Archivi tag: la pupetta

FINIRA’

Questa lunga settimana di attese, di esami e di visite finirà e, dopo, finalmente potremo tirare un sospiro di sollievo, dovremo adattarci a situazioni nuove, a rodare nuovi ritmi e nuovi farmaci.

Finirà questa attesa snervante, dove non riesco a concentrarmi su  nulla, perchè tutto è importante, ma nulla è importante, solo un pensiero fisso, fra alti e bassi.

Finirà questa estate degli esami di licenza media della Tata, un momento importante per lei ,un momento che mette in luce tutta la sua fragilità e tutta la sua ansia.

Finirà e dopo potremo buttarci tutto alle spalle, finalmente un periodo difficile e pesante,più per lei che per noi, si chiuderà,  se ne aprirà un altro, con altri problemi, altri pensieri, forse anche più impegnativo, ma almeno non dovrà sopportare situazioni che in tutti questi anni l’hanno delusa.

Altre situazioni, forse anche più frustranti e deludenti le si pareranno davanti, ma almeno avrà un’altra età, avrà un altro spirito e,spero, sarà più corazzata.

E intanto noi prendiamo un  profondo respiro e aspettiamo il domani con fiducia, guardando sempre avanti.

E intanto noi proviamo a rasserenare gli animi ed i pensieri di chi ci sta attorno e che non si merita uno stillicidio del genere.

Aiutandoci e sorreggendoci a vicenda.

STA CRESCENDO

…ed io non sono pronta.

La vedo crescere di giorno in giorno, nei gesti che compie, gesti che fino a ieri non erano nelle sue abitudini, tipo, per esempio, prendere al volo le chiavi di casa quando usciamo al mattino.

La sento crescere nei discorsi e nelle parole che pronuncia, nei progetti che fa, tipo, per esempio, come gestire il venerdì sera fra di noi da settembre in poi, quando comincerà la scuola superiorie:

“Sai nonna, ho pensato, che io verrò da te il venerdì sera a cena e rimarrò a farti compagnia fino verso le 22, poi, o tu mi riaccompagni a casa o chiedo alla mamma o papà se mi vengono a prendere”.

“Ma Tata, il bus che ti porterà a scuola ferma anche vicino a casa della nonna!!!”

Cercavo una soluzione, le sue parole mi avevano spalancato davanti agli occhi la sua crescita.

Io non sono pronta.

UNA TAZZA DI TE’

Sul divano, tirando un sospiro, benedicendo la morbidezza dei cuscini, dopo tante sedie scomode,come sanno essere scomode le sedie delle sale d’aspetto degli ospedali.

Un momento in cui la mente cerca un po’ di evasione,accendendo la radio e ascoltando qualcosa di leggero e calmo.

Aprendo le finestre per fare entrare aria fresca, per pulire le narici dall’odore che solo gli ospedali possono avere e che si insinua in ogno dove: nel naso, nel cuore e nel cervello e scatna i penieri più pesanti.

Pensieri pesanti perchè riguardano la nostra Tata e la sindrome che le ho passato pesantemente, che non è nulla di grave e irrimediabile, almeno da quedto lato le genetiste sono state rassicuranti, dobbiamo solamente andare avanti per prevenire al meglio tutto quello che la osteogenesi imperfetta e la mutazione del collagene possono porare andando avanti con gli anni.

Di certo c’è che non si muore, fortunatamente non è una di quelle malattie rare devastanti, ma limita alquanto e condiziona la vita, anche se è solamente questione di tempo e di far diventare normale alcune rinunce e la concetrazione tutte le volte che si muove un passo o si fa qualsiasi cosa possa causare una distorsione o una  frattura.

Tè e divano, scacciando i pensieri pesanti e bui, fortunatamente il viaggio di ritorno in treno è stato vivavcizzato dalla Tata felice per l’acquisto in libreria.

Se non ci fosse bisognerebbe inventarla.

SCOSSA

Scossa,scombussolata, turbata.

Frastornata da uno spettacolo e da una situazione che coinvolge la nostra Tata.

La Tata ha dimostrato, in una situazione, alla fine di un progetto contro il bullismo e il cyberbullismo, di aver sviluppato una empatia, di aver recepito tutto il lavoro fatto dagli organizzatori del progetto, progetto durato tre anni, percorso iniziato in  prima media ed evoluto fino alla fine, con uno spettacolo organizzato da Mi fido di te?.

La Tata ha scosso e turbato la nonna, la nonna sta pensando a cosa potrà riservare il futuro a questa ragazza, così sensibile e che, sembra, abbia capito bene il messaggio lanciato d tutte queste persone coinvolte.

Una scorza ruvida che racchiude un cuore morbido.

 

TACABANDA

L’avevo accantonato, avevo messo la genetista, i test genetici, le visite genetiche, le ricerche genetiche in fondo ad un cassetto, nascoste ben bene in un angolo del cervello, il pensiero ogni tanto mi sfiorava, ma lo rimuovevo in fretta, non avevo voglia di pensarci, lo allontanavo, mi disturbava, facevo lo struzzo.

Ma ci hanno pensato loro a contattarci, a cercarci, loro non hanno mollato ed in tutto questo tempo che io ho nascosto, accantonato, loro hanno continuato per la loro strada, nella loro ricerca.

Loro hanno fatto il loro dovere per aiutare in futuro la Tata, loro, i ricercatori, hanno lavorato per lei, io invece mi rifugiavo nell’illusione che nulla era successo.

Ed ora si ricomincia con visite, esami, controlli, e questa volta arriveremo alla diagnosi finale.

Tranquilli, nulla di mortale, almeno finchè rimane sopita, finche dorme, ma almeno sapremo come muoverci, sia in senso lato che in sensoo metaforico.

Tata questa volta la nonna non ti ha fatto un bel regalo.

STELLA GRANDE

Piccola grande donnina che stai crescendo.

Stella grande e luminosa per tutti noi.

Stella grande che hai portato una ventata di felicità a tutti noi.

Stella grande che hai sparso la tua magia di gioia a piene mani come se fosse neve.

Stella grande che oggi compi 13 anni, non più bambina, ma non ancora donna.

Stella grande che stai muovendo i primi passi nell’adolescenza, con tutte le sue e le tue contraddizioni.

Stella grande oggi anche il meteo ha voluto farti un piccolo regalo, una spolverata di neve.

Tata bella auguri

 

CI SI ABITUA

Ci si abitua alla lontananza.

Quando sai che la persona lontana sta bene, si diverte ed è serena, ci si abitua e si sta bene.

Si ritrova la serenità, la tranquillità e ci si immerge in un silenzio gentile e garbato.

Si sorride, si fanno progetti, proposte, ci si promette tante cose.

Si guarda avanti, sapendo che prima o poi tornerà.

Ma nulla sarà più come prima.