PERCORSI

Percorsi che si chiudono e altri che si aprono.

L’avventura Vigorso si è conclusa lunedì ed oggi è definitivamente conclusa. Adesso basta solamente aspettare il responso INAIL sulla percentuale di inabilità. In questi lunghi mesi abbiamo imparato che, se 10 dita abbiamo, è perchè 10 servono. Che il dito mignolo è importante come tutti gli altri. Che abbiamo la scorza e la buccia per non farci abbattere da nulla, che assieme siamo una forza della natura, scolliniamo di tutto e di più. Che non bisogna mai arrendersi, che bisogna faticare per raggiungere degli obiettivi. che niente ti viene regalato, ma, soprattutto, che tutto quello che ottiene con le tue forze è importante e duraturo.

E questo percorso, per il momento, è chiuso.

Da ieri, invece, si è aperto un nuovo percroso per me. Percorso cominciato un mese fa, facendo visita alla miadottoressa di base. I dolori alle mani e alle caviglie si erano fatti insopportabili, quindi dovevo per forza correre ai ripari, non potevo più rimandare, se volevo essere utile per il percorso del Ferrari,. non dovevo farmi fermare dai dolori. Erano mesi, ma mesi fitti, che lamentavo queti dolori, ma per una scusa o per l’altra, avevo sempre rimandato.

il percorso in reumatologia è cominciato con una visita, poi una serie di prelievi, radiografie ed ecografie. Ieri la visita conclusiva alla luce degli esiti.

Niente di grave? Certamente, ma non so ancora valutare la portata della diagnosi, posso solamente dire che nelle ultime settimane, i dolori si erano accentuati.

Però adesso una diagnosi c’è ed aiuta ad affrontare il tutto al meglio, intanto si comuncia una terapia, poi fra 6 mesi si tirano le prime somme.

L’unico inconveniente è stato l’accavallarsi di una visita ad un esame, ma prontamente spostato facendo una telefonata.

Sono un filino stressata per questa nuova situazione, ma da adesso in poi riuscirò a gestire il tutto al meglio.

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METTERE IN FILA I PENSIERI

Ne debbo parlare, debbo riuscire a metter nero su bianco.

Mi serve per elaborare tutto quello che ne consegue.

La protagonista mi vorrà perdonare, ma a suo tempo ho fatto la stessa cosa con Anna Lisa e Anna Wide, ho parlato qui del dolore provato per loro all’ennesima notizia della ripresa del tumore.

E anche stavolta, avanti un’ altra, un altro giro per una cancer blogger.

E lei, con le sue parole lucide e fredde, spalanca lo stesso un abisso di paura e di rabbia per l’ennesima prova a cui si deve sottoporre, l’ennesima sindrome non-finisce-mai.

E l’ennesimo respiro interrotto dalla rabbia e dall’angoscia vissuta anni fa, non molti solo 3 anni fa, con il Ferrari.

E l’ansia, l’angoscia, l’incertezza e la paura riemergono com prepotenza, ma con una scrollata di spalle e a testa alta, sfidando tutto, si imbocca l’ennesima strada fatta di controlli serrati e lastricata di speranza.

Avanti tutta Mia, sappi che ad ogni controllo saremo lì con te a sbeffeggiare chiunque si frapponga fra te, Renato, i tuoi gatti e tutti noi.

GIOSTRA

Penso, credo, che dopo un’uscita del genere starò bene per un po’.

Non so se da qui al 17 aprile uscirò di nuovo di casa. Che poi la fatica non è uscire, ma rientrare, dover far le scale in salita, perchè si sa, ad andare in discesa tutti i santi aiutano.

Si è passata la mattinata fra la prima e la  seconda colazione, un accompagno al lavoro dell’amica V, tante chiacchiere, un po’ di “sbisciulamento”, tante risate e la mia evocazione di un’immagine un po’ boccaccesca.

Si è passata la mattina ridendo, facendo finta di niente, per non pensare all’appuntamento delle 13.

Poi, inesorabilmente, l’orario è venuto e all’uscita dal suo ambulatorio, dopo la visita, fatta di chiacchiere serie e facete, il cielo è sempre azzurro, il sole scalda e la stanchezza si sta facendo avanti, ma poi si decide di stemperare l’ansia, di autodigerire le sue parole facendo shopping in profumeria.

Peccato che ci sia un unico neo: il dovermi muovere sulle stampelle, che è faticosissimo e stancantissimo.

E anche a questo giro di giostra ho vinto la mia bella visita di approfondimento e un bel malloppo di ricette e medicinali.

Ma noi continuiamo a sperare e a crederci.

HO FATTO, VORREI FARE

Ho pagato l'assicurazione.
Ho pagato 2 multe.
Ho pagato TARSU.
Ho pagato la prima rata del condominio e tante altre me ne aspettano
Ho pagato l'acconto sulle tasse
Vorrei fare un po' di shopping con i saldi
Vorrei prenotare due biglietti aerei per Boston, per novembre, per un matrimonio.
Vorrei andare a questo matrimonio per curiosità, per rivedere i parenti ai quali penso sempre con un po' di nostalgia.
Vorrei andare per festeggiare degnamente i nostri 35 anni di matrimonio.
Ma finchè
loro ci mettono il naso, i "vorrei" rimarranno solamente sogni.

MENTRE LEGGO

L'afa e l'umidità la stanno facendo da padrona.
Sono sul divano di fianco al Ferrari, con la pala al soffitto in movimento, smuove un po' l'aria, si respira un po' meglio, un riposino prima di riprendere il lavoro pomeridiano per lui e gli impegni miei.
Sto leggendo, sfogliando il mensile di
Emergency,

Ogni tanto la mente vaga, persa dietro a pensieri suoi, che poi alla fine scopro essere anche i miei.
Un leggero velo di sudore comincia a imperlarmi il viso, scende lungo il collo e un improvviso calore mi si diffonde dal basso verso l'alto, sembra una vampata, probabilmente lo è anche, ma a questa si sta  aggiungendo un po' di panico e un po' di ansia.

Ho capito, mi debbo fermare e dare forma al pensiero che sta scatenando tutto questo rimescolo interno.

Nel numero che sto leggendo si parla di ospedali pediatrici in costruzione, di ambulatori mobili a Manduria, per curare e aiutare tutte queste persone che negli ultimi mesi sono sbarcate in Italia. Si parla di medicina generale, di cardiologia, di otorino, ma non si parla di oncologia.

Come fanno, cosa succede quando un medico di Emergency si trova di fronte ad una persona fuggita dalla guerra e questa persona è malata di cancro?

Una telefonata, un giornale e le domande si riaffacciano alla mente.