TRANQUILLITÀ EFFIMERA

E’ quella che aleggia qui in casa per questa sttimana ormai agli sgoccioli.

Una settimana senza Tata, al mare con mamma e papà, e senza la Cocca pelosa quadrupede.

Una settimana fatta di tranquillità, senza nessun patema, senza dover correre da lei alle 10 sperando di trovarla già alzata, possibilmente già vestita e colazionata, senza grandi imbronciature dovute all’età.

Una settimana senza i baci bavosi della Cocca pelosa quadrupede, anche lei al mare al seguito di tutta la famiglia.

Ma questa settimana è volata, è già agli sgoccioli, passata fra lavatrici e assi da stiro, fra riportare a casa loro la biancheria già lavata e stirata, ricordarsi di passare anche da loro a mettere fuori la raccolta indifferenziata e la plastica, perchè il mercoledì mattina passano a ritirarla, ricordarsi di passare da loro il mercoledì sera per ritirare il bidone dell’indifferenziata e portare giù la carta, che verrà ritirata il giovedì mattina,

Una settimana passata a guardare le foto della tata e la Cocca pelosa la mare, sull’altra sponda dell’Adriatico, la bipede sempre in acqua e la quadrupede recalcitrante al bagno, per poi decretare che lei ama la sabbia e la spiaggia.

Una settimana di pranzi e cene solamente io e il Ferrari, che fra l’altro si è infortunato, mettendo male un piede se l’è storto ed ha preso una grossa contrattura alla schiena, ma anche questo infortumio, come la settimana di tranquillità effimera, è agli sgoccioli.

E da mercoledì in poi tutto tornerà come prima, divisa fra due case, fra la Tata e la Cocca.

 

2005

un anno importante per la nostra famiglia.

undici anni fa, nella notte di Santa Lucia nascesti tu, piccola grande donnina che avresti segnato la svolta per noi.

piccola grande Tata che oggi compi 11 anni.

piccola grande donnina che ogni giorni cambi, cresci, fai ammattire, ma regali anche tanti sorrisi e tanta gioia.

piccola grande donnina che si atteggia già ragazza, ma che poi, alla fine, nella cameretta apparecchia il tavolo con tazze, tazzine e contenitori di tutti i tipi, per giocare con i bambolotti ed i pupazzi alla mamma che fa merenda con i suoi bimbi.

piccola grande donnina che illumini le nostre giornate,  rendi leggere le giornate di nebbia fuori e dentro di noi.

Auguri piccola grande donnina da me, da tutti noi che ti amiamo al di sopra di tutto e di tutti.

STIRANDO

Cme solito a quest’ora sto stirando e oggi a maggior ragione ne debbo approfittare.

Non ho la Tata, qausi undicenne, a pranzo, oggi non è andata a scuola, stamattina doveva fare la densitometria ossea per vedere di venire a capo del grosso problema di ossa e lassità che ha.

E lo stiro, in questi giorni, è terapeutico, come la blogterapia e la cucinoterapia.

Non mi debbo concentrare più di tanto, così intanto la mente può elaborare le situazioni, posso tentare di metabollizare, digerire tutto quello successo negli ultimi giorni.

Io ho fatto la tac e la mammografia, tutto bene, ma prima di quei due esami ho messo assieme una tensione che ho avuto mal di testa per una settimana, lo stress mi ha sfiancata in maniera tale che ho reagito scatenando l’allergia al nickel, costringendomi a imbottirmi di antistaminico.

L’attesa per questo esame della Tata, quasi undicenne, ha minato un altro po’ il mio precario equlibrio, quando si tratta di lei non riesco a razionalizzare, la paura è sempre talmente tanta che riamngo prostrata per giorni interi.

Sto cercando di fare del mio meglio per stare vicina a  Mia

E’ lontana da casa da troppo tempo e sta cominciando ad accusare la tensione del ricovero, di questa situazione sempre in bilico, anche se in questi giorni sembra abbia fatto alcuni passi avanti.

Sabato mattina mi sono svegliata in lacrime, avevo sognato mio padre, e ho riprovato il dolore della sua mancanza.

Insomma se mi gratto, se ho prurito per via dell’allergia la nickel una qualche ragione posso anche averla.

Ma poi passa.

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

UNA CONVIVENZA DIFFICILE

E’ quella fra me e la Tata in questo periodo.

Lei sta crescendo ed io non sono pronta.

Con l’ingresso alle scuole medie, non la riconosco più.

Ha scoperto un mondo nuovo, fatto di amiche con le quali trovarsi al pomeriggio, fatto di “segreti”, di chiacchiere che mancano fra di noi, ed io non sono preparata a questo cambiamento.

E allora ci si scontra, cisi scorna, si tengono i musi lunghi (da parte mia) e le parole dure volano (da parte sua).

Mi dovrò abituare a parlare con una persona in fa se di evoluzione, una persona che si sta incamminando a grandi passi verso l’adolescenza, mi dovrò abituare ad avere di fronte una persona che cambierà umore ogni 2×3, ma io non sono pronta.

I bimbi crescono, le mamme invecchiano e le nonne imbiancano

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo