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UN FILO DI RESPIRO

Un filo d’aria si intrufola nei pensieri.

Un filo di aria fresca che schiarisce.

Un filo di respiro che si libera.

Visita ad un mese dall’aggiustamento della terpia, fatta.

E adesso respiriamo un po’ meno contratti.

Non abbiamo ancora scollinato il tutto, ma quando un filo di aria fresca, quando un minimo di buone notizie si intrufolano, si respira in maniera più leggera.

Dai che stringendo i denti, sopportando effetti collaterali nuovi e sconosciuti, ce la fai, i tuoi sacrifici, le tue fatiche, in qualche maniera vengono ricompensate.

Hai ancora tanto da lavorare, avrai ancora tanti momenti di crisi, ma tu appoggiati a me, appoggiati alle tue DottoresseCheSempreAscoltano ed in qualche maniera ti aiuteremo con tutte le energie che abbiamo a disposizione.

E adesso salutiamoci, tu verso i tuoi impegni, io a sistemre per l’ennesima volta fogli con resoconti visite, tac, esami, pet.

Ma il “Ciao” che ci siamo scambiati oggi era più allegro.

SENTO LA MANCANZA

Sarà un’ estate diversa.

Abbiamo dovuto fare cambiamenti repentini in corso d’opera.

Fino ad un paio di mesi fa, eravamo lì che programmavamo un viaggetto con la Tata ad inizio settembre, poi gli sviluppi da aprile in poi ci hanno costretti a cambiare radicalmente programma.

E il 26 aprile abbiamo preso una decisione: vacanze sì, perchè abbimo bisogno di staccare un po’ la spina, abbiamo la necessità di cambiare muri e allegerire la testa e allora prenotiamo una settimana a Cervia.

Detto, fatto, nel giro di 3 giorni ho contattato l’albergo dello scorso anno, preventivo per una permanenza con la Tata, dato conferma, inviato caparra e problema vacanze risolto.

Abbbiamo necesità di rimanere vicino a casa, abbiamo necessità di essere ad un’ora da casa, perchè i controlli sono ancora molto serrati e non sappimo come possa evolvere la situazione, di conseguenza dobbiamo rimanere in zona per qualsiasi evenienza.

Certamente è una buona soluzione, ma quest’anno sarà un po’ diversa, purtroppo la compagnia di Cervia quest’anno ha perso alcuni pezzi lungo la strada, alcuni non potranno essere dei nostri.

Gli amici di Roma non potranno essere dei nostri, ci saranno Marina e Alberto, gli storici del cadore, ma non gli storici di Roma.

E la cosa mi destabilizza, sento già la mancanza delle risate fatte a crepelle con loro, sento già la mancanza dei discorsi seri, perchè ogni tanto siamo seri pure noi, sento tanto la mancanza del tormentone estivo da condividere con loro, da spiazzare, sento la mancanza dell’allegria mai becera della loro immensa compagnia, sento già la mancanza dell’ora accademica fatta durante i pasti in albergo, sento la mancanza della cena di Ferragosto con loro e gli storici del Cadore.

Sento la mancanza del tran-tran agostiano degli ultimi anni

FINO A QUANTO….

…si può tirare una corda prima che si spezzi?

Fino a quando si può continuare ad accumulare pesi sulle spalle?

Tutto diventa faticoso e difficile se ti appoggi completmente alle spalle di chi ti sta a fianco in questa lotta quotidiana.

Ma diventa difficile e faticoso per tutti e due-

Per il malato che è in prima linea è difficile vedere al  là del momento, è difficile fare e prevedere a lungo termine.

Per chi gli sta a fianco in questa lotta, battaglia, percorso diventa difficile quando si scontra con la ritrosia, con le domande che poni, domande alle quali il malato fatica a rispondere.

Ma io non  sono una indovina, una che legge nel pensiero, io ho bisogno di parole chiare e semplici che poi dovrò riportare.

Non puoi pensare che io tutti i giorni mi carichi sulle spalle le tue pene, i tuoi dubbi e i tuoi dolori…un momento… lo faccio e lo faccio volentieri, ma tu devi collaborare un minimo, io 6 mesi fa, prima che scoppiasse tutto di nuovo ti avevo accompagnato dal medico e avevo anche insistito per una visita ortopedica, ma tu hai fatto spallucce, mi hai bonariamente mandata a spendere, mentre oggi mi sono dovuta mettere lì, perchè oltre agli effetti collaterali del nuovo farmaco, è rispuntanto un vecchio problema ortopedico che tu hai bellamente ignorato,perchè…perchè….a  vai a sapere il perchè.

Ho bisogno che tu mi aiuti ad aiutarti

SALA D’ASPETTO

Entrare nella sala d’aspetto di un ambulatorio medico non è mai una grande esperienza.

Entrare nella sala d’aspetto di oncologia lo è ancora meno.

Stamattina sono entrata con il Ferrari nella sala d’aspetto dell’oncologia medica, Padiglione 8 con la sguardo fisso, vuoto.

Sono entrata a testa alta di fianco a lui,portantdo tutto quello che c’era da portare e rispettando il suo silenzio.

Sono entrata con lo sguardo fermo ,immobile, senza guardarmi attorno, fissando un punto indefinito sul muro che avevo di fronte, un punto fermo e fisso in un orizzonte che vedevo solo io.

Io stamattina non ero pronta, non volevo vedere e sentire nulla.

Sono entrata, ci siamo trovati due posti appartati, in un angolo , e abbiamo messo subito il naso dentro ai tablet, non volevamo vedere e sentire nulla, ne avevamo abbastanza del nostro.

La stanchezza si sta facendo sentire, intanto abbiamo scollinato il primo scalino, adesso non ci resta che aspettare il 14 e vedere cosa dice la pet di controllo, continuando a sperare che il nuovo farmaco, la Bomba Atomica come sarà chiamto da ora in poi, svolga il suo lavoro al meglio.

Abbiamo reso alla DottoressaDaiCapelliRossi la scatola di vecchio medicinale che avevamo in casa, ci hanno rifornito di altre creme e soluzioni per gli effetti collaterali che stanno avanzando a grandi passi, ci hanno consegnato altre due confezioni della Bomba Atomica e con un grande e caldo sorriso, ci hanno salutati incoraggiandoci ad andare avanti sempre con fiducia.

Ma io sono stanca, vorrei solamente addormentarmi e svegliarmi quando tutto sarà finito.

LE GIORNATE LUNGHE

Non tutti i giorni sono uguali.

Ci sono i giorni leggeri ed i giorni pesanti.

I giorni leggeri servono per fare scorta di energia e ottimismo.

I giorni no sono giornate lunghe e pesanti.

I giorni no sono quelli in cui sai solamente quello che sta succedendo e non è una bella situazione.

Sono i giorni in cui la più spietata delle consapevolezze ti salta addosso e non molla, sai che non hanno molte armi in mano e temi, temi, temi che qualcosa possa andare storto.

Sono i giorni in cui non vedi oltre le 24 ore, sono i giorni delle attese.

Sono i giorni in cui sai che devi tirare fuori la grinta, ma la stanchezza la fa da padrona e non sai più da che parte andare a cercare energie.

Sono i giorni in cui non si riceve.

VOGLIO

Lo so che non si dice, che sarebbe più corretto dire “vorrei”, ma in questo momento Voglio è il termine più esatto.

In questo momento particolare esigo diventare ignorante.

Ma non quell’ignoranza dovuta al non aver potuto studiare,  quella è una ignoranza buona, perchè conoscendo i tuoi limiti, questa conoscenza ti spinge a leggere, a documentarti, ad ascoltare, ad elaborare domande ed a cercare risposte.

Io voglio diventare ignorante, di quell’ignorantitudine becera, quella che non ti fa sorgere nessun dubbio, di conseguenza non ti spinge a porti domande ed a trovare risposte.

Quell’ignoranza che ti mette al centro del mondo, che ti convince che il mondo ruoti attorno a te, quell’ignoranza che ti fa credere che basti indossare un pao di occiali con le lenti rosa, perchè improvisamente la vita sia meravigliosa.

Quell’ignorantitudine che non ti tiene sveglia di notte, che ti fa andare avanti continuando a diri “Ma tu sei forte”.

Che io sia forte non significa che io non senta il peso di tutta la situazione, io voglio essere debole, appoggiarmi sempre a qualcun altro e delegare ad altri i miei pensieri.

OGGI C’e’ IL SOLE

Ma io vorrei averer la mente sgombra da nuvole.

Di bello c’è che tutta la pesantezza della giornata non si riflette nei sogni notturni.

Sogno neutro, sogno situazioni che non hanno nulla a che vedere con quello che stiamo vivendo a passando ora.

Ed è un bene, almeno durante quelle ore la mente stacca, si concede un po’ di  buon sano relax, tanto il giorno dopo, appena apro gl occhi, qualcosa di nuovo è sempre in agguato.

E’ cominciata la nuova terapia orale, ben più pesante rispetto alla precedente.

E’ cominciata l’attesa dei primi esami del angue da effettuare, è cominciata l’attesa della prima visita di contollo fra circa 20 giorni, è cominciata l’attesa dell’appuntamento per la  pet di controllo.

Insomma è cominciato quel periodo di stress da attese che logora, consuma, rende gli occhi spiritati ed i nervi a fior di pelle.

Intanto si naviga a vista