TANTI GOMITOLI

Tanti gomitoli, una coperta che non piaceva in fondo ad un armadio, tanta lana sprecata, zona rossa, bisogna trovare qualcosa, la mente deve trovare qualcosa da fare per sopperire ai momenti di noia e di scoramento che possono arrivare in questo momento di ennesima zona rossa. La coperta inutilizzata va disfatta,ed un nuovo progetto prende forma nella mente. La zona rossa serve a questo, a trovare la maniera di far passare il tempo piacevolmente, a non farsi prendere dalla noia, Tanti gomitoli colorati da alternare a piacevoli letture ed alla cucina. Tanti gomitoli colorati come la primavera a di là delle finestre.

Tanti gomitoli colorati fanno la differenza

GIORNO NOVE, GIORNI INTENSI

I giorn passano, niente cambia.

Il virus imperversa, noi ogni tanto abbiamo degli attimi di sbandamento, ma poi ci riprendiamo.

Giorno sei, sette, otto e nove. Gorni intensi, in cui tentiamo sempre, tutti i momenti di trovare un equilibrio, ma basta poco, basta un niente per far crollare tutto il castello di carte che abbiamo tirato su.

Giorno nove, sempre più in rosso, quest’anno non abbiamo la scusante che non sappiamo, quest’anno stiamo rivivendo pari pari la primavera 2020, stessi giorni, stessa tempertura, stesso clima.

Non sembra passato un anno, perchè siamo di nuovo punto e a capo al 12 marzo 2020, ma oggi è il 12 marzo 2021.

Giorno nove, dobbiamo farne passare altri…chissà quanti, nove giorni fa la meta era il 21 marzo, ora non si sa.

Giorno nove e il virus finora era un numero freddo dietro lo schermo di un computer o di una televisione, adesso è una presenza che sta toccando pesantemente persone che conosci, persone amiche per la quali sei in ansia.

Forza

 

I RICORDI QUELLI BELLI

Per fortuna ne ho tanti e in queste ultime ore stanno venendo tutti avanti con prepotenza ed accavallandosi l’uno all’altro.

Il primo ricordo che ho di te, risale al 2008, terzo compleanno della Tata, nella saletta parrocchiale con tutti i nuovi compagni della scuola materna, entrasti con la tua Piccola e la saletta si illuminò di una luce ed un calore buono.

Eri un gigante e la tua Piccola ti assomigliava tanto, faceva la timida, ma tu con pazienza, ti sei chinato alla sua altezza e l’hai autata ad affrontare tutti quegli sconosciuti, grandi e piccoli, che ridevano, che aspettavano, e il miracolo riuscisti a farlo, la tua Piccola si avvicinò, diede il regalo alla Tata e cominciò a giocare.

Ci sono i ricordi legati alla tua fede calcistica, rigorosamebte RossBlu ed io che ti prendevo bonariamente in giro proponendoti sciarpe BiancoNere con tutto un tripudio di scudetti ricamati.

Ci sono ricordi degli aperitivi domenicali organizzati all’ultimo minuto, una telefonata e tutti voi arrivavate con il sorriso negli occhi e le risate belle che fanno amicizia.

Ci sono i ricordi delle serate al lunapark con le Bimbe durante la Settimama Calderarese.

Intanto gli anni passavano, le ragazze crescevano, noi cambiavamo, ci siamo allontanati, senza rancore, ma capendo benissimo che le vicende della vita, ci avevano messi su piani diversi, ma la goia quando ci si incrociava in paese c’era sempre.

Ed oggi ci hai fatto un bruttissimo scherzo, te ne sei andato, stroncato dal Covid, io che fino a ieri dicevo con la Tua Anna che eri giovane e ce l’avresti fatta, ma lei continuava a dire che stavi peggiorando ed i medici erano preoccupati, hai lottato per 18 giorni poi ti sei arreso.

Perchè ti sei arreso? Perchè hai lasciato Anna ed i tuoi ragazzi nello sbandamento più totale?

Te ne sei andato, ma la tua presenza sarà sempre fra di noi.

Ciao Andrea.

OGGI UN ANNO

Un anno fa, un anno è passato.

E siamo qui, anzi sono qui, a ricordare con gratitudine i medici di allora, che sono ancora i medici che ci stanno tenendo per mano, per condurci attraverso questa palude a volte insidiosa, a volte spianata come la più bella strada panoramica.

Un anno è passato ed in questi giorni un po’ faticosi fisicamente, mi chiedo come sono riuscita,allora, a reggere quei tempi, quei ritimi, quelle ansie e quelle paure che avrebbero stroncato anche Maciste, ma ce l’ho fatta, grazie al sostegno de LaMiaMetà, che allora era in prima fila a lottare, ma riusciva ad infondere coraggio e speranza a tutti noi, grazie al sostegno di tutta quella rete familiare e di Amici che si sono stretti attorno a noi per incoraggiarci ed aiutarci con parole, gesti e tanto affetto.

Ed io ora, adesso, in questo preciso istante, sono felice, di essere qui e aspettare che LaMiaMetà torni a pranzo, poi a cena, poi avanti così con questa routine banale e, a volte, noiosa, ma nostra, che ci vede assieme ad affrontare risate e pensieri, gioie e tristezze.

Un anno intenso, ma ci siamo e contiamo di rimanerci ancora per molto.

L’energia del Boss

QUANTO MANCA?

Mancano circa 108 giorni alla fine di questo anno.

un anno impegnativo, pesante fisicamente e mentalmente-

tutti i programmi fatti all’inizio dell’anno, sono stati ribaltati, quasi nessuno siamo riusciti a mantnerlo-

ma va bene così, ci siamo ancora tutti, abbastanza in salute, abbiamo scollinato un intervento oncologico, quei 10 giorni di febbraio per me e per LaMiaMetà, sono in un angolo al buio.

qualche giorno lontani da casa, grazie alle Persone Speciali che ci hanno supportato in tutto questo tempo, siamo riusciti a ritagliarcelo, con gli Storici di Ferrara ci siamo visti e sentiti spesso, e anche loro hanno fatto la loro parte.

pensavo che, ormai, il più fosse fatto, mi rimaneva il pensiero e l’ansia del rientro a scuola della Tata….

…..invece no, l’anno continua ad accanirsi, mi sono fratturata un osso del gomito.

posso? sono stufa marcia.

e auguriamoci che in questo ultimo scampolo d’anno, non succeda niente altro.

l’anno del signore 2020 entrerà nei libri di storia, alla voce sopravvivenza e sopportazione del genere umano.

LE PERSONE GIUSTE

Sono rare e preziose

Le persone giuste sono quelle persone che ti invitano, ti telefonano per il gusto di sentire la tua voce, di vederti fisicamente e passare il tempo migliore assieme.

Le persone giuste sono quelle persone che accettano le tue abitudini, che ti fanno capire che siamo assieme in vacanza , ma ogni coppia vive la vacanza con i suoi ritmi.

Le persone giuste sono quelle delle quali senti sempre una sottile mancanza.

Le persone giuste sono quelle con le quali puoi immaginare di vivere come vicini di casa e  sapere che saresti felice.

Marina e Alberto le persone giuste.

ALEGRIA

E’ quella che è entrata magicamente oggi in casa.

E’ quella allegria fresca e serena della Tata.

E’ arrivata con il suo sorriso di quattordicenne serena e felice per la fine di un anno scolastico pesante e triste.

E’ arrivata portando chiacchiere, risate e stupidera tipica dell’adolescenza.

Abbiamo sistemato la tracollina sfiziosa che si è regalata per la bella promozione, abbiamo preparato il pranzo in attesa che arrivasse il nonno, mi ha raccontato della quasi normalità ritrovata con le amiche, del compleanno che festeggeranno domenica dell’amico, di cosa fanno quando si tovano e magari vanno in centro.

E’ arrivata la leggerezza che ultimamente latitava.

E’ arrivata ed ha portato uno spiraglio di sole e aria pura.

UNA BOCCATA D’ARIA

Una boccata d’aria assieme, in  solitaria.

Fra alti e bassi due passi all’aria aperta, lontano da tutti, in strade di campagna solitarie.

Due passi assieme, come prima, al sole, lasciando che il sole ci scaldi, lasciando che un po’ di aria tiepida ci tiri su.

Due passi possono cambiare la prospettiva della giornata.

Un po’ il calore del sole, un po’ la voglia di alleggerire la mente, un po’ guardare in lontananza le persone che passeggiano lentamente, un po’ la nostra voglia di nomalità, e il pomeriggio scorre veloce.

Dopo due passi all’aria ed al sole di questa pimavera anticipata, il rientro è più facile.

La vita, la ricerca di un equilibrio e di una normalità, ai tempi del Coronavirus.

CASA

Finalmente la meta è stata raggiunta, finalmente a casa.

Il vaso era già pieno, la sopportazione de LaMiaMetà era già al limite.

I miei nervi cominciavano a vacillare.

LaMiaMetà era troppo insofferente, comiciavo a temere che non avrebbe retto ancora per molto.

Le mie energie si stavano esaurendo più rapidamente di quanto pensassi.

Ma adesso, buttiamoci tutto alle spalle, approfittiamo di questa settimana di tregua prima di ricominciare a frequentare ospedali, medici, visite, controlli.

Fingiamo di essere in vacanza, anche se la mente fatica a staccare dall’ambiente ospedaliero, forse siamo ancora increduli.

Ma finalmente casa.