RICORDI CHE ARRIVANO

E da ieri i ricordi  di te stanno arrivando come un fiume in piena.

I ricordi snocciolati.

Ricordi che portano altri ricordi, che si rincorrono l’un l’altro.

I più belli  quelli delle sere d’estate passate nei cinema all’aperto a seguire tutti i film di Dracula interpretati da Christopher Lee.

Finite le serie di Darcula non ci arrendavamo, si cominciava con le serie dei gladiatori e degli antichi romani,ci divertivamo con poco, eravamo soli o in compagnia con tutti gli altri e qualcuno che facesse una battura becera, che strappava la risata, c’era sempre.

I pomeriggi autunnali ed invernali li passavamo ad ascoltare musica, fare i compiti e tentare di studiare, ma il più delle volte si finiva per discutere di Pink Floyd, ELP, Banco del Mutuo Soccorso o qualsiasi altro cantante o gruppo musicale di allora.

I pomeriggi domenicali invernali li passavamo o al cinema o a casa da qualcuno che avesse l’impiato stereo per ascoltare l’ennesima musica, quando proprio volevamo strafare si andava a mangiare la pizza.

Mentre i pomeriggi domenicali estivi li passavamo a Villa Spada, a noi non piacevano i giardini Margherita, da soli o in compagnia, a mangiare gelato, per poi  scendere verso porta Saragozza e fermarci alla baracchina che c’era sul viale, a mangiare una fetta di cocomero.

E tutte queste “avventure” passate assieme si sono ripetute sempre uguali, per tanti anni, uno via l’altro

Poi gli anni sono passati, io ho lasciato Borgo Panigale, tu eri anche un po’ offeso, ma si sa anche fra amici amici, a volte nascono delle incomprensioni.

Poi si cresce ed ognuno di noi si è fatto la sua vita, ma ogni tanto ci si incrociava, ci si vedeva, e tutto tornava come allora, tutto tornava come anni fa, si rideva, si riprendeva a parlare di musica, ci si sedava magari in un bar a prendere un caffè, eravamo già grandi, già adulti, quindi potevamo bere caffè.

eri rimasto molto colpito dalla mia malattia, lì sono stati anni bui, anni in cui proprio ci siamo evitati, io ero arrabbiata con te e tu non avevi il coraggio, forse, di trovare le parole giuste.

Ma poi, ci siamo risfiorati, ci siamo riavvicinati, complice tua moglie e la vicinanza dei due paesi, dove finalmente avevamo trovato il nostro equilibrio, con le nostre rispettive famiglie.

E da ora, questi ricordi saranno miei, mi faranno compagnia quando sentirò la tua mancanza, quando mi sembrerà di vederti alla coop, ma mi renderò conto che tu non ci sei più.

I ricordi di un’amcizia che dall’adolescenza è arrivata fino quasi alla vecchiaia.

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A TE

A te che mi facesti conoscere gli Emerson Lake & Palmer, a te che conoscevo dall’età di 12 anni.

e adesso, nel silenzio della casa, stanno affiorando i tanti ricordi di quegli anni vissuti a Borgo Panigale.

Dei pomeriggi passati tutti assieme a non fare nulla, per poi salutarci, i compiti chiamavano, delle tante risate fatte tutti assieme, le risate stupide degli adolescenti.

E di tutta quella musica di cui era infarcita la tua vita, degli appuntamenti al mattino in autobus per andare a scuola, tu alle Aldini io all’Itis.

E di tutte le volte che ci siamo ascoltati a vicenda, la nostra era un’amcizia prfonda, tanto profonda che a qualcuno, a volte,  dava fastidio e ci prendeva in giro, ma noi non lo abbiamo mai considerato.

E quella volta che mi accompagnasti al mare con la Lambretta, le risate lì si sono sprecate, pensa, eri ben voluto anche dai miei genitori, anche loro avevano capito che eri un amico sincero, che eri un bravo ragazzo.

a te, che ci hai lasciati sgomenti e increduli, con gli occhi pieni di lacrime, dimmi..si può piangere singhiozzando alla nostra età?

Per te si può piangere disperati anche alla nostra età….Ciao Mario

CI SONO GIORNATE

Giornate nate storte, giornate che minano fortemente un equilibrio sempre un po’ precario.

Giornate che cominciano presto e ti senti felice, perchè sai che questo tempo presto ti permetterà di assaporare meglio i momenti di relax , ma poi….

…tutto comincia a girare storto: referti da ritirare che non sono pronti, ricette che non si sa bene che strada abbiano preso, e già lì la frustrazione comincia a spingere.

Infine incontri una persona legata alla tua adolescenza, una persona con la quale è sempre piacevole fermarsi e fare due chiacchiere.

Peccato però che questa persona oggi porti la notizia della morte di un altra persona, legata all’adolescenza, che ci ha lasciato per colpa del cancro.

E pensare che per lui avevo tanto tifato 30 anni fa quando si ammalò di cancro, ma poi l’aveva spuntata e tutto si era appianato, la vita aveva ricominciato a scorrere sui binari della normalità, della prevedibilità, finchè….alcune maledette metastasi al fegato, prese sotto gamba e mal diagnosticate, hanno avuto la meglio e se lo sono portato via.

E le lacrime, di rabbia, di frustrazione, di dolore continuano a spingere.

E le parole di un’amica “Piangi…fa bene…bisogna scaricare… E poi respirare…tanto!” rincuorano

EFFETTO CATENA

E’ quell’effetto che si innesca da una piccola cosa.

tutto comincia con una mail, poi si evolve in telefonate e visite, per continuare con parole, infine una telefonata che come conseguenza ha una  nuova mail e una telefonata.

quelle mail che non vorresti mai scrivere ,una mail dove cerchi di esprimere tutto il tuo dolore per la perdita di una persona per cancro, dove cerchi parole intelligenti per consolare chi è lontana e sai che in questo momento sta soffrendo per la perdita e per la lontananza, una mail nella quale cerchi, tenti, provi ad infondere calore, affetto e dove tenti di lenire un dolore, che sai bene difficilmente potrà essere alleviato.

per finire con una telefonata, anche questa una telefonata che non avresti mai voglia di fare, per tentare di consolare e di trasmettere calore e affetto a chi in questo momento sta piangendo una persona morta di cancro.

e intanto il tempo passa, fai finta di niente e si manda giù l’ennesimo magone.

ASPETTANDO CHE SI SVEGLI……….

….la Tata.
aspettando che lei si svegli, alle 6 di mattino, mi sono messa a guarda un film. E che film.
Era da tanto che lo occhieggiavo, che mi dicevo “prima o poi lo debbo guardare”, e temporeggiavo, non mi sentivo pronta.
E sapevo di avere del tempo, un’ora e mezza.
Stamattina facendo zapping su Sky l’ho incontrato e non sono riuscita a razionalizzare, non mi sono chiesta se ero pronta o meno per vederlo.
E stamattina all’alba ho guardato “Allacciate le cinture”.
E ho rivissuto la mia paura e il mio dolore, ma soprattutto ho CAPITO la paura e il dolore di chi allora mi era accanto.
Intanto guardavo e aspettavo che si svegliasse la Tata.
E intanto assorbivo la storia e le sue atmosfere, i suoi silenzi carichi di parole.

TUNISIA

Gli ultimi fatti successi in Tunisia, mi ha resa fragile.
andammo in Tunisia nel 2006, ma non la Tunisia turistica, ma nella Tunisia del sud, la Tunisia delle oasi del deserto e delle montagne.
Tunisia Capodanno 2006 077
La Tunisia di Douz e Toseur.
Tunisia Capodanno 2006 073
La Tunisia di Matmata e delle escursioni nel deserto.
Tunisia Capodanno 2006 041
Una Tunisia affascinante, al di fuori dei normali circuiti turistici, una Tunisia affascinante, di tramonti sul Lago Salato
Tunisia Capodanno 2006 055
Ebbene l’assalto al Museo del Bardo mi hanno messa in uno stato di ansia, di lacrima facile.
Nel guardare le immagini che passano, le immagini dei tuisti che fuggono, le coppie che scappano tenendosi per mano, aspettandosi l’un l’altra, mi hanno resa fragile, con la lacrima facile.
E, pensando a color che sono rientrati dentro ad una cassa di zinco, al dolore che può provare chi è rimasto, sono rimasta affranta, ma affranta in modo tale da formulare il pensiero che, se dovesse capitare a me, vorrei morire per non dover affrontare il dolore della perdita, lo strazio del distacco.
Tunisia Capodanno 2006 122
Tunisia Capodanno 2006 004

L’ATTESA È FINITA

Purtroppo è finita. il Don non ce l’ha fatta.
e un altro tributo è stato pagato.
la rabbia e la frustrazione aumentano, le lacrime spingono, lacrime di delusiome, perchè tutte le volte che qualcuno si ammala di cancro, noi speriamo sempre che ce la faccia, noi abbiamo l’illusione che, nonstante la brutta china possa aver preso la malattia, quella persona ce la farà, quella persona, nonostante tutto, nonostante la rapida discesa verso la fine, sarà quella che la china la risalirà, che ce la farà a batterlo sul filo di lana, sarà quella persona che farà marameo alla morte.
invece….