DI NUOVO

Tutte assieme, strette forte per sostenerci  ma, piuttosto, per sostenere.

Dopo anni in cui avevamo dimenticato la paura, lo sconforto e l’angoscia, noi tutte di Oltreilcancro siano di nuovo in pista per appoggiare, sorreggere e spalleggiare una donna di nuovo in lotta con il cancro, contro il cancro che si accanisce contro di lei per la seconda volta.

Mamigà sa che potrà sempre contare su di noi in  qualsiasi momento, che sia un momento di sconforto, di rabbia o di terrore, e la parola “terrore” ci sta tutta, perchè sotto ai piedi le si è aperta una nuova voragine nella quale rischia di sprofondare.

Noi ci saremo per parlare, per ascoltare o per ridere quando  qualcuna di noi, per allentare la tensione, se ne uscirà con l’ennesima castronata che, magari in quel momento non c’entra nulla, ma riesce a strappare una risata.

Adesso è il tempo delle riflessioni, dello sconforto, ma anche il tempo per cercare nuove parole, nuove energie e forze.

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CHE PAESE FANTASTICO

Mi sto scontrando con la Sanità più becera e ottusa.

Sto prenotando alcuni esami per il follow-up annuale.

L’esame principe di questo follow-up è la mammografia.

Sì, perchè io 14 anni fa, sono entrata nel pianeta cancro, contro la mia volontà.

E questa sanità becera e ottusa, non mi vuole prenotare la mammografia annuale di controllo, secondo lei a me ne basta una ogni 18 mesi.

E non basta che sulla richiesta ci sia scritto che è “follow-up K mammella destra”.

No, non basta, ci vuole la relazione del medico che dice, che si assume la responsabilità, di una mia mammografia all’anno.

Non basta il protocollo che dice una mammografia all’anno finchè campo.

Non basta.

La legge, la regola dice questo e da questo non ci spostiamo, le eccezioni non sono ammesse.

Che paese fantastico.

 

È SEMPRE DIFFICILE

È diffiile uscire dalla melma di tristezza che ti porti dentro durante questi giorni, i giorni dei ricordi.

Ma a volte devi fare uno sforzo ed uscirne.

Una persona a me cara ha chiesto aiuto, ha chiesto parole di rassicurazione, ha chiesto una mano a cui aggrapparsi.

E allora si fa questo sforzo, si mette da parte la tristezza, la voglia di piangere e ci si gira indietro.

Tanto i ricordi e la tristezza non me li porta via nessuno, avrò tempo più avanti per consolarmi, per riandare con la mente ai ricordi di te, ai ricordi ed ai momenti passati con un padre che manca ogni giorno di più.

Adesso c’è qui una persona viva, che ha bisogno di parole, di incoraggiamento, di una spalla a cui appoggiarsi.

Ed ancora una volta siamo qui a pensare, a cercare una soluzione la più soft possibile.

ancora una volta si sono trovate la parole giuste?

ILLUSIONE

Mi ero illusa, mi sentivo forte.

Ero convinta che con il passare degli anni avrei messo assieme quel distacco che mi avrebbe permesso di ripercorrere la strada di 14 anni fa, con distacco e con maggior cinismo.

Ecco, mi ero illusa.

Ma oggi mi è bastato entrare in un reparto di oncologia, rivedere piantane, flebo avvolte nella stagnola, sentir parlare di perdita di capelli, di formicolii, di astenia, di nausea e vomito, per ripiombare in un girone di ansia, sudorazione e smarrimento.

Ed ero solamente lì in visita, per sostenere la mia Compagna di Chemio del 2003.

Probabilmente finchè ne parlo dal di fuori, finchè ne parlo come esperienza mia passata, va tutto bene, il difficile viene quando debbo trovare le parole giuste da dire a chi in quel momento si appoggia a me.

E per lei è stato un salto indietro di 14 anni, tutto da capo, tutto da ricominciare, sapendo bene a quale percorso sta andando in contro ed ogni tanto cogliere lo sguardo si smarrimento nei suoi occhi, fa male, tanto male.

E tutto è fermo con il fiato sospeso.

EHI, GUARDA……

….guarda la luna.

E chi ti indica la luna spera che tu guardi il dito.

Ma il dito lo può guardare chi non vuole vedere la luna, perchè guardare la luna significherebbe farsi delle domande, darsi delle risposte e, a volte, le risposte potrebbero non piacere.

Ma si può fare in maniera di ottenere degli strumenti per porsi le domande, darsi le risposte ed elaborare in bene le risposte.

E così tutti vedrebbero la bellezza della luna.

UN ALTRO PERCORSO

Un altro percorso è stato intrapreso, tutte assieme: io, la Tata e LaFiglia.

Sarà un percorso lungo e non è detto che porti a qualcosa, ma intanto va fatto, per trovare delle risposte e per trovare un aiuto per la Tata.

Un percorso che non sarà accidentato come quello da finora fatto, niente a che vedere con il cancro, ma è un percorso insidioso, è un percorso che implica tante complicazioni.

Ma come sempre, e come solito, va affrontato assieme, serenamente e con tranquillità, va affrontato un pezzo per volta, metabolizzando e un passo dietro all’altro arriveremo alla conclusione.

Avanti ancora a muso duro.

IL TEMPO CHE PASSA

Questa mattina la mente è vuota, piatta, addormentata.

Le palpebre sono pesanti, la sonnolenza, l’ovatta dentro alla testa attutiscono tutto.

Tutto è sonnolenza e svogliatezza.

A volte sembra che una piccola punta di rabbia possa fare capolino, in questa mattinata sonnolenta.

Sto ancora ripensando a quello letto ieri, in giro sul web, di quello che successe a Bologna l’11 marzo 1977. Agli strascichi di quei giorni di rivolta.

A come possano apparire lontani quei giorni e come possano essere estranei quei fatti, alla luce di quello che ci propinano oggi i giornali: femminici, morti ammazzati per noia, l’isola dei famosi, adinolfi che pontifica su droga e omosessualità.

E la politica, i politicanti, che si sono abbassati ad essere mercanti, manager di sè stessi, pronti a manipolare le parole, i fatti, le idee per un qualsiasi loro tornaconto.

Non è più la politica di allora, fatta di dialettica, di scontri, a volte anche focosi e duri, ma era fatta di parole, di idee.

Ora è tutto un parlarsi addosso, a tentare di sminuire l’avversario a suon di scandali, di mazzette, di raggiri e di strumenti di bassa lega. E’ tutto ridotto ad uno scambio di favori, di sedie, di soldi.

Finiti i tempi del rispetto, degli scambi di opinioni. Ora non ci si fida più di nessuno, siamo ormai disincantati, disillusi, non crediamo più a niente e nessuno.

Gente che si spaccia di sinistra, quando, invece, di sinistra ha solamente la mano, personaggi meschini che cambiano casacca a seconda di come gira il vento, tutti facenti parte di una classe politica arrogante e superficiale.

Ecco le parole giuste “arroganti” e “superficiali”. Personaggi che fanno a gara a chi urla di più, a chi trova lo scandalo più grosso nel partito dell’avversario, un’accozzaglia di persone raccattate chissà dove e chissà da chi, che dalla mattina alla sera, si inventano politicanti, giusto per il loro tornaconto, considerandosi degli intoccabili, mentre così non dovrebbe essere, mentre dovrebbero essere loro i primi, invece….

Da quel marzo 1977 tutto è cambiato, niente è più stato come prima.

Tutto è virato verso la pazzia degli anni di piombo , per poi arrivare a questi anni di corruzione dilagante e menefreghismo.

Meglio ascoltare una canzone