busta, debbo spedire una raccomandata urgente.
Ufficio postale del paese: c'è il mondo intero, ma è climatizzato e si sta freschi e seduti, poi, siamo onesti, ho solamente 6 persone davanti per la raccomndata, ma…l'impiegata è sparita e riappare solamente dopo un tempo infinito. Morale della favola, esco dall'ufficio alle 12 in punto e, sotto un sole cocente, con la Tata al seguito, mi dirigo verso il centro commerciale per la spesa. Debbo pensare un po' ai giorni futuri e domani sera ho Amici a cena.Nel frattempo telefono alla sua amichetta, annunciando che arriverò verso le 15 a prenderla per venire a casa da noi a giocare.
Arrivo dall'amichetta al pelo. Adesso stanno facendo merenda assieme, alle 18 uscirò di nuovo per andare in biblioteca e riportare a casa l'amichetta?
Cosa mi è rimasto da fare?

ALLA FINESTRA

In attesa dell’evolversi di una situazione.
In attesa di vedere come si comporteranno.
In attesa che si assesti la stagione.
In attesa che mi passi la voglia di aprire bocca di fronte a determinati atteggiamenti.
In attesa che arrivi domani.
In attesa che mi passi il freddo allo stomaco che mi è caduto addosso dopo la telefonata di Cognata Preferita e alla notizia della morte della sua amica.
Il pancreas…questo sconosciuto.

ONDATE

Di tutto e di più.
Ondate di acqua che all'improvviso cadono dal cielo.
Ondate di acqua che all'improvviso ti arrivano dalle auto di passaggio.
Ondate di sospiri che scappano man mano che il cielo diventa sempre più  grigio  per poi passare al nero temporale.
Ondate di sospiri all'ennesimo appuntamento rimandato con
lazorra, causa maltempo e virus che non molla.
Ondate di sonno che arrivano all'improvviso facendo cadere la palpebra e facendo mancare l'aria.
Ondate di noia per tutto quello che si tenta di fare per sopravvivere a questa arlia (voce del verbo arliare= essere annoiati e noiosi come una pulce su di un cane).
Ondate di rabbia al pensiero che c'è qualcuno che sta peggio, ma ciò non mi è di consolazione, perchè in questo momento il mio malessere fisico e mentale lo sento, ed mio, tutto mio.
Mal comune mezzo gaudio non mi ha mia risollevato il morale, anzi delle due mi ha sempre fatto imbufalire ancora di più di quello che non sono.
Insoddisfazione per l'ennesima bufala dentro alla quale mi hanno tirata, facendomela passare per una buona azione.
Per l'amor di Dio, una buona azione lo è, quando ci sono di mezzo dei bambini lo è sempre, ma accidenti provare a spiegare un po' meglio il tutto, perchè secondo me, visto che la bimba nasce fra un mese, se ti hanno licenziata ora, o eri assunta in nero oppure…oppure se ti hanno licenziata a suo tempo, fai in maniera di non rimanere incinta, visto la tua situazione, poi mi ha messo di malumore sapere che sei la moglie di un amico di una persona che quasi non conosco, della quale non ho molta stima…accidenti questa è stata la notizia che mi ha tagliato le gambine.
Ondate di maltempo metereologico che si ripercuotono sul mio umore.