EHI, GUARDA……

….guarda la luna.

E chi ti indica la luna spera che tu guardi il dito.

Ma il dito lo può guardare chi non vuole vedere la luna, perchè guardare la luna significherebbe farsi delle domande, darsi delle risposte e, a volte, le risposte potrebbero non piacere.

Ma si può fare in maniera di ottenere degli strumenti per porsi le domande, darsi le risposte ed elaborare in bene le risposte.

E così tutti vedrebbero la bellezza della luna.

UN ALTRO PERCORSO

Un altro percorso è stato intrapreso, tutte assieme: io, la Tata e LaFiglia.

Sarà un percorso lungo e non è detto che porti a qualcosa, ma intanto va fatto, per trovare delle risposte e per trovare un aiuto per la Tata.

Un percorso che non sarà accidentato come quello da finora fatto, niente a che vedere con il cancro, ma è un percorso insidioso, è un percorso che implica tante complicazioni.

Ma come sempre, e come solito, va affrontato assieme, serenamente e con tranquillità, va affrontato un pezzo per volta, metabolizzando e un passo dietro all’altro arriveremo alla conclusione.

Avanti ancora a muso duro.

IL TEMPO CHE PASSA

Questa mattina la mente è vuota, piatta, addormentata.

Le palpebre sono pesanti, la sonnolenza, l’ovatta dentro alla testa attutiscono tutto.

Tutto è sonnolenza e svogliatezza.

A volte sembra che una piccola punta di rabbia possa fare capolino, in questa mattinata sonnolenta.

Sto ancora ripensando a quello letto ieri, in giro sul web, di quello che successe a Bologna l’11 marzo 1977. Agli strascichi di quei giorni di rivolta.

A come possano apparire lontani quei giorni e come possano essere estranei quei fatti, alla luce di quello che ci propinano oggi i giornali: femminici, morti ammazzati per noia, l’isola dei famosi, adinolfi che pontifica su droga e omosessualità.

E la politica, i politicanti, che si sono abbassati ad essere mercanti, manager di sè stessi, pronti a manipolare le parole, i fatti, le idee per un qualsiasi loro tornaconto.

Non è più la politica di allora, fatta di dialettica, di scontri, a volte anche focosi e duri, ma era fatta di parole, di idee.

Ora è tutto un parlarsi addosso, a tentare di sminuire l’avversario a suon di scandali, di mazzette, di raggiri e di strumenti di bassa lega. E’ tutto ridotto ad uno scambio di favori, di sedie, di soldi.

Finiti i tempi del rispetto, degli scambi di opinioni. Ora non ci si fida più di nessuno, siamo ormai disincantati, disillusi, non crediamo più a niente e nessuno.

Gente che si spaccia di sinistra, quando, invece, di sinistra ha solamente la mano, personaggi meschini che cambiano casacca a seconda di come gira il vento, tutti facenti parte di una classe politica arrogante e superficiale.

Ecco le parole giuste “arroganti” e “superficiali”. Personaggi che fanno a gara a chi urla di più, a chi trova lo scandalo più grosso nel partito dell’avversario, un’accozzaglia di persone raccattate chissà dove e chissà da chi, che dalla mattina alla sera, si inventano politicanti, giusto per il loro tornaconto, considerandosi degli intoccabili, mentre così non dovrebbe essere, mentre dovrebbero essere loro i primi, invece….

Da quel marzo 1977 tutto è cambiato, niente è più stato come prima.

Tutto è virato verso la pazzia degli anni di piombo , per poi arrivare a questi anni di corruzione dilagante e menefreghismo.

Meglio ascoltare una canzone

10 SU 10

E’ così,se 10 dita abbiamo è perchè 10 dita servono.
E’ inutile che ci diciamo, inutile consolarci pensando che era peggio se a staccarsi era il pollice.
Anche il mignolo ha il suo perchè e la sua funzione.
La presa, l’aiuto che d per alzarsi, per l’appoggio.
E’ utile, e necessario, pure lui.
Deve convivere con questa mancanza, deve abituarsi alla sua assenza, ma è fatica, in tutti i sensi.
E’ fatica fisica e mentale, è faticosa l’accettazione e il guardarsi.
E’ inutile, se 10 debbono essere, 10 debbono rimanere

IO E LEI SUL DIVANO

“Nonna il libro che mi hai dato è bellissimo, poi mi piace perchè l’hai letto tu quando eri piccola come me. Il mito babilonese è bello, spiegato meglio di quello che ho sul libro di storia a scuola, mi è piaciuto.”
” Bene Tata, sono contenta che ti piaccia, adesso hai tutto il tempo che vuoi per leggerlo, l’ho letto io, la tua mamma, la zia Laura al tuo cuginetto quando era piccolo, adesso tocca a te”.
“Nonna tu cosa stia leggendo ora?”
“Sto leggendo un libro bellissimo, che parla di un sacerdote che voleva e ha fatto tanto per i bimbi, sai questo parroco voleva che tutti i bimbi avessero un posto dove giocare, una scuola nella quale poter studiare, perchè così i cattivi, la Mafia, non avrebbero trovato terreno facile alle loro conquiste”.
“Nonna, ma cos’è la mafia?” (Forse era più semplice se mi chiedeva come nascevano i bambini)
“E’ una brutta cosa, è un ritrovo di tante persone cattive, che picchiano, no anzi fanno picchiare e uccidere chi non sta con loro, e la mafia gira per i quartieri dove i bimbi non vanno a scuola e si annoiano, li prende con loro, gli compera i gelati, i giochi e quando sono più grandi gli dà dei soldi, purchè questi bimbi, vadano a picchiare o uccidere le persone che lavorano e non fanno male a nessuno. Tata la mafia è una brutta cosa, che si fa forza dell’ignoranza e della povertà, per quello la nonna ti dice sempre di studiare, perchè se tu studi, avrai la mente aperta e non ti farai mai condizionare da queste brutte persone”
“Ma nonna come si chiama questo parroco? Io lo onosco?”
“No Tata non lo conosci, è un parrco di un paese lontano da qui, sempre in Italia, ma tanto lontano. Si chiamava Padre Pino Puglisi. Sai lui era anche un insegnate di religione alle scuole medie e i suoi alunni lo chiamavano “Prof. 3P”.”
“Perchè? Ahhhh….adesso ho capito, 3p perchè Padre Pino Puglisi. Che bello, ma poi è riuscito a fare tutto per far giocare i bimbi come me?”
“No amore, non ce l’ha fatta, perchè i signori della mafia, quelli cattivi, lo hanno fatto uccidere, loro pensavano di fermare le sue idee, ma i suoi ragazzi, quelli che lo hanno sempre aiutato, hanno portato avanti le sue idee e i suoi sogni, così almeno non è morto inutilmente”.
“Nonna, mi dispiace tanto che sia morto, era un buon parroco e un buon prof di religione. Nonna io non voglio diventare una bimba cattiva che uccide la gente”.
“Certo cara, tu non lo diventerai, almeno ci spero, la nonna, la mamma, papà e tutti noi ci mettiamo tutto il nostro impegno perchè tu ti mantenga una brava bimba”.
“Grazie nonna”

LE PAROLE

da trovare, da ritrovare.
le parole da dire, che non sono mai uguali, perchè siamo tutti diversi e diverse gli uni dagli altri, le une dalle altre.
la fatica e la voglia di far finta di niente, di non sapere, di non vedere.
la fatica di sentirsi investite di un appoggio che non abbiamo cercato, ma che tanto tempo fa abbiamo deciso di mettere a disposizione.
la pena e la rabbia che si provano davanti a queste situazioni che in fondo al cuore, che nell’angolo più nascosto della nostra mente e della nostra anima, sappiamo possono accadere.
la voglia di scappare, di cancellare questi ultimi 7 anni di blog, la voglia di non aver mai conosciuto questo mondo, la voglia di lasciare che tutto vada come deve andare e lasciarsi trasportare dalla corrente, che porta lontano, via da luoghi e situazioni conosciute.
scrollarsi di dosso le fatiche, le pene, la rabbia e l’indifferenza a ripartire sapendo che là fuori, da qualche parte, forse, qualcuno ha bisogno di una parola

IL PRIMA E L’ADESSO

Il prima:
ammirata, considerata posata e riflessiva, una gran donna, che ha saputo risollevarsi dalle batoste che le ha riservato il destino, una gran donna che è riuscita a trovare del buono nel cancro, una nonna fantastica che, nonostante tutto, si dedica alla Tata con passione e amore, una donna che mette sempre gli altri davanti a sè…insomma una SANTA.
L’adesso:
Guarda lì, come gira tutta dritta, si è rifatta le tette, che bisogno aveva di dare tanto scompiglio alla sua famiglia, ma non andava bene così, era già stata fortunata a sopravvivere al cancro, che bisogno aveva di andare a rifarsi le tette? chissà dove andare alla sua età con le tette nuove. è proprio vero che quando si invecchia si impazzisce, mah….praticamente un troione rifatto!