UN ADDIO CHE NON LO E’

Ti abbiamo salutato con il groppo in gola, eravamo in tanti, perchè in tanti ti abbiamo voluto bene e ti stimavamo.

E’ stato un lungo addio, stretti fuori dalla chiesa a ricordare, a parlare, a chiederci il perchè.

E’stato un  addio, ma non lo sarà, perchè il tuo ricordo, il tuo sorriso ed i tuoi occhi, rimaranno sepre in noi.

Non è un addio, perchè ci saranno sempre i tuoi ragazzi a ricordarci di te, tuoi grandi amori, così simili a te, specialmente la tua Piccola,che ormai piccola non è più, ci sarà sempre il tuo Bimbo, che ormai si sta avviando ad essere un ometto, ci sarà la tua Metà, così piccola e provata da questi lunghi giorni, ma noi le starmo accanto, tenendoli per mano finchè non sapranno volare con le loro ali e noi li lasceremo andare per il loro cammino, sapendo che tu, in questo breve periodo che ti è stato concesso, hai fatto un grande lavoro.

In ogni nuvola  e stella che avremo sopra di noi, noi sappiamo che da lassù stai veglindo.

DA CAPO

Stamattina è morto lo zio di una cara amica, di una Compagna di merende.

Tumore al polmone

L’anno non è cominciato al meglio, e da stamattina ci penso.

Io sono quella che tutte le volte che sente di una persona che si ammala di tumore, si illude, si dice ed è fiducios che quella persona ce la farà, sarà la perona che sconfiggerà il cancro.

Ed immancabilmente tutte le volte lel mie aspettative vengono disilluse, tutte le volte soffro, ci piango dentro.

Ma come dice la Compagna di merende, dobbimo pensare così, dobbimo illuderci per riuscire a stargli vicino con tutto l’affetto possibile.

Ma io non riesco a superareil senso di sconfitta, perchè la morte per cancro, non è una morte naturale, è un delitto, nei confronti della persona, dell’umanità e di tutti i ricercatori che passano tempo e notti insonni per riuscire a trovare la cura giusta.

UN BEL NUMERO

Un bel numero, tondo…90.

Non riesco ad immaginarti vecchio, non riesco ad immaginare come saresti fisicamente, come sarebbe il tuo viso a 90 anni.

La tua vita si è fermata 20 anni fa,la vita, con te, è stata matrigna fino alla fine, ma tu hai saputo donare a noi una vita piena di gioia, di insegnamenti che ci hanno fatto crescere ed affrontare la vita, questa vita che tu, per noi, sei riuscito a rendere magnanima e ricca.

Grazie papà ed auguri per i tuoi 90 anni, perhè lo so che tu stai continuando a proteggerci e a sorreggerci.

L’ADDIO MANCATO

Strani tempi questi che stiamo vivendo, ci impedscono perfino di dire addio alle persone care

L’addio mancato è quello che ti lascia l’amaro in bocca, è quello che stende un velo di tristezza sul  cuore, è quello che dirotta tutti i tuoi pensieri in quella direzione, verso la persona cara che non puoi rivedere per l’ultima volta.

L’addio mancato è rabbia verso questo momento che ti impedisce di fare le cose più ovvie, che non ti permette di portare un minimo di conforto alle altre persone, l’addio mancato è cercare conforto con loro parlando di chi ci ha lasciato senza darci il tempo di prepararci.

CI MANCHI

“Quando succede un dolore forte, la vita continua dicono…ma non sempre è vero…a volte la vita si ferma e passano solo i giorni” (dal web).

Quanto è vero, il dolore si mette in un angolo, sembra sopirsi, tranquillizzari, ma è sempre presente, in maniera sottile, con il senso di vuoto. di smarrimento, di mancanza.

Specialmente la mancanza è quella più importante, perchè nei momenti cruciali la tua presenza, i tuoi consigli, le tue parole,avrebbero lenito un dispiacere, avrebbero chiarito un dubbo, ci avresti sorretto ed incoraggiato ad affrontare gli inciampi della vita, come solo un padre sa fare.

20 anni sono passati, ma per tutti noi è tutto come 20 anni fa, stesso sbigottimento, stesso dolore,stesso senso di vuto.

Papà, manchi a me, a LaMiaSorella, a LaMiaMamma (soprattutto), al Ferrari e a Martelli per le risate che gli hai fatto fare e per averli sempre considerati come dei figli, manchi al Piccolo che ha avuto la fortuna di conoscerti, manchi alla Tata che ti ha conosciuto attraverso le nostre parole, manchi a LaFiglia, perchè l’hai sempre coccolata, il privilegio della prima nipote.

20 anni fa come se fosse oggi.

 

 

 

TENIAMOCI PER MANO

Ciao D., il tuo cuore si è fermato con il cuore del tuo grande amore E.

Il tuo sgomento è ancora enorme, non riesci ancora a capacitartene, ma  purtroppo, è così.

Ma la vita va avanti, nonostante il tuo grande dolore, che sembra ti stia soffocando, ma non è così, devi andare avanti, un passo ed un momento alla volta, facendo tutto quello che avrebbe voluto fare di bello assieme a te il tuo E.

La vita va avati e non si ferma, anche se stamattina, tutti noi avremmo voluto che il tempo si cristalizzasse così, lì in quella camera mortuaria, nessuno di noi voleva abbandonare l’idea, l’illusione che E. fosse ancora lì, assieme a noi.

Ma noi ci tenimo per mano, ti teniamo per mano, ti sorreggiamo per passare questo brutto momento ed i brutti momenti futuri che verranno. Ti terremo per mano finchè non sarai di nuovo pronta per camminare salda e sicura sulle tue gambe.

Perchè sei giovane ed hai tutta una vita davanti e, prima o poi, ti rialzerai, senza mai dimenticare il grande amore che ti ha donato e che hai donato ad E.

Noi faremo il possibile per fare cose, risate che avrebbe voluto fare E., faremo in maniera che il suo ricordo non siano solo lacrime e rammarico, ma il suo ricordo dovrà essere anche gioia e risate.

Teniamoci per mano.

MANCA ANCORA MOLTO ALLA FINE DEL 2020?

Sta diventando veramente pesante, in poco tempo questo anno è riuscito a farsi detestare.

Pensieri su pensieri, inteventi chirurgici eseguiti al limite, la pandemia, la quarantena, la morte di persone amiche e breve distanza l’una dall’altra e tutte giovani, troppo giovani, con vite dvanti ancora tutt da vivere, con ancora un sacco di cose ed esperienze da fare.

Sta diventando pesante la situazione, sembra quasi ci sia un accaniento verso il genere umano.

Il meteorite che ci ha sfiorato il mese corso, non ci ha schiVato, ma ci ha letteralmente schiFato, non voleva infettari nemmeno lui.

L’ultina settimana  è stata costellata di lutti imprevisti ed improvvisi.

Decisamente siamo provati, io ho finito le parole, sto finendo le energie, le parole,alla fine sono sempre le stesse: incredulità e sgomento.

Incredultà e sgomento perchè alla morte di un amico non si è mai pronti.

LETTERA A ME STESSA

Cara amica, lo so che oggi è e sarà una giornata pesante, lo vedo, lo capisco da tutti i mille lavori che hai cominciato e, al momento, finiti veramente pochi.

Lo so fai così, quando hai bisogno di tenere la mente occupata, quando tieni occupate le mani per non far andare la mente sempre al pensiero di Sara.

Già da ieri cominciavi a dare i primi segnali, di insofferenza, di mainconia e tristezza.

Ieri era cominciato in mala maniera, ti sei svegliata piangedo e stranita, reduce da una notte tormentata da incubi, probabilmente scatenati dal momento di stress e dal forte vento della notte, lo so ti sei ritrovata  alle 01,47 sul terrazzo a guardare gi alberi piegati dal vento, cercando di calmare i fantasmi che ti avevno svegliata in malo modo.

Ieri era proseguito con sempre quella cappa di tristezza e le lacrime sempre in bilico.

Stamattina non è che sia cominciato in maniera diversa, il pensiero è sempre lì, a Sara, al marito ed al figlio che debbono elaborare una perdita tanto grande, non si aspettavano un tracollo così veloce, non se lo aspettava nessuno, siete stati tutti colti all’mprovviso e l’incredulità è tanta.

Cara amica, ti capisco, ogni tanto anche e corazze più dure e più spesse si incrinano.

Cara amica lo sai, ci vorrà tempo, ma devi elaborare, là fuori ci sono ancora tante persone che ti vorrebbero vedere di nuovo senz quella brutta ruga in mezzo agli occhi e, il loro, non è egoismo, è amore nei tuoi confronti, anche loro soffrono nel vederti così silenziosa ed assente, persa dentro a pensieri cupi.

Cara amica, elabora, prenditi tutto il tempo che ti occorre, ma torna ad essere quella che tutti noi conosciamo, sempre pronta a tendere una mano e a scherzare.

Una bracciatona.

 

C’E’ TELEFONATA E TELEFONATA.

C’è telefonata e telefonata.

Quella di oggi è stata la telefonata che tutti dovrebbero ricevere nella vita.

Quella telefonata che ti alleggerisce, quella telefonata che allarga il sorriso e che allegerisce i pensieri.

Tutti nella vita meritiamo una telefonata del genere, una telefonata che può essere di un’amica, di un parente, della persona che non sentivi da tanto tempo e che chiama per riallacciare un discorso lasciato in sospeso.

LMiaMetà ha ricevuto la telefonata dell’Oncologa Guida, della perona che ci ha supportato in tutti questi anni, la persona che mi ha abbracciata un mese fa e ha asciugato le mie lacrime il medico che tutti dovremmo avere al fianco, l’angelo custode che ognuno di noi si meriterebbe.

La telefonata che ha allargato il sorriso sul volto de LaMiaMetà, è arivato istologico, tutte le sofferenze di quasi un anno hanno dato dei buoni frutti, il farmaco killer ha fatto il suo sporco lavoro, è riuscito a fermare il cancro ad un livello che ora ci permette di sorridere e di guardare avanti con gli occhi più sereni.

Adesso ripartiamo con i controlli, aspettiamo che questa emergenza finisca per poter tornare ai nostri programmi fatti di giri ne dntorni, weekend con la Tata e gli Storici del Cadore, di sogni ad occhi aperti per eventuali viaggi a lunga distanza, a progetti che possano andare oltre gli anni,tutte situazioi che fino a poco tempo fa non erano scontate, progammi che possiamo fare, prchè le 4 pastiglie ce lo permettono, o almeno ci danno la prosettiva che stiano lavorando per il verso giusto.

E noi si respira liberamente, le spalle sembrano più leggere.

TUTTO SI SISTEMERA’

I giorni sono passati, lenti, frenetici, sconclusionati, di corsa, sospesi, ma intanto una settimana è passata.

Cominciamo a vedere una fine, una parvenza di rientro a casa, intanto vederlo senza più fili e tubi che annullavano il dolore, che lo alimentavano, che lo aiutavano a respirare, è un bel passo avanti, non vederlo più come un moderno Frankeinstein, è il sorriso che torna ad illuminare il cuore e scaldare l’anima.

Adesso dovrebbero cominciare le ore più lunghe, quelle che ci separano dal rientro a casa, quelle ore che ci riavvicinano al nostro tran tran, fatto anche di tante brontolate, quelle brontolate che mi mancano tanto, quelle in cui ti arrabbi perchè io, di nascosto, ti abbasso il volume del televisore, io che brontolo e sbuffo perchè guardi solo programmi stupidi di aste di container, rielaborazioni di auto, corse in auto, pescatori al limite della stupidità.

Mi sento orfana qui in casa,mi sento sola, la fatica comincia a farla da padrone, la noia mi attanaglia, i nostri ritmi che sono spariti, mi stanno cominciando a far salire l’ansia.

Non trovo nemmeno più gusto a mangiare il gelato la sera sul divano, quel divano che mi sembra toppo in ordine e troppo grande per me da sola.

Quel divano che tanto amiamo,tu sdraiato a guardare i  tuoi programmi alla tele, io di fianco a leggere, o giocare con il tablet o ad uncinettare..ecco, anche l’uncinetto in  questi giorni di assenza è stato abbandonato, troppa l’abitudine di essere assieme, di fare tante cose piacevoli assieme, aiutandoci e sostenendoci a vienda, troppo l’abitudine di ritagliarci i nostri spazi con amici tu e con amiche mie, ma sempre sapendo che al  rientro avremmo avuto da raccontarci tante cose e tante risate fatte e tentare di replicarle assieme.

Dopo avremo altri pensieri ed altri impegni di cui preoccuparci, ma sarà come tornare indietro di alcuni anni, ricomincire con le 4 pastiglie, che stanno diventando preziose quasi più dell’oro, quelle 4 pastiglie che, per noi, sono state il miraggio per farti e farci sopportsre dolori, paure, ansie e lacrime, tante versate, di paura, di frustrazione, di gioia quando i medici ci dicono che è andato bene,per poi essere scacciate dai sorrisi che ci facevamo a vicenda quando stavamo seduti uno di fronte all’altro o quando ti sdraiavi, perchè la stanchezza la faceva da padrona, e le nostre mani si cercavano a vicenda, ci tenavamo stretti a vicenda, ci tenavamo a galla in quel mare di paure e gioie che arrivavano ad  ondate, come le onde del mare o la risacca del mare d’inverno.

Mercoledì sta arrivando.