ARIA NUOVA

Ho bisogno di aria nuova, ho bisogno di qualcosa che spazzi via l’inverno.

il sole degli ultimi giorni potrebbe fare il miracolo, e il vento che ieri ha spazzato la regione ha spazzato via tante cose, tante nubi e l’aria aveva profumo di pulito.

Un vento leggero e fresco si è insinuato anche dentro di me, liberando la mente e dove non è arrivato il vento, è arrivato lo sgombero, il pulire.

Ieri è stato il turno del terrazzo, il terrazzo aveva bisogno di essere pulito a fondo, di essere sgomberato, così come la mia mente aveva bisogno di essere pulita, sgomberata, liberata della zavorra.

E alla fine il terrazzo è in ordine, pulito, sgombero, avrei quasi potuto spiastrellarlo e ripavimentarlo, ma mi sono fermata prima, soddisfatta del lavoro fatto.

I vetri sono risplendenti, i bidoni della raccolta differenziata sistemati, il pavimento pulito e profumato.

E alla fine anche la mia mente era pulita, sgombra e libera.

E continuo su questa strada, la mia mente si deve svegliare, si deve scrollare di dosso l’inverno, la muffa e le ragnatele depositate da situazioni che non sono mie, che posso osservare da fuori,facendo capire di essere lì a sostenere, ma niente di più.

Il terrazzo è a posto, la mia mente è a posto, ora tocca agli armadi

LA MENTE

La mia mente è stanca.

Ho quella stanchezza mentale che tarpa le ali, quella stanchezza mentale che ti fa fare mille progetti., ma poi non ne porti a compimento nessuno.

La stanchezza della mia mente mi fa desiderare di leggere e leggere solamente.

Leggere e nient’altro.

E quando, purtroppo, debbo staccare da questa attività comincia la maliconia, la tristezza e a volte l’intolleranza nei confronti di chi mi sta attorno, che poveretti non ne hanno nessuna colpa.

La mi mente stanca mi porta ad essere ancora più solitaria, a tagliare tutti i ponti, a non sopportare più il rumore e le persone che non rientrano nelle miei cerchie solite.

La mia mente stanca mi porta a frequentare luoghi e pretendere il silenzio, come se dovessi vivere eternamente in una biblioteca.

La mia mente stanca mi fa apprezzare sempre di più le passeggiate serali a quattro con il Ferrari ed una coppia di amici storici,, con i quali le chiacchiere sono leggere ma non stupide, allegre ma non insulse, con i quali i silenzi non sono imbarazzanti.

La mia mente stanca chiede solo di aver pazienza con lei.

IN ATTESA

Sono ancora in attesa di quell’esito, di quel pezzo di carta che manca.

Si fa lo screening, eccome che si fa, la Regione lo promuove e noi brave donnine lo facciamo, perchè la Regione, che lo promuove e lo sovvenziona, va incentivata su queste faccende, però….

ecco il però…non possiamo rimanere in attesa dell’esito due mesi e mezzo, se io seguivo il mio tran tran, facevo la mia bella mammografia presso un ospedale qualsiasi della provincia e uscivo direttamente da lì con il mio bell’esito in mano.

Invece no, mi sono fatta ammaliare dalle canto delle sirene, dallo screening Regionale…e accidenti a me quando mi sono fatta ammaliare.

Debbo prendere appuntamento con l’oncologa per la visita, mi piace andare a farmi rassicurare da lei, lei è la mia riva, lei è il mio salvagente, ma senza quel pezzo di carta mi sembra superfluo contattarla, mi fossi rotta un ginocchio potrei anche capire andare senza esito mammografia, ma 13 anni e mezzo fa fui operata di un cancro al seno, quindi capite bene che l’esito della mammografia sia basilare ed importante.

Aspetterò fino a lunedì prossimo, in assenza del pezzo di carta, lunedì scatenerò l’inferno, perchè tutto ha un limite.

UNA CONVIVENZA DIFFICILE

E’ quella fra me e la Tata in questo periodo.

Lei sta crescendo ed io non sono pronta.

Con l’ingresso alle scuole medie, non la riconosco più.

Ha scoperto un mondo nuovo, fatto di amiche con le quali trovarsi al pomeriggio, fatto di “segreti”, di chiacchiere che mancano fra di noi, ed io non sono preparata a questo cambiamento.

E allora ci si scontra, cisi scorna, si tengono i musi lunghi (da parte mia) e le parole dure volano (da parte sua).

Mi dovrò abituare a parlare con una persona in fa se di evoluzione, una persona che si sta incamminando a grandi passi verso l’adolescenza, mi dovrò abituare ad avere di fronte una persona che cambierà umore ogni 2×3, ma io non sono pronta.

I bimbi crescono, le mamme invecchiano e le nonne imbiancano

TATTICA

ho bisogno di uscire da questo clima di rabbia, da questi momenti malmostosi.

ho bisogno di rasserenarmi e di pensare ad altro.

ho bisogno di accantonare i pensieri che mi arrovellano lo stomaco e mi fanno male al fegato.

ho bisogno di mettere un fermo, uno stop a tutto quello che in questi giorni mi ha avvelenato la vita, non ho tempo da perdere dietro a chi nasce tondo e non può morire quadrato, me ne debbo fare una ragione, fare spallucce, alzare il dito medio ed andare avanti.

ho messo in pratica la tattica di 13 anni fa, quando arrivavo a casa dopo la chemio, devastata dalla nausea, dai crampi e dal malessere mentale.

mi sono chiusa in bagno, ho aperto la doccia e ho aspettato che l’acqua portasse via tutto, ho fatto uno shampoo pensando ai miei capelli, pensando che 13 anni fa facevo lo shampoo ad un testa calva di chemio, ho usato un docciaschiuma profumato, cosa che 13 anni fa facevo a fatica in quanto qualsiasi odore mi infastidiva e mi creava conati di vomito, ho usato una crema dopo doccia e intanto riflettevo, pensavo, allontanavo dalla mente la rabbia, che scorreva via, giù per lo scarico assieme all’acqua della doccia.

una doccia salvifica, rigenerante e che mi ha rimessa in pace con me stessa.

debbo imparare a volermi più bene.

QUESTI GIORNI

Sono stati giorni lunghi, sono stati giorni di nervosismo, di post scritti e archiviati.

ho capito che alcune cose debbono rimanere mie.

Sono stati giorni annebbiati dal malessere fisico e anche da un po’ di dolore, da situazioni passate che ciclicamente si ripresentano, giorni in cui mi sono ripromessa che in un futuro sarò meno coinvolta e che non so se tornerò a sottopormi ad un intervento ambulatoriale.

Sono stati giorni in cui ho avuto tempo per rimuginare e non va bene, vengono fuori istinti di vendetta e questo non è buono.

Ma di bello c’è che poi passa e dimeticherò questi momenti di sconforto dovuti a determinati atteggiamenti.

 

 

NON È MAI TROPPO TARDI

Per conoscere le persone, come non è mai troppo tardi per scoprire lati che non piacciono e che deludono.

E da lì in poi si apre un baratro di delusione, tristezza che toglie il respiro.

E intanto cerco di darmi delle spiegazioni, cerco di trovare tante attenuanti, perchè a determinate persone ci tengo, ma al tempo stesso mi dico che non ho più tutto questo tempo, che le mie priorità sono diverse, che…che… che..e niente qualcosa si è rotto, che dovrò riflettere, ascoltare la mia indole che mi dice di tendere la mano, che alla fin fine si parla di una discussione per un caffè, che è una cavolata, che non è nulla di importante, che dobbiamo andare oltre, che non si possono buttare alle ortiche così tanti anni di amicizia e complicità, anni di risate e momenti allegri.

Però…e c’è sempre quella vocina in fondo in fondo che dice di lasciar perdere, che tanto le cose non torneranno più quelle di prima, perchè si è aperto un divario profondo, che le mie priorità sono diverse (ecco che le priorità tornano fuori).

Ma poi passa, forse….