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IL LIBRO

Che l’assenza è davvero unapiù acuta presenza. Vale per lavoce, per l’udito. Vale per le persone chec’erano e non ci sono più. Vale per noi che non smettimo un momento di cercare ciò che non c’è. Di desiderare quello che manca. (C. de Gregorio)

Mi ero ripromessa di alleggerire le letture, di trovare un po’ di banalità anche nei libri.

Poi l’incontro, forse voluto dal destino in questo momento, con IL LIBRO

Il libro nel quale cercare e trovare un minimo di consolazione e di pace.

Il libro che ti fa capire che il tuo parlare, chiamandole cose con il loro nome, è giusto, che ti fa capire che il tuo sentire è un sentire unanime e, se condiviso, è più leggero.

Il libro che ,quando ho letto l’ultina riga, mi ha lasciata con un senso di gratitudine, un senso di pienezza, come se avessi riempito alcune lacune che avevo dentro, come se avessi addolcito i tanti ricordi che in questi giorni stanno affiorando prepotentemente, il libro che mi ha detto di aspettare ad aprirne un altro, in attesa che le sue righe si deponessero nel baule del sollievo.

Il libro che mi ha portata ad essere pronta per leggere un libro consigliato tanto tempo fa l’amica Wide

LA MAGIA

Di un libro, delle parole di un libro.

E le parole trovate, le parole lette fanno riflettere , le parole che accarezzano i sentimenti e che esprimono il tuo sentire.

Parole che trovi affini a te per il lungo percorso di questi anni.

” Lei gli stette accanto e lo aiutò durante tutta la malattia, con l’affetto che non guarisce, ma cerca almeno di condividere la sofferenza. con lacompagnia che non cambia la morte, ma che si propone almeno di aiutare a viaggiare meglio” ( S. Baldi)

E questo è il libro.

 

NON MI RESTA ALTRO…

…che leggere.

Leggere, senza pensare a dove sto andando sul quel mezzo pubblico, che mi porta avanti e indietro da casa a qualche studio medico.

Leggere per il piacere di leggere, in momenti in cui non si vede niente di piacevole e i pensieri si fanno grigi.

Leggere per annegare nelle parole e nelle trame i sussulti che mi assalgono all’improvviso quando un penserio attraversa veloce la mente.

Leggere per non ascoltare il brusio e le parole inutili che mi circondano, per non soccombere ai moti di rabbia di fronte a disocrsi tanto insulsi.

Leggere e fortunatamente, negli ultimi tempi, ho letto tanti buoni libri, che mi hanno aiutata a sollevare la testa, a non farmi sopraffare dallo sconforto, a trovare sempre parole per chi cerca in me parole e sostegno.

 

RELAZIONI

Ci si guarda, ci si avvicina lentamente, prendendo la cosa alla larga, girandoci attorno.

si comincia ad interagire tramite un’amica comune.

ci piace, ci annusiamo, ci prendiamo le misure a vicenda.

una grande passione ci unisce, ci attrae l’una verso l’altra: i libri, la lettura.

mi stupisco, sono incredula, sopra a questa terra c’è un altro animale come me: misogino e orso.

quando siamo assieme l’orsaggine e la misoginia spariscono, ci perdiamo a parlare di sensazioni e situazioni che condividiamo, ci perdiamo a capirci l’una con l’ altra, smussando gli angoli di questo nostro essere e vivere, cercando il silenzio ed evitando le situazioni spiacevoli, evitando le persone inutili, le persone che le metti lì e dicono meno di un soprammobile.

nel frattempo l’amica comune ci parla e tutte assieme ridiamo, prendendoci in giro garbatamente l’unacon l’altra.

 

SVEGLIA

Stavo leggendo un libro, un libro che mi intrigava, mi intrigava il titolo.

Parlando con le amiche di lettura, ne ho più di quante pensi, parlavo di questo libro, di questo bel titolo, di come mi aveva preso leggendo la quarta di copertina. E tutte  dirmi di leggerlo  per poi passarlo a loro

Leggevo, mi piaceva, creava una bella atmosfera, peccato che ogni tanto non capissi il perchè di certi nomignoli o di certi pensieri della protagonista.

Credevo di aver saltato dei passaggi, allora tornavo indietro e rileggevo, ma nulla si chiarva.

Credevo di essermi persa qualche parola importante in mezzo alle frasi, allora tornavo indietro e rileggevo, lentamente e attentamente, ma nulla si chiariva.

Alla fine, facendo una ricerca in internet ed inserendo il libro nella libreria di Anobii, ho scoperto l’arcano: è l’ultimo di una trilogia

“Non fate l’onda”. “Stavo pensando di mandarti una foto del bel cielo azzurro che c’è qui”. No, per favore, non farlo che qui si è già rabbuiato tutto.

A me questo continuo altalenarsi di sole/nebbia/nuvole/caldo/ freddo ha già stancato, è tutto destabilizzante

GESTI

sedersi da Bianca e ordinare, versare il teà da una teiera in silver, bere il teà con pace, sfogliare le pagine di un libro divertente nonostante l’argomento che tratta,  entrare in libreria e salvare sulle bozze i titoli di alcuni libri interessanti, entrare in Sala Borsa e sentirsi leggeri, salire in autobus e cominciare a leggere il libro appena preso in biblioteca, arrivare a casa serena, un pat-pat di incoraggiamento ricevuto dal medico che fino a poco prima stava sondando il mio fegato………

gesti che non hanno prezzo nonostante le parole udite.

IO LEGGO

“Stai guardando quel libro lì sul tavolo? Se vuoi te lo presto, se lo vuoi leggere prendilo, te lo presto volentieri, me lo hanno regalato X e Y, ma io , come tu ben sai, non sono un appasionato lettore…magari io te lo presto, tu lo leggi e poi me lo riassumi, così dopo ne parlo con X e Y e faccio bella figura”

Ecco, io ho scoperto che leggo per procura, potrebbe essere il lavoro del domani.

IO HO DEGLI OBIETTIVI

“Signora…mi scusi…ma cosa si è rotta? Il perone e il mellolo? come me…mi sembra di vedere me stessa poco più do un anno fa. Sa, anche io, mi sono rotta come lei il perone e il malleolo, si armi di tanta pazienza…sa ci vuole più di un anno per riprendere in pieno”.

Ecco, lì stava per partire “stampella selvaggia”, stavo per azzopparla di nuovo, avrei voluto tirargliene una in mezzo ai denti, giusto per farla tacere.

E ha continuato così, seguendomi da vicino, senza capire la mia intolleranza a chi invade il mio spazio vitale, continuando, come un rosario, a snocciolarmi tutto il suo tribolare, tutto il suo male, tutta la sua fatica per riprendersi in pieno.

” E la scale…dio mio…le scale…che tortura! Io ho ricominciato a farle bene un mese fa circa…e la fatica, signora mia la fatica….inimmaginabile”

Aridaje…la stampella stava partendo per l’ennesima volta. A nulla sono valse le mie parole, i buoni propositi che le andavo snocciolando, gli impegni che ho quotidianamente con la Tata, niente, era inarrestabile, non taceva, poi, grazie al cielo, io e LaFiglia siamo arrivate alla Punto e l’ho salutata.

Io spero di riprendermi un po’ prima della signora, forse la signora non ha capito che io degli obiettivi, che mi prefiggo di raggingere il più in fretta possibile.

Io mi do tempo ancora una decina di giorni poi vorrei ricominciare a guidare, vorrei ricominciare a riprendere i mezzi per andare in centro, io debbo riuscire ad andare in centro a Bologna il più in fretta possibile, io debbo andare a far colazione da Bianca e in Sala Borsa.

Io ho degli obiettivi.

E io stamattina accompagnata sono andata a far colazione al bar, a fare un po’ di spesa e in libreria a comperare il libro di Anna Lisa, che adesso è lì, che mi guarda, che mi tenta, che guardo con le lacrime agli occhi e il groppo un gola, con un sorriso sulle labbra pensando alla sua felicità in qualsiasi posto lei sia, che rimiro con timore ed emozione, che guardo aspettando la forza di aprirlo e cominciare a leggere.

Io emozionata!

 

FRA POCO….

…ci siamo.

E stamattina la colazione con le mamme è stata più leggera.

Metti 6 amiche attorno ad un tavolo con davanti brioches, cappuccini e teà.

Metti che era tanto che non ci vedavamo, direi circa 12 giorni.

Ne avevamo di cose da dirci, da raccontarci.

Metti un rientro e subito dopo una telefonata: “Cri, mi offri un caffè?”. Va bene, prepariamo la macchina, c’è in arrivo una mamma che ha bisogno di fare due chiacchiere.

Resta il fatto che ora sono stanca fisicamente, i polsi sono sempre più doloranti, aggiungeteci l’epicondilo e il tendine della spalla infiammato, e il mix è micidiale.

Il tutto sommato alla mia normale dose di noiosità.

Ma fra poco tutto è finito.

Martedì 17 aprile è il grande giorno.

Martedì 17 aprile mi vengono fatti due regali.

Martedì 17 aprile mi tolgono il gesso.

Martedì 17 aprile esce il linro di Anna Lisa

Io felice!

NE APPROFITTO

Di questa ultima giornata senza impegno della Tata per pensare e cucinare, cucinare e pensare, mentre taglio la verdura, mentre mescolo gli ingredienti, mentre rosolo la carne e mentre tengo d’occhio il ragù che bolle lentamente sul fuoco.
Bolle piano piano come una volta, come a casa dalla nonna quando noi nipoti eravamo tutti piccoli, le zie non erano ancora tutte sposate ed era sempre una baraonda, ma quando bolliva il ragù si andava, prima o poi, tutti a pucciare con il crostino di pane per saggiarne la salatura.
Gesti seppelliti in fondo all memoria, che riafforano solo con il profumo di questo ragù che bolle e cuoce piano piano, per poi, in futuro, andare a condire le tagliatelle.
Questa mia cucina che non assomiglia nemmeno lontanamente a quella che vorrei, a quella dei miei sogni, all’interno di un grande spazio nel quale raccogliere amici per cucinare e mangiare assieme, spazio nel quale raccogliere gli affetti per sentirsi coccolati e protetti nei momenti di paura e di tristezza.
La cucina, il cucinare come terapia per lenire un po’ l’oppressione, nell’attesa che le paste lievitino, nell’attesa che gli ingredienti si amalgamino, nell’attesa che tutto sia pronto e cotto, ecco lì si ha il tempo di pensare, rimettere ordine nei pensieri e nell’anima, si ha tempo di cercare conforto nei ricordi e nei sorrisi.
E durante tutte queste attesa rimane anche il tempo per aggiornare la lunga lista di libri da leggere, da aggiornare, togliendo quelli già letti, cercando in quale biblioteca poter trovare quelli nuovi da aggiungere e sapendo che prima o poi, con i libri e con la cucina gli strappi interni si riaggiusteranno.
E’ solamente questione di tempo e di pazienza.