ALLA STAZIONE

Alla stazione a prendere La Figlia di rientro dal lavoro.
Con il sole, il cielo azzurro e tanto tanto freddo.
E’ la stazione del paese, distante da casa alcuni chilometri.
E mentre io arrivo e parcheggio lei spunta dal binario assieme agli altri passeggeri.
Ma io vedo solo lei, i miei occhi si riempiono di questa donna che è mia figlia, che, con passo sicuro, mi sta raggiungendo.
E mi commuovo, le sorrido, perchè lei si merita ogni sorriso che le posso regalare, lei si merita solo sorrisi.

LE MAMME INVECCHIANO

Le figlie crescono, i babbi imbiancano e le mamme invecchiano.
Ed io sono felice di invecchiare, di averti al mio fianco.
Figlia mia sarai sempre la mia Bimba, piccola e dolce come quel fagotto urlante che mi misero vicino tanti anni fa.
Gi anni passano, sembra stiano volando, ma tu per me sarai sempre quella piccolina con la quale guardavo Candy Candy.
Figlia mia che mia hai sempre resa orgogliosa, che mi hai resa la mamma più felice del mondo, dell’universo e dello spazio intero.
Figlia ia auguri, vorrei poterti dare tutto ciò di cui tu hai bisogno, ma ti posso, Vi possiamo donare solmente tutto il nostro amore.
Auguri Linda.

UNA PERSONA BUONA

Conosco una persona buona.

Ma buona sempre e in tutto.

Una persona che si prodiga sempre per gli altri, anche quando gli altri lo cercano solamente quando hanno bisogno.

Conosco una persona buona che è anche fragile e non si vergogna di questa sua fragilità.

Conosco una persona buona che sa dare tanto a tutti, un sorriso, una battuta per strappare la risata che in quel momento aiuta.

Sono fortunata a conoscere questa persona buona e ad averla nel cerchio della famiglia.

Perchè in questo mondo e in questo momento è una fortuna sfacciata conoscere una persona buona che dia tanto, senza pretende nulla in cambio.

Compagno è una persona buona

PAROLE SPARSE

Una mattinata con LaFiglia in centro, a fare colazione da Bianca, parlando e ridendo, parlando di quello che le è successo 3 anni fa al lavoro, parlando dei benefit che può avere con la Tata, parlando di come mi sento.

La comprensione che, se quelli che mi stanno attorno sono tranquilli e sereni, sono più tranquilla e serena pure io, e riesco ad affrontare le varie difficoltà con mente più leggera.

Il sole e la temperatura esterna meno rigida, aiutano a camminare più distesa e allora i dolori alle spalle si fanno sentire meno.

Il fare programmi da qui a luglio aiuta e lascia un momento senza fiato, quando mi balena il pensiero che qualche anno fa non mi srei mai spinta così in là con la mente.

Per il suo mal di schiena il Ferrari dovrebbe fare una serie di esercizi per la postura e le posizioni da assumere per allentare un po’ i muscoli”

Il Ferrari conosce solo due posizioni: quella eretta, seduto ad un tavolo con davanti un piatto possibilmente pieno e quella orizzontale sul divano e lo zapping ad oltranza, e gli unici eserci che fa regolarmente costantemente sono quelli con la mascella. Ridiamo per alleggerire un po’ la tensione di questi giorni, in attesa degli esiti dei suoi esami, in attesa che passi il suo tremendo raffreddore, causato dall’allergia che ha nei confronti dei prelievi periodici, visto che il mese scorso aveva l’influenza e questo mese il raffreddore con costipazione e perenne gocciolio di muco al naso (che bella immagine!). E d’altronde dovrebbe fare gli aerosol, ma io non mi metto lì a reggergli la mascherina e fargli moine perchè stia fermo e respiri con il naso (altra bella immagine!)

Altro post che continua la serie dei post scritti per parlare di niente

DI ANNO IN ANNO

Ne sono passati 35.

Intensi, piacevoli, a volte pieni di rabbia e di lacrime, ma  anche pieni di risate e di allegria.

Mi hai fatta tribolare tanto mentre ti aspettavo, ti ho dato tanto e a volte anche di più di quello che avevvo, ma ne è valsa la pena.

Dopo 35 anni non so più cosa dire, ho riso e pianto con te in tutte le occasioni importanti per te, per la tua crescita, ti sono stata vicina come meglio ho potuto, non sono stata una brava madre negli anni della tua infanzia, ma sto cercando di riscattarmi con te, con la Tata. Sono cambiati i tempi, le modalità, le esigenze, e ora capisco quanto mi sia mancato quel lungo periodo.

Ma adesso siamo qui, io, te, noi tutti a farti gli auguri.

Auguri LaFiglia per i tuoi 35 anni, sperando che siano ancora più splendidi e radiosi di quelli venuti finora.

O.T = Intanto ieri abbiamo avuto una notizia che ci ha allargato un sorriso da orecchio a orecchio

AVANTI COSI’

“Dai chattiamo come se avessimo 15 anni”
“Ma tu 6 fuori come un melone” (mi sono calata nei panni della quindicenne senza fare nessunissima fatica).
Normale dialogo fra due “signore” fra i 40 e 50 anni e passa.
E’ uno dei tanti esempi di cretineria che si adotta quando si ha paura e non si vuole parlare di tutto, si parla di niente.
Io che dopo 8 anni sono ancora qui a lottare con la paura degli esami e dei controlli, che tutte le volte subdolamente mi attanaglia e mi toglie il sonno e il respiro.
Lei che fa finta di niente, non parla delle sue personali lotte e battaglie giornaliere con il cancro e fa di tutto per non farmi pensare.
Io che mi sento in colpa nei suoi confronti e nei confronti di tante altre per i miei lamenti che non hanno nulla di fondato.
Lei, e loro, che continuano a ripetermi che va bene così, che fra una paura e l’altra ci stanno anche i momenti di cretineria.
Io che continuo a dirmi che non ho nulla, che va tutto bene, che sono guarita, che nulla potrà più scalfire la mia salute, che morirò a 100 e se mi pare
Loro e tutti che si fanno travolgere dai miei attachi di cretineria.
E va bene così, andiamo avanti.
Intanto stamattina in giro con LaFiglia, mi ci voleva, è stata paziente e mi ha anche accompagnata ad un assaggio di shopping….e adesso i dubbi sono di altra natura, forse più piacevole, ma per fugarli entrerò l’armadio, indosserò un paio di pantaloni taglia 42 e, guardandomi allo specchio, mi dirò che non mi vanno bene, che sono stretti, non li posso usare per il matrimonio e mi sarò data l’assoluzione per lo shopping futuro.

SANITA' E PREVENZIONE

Parliamone.
Figlia è andata a prenotare l'eco e la mammo di controllo.
Esami richiesti dal senologo per il controllo annuale.
Ricordiamoci che:
– a Figlia è stato asportato un nodulo al seno 2 anni fa;
– Figlia ha un precedente in famihglia di cancro al seno:
– il caso precedente sono io, che 7 anni fa sono stata operata per l'asportazione di un cancro al seno;
– io sono sua madre, quindi è facile e non impossibile  che ci possa essere famigliarità;
– le richieste sono firmate da un medico e nella giustificazione è segnato controllo post-intervento nodulctomia.
Non le hanno prenotato nulla perchè, avendo meno di 40 anni, la mammo è un esame superfluo e prima deve fare la visita dal senologo del locale ospedale, che  deciderà se fare o meno la mammo.
Io sono già sul piede di guerra, con i capelli dritti sparati in testa e gli occhi iniettati di sangue.
Andrò con lei a questa visita, più agguerrita che mai, pronta a suonare le trombe del giudizio universale al primo tentennamento del medico.

IMPARARE E TOLLERARE

Con il tempo si cambia, con gli anni si impara.
La Figlia mi ha fatto notare la mia tolleranza nei confronti del tecnico radiologo dell'ospedale.
"Signora, per questo esame lei deve parlare con l'anestesista, le spiego, lei deve fare una profilassi di prevenzione e l'anestesista è l'unico in grado di dirle quanto tempo prima deve cominciare. Signora questo esame viene eseguito per cominciare a fugare dei dubbi, poi, se non dovesse essere abbastanza chiaro si passerà ad una risonanza con il contrasto, e questo è diverso dal contrasto della TAC, se poi anche questo non dovesse dirimere i dubbi, le consiglieranno di fare una PET sempre con il contrasto, e anche questo è completamente diverso dagli altri due. Perchè lei signora deve sapere che, ci sono vari tipi di masse e di macchie e, a seconda della risposta, si interviene. Sa signora, si diventa allergici con il passare degli anni e con il sommarsi di tutti questi mezzi di constrasto, però a tutto si ovvia."
Lui è l'esperto sul campo e lui mi spiegava, lui spiegava a me, tutte le varie procedure, tutti i diversi tipi di esami e di esecuzione dei medesimi.
Io ascoltavo, assentivo, facevo anche domande, ogni tanto ho provato a buttare lì"…nel  caso di dubbio mi fecero fare una PET", ma lui non abbozzava, lui continuava imperterrito a spiegare, a parlare di questa TAC e degli esami conseguenti, cosa mette in evidenza la TAC.
E la Figlia alle mie spalle mi teneva d'occhio, si aspettava un mio balzo improvviso alla sua giugulare, si aspettava che da un momento all'altro prendessi sù i miei quattro stracci e me ne andassi dicendogli che ci saremmo rivisti il giorno dell'esame.
Lui faceva il suo lavoro, spiegando e chiarendo, senza rendersi conto che stava infierendo, senza rendersi conto che man mano che parlava la mia insofferenza aumentava, che il mio fastidio era già tangibile.
L'ho lasciato parlare, l'ho lasciato finire il suo discorso, la sua lezione, lui era soddisfatto.
E io ero contenta della dimostrazione di tolleranza.
"Mamma sei stata brava, ero pronta a placcarti nel caso tu gli fossi saltata al collo"
"Figlia, la gente va rispettata nel lavoro e ogni tanto a queste persone bisogna dare una soddisfazione, lui si snetiva molto gratificato della mia comprensione, delle mie domande poste ad hoc, si è sentito capito nel suo lavoro. Non si vive di solo pane"

DIMMI

Cosa sta succedendo?
E' un periodo che ti vedo spenta, stanca, senza nessun entusiasmo.
E' un periodo che non sei più la stessa, sei abulica.
Non ti vedo con quella grinta che hai sempre avuto e che ti ha permesso di superare situazioni pesanti in passato.
Non sei più quella che io ho sempre conosciuto.
E questo mi preoccupa, mi fa pensare, mi fa venire il dubbo di aver fattto o detto qualcosa che ti ha disturbata.
Non si vorrebbe mai vedere una persona così rabbuiata, con lo sguardo perso come sei tu in questo periodo.
Figlia, ricordati che qualsiasi cosa sia io e tuo padre ci saremo sempre e saremo sempre al tuo fianco.