DI TUTTO UN PO’

E’ stato molto caldo, quel caldo che ti toglie tutte le energie e che ti deprime.

Quel caldo che ti fa desiderare l’inverno.

E’ stato un tempo impegnativo sul fronte parole da trovare, alcune le ho trovate, altre le sto ancora cercando.

L’aria e le temperature, finalmente, si sono mitigate e l’umore è migliorato.

Poi all’improvviso, una notte dormita male, e non si sa nemmeno il perchè, incrina un po’ questo benessere.

E allora ti rifugi dentro ai tuoi pensieri, ricominci ad usare l’uncinetto come se non ci fosse un domani, i colori si mischiano, formano nuovi accostamenti e la mente sembra alleggerirsi.

Poi all’improvviso arriva una giornata piena di vento, quel vento teso, che pulisce l’aria, che rende tutto più luminoso, meno volgare, come può essere volgare il sole in questi ultimi giorni di luglio, caldi, umidi e appiccicosi, ma poi scompiglia i capelli e i pensieri, ti rifugi nel silenzio, aspettando che tutto si risistemi.

E la Tata che riporta un po’ di normalità con la sua risata, le sue chiacchiere di ragazzina e la sua presenza, a volte ingombrante, ma sempre presenza leggera e solare.

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ANCHE A QUESTO SERVONO I NONNI

Ad ascoltare.

Ad ascoltare una bambina al telefono, che piange e singhiozza e tu non riesci a capire il perchè. E tutti i panorami più brutti ti passano davanti agli occhi, ma cerchi di mantenere la calma per lei.

A consolare.

A consolare una bambina, che finalmente calma, ti racconta di aver perso il cellulare e, se tu nonna, provi a chiamarla e lei non risponde, è per quella ragione. E tu nonna la devi rassicurare che è un problema piccolo, cge i risolve, che un qualche cellulare usato nei cassetti lo troviamo, e che i numeri delle amiche verranno ripristinati.

A mediare.

A mediare con una mamma ed un papà giustamente arrabbiati, tentando di far capire, di parlare e di farli sbollire.

A coccolare.

A coccolare una bambina provata dalla perdita, voi direte che non è tutta ‘sta gran cosa, ma provate a mettervi nei panni di una quasi adolescente dell’era moderna, il cellulare è il filo di congiunzione con il mondo, è l’accessorio che le permette di chiamare le amiche per un gelato assieme al parco, e ti inventi un giro in bicicletta per il giorno dopo, così, giusto pr farle sapere e capire che a tutto c’è rimedio.

Ad emozionarsi quando questa bambina dopo una lunga telfonata, quando si è calmata ti ringrazia per quello che hai fatto, per il tempo e le parole che lei hai dedicato.

Life in technicolor

TRANQUILLITÀ EFFIMERA

E’ quella che aleggia qui in casa per questa sttimana ormai agli sgoccioli.

Una settimana senza Tata, al mare con mamma e papà, e senza la Cocca pelosa quadrupede.

Una settimana fatta di tranquillità, senza nessun patema, senza dover correre da lei alle 10 sperando di trovarla già alzata, possibilmente già vestita e colazionata, senza grandi imbronciature dovute all’età.

Una settimana senza i baci bavosi della Cocca pelosa quadrupede, anche lei al mare al seguito di tutta la famiglia.

Ma questa settimana è volata, è già agli sgoccioli, passata fra lavatrici e assi da stiro, fra riportare a casa loro la biancheria già lavata e stirata, ricordarsi di passare anche da loro a mettere fuori la raccolta indifferenziata e la plastica, perchè il mercoledì mattina passano a ritirarla, ricordarsi di passare da loro il mercoledì sera per ritirare il bidone dell’indifferenziata e portare giù la carta, che verrà ritirata il giovedì mattina,

Una settimana passata a guardare le foto della tata e la Cocca pelosa la mare, sull’altra sponda dell’Adriatico, la bipede sempre in acqua e la quadrupede recalcitrante al bagno, per poi decretare che lei ama la sabbia e la spiaggia.

Una settimana di pranzi e cene solamente io e il Ferrari, che fra l’altro si è infortunato, mettendo male un piede se l’è storto ed ha preso una grossa contrattura alla schiena, ma anche questo infortumio, come la settimana di tranquillità effimera, è agli sgoccioli.

E da mercoledì in poi tutto tornerà come prima, divisa fra due case, fra la Tata e la Cocca.

 

2005

un anno importante per la nostra famiglia.

undici anni fa, nella notte di Santa Lucia nascesti tu, piccola grande donnina che avresti segnato la svolta per noi.

piccola grande Tata che oggi compi 11 anni.

piccola grande donnina che ogni giorni cambi, cresci, fai ammattire, ma regali anche tanti sorrisi e tanta gioia.

piccola grande donnina che si atteggia già ragazza, ma che poi, alla fine, nella cameretta apparecchia il tavolo con tazze, tazzine e contenitori di tutti i tipi, per giocare con i bambolotti ed i pupazzi alla mamma che fa merenda con i suoi bimbi.

piccola grande donnina che illumini le nostre giornate,  rendi leggere le giornate di nebbia fuori e dentro di noi.

Auguri piccola grande donnina da me, da tutti noi che ti amiamo al di sopra di tutto e di tutti.

STIRANDO

Cme solito a quest’ora sto stirando e oggi a maggior ragione ne debbo approfittare.

Non ho la Tata, qausi undicenne, a pranzo, oggi non è andata a scuola, stamattina doveva fare la densitometria ossea per vedere di venire a capo del grosso problema di ossa e lassità che ha.

E lo stiro, in questi giorni, è terapeutico, come la blogterapia e la cucinoterapia.

Non mi debbo concentrare più di tanto, così intanto la mente può elaborare le situazioni, posso tentare di metabollizare, digerire tutto quello successo negli ultimi giorni.

Io ho fatto la tac e la mammografia, tutto bene, ma prima di quei due esami ho messo assieme una tensione che ho avuto mal di testa per una settimana, lo stress mi ha sfiancata in maniera tale che ho reagito scatenando l’allergia al nickel, costringendomi a imbottirmi di antistaminico.

L’attesa per questo esame della Tata, quasi undicenne, ha minato un altro po’ il mio precario equlibrio, quando si tratta di lei non riesco a razionalizzare, la paura è sempre talmente tanta che riamngo prostrata per giorni interi.

Sto cercando di fare del mio meglio per stare vicina a  Mia

E’ lontana da casa da troppo tempo e sta cominciando ad accusare la tensione del ricovero, di questa situazione sempre in bilico, anche se in questi giorni sembra abbia fatto alcuni passi avanti.

Sabato mattina mi sono svegliata in lacrime, avevo sognato mio padre, e ho riprovato il dolore della sua mancanza.

Insomma se mi gratto, se ho prurito per via dell’allergia la nickel una qualche ragione posso anche averla.

Ma poi passa.

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

UNA CONVIVENZA DIFFICILE

E’ quella fra me e la Tata in questo periodo.

Lei sta crescendo ed io non sono pronta.

Con l’ingresso alle scuole medie, non la riconosco più.

Ha scoperto un mondo nuovo, fatto di amiche con le quali trovarsi al pomeriggio, fatto di “segreti”, di chiacchiere che mancano fra di noi, ed io non sono preparata a questo cambiamento.

E allora ci si scontra, cisi scorna, si tengono i musi lunghi (da parte mia) e le parole dure volano (da parte sua).

Mi dovrò abituare a parlare con una persona in fa se di evoluzione, una persona che si sta incamminando a grandi passi verso l’adolescenza, mi dovrò abituare ad avere di fronte una persona che cambierà umore ogni 2×3, ma io non sono pronta.

I bimbi crescono, le mamme invecchiano e le nonne imbiancano