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NO PANICO

Più facile a dirsi che a farsi.

Quando cominci a vedere i medici e gli infermieri correre, che ti mettono fuori dalla stanza in malo modo, quando cominci vedere il chirurgo che arriva quasi di corsa, il panico sale.

La paura, una vocina in fondo ti sussurra malignamente quello che non osi pensare.

Il panico ti prende allo stomaco, te lo senti stringere, si ribalta, senti le ondate di calore che vanno e vengno, tenti di essere razionale.

Una voce ti urla in testa che siete in un ospedale, che non può succedere nulla, perchè i medici ci sono, sono tutti lì per LaMiaMetà, che sta annaspando, che con gli occhi ti cerca, ma non ti trova, perchè tu sei fuori da quella porta, cerchi di capire dagli sguardi di chi entra ed esce cosa sta succedendo, come sta evolvendo la situazione.

Ed il tempo diventa lungo, eterno, tutto sembra fermarsi, e vorresti spingere, alitare sul collo di tutto il personale medico, di muoversi, di fare in fretta, perchè tu non puoi permetterti di…

Intanto il tuo povero stomaco fa le capriole, una infermiera ti accompagna lontano da quella porta, ti dice di aspettre fuori dal reparto, perchè non posso permettersi di avere parenti o altre persone fra i piedi, loro debbo agire in fretta e lucidamente mentre tu, lì fuori da quella porta con il tuo suardo implorante, sei un intralcio, e loro non possono permettersi distrazioni.

Il tempo si dilata, poi…finalmente esce il chirurgo e ti rassicura, tutto a posto, era solamente un malesse dovuto all’intervento, al dolore che si era fatto acuto e non aveva fatto in temp a chiedere aiuto, dopo tutto è stato una conseguenza: la mancanza di aria, l’eccessiva sudorazione, la nausea, i conati, che non si può permettere, la debolezza del digiuno quasi forzato, l’intestino che fatica a riprendere il suo assesto.

Ti senti svuotata, non sai chi ringraziare oltre a quell’ Uomo grande , competente e con lo sguardo da orsachiottone, vorresti ringraziare un qualsiasi dio che si è messo la mano sulla coscienza, ma tutto ti sembra poco per la felicità che ti riempie in quel momento.

LaMiaMetà sta riposando, ma io non posso entrare, lo debbo ancora lascire nelle mani del personale medico, ma va bene così, io, ormai su quelle sedie a tortura medioevale,ci ho costruito la mia casa. La Mia casa ora è lì, al di qua di quella porta che so, che prima o poi si aprirà, e tutto tornerà nella norma.

No pnico su quelle sedie, al di qua di quella porta chiusa.

DA LA’ A QUA

Da là a qua, tanto tempo è passato e siamo ancora qua, a circondarti d’affetto e d’amore.

Perchè tu sei l’Amore (con la A maiuscola).

Tu hai portato gioia e allegria, sei arrivata in un momento buio e pesante, ma hai compiuto il miracolo, quello di farci guardare di nuovo avanti con fiducia e serenità.

Eri una bambina fino all’altro giorno, ora sei una ragazzina.

Eri una bambinetta fino a ieri, che veniva a letto con la nonna e si faceva leggere i libri per addormentarsi, ora sei una ragazzina che viene ancora a cena di nonni il venerdì sera, ma poi torna a casa sua, a dormire nel suo letto perchè la mattina dopo devi prendere il bus per andare a scuola ed hai appuntamento con le amiche e gli amici.

Perchè il bello dell’andare alle superiori, non è la scuola che ti insegna qualcosa di nuovo, ma i viaggi in bus andata e ritorno con gli amici.

E questo tuo renderti indipendete ha segnato il passaggio dall’infanzia all’adolescenza.

Eri una bambina fino all’altro giorno ora sei una ragazzina e, per ora, assennata e giudiziosa, simpatica, ti piace ancora scherzare, ogni tanto fa capolino l’adolescete scontrosa, rittosa e contestatrice, ma poi rispuntala ragazza con  giudizio, la ragazza a cui piace  fare anche discorsi seri e che riesce semre a strappare un sorriso, a dare un aiuto nei momenti bui.

Auguri Tata per i tuoi magnifici 14 anni.

ALLA RICERCA

Ed io adesso dove la trovo l’energia, anzi le energie per sostenere tutto il baraccone?

Debbo tornare a vestire i panni di quella che ascolta, che sostiene, che telefona, che sdrammatizza.

Qui si deve ricominciare alla grande, in pompa mgna a combattere, qui si deve ricominciare a vedere un obiettivo, un futuro, un domani, quando tutto rema contro.

Qui si sta ridimensionando il tutto, si sta riprogrammando tutte le giornate a venire, cercando di trovare una quadra, una normalità che è stata all’improvviso buttata a mare.

E le attese si fanno lunghe e pesanti.

Ma le energie si debbono trovare, non la si deve dare per vinta al cancro.

 

LA NEVE BELLA

Ieri sera verso le 19,30 ha cominciato a nevicare.

Era molto freddo, la temperatura era di molti gradi sottozero, in più c’era anche un forte vento gelido.

Ma nevicava.

Quella neve bella, leggera, sottile, che vorticava, si posava gentile sulle cose.

Ha continuato a nevicare per parecchie ore, sempre leggera, vorticosa e gentile.

Stamattina c’era un sottile strato bianco ghiacciato, che sbrillucciava alle prime luci dell’alba, che si presentava chiara e rosata.

Sulle auto c’era un velo di neve leggera che al primo colpo di tergicristallo volava via e luccicava come la polvere  delle fate.

Come tutto il paesaggio incantato dalla neve bella e gentile.

HO PERSO LA VOCE

Ho perso lavoce, pensavo di risolverla come solito, ma dopo 5 giori mi sono dovuta rivolgere al medico.

Si cura tutto e finchè me la cavo con una pastiglina o degl iaerosol ringrazio, faccio spallucce e vado avanti.

Non tutto, però, viene per nuocere.

sono afona, non posso sforzare le corde vocli, mi vab ene, così non sono tenuta a fare conversazioni che non ho voglia di intrattenere.

Non che mi capiti spesso, anzi in questo momento di silenzio forzato, non ho ancora trovato nessuno a cui rivolgere un sorriso beoata e sillabare “Non psso parlare, mi dispiace”.

E non posso nemmeno dire che faccio scorta di raucedine e corde vocali bloccate per il futuro, purtroppo si guarisce e non si riesce a far tornare a comando……o no?

Estate 2017, mi sto preparando

BISCOTTI

Vale sempre la pena fare i biscotti.

Impastare, mettere le mani in pasta, sminuzzare, amalgamare.

Aspettare il tempo necessario perchè la frolla solidifichi un po’.

E intanto pensare, cercare di capire il perchè del malumore, per poi, alla fine, arrabbiarsi,

E allora si sfornano biscotti, sperando che il tempo, le attese stemperino un po’ l’ansia, l’arrabbiatura e il malumore,

Manca un esito, manca la conferma scritta che va tutto bene, manca un foglio per poter definitivamente chiudere il cerchio del 2016, ma quel foglio serve, mi serve per prendere l’appuntamento con la Mia Oncologa, mi serve per sentirmi dire che va tutto bene, che è tutto a posto, che ne riparliamo alla fine di quest’anno.

Senza quel foglio, mi sento persa, senza quel foglio sono di malumore.

Intanto i biscotti cuociono in forno.

STAMATTINA

Io stamattina volevo andare a fare un giro in centro.

E’ da tanto tempo che non vado in centro a Bologna da sola, così, tanto per fare un giro, per entrare in tutti i negozi senza uno scopo preciso.

Io stamattina volevo…

Invece…sono rimasta a casa.

Non sono ancora attrezzata mentalmente per andare in centro con la pioggia.

A metà settembre non sono ancora entrata nella modalità “piove ma si va lo stesso”.

E’ uno stato mentale nel quale non sono ancora entrata.

A metà settembre non pretendo le giornate lunghe e assolate di agosto o luglio, ma un briciolo di sole e il cielo azzurro, aiuterebbero ad andare verso quello stato mentale che ti fa dire “si va lo stesso”.

Non sono ancora attrezzata per girare con l’ombrello aperto.

LE DATE INDIMENTICABILI

Come questa: 12 novembre.
rimarrà sempre impressa nella mente.
12 novembre 2003 la strage di Nassiriya
12 novembre 2003 io in piena chemio, prostrata, sfinita, arrabbiata con il mondo.
E le due date si sono sempre fuse assieme, una riporta alla mente il ricordo dell’altra.
12 novembre 2011 viaggio a Boston per il matrimonio di Leah e anthony
anche qeusta data legata alle altre due, nessuna viene annullata, e tutte tre riportano alla memoria attimi, momenti duri, difficili, ma anche tanta gioia e allegria.

COMINCIAMO E FINIAMO

Era cominciata bene.
in totale armonia, con calma, tutto in fila, ordinatamente, tutti gli impegni si sono dipanati senza nessun scossone, con calma e in silenzio.
poi qualcosa non è andato proprio liscio, e si è avvertito un leggero fremito, un filino di ansia si è insinuato in questa quasi perfezione.
e tutto stava cominciando a precipitare nel baratro, lo stress e gli occhi schizzati cominciavano a tentare di prevalere.
e allora….un bel respiro profondo, la consapevolezza che, anche se tutto sembrava precipitare, bastava rimettere tutto in fila, un bel respiro profondo, una doccia calda in un bagno piacevolmente caldo, un lento mettersi la crema, e pensare e riallineare il tutto, mettendo tutto di nuovo in fila e non facendo prevalere niente, aspettare e vedere cone si evolve la situazione.