LE OTTO MONTAGNE

Ho letto questo libro di Paolo Cognetti in questi giorni di profonda tristezza.

E’ un libro che parla di amicizia, di quella amicizia vera e profonda che regge alla distanza, alla diversità di carattere delle persone e che fa respirare.

Avevo bisogno di respirare, di sapere che l’amicizia che supera e travalica il tempo e le distanze, esiste, avevo bisogno di questo libro per sentirmi confortata.

E il conforto l’ho trovato, negli spazi aperti di cui parla l’autore, dell’aria fresca e pulita che sembra di respirare girando ogni pagina.

Ho trovato conforto e con il passare dei giorni, ripensando a questo libro, troverò anche la serenità che ora mi manca, riprenderò a pensare all’amico perso senza che gli occhi mi si inumidiscano, senza il magone e senza il tuffo al cuore che provo ogni volta.

Gli spazi aperti in cui lasciar vagare la mente e i ricordi

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GUIDA ASTROLOGICA PER CUORI INFRANTI

Non è mia abitudine parlare o recensire libri, non ne ho le capacità.
Per me i libri si dividono in due categorie:
– quelli che mi piacciono e che divoro;
– quelli dhe non mi piacciono e che abbandono miserabilmente al loro destino, perchè sono proprio brutti e illeggibili.
Ma in questo caso ne debbo parlare.
Guida astrologica per cuori infranti.
Questo libro mi ha tenuto compagnia nelle mattine al Centro Protesico di Vigorso.
Mentre aspettavo che il Ferrari finisse la sua terapia, mi rifugiavo al bar, a leggere come se non ci fosse un domani,
Leggevo per non guardarmi attorno, per non vedere, per non pensare, ma questo libro mi ha aiutata, mi ha strappato delle grasse risate.
E, come dicevo più sopra, ho fatto teatro, leggendo e ridendo, guardandomi attorno e vedendo lo stupore negli occhi delle persone che erano lì, finchè qualcuno non mi ha chiesto cosa stessi leggendo.
E lì è partita la mia vena Jamaican Style.
Leggevo ad alta voce il passaggio incriminato, ma lo leggevo alla mia maniera…quante risate ho strappato.
E da quel momento ho imparato a leggerlo per divertirimi, per divertire, anche se poi nessuno chiedeva, io leggevo e ridevo,e loro sorridevano.

LEGGERE ALLO SFINIMENTO

Leggere come se non ci fosse un domani.
Leggere in questo bar come se fossi sola..
Leggere e ridere, infischiandomene di quello che potrebbero pensare le persone.
Ma credo che qualcun a di loro cominci ad apprezzare le mie risate, mi guardano e sorridono.
Mi basta e avanza questo per attaccare bottone, condividere con loro le mie risate, giovani e anziani, pazienti, medici e fisioterapisti, parlare di libri con loro mi entusiasma e li entusiasma.
Come se fossi a casa, a parlare di libri con Elena, la mia compagna di letture.
E questov teatro di parole, di racconti fatti da me e di risate continua finchè non li debbo salutare: “A domani, ci si vede qui, alla stessa ora, con lo stesso libro, almeno fino a chè questo non sarà terminato, poi vediamo…”
Ed uscire di scena sempre ridendo e con il sorriso addosso, e la luce della felicità negli occhi.

LEGGENDO CON SENTIMENTO

Ho letto il libro di Anna. Me lo sono letto lentamente, non riuscivo ad andare più veloce.
E’ stato un risentire la voce al mio fianco.
Cominciai a seguire il suo blog silenziosamente nel 2009, entravo, leggevo, riflettevo, non commentavo, prendevo le misure, la annusavo, cercando di capire se poteva essere nelle mie corde.
Poi finalmente cominciai a rispodenre e lei ricambiava, leggeva, rifletteva, a volte commentav, a volte speiva mail in risposta, dicendo che non se la sentiva di pubblicare il suo commento. Mi predneva le misure, mi annusava, cercava di capire se potevo essere nelle sue corde.
Ed eravamo speculari l’una all’altra, lei sempre posata e riflessiva,io sempre un po’ caciarona, ma quando mi tendeva la mano per fare ciciara, non mi sottraevo, come quando la tendevo io a lei.
Poi finalmente nel 2010 siamo passate dal virtuale al reale, e ci siamo piaciute, ci siamo capite.
E così siamo andate avanti, sostenendoci a vicenda, facendo pazzie anche assieme (vedi il matrimonio di Anna Lisa), fino alla fine, fino al giorno della sua morte.
A quel punto mi rilessi tutto il suo blog, dall’inizio alla fine, commenti compresi, cercando di sentirmi meno sola, cercando di rievocare la sua voce, con il suo accento, che mi piaceva tanto e mi faceva sempre ridere.
E dal 17 aprile in poi il suo blog è diventato un libro, e l’ho riletto, tutto da cima a fondo e ho ccapito la grande diffenrenza.
A suo tempo, con il blog, avevo sempre avuto il tempo, di “digerire” i suoi post, il suo dolore e la sua allegria nonostante tutto, il libro, invece, questo scampo, non te lo lascia, è tutto lì, di seguito, via una pagina, avanti un’altra e non hai il tempo di metabolizzare, e ti rendi conto che un momento piangi copiosamente, ma poi il momento dopo ridi a crepapelle.
E questa è la magia di Wide

A ROMA CON ANNA E PER ANNA

Sarà difficile descrivere quello che è successo Venerdì a Roma.
Le ridda di emozioni che ha scatenato l’evento, è troppa, non sono in possesso delle parole giuste per esprimere quello che mi si è agitato dentro per tutta la giornata.
Comunque eravamo là, ero là con Anna e per Anna, ero là per sentirla ancora vicina e per farmi avvolgere dal suo caldo abbraccio che è arrivato a tutti noi attraverso le parole del moderatore, di Mister Clint, le parole di Giorgia ed infine, le parole d’amore di Angelo, il suo amato Obi.
E’ stato bello essere là e vedere con i miei occhi quanto sono cresciute Lilla e Nina, è stato bello vedere il bel lavoro svolto da Anna durante gli ultimi mesi, quello che ha lasciato dietro di sè riassume tutta la sua grandezza.
Io sono stata bravina, non ho pianto finchè hanno parlato gli altri, ho riso tanto quando l’attrice Carlotta Piraino ha letto alcuni brani del libro di Anna, io sentivo la sua voce, sentivo le sue arrabbiature quando era protagonista di qualche soppruso, ma non ho retto quando Angelo ha parlato di lei, del loro grande e immenso amore, che dal 2007 non ha più avuto un futuro, ma è stato vissuto e conquistato di giorno in giorno.
Calde lacrime sono scese quando ha ricordato la frase incisa all’interno delle loro fedi, pensandola per tantissimi anni assieme, ed invece è sì, per tutta la vita, ma da un anno e mezzo a questa parte, è una vita solitaria.
Mi occorrerà tanto tempo per metabolizzare le emozioni vissute, mi occorrerà tempo per renderle dolci e rinchiuderle nello scrigno dei ricordi più cari.

ANALISI CON IL SOLE

tutto sembra più leggero, si sorride di più.
Ci stiamo preparando per andare a Roma per la presentazione del libro di AnnaWide e siamo tutti due felici di questa occasione che per l’ennesima volta ci offre Anna.
Occasione per staccare un po’ la spina, per rivedere le amiche e gli amici romani.
Occasione per rivedere le Nane e Obi, per potermi beare dei loro occhi, dei loro sorrisi, cercandoci Anna.
Vedrò di fare il possibile, ci metterò tutta me stessa, per non piangere per essere serena e godermi quei momenti.
Sabato sera sono andata al cinema con la Tata, siamo andate a vedere “Cenerentola”, mi è piaciuto, mi è piaciuto un sacco e una sporta. C’è stato un momento, però, in cui mi sono rattristata, quando muore la mamma di Ella, quando la piccola e la mamma si salutano, quando la mamma dona alla figlia gli ultimi consigli e l’ultimo abbraccio, è stato un po’ duro scollinare il momento di tristezza e di ricordi.
Ma intanto il 17 aprile si avvicina.

MI SONO ARENATA

Mi sono fermata, arenata, piantata.
sono arrivata alla parte centrale del libro che sto leggendo, la parte in cui si capisce il grande conflitto fra le protagoniste, e mi sono arenata.
mi mette ansia, mi prende alla gola l’aver capito che una grande tragedia è alle porte, è la perdita della vita di un bambino mi sta frenando, mi sta togliendo la voglia di andare avanti.
mi sento fragile di fronte a questa eventualità, mi mette angoscia pensare al dolore della madre, del padre e delle sorelle, le quali avranno un rimorso a vita e si vedranno il futuro stravolto da questa grande tragedia.
Mi sono arenata e non so se andrò avanti nella lettura, almeno per il momento ho idea che sospenderò e passerò a qualcosa di più leggero, qualcosa che non mi creai ansai, in attesa di ritrovare la mia solidità, in attesa di lasciare alla spalle questa fragilità che non mi permette di godere in pieno del piacere della lettura