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ETERNA INDECISA

Quando debbo decidere anche per gli altri.

Divento indecisa, perdo tutta la mia sicurezza, ho timore di non rispettare gli spazi altrui, temo di non rispettare le esigenze altrui.

Divento indecisa e mi sale l’ansia.

La sento salire dallo stomaco, che si stringe, si attorciglia, si arrovella e perdo tutto l’appetito.

La sento arrivare, cambio umore, divento buia e scontrosa, una profonda ruga mi taglia metà la fronte.

La sento arrivare e comincio a sospirare, a tirare profondi respiri, cercando di tranquillizzarmi, ma aumenta ancora di più il senso di disagio dovuto a questa ansia che sale.

Ma poi passa.

 

 

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ABBASSIAMO IL SIPARIO

Spegniamo le lucine, sia quelle garbate che quelle sguaiate.

Riponiamo tutti i teatrini in soffitta o in cantina assieme agli addobbi.

Lasciamo tutto lì a raccogliere la polvere fino  al prossimo Natale.

Rimangono i sorrisi, le mani strette e le parole degli storici, della famiglia e dei pochi e selezionati amici.

Sorrisi, parole e strette di mano che scaldano e danno la carica fino al prossimo Natale.

Da domani possiamo tornare ad essere tutti presi dal nostro orticello. a guardare non più in là del nostro naso.

Abbassiamo il sipario, Natale è finito.

CHI SEI TU?

Prima  di parlare pensa.

Sei una persona a contatto che altre persone, persone che non sono lì per fare manicure.

Io sono molto orgogliosa dei miei 14 anni passati a lavorare su me stessa dopo il cancro che mi ha sballato tutta la vita.

E credo pure di aver fatto un bel lavoro, se arrivo a fare il follow-up annuale con tranquillità , riuscendo sempre a far  tacere quella vocina perfida che tenta continuamente di instillare il dubbio o la paura.

Chi sei tu per dirmi parole così importanti con quel tono, come se stessi parlando ad una persona incapace di intendere e volere?

Che sei tu? Solamente perchè ho ribattuto alle tue parole?

Chi sei tu che parli senza nemmeno aver letto il quesito diagnostico scritto sulla richiesta?

Sei una persona piccina che non è riuscita a scalfire la mia serenità e la mia fierezza

 

QUANDO….

… la mattina inzia guardando fuori dalle finestre e vedi solo pioggia, pioggia a catinelle e ti deprimi perchè sai che di lì a poche ore dovrai uscire di casa per recarti ad una visita.

… tutto sembra andare a rotoli e ti rendi conto che stai diventando malmostosa e  capisci che è ora di mettere in pratica le azioni che sai ti porteranno fuori dalla palude.

… mettere in pratica la cucinoterapia è inutile, non ne hai il tempo

… non ti rimane altro che buttarti sotto la doccia e sciacquare via tutto il malumore, tutto il buio che da fuori cerca di entrare in casa e dentro di te.

… e allora via di doccia schiuma profumatissimo e schiumosissimo, di shampoo rigenerante ed alla fine mettere mano ad una crema corpo chice rofumosa.

… a quel punto tutto ritorna alla giusta dimensione, tutto rientra nel tempo giusto e la pioggia battente non ti fa più paura, ti avvi per la strada sotto ad un magnifico ombrello tutto fiorato che vuole essere uno sberleffo al maltempo.

Ho cancellato la visita fatta, ma ho dovuto aggiungere altri due esami di controllo per gennaio 2018

 

È TUTTO…..

….di corsa, incastrato, con il fiato corto.

Guai se un granello di sabbia si insinua, salta tutto e tutto cade.

Ed io mi sento come il criceto che corre sulla ruota, forse dovrei lasciare andare qualcosa, forse dovrei delegare, forse dovrei pensare e fare quello che mi fa stare bene, senza preoccuparni di quello che mi sta attorno.

Forse dovrei veramente trovare la casetta solitaria sul cocuzzolo della montagna e trasferirmi là per un po’, in mezzo al silenzio.

Ma poi penso, penso a quelli che rimarrebbero qui, con i loro bisogni che, in altri momenti, non mi pesano, anzi….

Forse non dovrei raccontarmela così, forse dovrei essere onesta e dirmi che, nonostante siano passati 14 anni, l’inizio dei controlli mi fanno tremare i polsi e mi mettono ansia.

Sarebbe molto più onesto, senza incolpare nessun altro, tranne la mia sottile paura che qualcosa vada un po’ storto.

OGGI HO BISOGNO

Di calma. Di silenzio.  Di tranquillità.

Niente cani, niente  bambini, niente compiti delle  vacanze.

Niente  di tutto questo.

Durante  la pubblicità di un integratore sono sbottata dicendo che me lo sarei dovuto fare in vena.

Fuori  c’è vento che dovrebbe rinfrescare, ma scompiglia ancora di più.

Oggi  avrei bisogno che fosse  già venerdì

 

 

ARIA NUOVA

Ho bisogno di aria nuova, ho bisogno di qualcosa che spazzi via l’inverno.

il sole degli ultimi giorni potrebbe fare il miracolo, e il vento che ieri ha spazzato la regione ha spazzato via tante cose, tante nubi e l’aria aveva profumo di pulito.

Un vento leggero e fresco si è insinuato anche dentro di me, liberando la mente e dove non è arrivato il vento, è arrivato lo sgombero, il pulire.

Ieri è stato il turno del terrazzo, il terrazzo aveva bisogno di essere pulito a fondo, di essere sgomberato, così come la mia mente aveva bisogno di essere pulita, sgomberata, liberata della zavorra.

E alla fine il terrazzo è in ordine, pulito, sgombero, avrei quasi potuto spiastrellarlo e ripavimentarlo, ma mi sono fermata prima, soddisfatta del lavoro fatto.

I vetri sono risplendenti, i bidoni della raccolta differenziata sistemati, il pavimento pulito e profumato.

E alla fine anche la mia mente era pulita, sgombra e libera.

E continuo su questa strada, la mia mente si deve svegliare, si deve scrollare di dosso l’inverno, la muffa e le ragnatele depositate da situazioni che non sono mie, che posso osservare da fuori,facendo capire di essere lì a sostenere, ma niente di più.

Il terrazzo è a posto, la mia mente è a posto, ora tocca agli armadi