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COSA MANCA

Cosa mi manca, cosa non mi manca.

Non manca nulla di materiale e di fisico, manca l’empatia, manca il poter vedere le prrsone che fino a ieri l’altro vedevo, manca la quotidianità fatta di alcuni punti fermi, di ripetitività giornaliera e quotidina, uguale  tutte le mattine.

Una ripetitività calmante e rassicurante.

Mi mancano gli abbracci, mi manca la Tata.

Mi mancano gli abbracci de LaMiaMamma, certo potrei andare da lei, basta l’autocertificazione, esco dal mio comune, entro nel suo dicendo che è anziana e le sto portando la spesa, ma poi? Quando arrivo non posso abbracciarla, non posso farmi abbracciare da lei, quegll abbracci che facevano tanto bene al morale di tutte due.

E se non posso abbracciare LaMiaMamma, tanto vale non vada, sarebbe troppo grande il magone che mi porterei dentro e che terrei dentro di me, da sola a casa.

Mi mancano gli abbracci.

 

GLI AFFETTI

Gli affetti al tempo del coronavirus diventano importanti, aiutano a sentirsi meno soli, specialmente quando le limitazioni ti impediscono di spostarti per andare a vedere la mamma.

Gli spostamenti sono ridotti al minimo e poi solamente nell’area del comune di residenza, fuori comune non si può.

Ed io non vado, ma fuori comune ho LaMiaMamma, LaMiaSorella  e la limitazione del non poterle andare a trovare, spcialmente LaMiaMamma, mi pesa, mi fa salire la tristezza.

Ci telefoniamo, ci sentiamo quotidianamente, ma ero abituata che , quando ne avevo voglia, prendevo l’auto e via che andavo, in 5 minuti ero lì, da LaMiaMamma, un abbraccio, due sonori baci sulle guance, due chiacchiere e via, passava tutto e spesso tornavo a casa con il sorriso sulle labbra.

Gli amici fuori comune, fuori provincia, fuori regione, irragiungibili, proprio in questo momento che, a parte il virus, avrei più voglia di vederli, di ridere con loro, ma non si può.

Supplisco alla mancanza fisica di questi affetti con il telefono, le chat via whatsapp, lo scambio di foto, due chiacchiere leggere, ma non passa, non è più come prima.

La socialità che ci viene tolta dal virus, e mi pesa.

LA PAURA CHE NON TI ASPETTI

E’ quella che ho provato la settimana scorsa quando LaMiaMamma è stata male.

Mi sono spaventata, ci siamo spaventate io e LaMiaSorella.

Così a mente fredda, allora, nessuna reazione emotiva, solo la freddezza del capire quello che dicevano i medici, la freddezza e il calore per sostenerla, per coccolarla, per non farla sentire a disagio, per alleviare le sue sofferenze e paure.

Ma adesso, non più a mente fredda, la paura che mi sono presa, è stata tanta, il senso di smarrimento, il non riuscire a concepire che poteva essere un malore fatale. il non essre pronte a quello che sarà.

Non siamo pronte, diamo per scontato che lei sarà sempre al nostro fianco, a sostenerci, ad incoraggiarci, ad ascoltarci, con il suo modo dolce di tutte le mamme.

Il magone e le lacrime stanno spingendo.

 

DOVREI

Mettre via i referti della visita di oggi.

Dovrei scrivere sull’agenda l’appuntamento per il controllo de LAMiaMmma fra un mese.

Dovrei farmi l’appunto per gli esami da eseguire fra 3 mesi e  fra 6 mesi, almeno 15 giorni prima della visita di controllo.

Dovrei, ma non ce la faccio, la mia mente si è addormentata, il mio fisica ha detto STOP.

Intanto LaMiaMamma è stata dimessa e, fnalmente, i medici si sono espressi, hanno parlato chiaramente, finalmente ci hanno spiegato tutto il loro operato, sono riusciti a farci capire e a metterci tranquille.

Non ci voleva molto, ma intanto ieri eravamo tutti molto arrabbiati.

Io non sono abituata in questo modo, nell’ospedale che da tanto tempo segue me e LaMiaMetà, loro, i medici, spiegano tutto quello che fanno o non fanno, dando chiarimenti e spiegazioni chiare e tempestive, hanno un dialogo aperto con i pazienti e con i parenti, perchè tutti abbiamo bisogno di essere presi per mano e guidati, compresi e sostenuti.

Non ci voleva molto, ma quel poco di empatia in certe strutture manca.

 

 

VORREI

…non so nemmeno io cosa.

Che la stanchezza sparisse, che fossimo già a fine mese.

Che sapessi già come procedere con LaMiaMetà.

Un po’ di tranquillità.

Ne parlavo ieri via chat con una Amica Speciale, tutte le volte che succede qualcosa di bello, dopo immancabilmente arriva la mazzata.

Siamo rientrati il 5  sera tardi, dopo quattro giorni meravigliosi passati a Malaga con gli Storici del Cadore, ma il 7 sera siamo dovuti correre al pronto soccorso con LaMiaMamma, il cuore stava facendo i capricci.

Notte intera passata al ps fra prelievi di sangue, cardiogrammi, visite e osservazione stretta, alla fine ricovero per ulteriori accertamenti, e noi lì a darci il cambio l’una e l’altra per non lasciarla sola.

E la stanchezza fisica e mentale si sta facendo largo, avevo già altra carne al fuoco, avevamo già altri pensieri, questa non ci voleva.

Ma noi andiamo avanti a muso duro.

Ma io vorrei un po’ di tranquillità.

AUGURI MAMMA

Auguri mamma, oggi più che mai tanti tanti auguri.

E cerco di godermi questi attimi, questi momenti, questi giorni, cerco di bearmi delle tue parole.

Auguri mamma per i tuoi splendidi 84 anni.

84 anni, vissuti intensamente, sempre cercando di dare affetto agli altri, prima ai tuoi fratelli, poi a papà e a noi figlie, ed infine al  Piccolo e alla Tata.

Mamma stamattina al telefono la tua voce rideva, felice della la mia telefonata mattutina per gli auguri e a me rideva il cuore nel sentire la tua voce allegra.

Auguri mamma per i tuoi splendidi 84 anni.

Mamma vorrei augurati altri 84 anni, ma so che la logica non me lo permette ,allora io voglio illudermi che  sarai ancora per tanto tempo qui con noi, senza pensare a quello che potrebbe riservarci il domani, tu sei la nostra mamma e, come tutte le mamme,  sei eterna,  sarai sempre qui con noi a ridere, a sostenerci e ad ascoltarci.

Auguri mamma per i tuoi splendidi 84 anni.

DUE CHIACCHIERE CON LA MIA MAMMA

Al telefono, come quasi tutte le mattine.

Come stai, come non stai, hai caldo?, esci?

E ci ascoltiamo a vicenda, lei che mi racconta le sue avventure di 83enne, io che le racconto le mie paturnie di 60enne.

Stamattina siamo giunte alla conclusione che i figli saranno sempre figli anche quando avranno 90 anni.

Per noi saranno sempre i nostri piccolini.

Ci siamo salutate con il sorriso sulle labbra, io chiamandola “mamma” e lei chiamandomi con il nomignolo che i porto dietro da 55 anni

E il sorriso di queste due chiacchiere è ancora nei miei occhi 

GLI ANNI

La mia mamma ieri ha compiuto 83 anni, una bellissima età. Un’età in cui è giusto che tutti le si stringano attorno per festeggiare.

Noi abbiamo festeggiato tutti assieme domenica pomeriggio.

Tutti, ma proprio tutti. Io e il Ferrari, LaMiasorella con IlMarito, LaFiglia con la Tata e, sorpresa sorpresa, Marina e Alberto, gli amici storici del Cadore.

E’ successo tutto all’improvviso, da una mia idea balzana buttata lì a metà settembre.

“Dai a novembre festeggiate 40 anni di matrimonio, noi li abbiamo festeggiati a giugno, facciamo una bella cosa, venite a passare un fine settimana a Bologna, magari diciamo qualcosa anche a Rosie e Vecchio Fred, così ricompattiamo la combriccola del mare”.

Ma poi la cosa, per un impegno o per l’altro, è caduta nel dimenticatoio, finchè veneerdì mattina Marina ha telefonato annunciando la loro calata domenica per una toccata e fuga.

Benissimo, felicissima.

Così domenica mattina sono arrivati, una passeggiata in centro a Bologna, un pranzo rilassato e pieno di risate in un ristorante del centro, poi via di nuovo a passeggiare per il Quadrilatero.

Ed infine appuntamento con tutti gli altri a casa de LaMiaMamma per farle gli auguri, senza dirle, naturalmente, che noi c’erano anche Marina e Alberto.

Sorpresa riuscitissima, loro felici per aver visto LaMiaMamma, io felice perche ero riuscita a riunire tutti i miei affetti e LaMiaMamma felice per l’improvvisata.

Abbiamo passato un pomeriggio piacevole, fatto di risate e ricordi, finchè ci hanno salutati per rientrare nel loro bellissimo Cadore, con la promessa di rivederci al più presto.

Intanto noi abbiamo consegnato il regalo alla mamma sprinti e che sta diventando sempre più tecnologica, lo scoros anno le abbiamo regalato lo smartphone, quest’anno il tablet per darle la possibilità di leggere i giornali online, per poter leggere libri e la possibilità di vedere tutte le foto che scarichiamo su Dropbox (gliel’ho collegato direttamente al mio Dropbox).

LaMiaMamma ha compiuto 83 anni e stamattina sono passata per potermela abbracciare e coccolare alla mia maniera.

Auguri mamma in gamba che ci fai sentire sempre le tue figlie amate e coccolate.

DI ABBRACCI….

…con LaMiaMamma.

LaMiaMamma a fine anno compirà 83 anni.

LaMiaMamma usa lo smartphone, per tenersi in contatto con noi usa Whatsapp, con il quale le inviamo le foto quando siamo in giro o in vacanza.

Con LaMiaMamma una volta a settimana faccio colazione.

E io mi riempio di queste mattine, di questi momenti felici e sereni, dove io parlo e lei mi ascolta, dove lei parla e io la ascolto, facendo tesoro delle sue parole.

E alla fine, quando la riporto a casa, ci abbracciamo e ci baciamo.

E a me questi baci e questi abbracci fanno bene, mi rincuorano, mi risollevano l’anima e mi mettono di buon umore.

LaMiaMamma è la spalla a cui appoggiare la testa nei momenti di stanchezza.

MARTEDÌ

13/10/2015 ore 23,30 Pronto soccorso-

Una voce chiama il suo cognome:

Rispondo “Sì, sono qui”.

“Scusi se non sono venuta, ma credevo fosse lei”

No, è LaMiaMamma.

E la vedo entrare, barellata, assieme al medico.

Mi risiedo in attesa.

Lei è LaMiaMamma, lei è forte, lei è serena, lei mi dona coraggio (lei a me!).

E di coraggio me ne serve tanto.

Mi si sono inumiditi gli occhi.

Un pensiero, un fulmine attraversa la mia mente.

Ma viene ricacciato indietro con fastidio.

Lei è LaMiaMamma.

E quando finalmente a notte fonda ci rimandano a casa, la sorreggo, mi faccio sorreggere e un profondo sospiro di sollievo mi esce dai polmoni.

Finalmente posso ricominciare a respirare e dormire un pochino, fra poche ore suona la sveglia, la Tata mi aspetta.