UNA TELEFONATA

In un giorno un po’ così, una telefonata può fare la differenza.

Una notizia ascoltata al tg, magari ascoltata anche non proprio attentamente, può destabilizzare

Dopo poco, questa notizia, comincia a scavare dentro, si insinua in testa ed i pensieri comiciano a farsi vorticosi.

Dopo poco, ci si cala nei panni dei protagonisti di questa notizia, protagonisti in carne ed ossa, altri protagnonisti che non sono più vicini ai protagonisti in carne ed ossa, e la malinconia sale.

Dopo poco, questa notizia, comincia a farti riflettere, il seme dei pensieri, dell’empatia, si è insinuati e non riesci più a staccare la mente, dalle emozini che potrebbero provare i protagonisti in carne ed ossa.

E mentre sei lì che cerchi di districarti fra pensieri, emozioni, ansia e tutto quello che ci va dietro, squilla il cellulare ed  è un’Amica Storica che sta chiamando,  ed  è un sospio di sollievo, perchè pensi che due chiacchiere leggere, ma al tempo stesso intelligenti, possono solamente farti bene.

La conversazione va avanti chiedendoci a vicenda come stiamo, come stanno LeNostreMetà, finchè lei per prima, tira fuori un pensiero, una riflessione sua sulla notizia sulla quale ti stavi arrovellando.

E lì capisci che la telefonata ti sta salvando, perchè questa Amica Storica sta dando voce ai tuoi pensieri, al tuo sentire, anche lei sta provando le tue stesse emozioni.

Questa condivisione, questo non sentirti sola o troppo emotiva di fronte a determinate situazioni, ti solleva, ti aiuta a capire che non tutto è perduto, che le brave persone esistono ancora, su di lei non avevo nessun dubbio, ma ieri pomeriggio avevo bisogno di una conferma.

Grazie Amica Storica per la mano che m hai teso.

C’E’ TELEFONATA E TELEFONATA.

C’è telefonata e telefonata.

Quella di oggi è stata la telefonata che tutti dovrebbero ricevere nella vita.

Quella telefonata che ti alleggerisce, quella telefonata che allarga il sorriso e che allegerisce i pensieri.

Tutti nella vita meritiamo una telefonata del genere, una telefonata che può essere di un’amica, di un parente, della persona che non sentivi da tanto tempo e che chiama per riallacciare un discorso lasciato in sospeso.

LMiaMetà ha ricevuto la telefonata dell’Oncologa Guida, della perona che ci ha supportato in tutti questi anni, la persona che mi ha abbracciata un mese fa e ha asciugato le mie lacrime il medico che tutti dovremmo avere al fianco, l’angelo custode che ognuno di noi si meriterebbe.

La telefonata che ha allargato il sorriso sul volto de LaMiaMetà, è arivato istologico, tutte le sofferenze di quasi un anno hanno dato dei buoni frutti, il farmaco killer ha fatto il suo sporco lavoro, è riuscito a fermare il cancro ad un livello che ora ci permette di sorridere e di guardare avanti con gli occhi più sereni.

Adesso ripartiamo con i controlli, aspettiamo che questa emergenza finisca per poter tornare ai nostri programmi fatti di giri ne dntorni, weekend con la Tata e gli Storici del Cadore, di sogni ad occhi aperti per eventuali viaggi a lunga distanza, a progetti che possano andare oltre gli anni,tutte situazioi che fino a poco tempo fa non erano scontate, progammi che possiamo fare, prchè le 4 pastiglie ce lo permettono, o almeno ci danno la prosettiva che stiano lavorando per il verso giusto.

E noi si respira liberamente, le spalle sembrano più leggere.

PERCORSI

Percorsi che si chiudono e altri che si aprono.

L’avventura Vigorso si è conclusa lunedì ed oggi è definitivamente conclusa. Adesso basta solamente aspettare il responso INAIL sulla percentuale di inabilità. In questi lunghi mesi abbiamo imparato che, se 10 dita abbiamo, è perchè 10 servono. Che il dito mignolo è importante come tutti gli altri. Che abbiamo la scorza e la buccia per non farci abbattere da nulla, che assieme siamo una forza della natura, scolliniamo di tutto e di più. Che non bisogna mai arrendersi, che bisogna faticare per raggiungere degli obiettivi. che niente ti viene regalato, ma, soprattutto, che tutto quello che ottiene con le tue forze è importante e duraturo.

E questo percorso, per il momento, è chiuso.

Da ieri, invece, si è aperto un nuovo percroso per me. Percorso cominciato un mese fa, facendo visita alla miadottoressa di base. I dolori alle mani e alle caviglie si erano fatti insopportabili, quindi dovevo per forza correre ai ripari, non potevo più rimandare, se volevo essere utile per il percorso del Ferrari,. non dovevo farmi fermare dai dolori. Erano mesi, ma mesi fitti, che lamentavo queti dolori, ma per una scusa o per l’altra, avevo sempre rimandato.

il percorso in reumatologia è cominciato con una visita, poi una serie di prelievi, radiografie ed ecografie. Ieri la visita conclusiva alla luce degli esiti.

Niente di grave? Certamente, ma non so ancora valutare la portata della diagnosi, posso solamente dire che nelle ultime settimane, i dolori si erano accentuati.

Però adesso una diagnosi c’è ed aiuta ad affrontare il tutto al meglio, intanto si comuncia una terapia, poi fra 6 mesi si tirano le prime somme.

L’unico inconveniente è stato l’accavallarsi di una visita ad un esame, ma prontamente spostato facendo una telefonata.

Sono un filino stressata per questa nuova situazione, ma da adesso in poi riuscirò a gestire il tutto al meglio.

METTERE IN FILA I PENSIERI

Ne debbo parlare, debbo riuscire a metter nero su bianco.

Mi serve per elaborare tutto quello che ne consegue.

La protagonista mi vorrà perdonare, ma a suo tempo ho fatto la stessa cosa con Anna Lisa e Anna Wide, ho parlato qui del dolore provato per loro all’ennesima notizia della ripresa del tumore.

E anche stavolta, avanti un’ altra, un altro giro per una cancer blogger.

E lei, con le sue parole lucide e fredde, spalanca lo stesso un abisso di paura e di rabbia per l’ennesima prova a cui si deve sottoporre, l’ennesima sindrome non-finisce-mai.

E l’ennesimo respiro interrotto dalla rabbia e dall’angoscia vissuta anni fa, non molti solo 3 anni fa, con il Ferrari.

E l’ansia, l’angoscia, l’incertezza e la paura riemergono com prepotenza, ma con una scrollata di spalle e a testa alta, sfidando tutto, si imbocca l’ennesima strada fatta di controlli serrati e lastricata di speranza.

Avanti tutta Mia, sappi che ad ogni controllo saremo lì con te a sbeffeggiare chiunque si frapponga fra te, Renato, i tuoi gatti e tutti noi.

GIOSTRA

Penso, credo, che dopo un’uscita del genere starò bene per un po’.

Non so se da qui al 17 aprile uscirò di nuovo di casa. Che poi la fatica non è uscire, ma rientrare, dover far le scale in salita, perchè si sa, ad andare in discesa tutti i santi aiutano.

Si è passata la mattinata fra la prima e la  seconda colazione, un accompagno al lavoro dell’amica V, tante chiacchiere, un po’ di “sbisciulamento”, tante risate e la mia evocazione di un’immagine un po’ boccaccesca.

Si è passata la mattina ridendo, facendo finta di niente, per non pensare all’appuntamento delle 13.

Poi, inesorabilmente, l’orario è venuto e all’uscita dal suo ambulatorio, dopo la visita, fatta di chiacchiere serie e facete, il cielo è sempre azzurro, il sole scalda e la stanchezza si sta facendo avanti, ma poi si decide di stemperare l’ansia, di autodigerire le sue parole facendo shopping in profumeria.

Peccato che ci sia un unico neo: il dovermi muovere sulle stampelle, che è faticosissimo e stancantissimo.

E anche a questo giro di giostra ho vinto la mia bella visita di approfondimento e un bel malloppo di ricette e medicinali.

Ma noi continuiamo a sperare e a crederci.

HO FATTO, VORREI FARE

Ho pagato l'assicurazione.
Ho pagato 2 multe.
Ho pagato TARSU.
Ho pagato la prima rata del condominio e tante altre me ne aspettano
Ho pagato l'acconto sulle tasse
Vorrei fare un po' di shopping con i saldi
Vorrei prenotare due biglietti aerei per Boston, per novembre, per un matrimonio.
Vorrei andare a questo matrimonio per curiosità, per rivedere i parenti ai quali penso sempre con un po' di nostalgia.
Vorrei andare per festeggiare degnamente i nostri 35 anni di matrimonio.
Ma finchè
loro ci mettono il naso, i "vorrei" rimarranno solamente sogni.

MENTRE LEGGO

L'afa e l'umidità la stanno facendo da padrona.
Sono sul divano di fianco al Ferrari, con la pala al soffitto in movimento, smuove un po' l'aria, si respira un po' meglio, un riposino prima di riprendere il lavoro pomeridiano per lui e gli impegni miei.
Sto leggendo, sfogliando il mensile di
Emergency,

Ogni tanto la mente vaga, persa dietro a pensieri suoi, che poi alla fine scopro essere anche i miei.
Un leggero velo di sudore comincia a imperlarmi il viso, scende lungo il collo e un improvviso calore mi si diffonde dal basso verso l'alto, sembra una vampata, probabilmente lo è anche, ma a questa si sta  aggiungendo un po' di panico e un po' di ansia.

Ho capito, mi debbo fermare e dare forma al pensiero che sta scatenando tutto questo rimescolo interno.

Nel numero che sto leggendo si parla di ospedali pediatrici in costruzione, di ambulatori mobili a Manduria, per curare e aiutare tutte queste persone che negli ultimi mesi sono sbarcate in Italia. Si parla di medicina generale, di cardiologia, di otorino, ma non si parla di oncologia.

Come fanno, cosa succede quando un medico di Emergency si trova di fronte ad una persona fuggita dalla guerra e questa persona è malata di cancro?

Una telefonata, un giornale e le domande si riaffacciano alla mente.

LA SCALATA

Una mamma sta affrontando una scalata.
Questa mamma si sta arrampicando faticosamente, cercando di raggiungere una vetta che ora sembra lontana.
Questa montagna è ripida e piena di ostacoli, ma questa mamma l'affronta con grinta e coraggio.
Il coraggio che le viene dai suoi figli, che tutti i i giorni vede attraverso una monitor.
Sì, perchè questa mamma, oltre a dover affrontare una scalata, la deve affrontare da sola, in una camera isolata, lontana da tutti, lontana da quelle persoe che di giorno in giorno le possono dare la forza per affrontare i tratti più ripidi.
Ma noi siamo tutti qui a guardare, con il naso in sù, a tifare pr questa mamma che sta affrontando la prova più dura che la vita le può mettere davanti.