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ETERNA INDECISA

Quando debbo decidere anche per gli altri.

Divento indecisa, perdo tutta la mia sicurezza, ho timore di non rispettare gli spazi altrui, temo di non rispettare le esigenze altrui.

Divento indecisa e mi sale l’ansia.

La sento salire dallo stomaco, che si stringe, si attorciglia, si arrovella e perdo tutto l’appetito.

La sento arrivare, cambio umore, divento buia e scontrosa, una profonda ruga mi taglia metà la fronte.

La sento arrivare e comincio a sospirare, a tirare profondi respiri, cercando di tranquillizzarmi, ma aumenta ancora di più il senso di disagio dovuto a questa ansia che sale.

Ma poi passa.

 

 

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UN ALTRO ANNO

Fai gli auguri a tuo marito che oggi compie gli anni…quanti ne compie? 60?”

Mamma, parliamone…ne ho compiuti 60 io, come fa lui ad averne 60, che è più vecchio di me di quasi 3 anni?

Buongiorno Ferrari, buongiorno a te.

Siamo ancora qui, tutti quanti a farti gli auguri per un altro anno passato, bene o male passato, fra risate e mugugni vari, ma anche questo è stato scollinato.

Mi raccomando, mantieniti sempre così in forma, con le spalle larghe e la voglia di starmi accanto.

La stessa voglia che ho sempre io.

LA NOTTE PIÙ LUNGA

E’ quella di santa Lucia, la notte in cu i arrivasti tu, esattamente 12 anni fa.

Piccola grande donnina che sta crescendo alla velocità della luce.

Una piccolina che si sta pian piano trasformando in una ragazzina, ma che ogni tanto, ripiomba in quel mondo bambino che fatica a lasciare.

Ma tu per me sarai  sempre la mia piccolina, la Tata, la piccolina che arrivò una notte fredda e piovosa.

Oh quanto pioveva quella notte e che freddo, ma tutto passò in secondo piano quando ti vidi fra le braccia della tua mamma.

Eri proprio come ti avevamo immaginata, piccolina e tenera, profumavi di buono, di bebè.

Ogni tanto mi sembra di sentire ancora quel profumo, quando siamo sul divano assieme oppure quando dormiamo tutte due nel lettone e tu vuoi essere abbracciata per scaldarti.

A volte mi fai rimpiangere i momenti di quando frequentavi l’asilo nido, ma poi passa.

A volte vorrei aprire quella tua testolina per vedere cosa ci sta dentro, se segatura o neuroni, ma poi passa.

A volte mi arrabbio e ti tengo il muso, ma poi ti guardo, vedo tornare a galla quell’espressione da bambina e tutto passa.

A volte, spesso, sei dolce, serena e tanto allegra, e fai risuonare in casa le tua risata, bella, grassa e di pancia, quella risata che è sempre stata contagiosa, ma poi, all’improvviso, salta fuori l’adolescente ombrosa, che non sa ancora bene quale atteggiamento tenere, e ti smarrisci, ma io sono lì a farti da sponda, a tenderti la mano per riportarti a riva, su quella riva che ti fa sentire sicura.

Auguri Tata per i tuoi 12 anni.

 

 

 

L’IMMENSITÀ

L’immensità di queste giornate di autunno inoltrato.

Giornate di silenzio, dove l’unico rumore che si sente è, appunto, il rumore del silenzio, dove nulla viene a turbare un equilibrio fatto di circostanze che si sussegono una dietro l’altra senza scossoni.

L’immensità della consapevolezza che ci può essere una malinconia serena, che non turba e non scalfisce la tranquillità e i traguardi ragginti.

Traguardi raggiunti lavorando e guardandosi dentro, cercando di non farsi ferire dagli imprevisti e da quello che si vede, che non sempre è piacevole.

L’immensità dell’aver capito che bisogna muoversi a piccoli passi, gioiendo dei piccoli traguardi raggiunti, cercando di guardare avanti senza rimpianti e senza invidie, tanto chi ci sembra più fortunato di noi, a volte sta attraversando delle battaglie che noi non abbiamo nè voglia e nemmeno le energie per combatterle.

L’immensità della tranquillità

 

RITROVARSI

E’ successo giovedì.

Io e il Ferrari in una puntata veloce per andare a cena a Cervia con Marina e Alberto.

Ritrovarsi a ridere, a tavola, solo noi 4, senza bambini attorno,  come ai bei tempi d’oro. prendendo 4 quattro piatti diversi per fare gli scambi, dare giudizi. far giare i piatti per poi, alla fine, non ricordare più cosa aveva ordinato chi….e ridere, ridere di gusto, con le lacrime agli occhi.

Dopo cena ritrovarsi per festeggiare il compleanno di uno dei “nostri” bimbi di allora.

E allora ritrovarsi a parlare con gli amici di Cervia come se non fossero passati tanti anni, riprendere il discorso e riannodare i fili.

Come se… il festeggiato non stesse festeggiando 34 anni, non fosse già sposato con una dolcissima ragazza.

Come se…Ilaria, Ivan e Daniele non avessero 34, 36 e 38 anni, praticamente degli adulti ma per noi ancora i bimbi di allora, che giocavano sulla spiaggia con i nostri figli, che facevano il bagno assieme (ragazzi…le mani ben in vista), come se non avessimo diramato tante liti fra di loro per poi ritrovarli dietro alle cabine a pomiciare.

Come se…nel frattempo non mi ritrovassi a parlare di cancro al seno con Stefania, operata 4 anni fa, ma piena di vita e sempre allegra come allora.

Come se…Sabrina non fosse una splendida mamma di due pargoli, Sabrina alla quale chiedere con la risata negli occhi e nella voce, se i suoi bimbi si sono già resi conto di che mamma hanno….

Come se il tempo si fosse fermato al mitico bagno Anna 188, che ormai non c’è più.

VORREI

Vorrei che questi giorni non finissero mai.

Vorre che questi giorni passasserò in fretta, fra poco andrò in crisi di astinenza Tata e Cocca.

Vorrei che tutto filasse sempre così liscio.

Vorrei trovare le parole giuste per un’Amica.

Vorrei avere qualche bel viaggio in mente come lo scorso anno, ma qust’anno dobbiamo soprassedere.

Vorrei che l’estate non diventasse più calda di così, a me questo clima fresco al mattino e un po’ ventilato piace un sacco e una sporta.

Vorrei non sentire nessuna mancanza.

 

 

ANNO DOPO ANNO

E così via, ne sono passati 40.

forse nessuno avrebbe scommesso sulla durata, ma io ci credevo e ci credo ancora oggi.

Nessun rimpianto, nessuna recriminazione, abbiamo lottato e riso assieme, siamo cresciuti assieme, plasmandoci l’uno all’altra.

abbiamo scollinato crisi di tutti i tipi, abbiamo scollinato momenti belli, momenti stupendi, momenti irripetibili e momenti burtti, ma siamo ancora qui, assieme a sorreggerci, a supportarci e a sopportarci.

eravamo giovani e incoscienti, ma avevamo tanta forza, appunto, la forza della giovinezza e dell’incoscienza.

e avanti coi carri, ancora avanti.