UN FILM GIA’ VISTO

Quello di stamattina, un film già visto tante, troppe volte.

Un film di cui conosci l’inizio, inizia sempre con lo sgomento di essere lì, con tante altre persone sul sagrato di una chiesa in attesa, lo sgomento di vedere tante persone conosciute.

Un film che continua con l’incredulità, con l’arrivo di un’auto che non vorresti mai vedere, l’arrivo degli amici colpiti dal dolore, stravolti e straniati dal dolore, dall’incredulità del momento.

Un film che prosegue sugli stessi binari di tanti altri visti, che ti eri ripromessa di non riveder mai più

Un film che si snoda davanti ai tuoi occhi sempre nella stessa maniera, di cui conosci già il finale.

Il finale che ti lascia sgomenta, con gli occhi umidi ed un senso di vuoto che si allarga sempre più, un finale in cui senti tutto il dolore di chi ti circonda.

Non è un film è solamente un’altra brutta gornata, dove una persona giovane ha pagato il tributo al paneta cancro.

SENZA FINE

Quante volte ho già detto “ho finito le parole”?

Tante, troppe.

E sono di nuovo qui a dire di averle finite, che, forse, mi sono rimaste solo le parolacce, ma non è il caso.

Un’altra vita stroncata dal cancro, una ennesima donna che ha lottato fino alla fine, ma il cancro ha avuto la meglio.

Ed io tutte le volte sono qui ad illudermi che proprio quella persona sarà quella che ce la farà, nonostante tutto remi contro, non riesco, non riuscirò mai a rassegnarmi, mi sento sempre indifesa in queste situazioni.

E’ inutile illudersi, quando un cancro cattivo ti addenta, non ti molla più finchè non ti porta con lui, ma non è giusto, non dovrebbe essere giusto, ci dovrebbe essere sempre la pastiglietta che ti dà un’altra possibilità.

Finirà mai?

10 ANNI

Sono passati 10 anni da quel 4 ottobre.

4 ottobre 2011- 4 ottobre 2021 dieci lunghi anni senza Anna Lisa, nel mio cuore la Nani Bella.

Era bella, era giovane, era malata di cancro, un brutto cancro, una brutta bestia come lo chiamava lei.

Un triplo negativo che difficilmente lascia scampo, ma tutte noi covavamo in cuore che lei ce l’avrebbe fatta, che la scienza sarebbe riuscita dove finora aveva fallito.

Ma quella notte tutte le nostre illusioni, le bugie che continuavamo a raccontarci, furono spazzate via da un sms tragico, brutto, che nessuna di noi avrebbe mai voluto leggere e girare alle altre amiche/compagne di viaggio del pianeta cancro.

Da allora sono passati 10 anni, intensi, ma nulla di allora è stato inutile, sia la tua perdita che il nostro dolore, da quell’immenso dolore è nata l’associazione che porta il tuo nome, che porta il tuo nick per come eri conosciuta in rete.

E’ proprio vero che da una persona buona può nascere solo del bene.

I RICORDI QUELLI BELLI

Per fortuna ne ho tanti e in queste ultime ore stanno venendo tutti avanti con prepotenza ed accavallandosi l’uno all’altro.

Il primo ricordo che ho di te, risale al 2008, terzo compleanno della Tata, nella saletta parrocchiale con tutti i nuovi compagni della scuola materna, entrasti con la tua Piccola e la saletta si illuminò di una luce ed un calore buono.

Eri un gigante e la tua Piccola ti assomigliava tanto, faceva la timida, ma tu con pazienza, ti sei chinato alla sua altezza e l’hai autata ad affrontare tutti quegli sconosciuti, grandi e piccoli, che ridevano, che aspettavano, e il miracolo riuscisti a farlo, la tua Piccola si avvicinò, diede il regalo alla Tata e cominciò a giocare.

Ci sono i ricordi legati alla tua fede calcistica, rigorosamebte RossBlu ed io che ti prendevo bonariamente in giro proponendoti sciarpe BiancoNere con tutto un tripudio di scudetti ricamati.

Ci sono ricordi degli aperitivi domenicali organizzati all’ultimo minuto, una telefonata e tutti voi arrivavate con il sorriso negli occhi e le risate belle che fanno amicizia.

Ci sono i ricordi delle serate al lunapark con le Bimbe durante la Settimama Calderarese.

Intanto gli anni passavano, le ragazze crescevano, noi cambiavamo, ci siamo allontanati, senza rancore, ma capendo benissimo che le vicende della vita, ci avevano messi su piani diversi, ma la goia quando ci si incrociava in paese c’era sempre.

Ed oggi ci hai fatto un bruttissimo scherzo, te ne sei andato, stroncato dal Covid, io che fino a ieri dicevo con la Tua Anna che eri giovane e ce l’avresti fatta, ma lei continuava a dire che stavi peggiorando ed i medici erano preoccupati, hai lottato per 18 giorni poi ti sei arreso.

Perchè ti sei arreso? Perchè hai lasciato Anna ed i tuoi ragazzi nello sbandamento più totale?

Te ne sei andato, ma la tua presenza sarà sempre fra di noi.

Ciao Andrea.

DA CAPO

Stamattina è morto lo zio di una cara amica, di una Compagna di merende.

Tumore al polmone

L’anno non è cominciato al meglio, e da stamattina ci penso.

Io sono quella che tutte le volte che sente di una persona che si ammala di tumore, si illude, si dice ed è fiducios che quella persona ce la farà, sarà la perona che sconfiggerà il cancro.

Ed immancabilmente tutte le volte lel mie aspettative vengono disilluse, tutte le volte soffro, ci piango dentro.

Ma come dice la Compagna di merende, dobbimo pensare così, dobbimo illuderci per riuscire a stargli vicino con tutto l’affetto possibile.

Ma io non riesco a superareil senso di sconfitta, perchè la morte per cancro, non è una morte naturale, è un delitto, nei confronti della persona, dell’umanità e di tutti i ricercatori che passano tempo e notti insonni per riuscire a trovare la cura giusta.

MANCA ANCORA MOLTO ALLA FINE DEL 2020?

Sta diventando veramente pesante, in poco tempo questo anno è riuscito a farsi detestare.

Pensieri su pensieri, inteventi chirurgici eseguiti al limite, la pandemia, la quarantena, la morte di persone amiche e breve distanza l’una dall’altra e tutte giovani, troppo giovani, con vite dvanti ancora tutt da vivere, con ancora un sacco di cose ed esperienze da fare.

Sta diventando pesante la situazione, sembra quasi ci sia un accaniento verso il genere umano.

Il meteorite che ci ha sfiorato il mese corso, non ci ha schiVato, ma ci ha letteralmente schiFato, non voleva infettari nemmeno lui.

L’ultina settimana  è stata costellata di lutti imprevisti ed improvvisi.

Decisamente siamo provati, io ho finito le parole, sto finendo le energie, le parole,alla fine sono sempre le stesse: incredulità e sgomento.

Incredultà e sgomento perchè alla morte di un amico non si è mai pronti.

LETTERA A ME STESSA

Cara amica, lo so che oggi è e sarà una giornata pesante, lo vedo, lo capisco da tutti i mille lavori che hai cominciato e, al momento, finiti veramente pochi.

Lo so fai così, quando hai bisogno di tenere la mente occupata, quando tieni occupate le mani per non far andare la mente sempre al pensiero di Sara.

Già da ieri cominciavi a dare i primi segnali, di insofferenza, di mainconia e tristezza.

Ieri era cominciato in mala maniera, ti sei svegliata piangedo e stranita, reduce da una notte tormentata da incubi, probabilmente scatenati dal momento di stress e dal forte vento della notte, lo so ti sei ritrovata  alle 01,47 sul terrazzo a guardare gi alberi piegati dal vento, cercando di calmare i fantasmi che ti avevno svegliata in malo modo.

Ieri era proseguito con sempre quella cappa di tristezza e le lacrime sempre in bilico.

Stamattina non è che sia cominciato in maniera diversa, il pensiero è sempre lì, a Sara, al marito ed al figlio che debbono elaborare una perdita tanto grande, non si aspettavano un tracollo così veloce, non se lo aspettava nessuno, siete stati tutti colti all’mprovviso e l’incredulità è tanta.

Cara amica, ti capisco, ogni tanto anche e corazze più dure e più spesse si incrinano.

Cara amica lo sai, ci vorrà tempo, ma devi elaborare, là fuori ci sono ancora tante persone che ti vorrebbero vedere di nuovo senz quella brutta ruga in mezzo agli occhi e, il loro, non è egoismo, è amore nei tuoi confronti, anche loro soffrono nel vederti così silenziosa ed assente, persa dentro a pensieri cupi.

Cara amica, elabora, prenditi tutto il tempo che ti occorre, ma torna ad essere quella che tutti noi conosciamo, sempre pronta a tendere una mano e a scherzare.

Una bracciatona.

 

DI NUOVO

Non eravamo pronte, nessuno è mai pronto a certe notizie, e non lo saremo mai.

Nel 2011 abbiamo perso Anna Lisa, fu un colpo basso e duro, Oltreilcancro era nato da poco, eravamo, e lo siamo ancora, molto legate, sempre pronte a sostenerci, fu un colpo al cuore.

Non doveva succedere, ma a fatica e stringendoci tutte assieme abbiamo superato, o almeno, abbiamo sublimato quel dolore.

Due anni dopo toccò ad Anna, sapevamo, ma in cuor nostro speravamo e non l’avevamo persa quella speranza.

Gli anni sono passati, fra alti e bassi, paure e patemi, non ultimi lo scorso anno per Mia e Julia, ma ci siamo sempre sostenute e  incoraggiate l’una con l’altra.

Mai avremmo pensato di essere di nuovo colpite dal dolore in questo 2020 così travagliato, mai avremmo pensato che il cancro ci avrebbe teso un agguato coì improvviso e crudele.

La speranza non ci ha mai abbanonate, il nostro pensiero era che ce l’avrebbe fatta, che sarebbe rimasta fra di noi ancora per molto, per ridere, chiacchierare, consolarci e a riempire sempre di più il bagaglio delle esperienze che ci tenevano legate.

Ieri il cancro si è portato via Sara.

Sara che rimarrà sempre nei nostri pensieri e nei nostri cuori accanto ad AnnastaccatoLisa e AnnaWidepeak.

VOLA IN ALTO

E’ da stamattina che il tam tam si sta diffondendo.

La morte improvvisa di un tredicenne ha scosso la quiete di questo scampolo di vacanza che è rimasto ai nostri ragazzi.

La morte di un loro ex compagno di classe li ha bruscamente risvegliati, li ha messi di fronte al dolore, alla perdita di ua persona conosciuta, li ha messi davanti al passo più importante della vita: la Morte.

E adesso sta a noi adulti accompagnarli attraverso tutte le fasi del dolore.

Certo non eri uno stinco di santo, ma ci stiamo ancora tutti chiedendo cosa potesse essere successo un anno e mezzo fa che che ti ha trasformato nel bullo che eri diventato, nel ragazzo di 13 anni che eri diventato,  bullo, smargiasso, ma tanto fragile ed  influenzabile.

Anche se non dobbiao meravigliarci di nulla, perchè sappiamo tutti che il mestiere del genitore, è quello più difficile al mondo, non si può e non si dovrebbe morire improvvisamente a 13 anni, stroncato da una patologia che ultimamente,sembra, ti stesse dando tregua.

Abbiamo avuto tutti 13 anni, le cavolate le abbiamo fatte tutti, quindi non meraviglimoci dei tuoi atteggiamenti, in epoche e maniere diverse, abbiamo tutti cercato di uscire dal branco, di farci più grandi di quello che eravamo, ma tu hai pagato il prezzo più caro.

Vola in alto ora, libero dai tuoi fantasmi.

LA BAIA DEI 12 APOSTOLI

Una chat con un’amica la scorsa settimana.

Si parla, scherzando, di come vorremmo il nostro funerale.

Io, intanto, ho esordito dicendo che al mio funerale vorrei della musica, la musica che mi deve accompagnare è il Canon in D major di Pachelbel.

Lei mi ha chiesto quali sono i miei desideri per quando non ci sarò più, come voglio esser lasciata andare.

“Cara, molto semplice, Io mi farò cremare, e il mio più grande desiderio, anzi, il mio ordine è che le mie ceneri vengano sparse davanti alla Baia dei 12 Apostoli in Australia”.

C’è stato un momento di silenzio, non riusciva a capire il perchè di questo mio desiderio, anzi ordine.

Spiegato il mistero: il mio più grande desiderio è sempre stato quello di visitare l’Australia, visto che a questo punto, rimarrà sempre e solo un sogno o un desiderio, il Ferrari, quando io non ci sarò più, sarà costretto a caricarmi in aereo, dentro ad un’urma, e ad andare in Australia a spargere le mie ceneri.

In questa maniera avrò trovato la maniera di andare in Australia.