2005

un anno importante per la nostra famiglia.

undici anni fa, nella notte di Santa Lucia nascesti tu, piccola grande donnina che avresti segnato la svolta per noi.

piccola grande Tata che oggi compi 11 anni.

piccola grande donnina che ogni giorni cambi, cresci, fai ammattire, ma regali anche tanti sorrisi e tanta gioia.

piccola grande donnina che si atteggia già ragazza, ma che poi, alla fine, nella cameretta apparecchia il tavolo con tazze, tazzine e contenitori di tutti i tipi, per giocare con i bambolotti ed i pupazzi alla mamma che fa merenda con i suoi bimbi.

piccola grande donnina che illumini le nostre giornate,  rendi leggere le giornate di nebbia fuori e dentro di noi.

Auguri piccola grande donnina da me, da tutti noi che ti amiamo al di sopra di tutto e di tutti.

STIRANDO

Cme solito a quest’ora sto stirando e oggi a maggior ragione ne debbo approfittare.

Non ho la Tata, qausi undicenne, a pranzo, oggi non è andata a scuola, stamattina doveva fare la densitometria ossea per vedere di venire a capo del grosso problema di ossa e lassità che ha.

E lo stiro, in questi giorni, è terapeutico, come la blogterapia e la cucinoterapia.

Non mi debbo concentrare più di tanto, così intanto la mente può elaborare le situazioni, posso tentare di metabollizare, digerire tutto quello successo negli ultimi giorni.

Io ho fatto la tac e la mammografia, tutto bene, ma prima di quei due esami ho messo assieme una tensione che ho avuto mal di testa per una settimana, lo stress mi ha sfiancata in maniera tale che ho reagito scatenando l’allergia al nickel, costringendomi a imbottirmi di antistaminico.

L’attesa per questo esame della Tata, quasi undicenne, ha minato un altro po’ il mio precario equlibrio, quando si tratta di lei non riesco a razionalizzare, la paura è sempre talmente tanta che riamngo prostrata per giorni interi.

Sto cercando di fare del mio meglio per stare vicina a  Mia

E’ lontana da casa da troppo tempo e sta cominciando ad accusare la tensione del ricovero, di questa situazione sempre in bilico, anche se in questi giorni sembra abbia fatto alcuni passi avanti.

Sabato mattina mi sono svegliata in lacrime, avevo sognato mio padre, e ho riprovato il dolore della sua mancanza.

Insomma se mi gratto, se ho prurito per via dell’allergia la nickel una qualche ragione posso anche averla.

Ma poi passa.

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

UNA CONVIVENZA DIFFICILE

E’ quella fra me e la Tata in questo periodo.

Lei sta crescendo ed io non sono pronta.

Con l’ingresso alle scuole medie, non la riconosco più.

Ha scoperto un mondo nuovo, fatto di amiche con le quali trovarsi al pomeriggio, fatto di “segreti”, di chiacchiere che mancano fra di noi, ed io non sono preparata a questo cambiamento.

E allora ci si scontra, cisi scorna, si tengono i musi lunghi (da parte mia) e le parole dure volano (da parte sua).

Mi dovrò abituare a parlare con una persona in fa se di evoluzione, una persona che si sta incamminando a grandi passi verso l’adolescenza, mi dovrò abituare ad avere di fronte una persona che cambierà umore ogni 2×3, ma io non sono pronta.

I bimbi crescono, le mamme invecchiano e le nonne imbiancano

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste