IL TEMPO DONATO

il tempo donato è quello che mi regalo, che mi dono per la lettura.

la lettura di un libro, in silenzio, in un ambiente caldo e silenzioso.

può essere il divano, un bar, una panchina o una sala di lettura.

è un tempo prezioso, ineguagliabile.

è un tempo che rimette assieme i brandelli della giornata, che a volte comincia molto presto e finisce tardi.

è un tempo che gratifica.

Annunci

EMOZIONE

E’ quella che sento, che provo quando sento la Tata leggere i miti epici.

Ascoltare quelle favole, che riportano alla memoria miti già letti, miti che hanno emozionato, miti antichi letti a scuola, che hanno portato alla voglia di leggerne altri, al di fuori di quelli “imposti” dai professori.

L’emzione di ricordi che si risevgliano, collegamenti che vengono fatti fra le varie culture e religioni.

L’emozione di ascolare la sua voce che legge una favola, un  mito e si emoziona.

Emozionarsi per i ricordi, sperando che un giorno anche lei possa vivere le stesse sensazioni.

GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI

Non è mia abitudine parlare o recensire libri, non ne ho le capacità.
Per me i libri si dividono in due categorie:
– quelli che mi piacciono e che divoro;
– quelli dhe non mi piacciono e che abbandono miserabilmente al loro destino, perchè sono proprio brutti e illeggibili.
Ma in questo caso ne debbo parlare.
Guida astrologica per cuori infranti.
Questo libro mi ha tenuto compagnia nelle mattine al Centro Protesico di Vigorso.
Mentre aspettavo che il Ferrari finisse la sua terapia, mi rifugiavo al bar, a leggere come se non ci fosse un domani,
Leggevo per non guardarmi attorno, per non vedere, per non pensare, ma questo libro mi ha aiutata, mi ha strappato delle grasse risate.
E, come dicevo più sopra, ho fatto teatro, leggendo e ridendo, guardandomi attorno e vedendo lo stupore negli occhi delle persone che erano lì, finchè qualcuno non mi ha chiesto cosa stessi leggendo.
E lì è partita la mia vena Jamaican Style.
Leggevo ad alta voce il passaggio incriminato, ma lo leggevo alla mia maniera…quante risate ho strappato.
E da quel momento ho imparato a leggerlo per divertirimi, per divertire, anche se poi nessuno chiedeva, io leggevo e ridevo,e loro sorridevano.

LEGGERE ALLO SFINIMENTO

Leggere come se non ci fosse un domani.
Leggere in questo bar come se fossi sola..
Leggere e ridere, infischiandomene di quello che potrebbero pensare le persone.
Ma credo che qualcun a di loro cominci ad apprezzare le mie risate, mi guardano e sorridono.
Mi basta e avanza questo per attaccare bottone, condividere con loro le mie risate, giovani e anziani, pazienti, medici e fisioterapisti, parlare di libri con loro mi entusiasma e li entusiasma.
Come se fossi a casa, a parlare di libri con Elena, la mia compagna di letture.
E questov teatro di parole, di racconti fatti da me e di risate continua finchè non li debbo salutare: “A domani, ci si vede qui, alla stessa ora, con lo stesso libro, almeno fino a chè questo non sarà terminato, poi vediamo…”
Ed uscire di scena sempre ridendo e con il sorriso addosso, e la luce della felicità negli occhi.

ALLA RICERCA

Un riappropriarsi della calma. Un tavolino, il cellulare, il tablet, un taccuino e una biro.
E il malumore si attenua lentamente. Sto tornando normale.
Lo scambio di sms con un’amica aiuta. Aiuta a sollevare il morale, a mettere in pace l’anima.
Una giornata persa fra Vigorso nella mattinata e dal mio medico nel pomeriggio.
Pensiamo positivo, ho tanto tempo per leggere.

QUELLE PICCOLE COSE

che sono piccole, magari cominciate contro voglia, ma poi hanno cominciato ad essere importanti, a prendere il loro spazio.

quelle piccole cose, insignificanti, ma che alla fine occupano un posto importante nella tua giornata e aspetti che arrivi il momento per metterle in atto.

una di queste piccole cose, udite udite, è la sessione quotidiana di stiro, io che fino ad un paio di anni fa rifuggivo l’incombenza come una malattia.

una di queste piccole cose è la sessione quotidiana di uncinetto, che mi rilassa, mi riempie di soddisfazioni e mi aiuta a sviscerare i momenti di tensione e di ansia che mi assalgono.

una di queste piccole cose, è la passeggiata serale con il Ferrari, cominciata poco più di quattro mesi fa ed ora è diventata indispensabile per il mio equilibrio e per il mio benessere fisico. una piccola cosa che ci unisce, che facciamo con piacere assieme e che ci immerge nella quotidiana seralità del silenzio che circonda il paese, illuminato dalle luci arancio che fanno parte del nostro essere, dell’attraversare i parchi e giardini silenziosi e te li fanno apprezzare ancora di più.

una di queste piccole cose è il libro a letto prima di addormentarmi, che  aiuta a trascorrere momenti di pura felicità ,tirando le somme di una giornata passata e mettendo in fila gli impegni della giornata successiva, sapendo che, al mattino ,al mio risveglio, il libro sarà lì ad aspettarmi per darmi il buon giorno, nel silenzio della casa durante la colazione solitaria.

quelle piccole cose che rendono piena una giornata.

DIARIO DI OGGI

Poteva essere una settimana all’insegna della tranquillità, la Tata è al mare con mamma e papà e io potevo trastullarmi nelle mie cose fino allo sfinimento, letture, uncinetto, colazioni, merende, chiacchiere.
Invece è stata una settimana all’insegna di corse in ospedali, per visite,nuovi medici che si aggiungono a quelli già conosciuti per darci un maggior benessere e una vita più consapevole, di ritiro ricette per nuovi esami da affrontare per avere una vita migliore e tenere sotto controllo tutte quelle piccole pecche che con l’età stanno avanzando.
Insomma poteva essere una settimana demmerda….
Invece oggi, questa settimana, ha dato il colpo di coda e ha ribaltato tutto: sono riuscita ad andare da tutti i medici e ritirare le ricette e richieste, uno dalla parte opposta della città rispetto all’altro; sono riuscita a consegnare alcune cose a casa da LaFiglia, che domani rientra dal mare con tutta la tribù, sono riuscita ad andare in centro con i mezzi pubblici per comperare il cotone per fare le presine all’Amica del Cadore ed infine sono riuscita a fare colazione da Altro? al Mercato delle Erbe e lì, proprio lì, con il teà davanti e l’ereader in mano, ho capito che oggi sono felice.
di quella felicità sana, che rende il passo leggero per tornare verso la fermata del bus, che mi avrebbe riportata a casa.
La felicità in un bar, una teiera e un libro, piccole cose, ma grandi gioie se accettate, se non pretese e arrivate all’improvviso.