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ASPETTANDO CHE SI SVEGLI……….

….la Tata.
aspettando che lei si svegli, alle 6 di mattino, mi sono messa a guarda un film. E che film.
Era da tanto che lo occhieggiavo, che mi dicevo “prima o poi lo debbo guardare”, e temporeggiavo, non mi sentivo pronta.
E sapevo di avere del tempo, un’ora e mezza.
Stamattina facendo zapping su Sky l’ho incontrato e non sono riuscita a razionalizzare, non mi sono chiesta se ero pronta o meno per vederlo.
E stamattina all’alba ho guardato “Allacciate le cinture”.
E ho rivissuto la mia paura e il mio dolore, ma soprattutto ho CAPITO la paura e il dolore di chi allora mi era accanto.
Intanto guardavo e aspettavo che si svegliasse la Tata.
E intanto assorbivo la storia e le sue atmosfere, i suoi silenzi carichi di parole.

TUNISIA

Gli ultimi fatti successi in Tunisia, mi ha resa fragile.
andammo in Tunisia nel 2006, ma non la Tunisia turistica, ma nella Tunisia del sud, la Tunisia delle oasi del deserto e delle montagne.
Tunisia Capodanno 2006 077
La Tunisia di Douz e Toseur.
Tunisia Capodanno 2006 073
La Tunisia di Matmata e delle escursioni nel deserto.
Tunisia Capodanno 2006 041
Una Tunisia affascinante, al di fuori dei normali circuiti turistici, una Tunisia affascinante, di tramonti sul Lago Salato
Tunisia Capodanno 2006 055
Ebbene l’assalto al Museo del Bardo mi hanno messa in uno stato di ansia, di lacrima facile.
Nel guardare le immagini che passano, le immagini dei tuisti che fuggono, le coppie che scappano tenendosi per mano, aspettandosi l’un l’altra, mi hanno resa fragile, con la lacrima facile.
E, pensando a color che sono rientrati dentro ad una cassa di zinco, al dolore che può provare chi è rimasto, sono rimasta affranta, ma affranta in modo tale da formulare il pensiero che, se dovesse capitare a me, vorrei morire per non dover affrontare il dolore della perdita, lo strazio del distacco.
Tunisia Capodanno 2006 122
Tunisia Capodanno 2006 004

L’ATTESA È FINITA

Purtroppo è finita. il Don non ce l’ha fatta.
e un altro tributo è stato pagato.
la rabbia e la frustrazione aumentano, le lacrime spingono, lacrime di delusiome, perchè tutte le volte che qualcuno si ammala di cancro, noi speriamo sempre che ce la faccia, noi abbiamo l’illusione che, nonstante la brutta china possa aver preso la malattia, quella persona ce la farà, quella persona, nonostante tutto, nonostante la rapida discesa verso la fine, sarà quella che la china la risalirà, che ce la farà a batterlo sul filo di lana, sarà quella persona che farà marameo alla morte.
invece….

IL SORRISO

Il sorriso di Roma in questi giorni si è un po’ incrinato.
Sono giorni pesanti, fatti di tristezza e di malinconia, di ricordi che affiorano e lasciano senza fiato.
sono giorni in cui si ritorna a 14 anni fa, ma sembra ieri, sembra stia succedendo di nuovo, con la stessa angoscia di quei giorni, con lo stesso sapere di quei giorni che eravamo alla fine del nostro tempo assieme, che purtroppo ci stavano presentando il conto finale, il cancro era venuto a pretendere la sua parcella, parcella fatta di una vita umana che veniva stroncata fra tanto dolore e sofferenza.
La nostra e la tua, sofferenza e dolore che andavano di pari passo senza lasciarci tregua, assalendoci ad ogni momento del giorno e della notte.
Dolore per la ricerca che stavamo facendo, cercando di capire, di immaginare il futuro senza di te, ma senza riuscirci, sapendo solamente che non era giusto, che il tempo passato assieme era tropo poco e ne avremmo voluto altrettanto. per le parole non dette, per le carezze non fatte e le risate mancate.
14 anni fa in questi giorni stavamo aggrappandoci ad ogni medico, cercando le parole che avrebbero potuto dare una svolta a tutto, cercando i gesti che ti avrebbero permesso di stare ancora con noi, senza trovarli e sentendoci sempre più soea e abbandonate, da te, dalla medicina e dai medici che non sapevano cosa fare per trattenerti con noi.
E questi giorni presenti e pesanti si presentano in maniera più acuti tutti gli anni, in questo periodo, assalendoci con i ricordi più teneri.
Ricordi che rimarrano sempre chiusi nello scrigno della nostra memoria, nel nostro cuore.
Ciao pa’…ovunque tu sia

PER QUANTE VOLTE ANCORA?

si dovranno trovare le parole per spiegare la morte per cancro?
E tutte le volte è sempre più diffcile.
e il difficile è quando devi trovare le parole per parlare a persone giovani, a ragazzine, che hanno quell’età dove è tutto bello e la vita ti deve tutto.
e devi trovare, provare a far capire che la morte fa parte della vita.
Ma è sempre difficile e penoso.
Per quante volte ancora?

MEMORIA

La mente torna indietro, il nastro dei ricordi comincia a snodarsi e un groppo in gola sale. 27 anni sono tanti, prendono tanto posto nella mente.
Ricordo i primi incontri, la mia soggezione nei tuoi confronti, la fatica a capire quando scherzavi o quando parlavi sul serio.
Ma per fortuna al tuo fianco c’era sempre LaTuaMeta’ che riusciva sempre a trarmp d’impaccio.
E cosi’ il tempo passava, l’amicizia si rafforzava, non avevo piu’ paura di fare gaffes e mi piaceva stare ai tuoi scherzi.
Piano piano abbiamo conosciuto la tua famiglia, tu hai conosciuto le nostre e tutto procedeva bene,l’amicizia nata cosi’ a poco a poco stava diventando un legame saldo, un legame che ha superato i cambiamenti naturali che ci sono all’interno di ognuno di noi,all’internodi qualsiasi gruppo di amici
Anche i tuoi mandati di sindaco non hanno cambiato nulla, si rideva sempre e ogni occasione era buona per condividere i momenti di allegria.
Pero’ il tuo ultimo scherzo non e’ piaciuto a nessuno di noi, ce lo dovevi fare.
Ciao Matteo rimarrai sempre nei nostri cuori

LE URLA

Te le ho riversate tutte addosso.

Ho urlato, ti ho urlato contro tutta la mia rabbia, tutto il mio dolore.

Dolore che in quel momento non hai capito.

Ti sei erto a pontificare, mi hai detto cosa fare e cosa non fare, senza soffermarti sui miei desideri.

Rabbia per aver sentito chiaramente le mie paure.

Ti ho urlato contro quando hai parlato senza aver connesso il cervello.

Rabbia. Dolore. Urla.

E lacrime che non escono.

E domani non andrò.

Rabbia, rabbia per non avere il coraggio di tenere fede ai miei propositi, rabbia perchè sono combattuta fra l’andare e il non andare.

Dolore per non avere la forza di essere lì con lui in un altro momento doloroso, dolore nel pensarlo solo anche in quel momento, dolore nel sapere che la mia illusione di poterlo rivedere com’era è solo una illusione.

Urla per sfogare la miarabbia, il mio dolore grande come una cas, urla pernon sentirmi impotente, urla per vedere se mi passa la rabbia per le tue uscite infelici.

Rabbia. Dolore. Urla