ANNO DOPO ANNO

E così via, ne sono passati 40.

forse nessuno avrebbe scommesso sulla durata, ma io ci credevo e ci credo ancora oggi.

Nessun rimpianto, nessuna recriminazione, abbiamo lottato e riso assieme, siamo cresciuti assieme, plasmandoci l’uno all’altra.

abbiamo scollinato crisi di tutti i tipi, abbiamo scollinato momenti belli, momenti stupendi, momenti irripetibili e momenti burtti, ma siamo ancora qui, assieme a sorreggerci, a supportarci e a sopportarci.

eravamo giovani e incoscienti, ma avevamo tanta forza, appunto, la forza della giovinezza e dell’incoscienza.

e avanti coi carri, ancora avanti.

ANCHE IO

Da oggi ho il mio bel passaporto.

Dopo tutta la fatica fatta per ottenerlo dovrei girare il mondo in lungo e in largo fino alla scadenza del 9 giugno 2026.

tutto è cominciato con un trattino mancante , ma quello rispetto a ciò che è successo dopo era robetta, roba da ridere.

quando sono andata a ritirare i passaporti, il mio, quello della Tata e quello del Ferrari, sono cominciate le comiche.

Io che continuavo a spiegare all’addetto per la consegna cos’erano tutte quelle fotocopoie e certificati di nascita che avevo, lui che continuava a ripetermi che non servivano, per poi domandarmi se c’erano dei minori fra i due Ferrari che dovevo ritirare ed un Marcheselli. alla mia conferma che c’era una minore, la Tata, lì si è svegliato e ha capito il perchè, quando ho tentato di spiegargli che il certificato di nascita era stato richiesto per via della patria potestà, non ci fu verso, non se ne capacitava, non capiva, ha dovuto chiamare il capo-uffico, il quale gli ha fatto notare che era scritto nell’appunto sul passaporto che dovevo consegnare questo benedetto certificato di nascita.

Finalmente si convince, mi richiede i cognomi, riparte la manfrina, poi alla fine mi consegna il documento della Tata e del Ferrari, pregandomi di controllare se tutti i dati inseriti fossero corretti, mentre lui va  a cercare il mio.

Io mi concentro, perchè dopo tutto quel spiegare, illuminare, sciorinare nomi e cognomi, cominciavo a vacillare pure io:

F.S., la Tata, controllo la foto..ok la foto è esatta, è lei, data di nascita…ok esatta, cittadinanza..ok esatta, sesso F…ok esatta, e questo l’abbiamo sfangato.

F.F., il ferrari, controllo la foto…ok la foto è giusta, è lui, data di nascita…ok…giusta,  cittadinanza…ok giusta, sesso M…ok giusto, e anche questo è andato.

M.M.C,, il mio,  manca il trattino, ma soprassediamo, va bene a loro va bene pure a me,controllo la foto…ok la foto è giusta, sono io, data di nascita…ok esatta, cittadinanza…ok esatta, sesso M???? non ci posso credere,hanno sbagliato il sesso!!!!

quando l’ho fatto presente le braccia mi  erano già cadute, le lacrime stavano spingendo, e la rabbia mi stava facendo fumare le orecchie, l’addetto mi ha risposto “Impossbile”… a momenti lo mordo alla giugulare.

Facciamo a capirci, l’errore è vostro e adesso me lo mettete a posto in fretta, io non ho più nè la forza, nè le energie e tanto meno la pazienza per rifare tutte le file che ho fatto finora, dopo 27 giorni lavorativi direi che la mia calma è esaurita. Deve avere letto il tutto nei miei occhi: “Signora, tranquilla…la faccio tornare martedì e le giuro che il suo passaporto sarà a postissimo”

Non vi dico gli sfotto degli amici su whatsapp e facebook, si sono scatenati, con foto e disegni esplicativi, nel caso avessi dovuto portare le giustuficazioni per l’inghippo.

Ma stamattina finalmente il passaporto era pronto ed era tutto esatto.

Ho lasciato tutte le fotocopie per il rilascio del  permesso di espatrio per la Tata, la quale non lo sa ancora, e non lo saprà ancora per un bel po’, a settembre si farà un viaggio a Boston con la nonna e il nonno.

 

 

RIPARTIAMO

Ho riempito la mia mente e la mia anima dei ricordi belli, dei sorrisi ricevuti e dei sorrisi dati.
Le ho riempite con poche cose, ma importanti, appunto, i ricordi belli e i sorrisi.
Ho riposto in un angolo i brutti momenti, le paure e le insofferenze, serviranno anche quelli.
Serviranno ad apprezzare i momenti di solitudine e di paura che anche quest’anno si presenteranno.
Si presenteranno eccome, non voglio un anno troppo pianeggiante, non sia mai detto, potrei abituarmi troppo bene.
Ho augurato ad amici, parenti e conoscenti un anno normale, tranquillo, banale ed anche un po’ noioso, perchè è quello che vorrei per me.
Perchè un po’ di buona e sana noia fa bene,aiuta a ricaricare le batterie, aiuta a mettere in movimento la mente e lo spirito, nella ricerca di qualcosa che ci tolga fuori dal pantano della noia.
E adesso riparto con il mio bagaglio, pronta a rimboccarmi le maniche, a sfoderare sorrisi anche quando vorrei piangere.
Per ora ho pianto troppo, mi asciugo le lacrime esterne ed interne e riparto con la mia vita.
Buon cammino a tutti

UN’ALTRA STRADA

Stiamo imboccando un’altra strada.
tutti assieme, come sempre.
Non sappiamo ancora dove ci porterà questa nuova strada, speriamo abbia uno sbocco nel nulla di fatto, che sia solo una sfilza di esami per niente.
Non sappiamo ancora quante curve e quante salite possa avere questa nuova strada.
non sappiamo come percorreremo questa nuova strada.
io non ho ancora guardato questo nuovo percorso, non ne ho le forze, le mie energie sono svanite.
So solamente che questa nuova strada sta cominciando, stiamo affrontando un nuovo percorso che non sappiamo dove, come e quando si concluderà, sempre ammesso che si concluda o che si avvii.
Ma la percorreremo tutti assieme, uniti e con fiducia.

DIARIO DI OGGI

Poteva essere una settimana all’insegna della tranquillità, la Tata è al mare con mamma e papà e io potevo trastullarmi nelle mie cose fino allo sfinimento, letture, uncinetto, colazioni, merende, chiacchiere.
Invece è stata una settimana all’insegna di corse in ospedali, per visite,nuovi medici che si aggiungono a quelli già conosciuti per darci un maggior benessere e una vita più consapevole, di ritiro ricette per nuovi esami da affrontare per avere una vita migliore e tenere sotto controllo tutte quelle piccole pecche che con l’età stanno avanzando.
Insomma poteva essere una settimana demmerda….
Invece oggi, questa settimana, ha dato il colpo di coda e ha ribaltato tutto: sono riuscita ad andare da tutti i medici e ritirare le ricette e richieste, uno dalla parte opposta della città rispetto all’altro; sono riuscita a consegnare alcune cose a casa da LaFiglia, che domani rientra dal mare con tutta la tribù, sono riuscita ad andare in centro con i mezzi pubblici per comperare il cotone per fare le presine all’Amica del Cadore ed infine sono riuscita a fare colazione da Altro? al Mercato delle Erbe e lì, proprio lì, con il teà davanti e l’ereader in mano, ho capito che oggi sono felice.
di quella felicità sana, che rende il passo leggero per tornare verso la fermata del bus, che mi avrebbe riportata a casa.
La felicità in un bar, una teiera e un libro, piccole cose, ma grandi gioie se accettate, se non pretese e arrivate all’improvviso.

C’È ARIA

C’è una bellissima aria, che ha spazzato via tutto.
La tristezza, le nubi e l’umdità.
E questa bellissima aria ha reso il cielo azzurro e il sole limpido.
E tutto sembra più leggero, più arioso.
E che questa aria mi faccia compagnia ancora per molti e molti giorni.

PUNTO E A CAPO.

I giorni di Roma sembrano lontani anni luce.
La serernità dei giorni di Roma è sparita.
Prima di partire per Roma è morto lo zio, il fratello de LaMiaMamma, lo zio che da piccolissima mi scarrozzava in moto, lo zio sempre taciturno, ma buono, tanto buono.
I giorni fino al funerale sono stati quasi normali, ogni tanto affiorava la consapevolezza che non l’avrei più visto girare in bicicletta per il paese, ma tutto sembrava assimilato e metabolizzato.
Ma poi siamo tornati da Roma , ancora provata dalle emozioni della presentazione del libro di Anna,con ancora nelle orecchie le risate e le parole scambiate con Giorgia, Romina, Mia e Rosie, ma il giorno dell’addio si avvcinava e diventavo sempre più taciturna e assente.
Mi appoggiavo a LaMiaSorelle e a LaMiaMamma.
E alla notte i ricordi sono arrivati prepotenti, il senso di vuoto si è aciuto e la consapevolezza che non l’avrei più incontrato in paese o a far la spesa mi ha schiacciata come un sasso.
E ho pianto, ho pianto tanto, ho singhiozzato, ma le braccia erano sempre aperte per consolare la mamma e le altre sue sorelle, le zie, cercando di trovare per ognuna una parola di conforto, ma a volte le parole non ci sono e rimangono solo dei caldi abbracci.
e poi tutto è precipitato, con la Tata che per l’ennesiam volta, durante un allenamento, si è procurata una microfattura alla caviglia, e sono stati giorni di pronto soccorso, gesso, giochi, tentavi di tenerla su di morale, di giochi a carte, di cruciverba fra me e lei, di cartoni animati e film.
Sono state giornate di pesante fatica fisca che mi hanno prosciugato tutte le energie, fino a farmi sentire come durante la chemio:sfinita, annullata e sfibrata dalla stanchezza fisica e morale.
E intanto sono stati riallacciati i rapporti con le cugine, anche se siamo un po’ tutte sparse per la provincia, almeno speriamo che FB ci aiuti a tenere assieme le nostre vite, come quando eravamo tutte piccole e la nostra sembrava una grande famiglia.