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ADESSO VORREI PARLARE

Si sta avviciando al fine della scuola, e sto cominciando ad essere stanca, esattamente come tutti i ragazzi, vivo gli anni scolastici della Tata, come se fossero i miei.

E’ stato un anno vissuto sulle ali della leggerezza, vissuto accanto a lei che è cambiata tanto dallo scorso anno, più consapevole, più matura, più serena in tutto, anche con gli alti e i bassi dei voti, con picchi sia verso l’alto che verso il basso.

Ed io, questi picchi me li sono vissuti tutti.

E’ stato un anno di presa di coscienza sulle amicizie, sulle persone importanti e su quelle che sono solamente conoscenze, è stato un anno in cui lei ha preso coscienza di essere una persona che può ragionare con la sua testa, senza sentirsi in colpa con chi la pensa diversamente da lei.

E’ stato un anno in cui la fatica del doverla svegliare e incitare per muoversi, per non rischiare di fare tardi tutte le mattine che dio manda su questa terra, è stata meno pesante, insomma è cresciuta.

E’ stato un anno che per me, io parlo sempre  per me, a volte è stato impegnativo, un anno in cui ho dovuto sempre trovare delle parole, un anno in cui ho dovuto sforzarmi di guardare i diversi rovesci delle medaglie e da quelli partire per mediare, mediare con me, con chi mi sta attorno, con i medici e con il mio carattere.

Ma fortunatamente io al fianco ho delle persone che sanno sempre sostenermi , capirmi e custodirmi, persone con la quali bastano due righe per trovare una soluzione.

io al fianco ho un angelo custode importante, ed è il mio medico di base, quando ho capito che il barile era pieno, che non ce la potevo più fare, ho scritto due righe, ho lanciato un appello e la sua mano si è tesa, per l’ennesima volta, per aiutarmi a rialzarmi.

E, come dicevo oggi con una persona cara e amica, adesso che questo anno si sta concludendo, questo anno scolastico è agli sgoccioli e per me è come se fosse la fine dell’anno, tiro in remi in barca, svuoto la mente da tutto e cominca l’estate per il corpo e per la mente.

Da oggi vorrei sentire parlare solo di ciccia, brufoli, peli superflui e cellulite. Grazie! 

 

 

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FESTA DI FINE ANNO

“Tata la prossima settimana è il grande giorno, vero? Fate la festa a scuola di fine anno, con tanto di ballo! Hai ià scelto il vestito?”

“Certo sono andata con la mamma ad acquistarlo, sai nonna ci vado con la Twins (la sua amica del cuore, perchè a 12 anni ti puoi ancora permettere di avere l’amica del cuore)”

” E la Twins come si veste? In verde come te?”

“No nonna, lei ha tre scelte, ha già gli abiti di sua sorella”

“Maaaa…dimmi una cosa, se qualche ragazzo ti invitasse tu cosa diresti?”

“Ehhh nonna, mi dispiace, ma gli dovrei dire che non posso, perchè io vado con la Twins, noi ci siamo prese l’impegno l’una con l’altra”

Silenzio, lei continua a pranzare ed io continuo a stirare, ma non voglio arrendermi.

“Beh, ma dimmi una cosa, qualcuno te l’ha chiesto?”

“Eccerto nonna che qualcuno me l’ha chiesto, ma gli ho risposto che la prossima volta me lo domanda prima, perchè bisogna rispettare i tempi, non mi  può invitare  una settimana prima, io ho già altri progetti con la Twins, insomma la prossima volta si da una mossa”.

Silenzio, da parte mia silenzio…io sono la nonna!

 

 

 

TIRAGLI LA PALLA

“Ciao Tata, ben ritrovata. Com’è andata la tua giornata scolastica?”

“Uhmmm…solito, sempre così”

“Così come? Banale? Noiosa? E i rapporti con i vostri compagni di classe maschi, come procedono?”

“Nonna, lascia stare, sono degli ebeti!”

“Ma dai, Tata, bisogna che anche voi ragazze, però, veniate a più miti consigli, non potete continuare a trattarli dall’alto al basso!”

“Nonna, sono degli ebeti, girali come vuoi, rimangono ebeti! Con loro bisogna comportarsi some con i cani! Hai presente Emma, detta la Cocca? Nonna…uguale…se tu gli tiri una palla loro sono contenti, corrono, la rincorrono, la vanno a prendere ,poi te la riportano, con un gran sorriso stampato sulle labbra, felici, in attesa che tu gliela ri-tiri…così loro possono rincorrerla e riprenderla felici….Sono ebeti!”

Nulla da ribattere, è troppo lapidaria!

VORREI PARLARE……

….della Tata.

E’ da tanto tempo che non ne parlo, ma lei è cresciuta, lei rimane sempre la mia Tata.

Adesso ha 12 anni abbondanti, frequenta le seconda media, è cambiata molto dallo scorso anno.

L’anno scorso mi volevo dimettere da nonna, perchè non ce la facevo, mi sentivo schiacciata da questo suo crescere, non la riconoscevo, come lei non riconosceva sè stessa.

Adesso non vedo l’ora di passare del tempo con lei.

E’ cresciuta, è spassosa, intelligente, si riescono a fare tanti discorsi fra di noi, ci divertiamo assieme, anche se lei, a volte, dice che sono imbarazzante.

Tutti i giorni quando torna d scuola le chiedo com’è andata la sua giornata scolastica.

E lei tutti i giorni mi risponde che è andata normale, come solito, per poi cominciare a raccontare delle sue compagne, dei maschi della classe, dei professori, così intanto non perdiamo il contatto con lei e con la sua realtà, ci mettiamo d’impegno per essere presenti senza dare nell’occhio.

Un mese fa circa mi ha chiesto se i maschi cresendo migliorano. Mi ha spiazzata, non potevo dirle la cruda verità, un minimo di illusione a queste ragazze, future donne, dobbiamo lasciarla.

Con calma, ho raccolto le idee e le ho risposto prendendola alla larga:

“Beh, insomma voi femmine a questa età siete sciocche, i maschi sono immaturi, sono un po’ pi indietro rispetto a voi”

“Sì nonna, ho capito, qesto lo so e me ne sono già resa onto, ma io volevo sapere se migliorano”

Dentro tutta l’aria, fuori tutta l’aria, Cri rifletti in fretta e bene.

“Tu il nonno come lo vedi?”

“Lui è bravo, lui non è tamarro come i miei compagni di classe”

“Ecco, allora, vedi Tata ,la risposta te la sei data da sola, con il passare del tempo, chi più, chi meno, diventano come il nonno”

In attesa della prossima domanda

ALL’USCITA

Siamo uscite dall’Ospedale Speciale che segue la Tata, con ancora tanti dubbi e tante incertezze.

Ci siamo guardate, nei nostri occhi abbiamo letto gli interrogativi sul futuro suo, su come fare e muoverci.

Ci aspettano altri 6 mesi di indagini, di esami per lei ed incertezze per noi.

Decido di rientrare da sola, ho bisogno di camminare per schiarirmi le idee, per combatter quel senso di oppressione che mi sento addosso da un po’ di tempo, esattamente da quando hanno chiamato per incontrarci, per questo primo step fatto.

Scendo dal bus, le saluto, sorrido, anche se tutto mi pesa, mi incammino verso il centro, con un unico obiettivo, entrare da Feltrinelli per distrarmi, per vedere di rimettere un po’ di ordine nelle idee, nei pensieri .

Giro fra gli scaffali, niente riesce a colpirmi, tutto mi scivola addosso, capisco che non è giornata, che anche Feltrinelli non riesce a fare il miracolo.

Mi ributto fra le strade, ricomincio a camminare, sentendo i pensieri che macinano dentro la testa, che si adeguano al ritnmo dei passi, le vetrine sfilano sotto agli occhi senza catturare la mia attenzione.

I miei pensieri sono tutti rivolti alla Tata, al suo futuro, a cosa fare domani.

Mi ripeto che non è nulla di grave, che si troverà la soluzione, che di questa sindrome non si muore, ma n0n avere ancora un responso definitivo fa vacillare le sicurezze.

Un beep-beep dal cellulare, temporeggio, non ho voglia di niente, non ho voglia di leggere, di sapere chi dall’altra parte può avere inviato un messaggio scherzoso, ma poi mi faccio mille scrupoli e leggo.

Un’amica ha bisogno, un’amica chiede ascolto per uno sfogo.

Un’amica va ascoltata, accantono tutto e comincio a pensare a cosa dire, a cosa rispndere, il ritmo dei passi mette assieme pensieri che si traducono in parole, sperando di conforto.

Un’amica e la Tata sono nei miei pensieri.

 

 

SI PUÒ FARE

Passare vacanze natalizie lontano da teatrini di ipocrisia, si possono passare vacanze di Natale senza dover per forza ricambiare auguri non sentiti.

Si sopravvive e anche bene.

Basta solamente avere la fortuna di circondarsi delle persone che frequenti e senti solamente durante l’anno, tutto il resto deve rimanere fuori, lontano, per non sciupare nessun momento.

E allora può capitare di trascorrere il Natale serenamente, mangiando il giusto, ridendo tanto.

E allora può capitare di passare l’ultimo giorno dell’anno con gli storici, ridendo tanto, sentire un certo languore e calore dentro, che appaga e fa sorridere gli occhi.

E allora può capitare di passare il primo giorno dell’anno a zonzo con la Tata, ascoltandola ridere e parlare con gioia e finire per cenare  a Cesenatico con gli amici di Cesena e da lì capire che potrebbe essere un buon anno questo 2018 che si è appena affacciato.

E allora tutto può succedere.

LA NOTTE PIÙ LUNGA

E’ quella di santa Lucia, la notte in cu i arrivasti tu, esattamente 12 anni fa.

Piccola grande donnina che sta crescendo alla velocità della luce.

Una piccolina che si sta pian piano trasformando in una ragazzina, ma che ogni tanto, ripiomba in quel mondo bambino che fatica a lasciare.

Ma tu per me sarai  sempre la mia piccolina, la Tata, la piccolina che arrivò una notte fredda e piovosa.

Oh quanto pioveva quella notte e che freddo, ma tutto passò in secondo piano quando ti vidi fra le braccia della tua mamma.

Eri proprio come ti avevamo immaginata, piccolina e tenera, profumavi di buono, di bebè.

Ogni tanto mi sembra di sentire ancora quel profumo, quando siamo sul divano assieme oppure quando dormiamo tutte due nel lettone e tu vuoi essere abbracciata per scaldarti.

A volte mi fai rimpiangere i momenti di quando frequentavi l’asilo nido, ma poi passa.

A volte vorrei aprire quella tua testolina per vedere cosa ci sta dentro, se segatura o neuroni, ma poi passa.

A volte mi arrabbio e ti tengo il muso, ma poi ti guardo, vedo tornare a galla quell’espressione da bambina e tutto passa.

A volte, spesso, sei dolce, serena e tanto allegra, e fai risuonare in casa le tua risata, bella, grassa e di pancia, quella risata che è sempre stata contagiosa, ma poi, all’improvviso, salta fuori l’adolescente ombrosa, che non sa ancora bene quale atteggiamento tenere, e ti smarrisci, ma io sono lì a farti da sponda, a tenderti la mano per riportarti a riva, su quella riva che ti fa sentire sicura.

Auguri Tata per i tuoi 12 anni.