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SENZA MAI ARRIVARE IN CIMA

Dopo tanta attesa è arrivato.

Ed è arrivato al momento giusto, a circa metà del follow-up annuale, in quel momento in cui debbo affrontare, forse, l’esame che mi crea più ansia.

Ma è arrivato lui, Paolo Cognetti, la mia àncora di salvezza nei momenti bui, pesanti.

E così in questi ultimi tre giorni mi sono immersa con la mente nel suo ultimo libro “Senza mai arrivare in cima”, mi sono persa nelle sue descrizioni, nelle sue montagne, ma questa volta montagne più impegnative, l’ Himalaya, più precisamente il Dolpo, il suo viaggio attraverso questa catena, il suo viaggio in Nepal, in Tibet, un piede avanti all’altro, sulle creste più imponenti, senza paura di avanzare, di andare avanti e di guardarsi dentro.

Grazie

LA FELICITA' E'…..

…….. un telefonata che posticipa un'esame;
……… l'allegria che mette addosso questo spostamento in previsione della cena di stasera, alla quale avrei parteciapto lo stesso, ma, forse, con uno spirito diverso;
………. la telefonata con il call center che mi ha annunciato che, forse, fra una settimana ricevo tutto per riavere la connessione adsl da casa;
……….. le notizie che arrivano dalla mamma che sta scalando, sta affrontando il momento più duro e difficoltoso, ma ha tanta grinta e chi le sta accanto è felice:
………… il passare del tempo, che mi avvicina sempre di più al venerdì tutto mio, fatto di Sala Borsa e libri:
……….. le parole dell'amica "Ma secondo te, quante amiche riesci a portare a vedere la Biblioteca della Sala Borsa?" Tesora, tu che sei veramente AMICA sei venuta e hai taciuto davanti al mio entusiasmo di bambina, e, come ti ho risposto, le potrei contare sulla punta delle dita di una mano:
……… il pensiero che domattina e venerdì mattina non mi debbo alzare alle 5,30, perchè ultimamente sono veramente molto stanca;
……… la ritrovata serenità.

LIBRI E PIOGGIA

Binomio vincente.
Quando fuori piove, ma piove di brutto che si fa?
Si sta bene sul divano, sotto al pile con una tazza di teà nei paraggi e si legge, si legge fino allo sfinimento.
E si pensa, penso e faccio un paio di conti: ma quanti anni sono che leggo? Il risultato di questa operazione è alto, sono ben più di 40 anni che leggo regolarmente e tanto.
Cominciai all'età di 6/7 anni circa, allora andavano di moda le enciclopedie e la prima enciclopedia che entrò in casa fu "Il mio amico Garzanti", fu amore a prima vista, comincia a leggere il primo volume "Miti leggende e fiabe" e non me ne sono più staccata.
L'ho letto, riletto e straletto, mi ha sempre seguito in tutti i miei traslochi, in tutti i miei cambiamenti, mi è sempre stato fedele compagno di viaggio.
L'ho letto a mia figlia quando era piccola, l'ho passato a mia sorella quando è nato suo figlio e anche lei gli leggeva le storie di "Miti leggende e fiabe", è tornato in casa Ferrari alla nascita della Tata, ma poi è migrato di nuovo da mia sorella, perchè a lei piece e ogni tanto se lo rilegge.
Fino a 10 anni fa c'era mio padre, l'unico che si azzardava a regalarmi libri, l'unico che era capace di capire quale libro avrei voluto leggere in quel momento, l'unico che mi ha sempre regalato libri azzeccatissimi, ma poi con la sua morte nessuno ha pià pensato di regalarmi libri all'improvviso, senza aver prima fatto un sondaggio per sapere quale libro mi fosse andato di leggere in quel momento, nessuno si era mai più azzardato a regalarmi un libro a sorpresa.
Fino ad un mese quando un'amica,
ANNASTACCATOLISA , per il mio compleanno ha fatto il salto nel buoi, mi ha regalato un libro. E lì mi sono commossa, ho pianto, perchè da 10 anni a questa parte nessuno più mi aveva regalato un libro, perchè mi sembrava di essere tornata ai tempi d'oro con mio padre, alle nostre chiacchierate di libri, ai suoi libri che arrivavano a casa improvvisamente, per farmi la sorpresa.
E oggi che piove, che non ho voglia di uscire, che non sono al massimo fisicamente, me ne rimango acciambellata sul divano con un libro in mano e penso, leggo, ripenso e mi lascio sommergere dai bei ricordi di un tempo che fu, un tempo che non tornerà più, ma che le persone che ho attorno fanno di tutto per farmi rivivere.

I RITI

alzarmi al mattino presto, quando è ancora buio e ascoltare il silenzio
alzarmi al mattino ad un'ora normale e con il ferrari andare a far colazione alla rotonda, sorseggiare il primo, di una lunga serie, di teà leggendo un libro.
alzarmi al mattino e da sola andare alla rotonda per la colazione, è il mio momento, solo mio, esclusivamente mio, durante il quale mi rimetto in pace con il mondo.
avere il mio spazio.
leggere nella casa silenziosa.
andare a letto presto la sera per poter leggere.
riti che mi danno sicurezza, che sono il mio punto fermo di tante giornate passate, presenti e future.

LE MAMME

Queste nostre mamme per le quali rimarremo sempre bambine anche all' età di 90 anni.
Le nostre mamme che abbiamo sempre visto un po' come gendarmi, carabinieri, erano quelle che sgridavano sempre e che, a volte, lasciavano partire lo scapellotto, mentre i papà erano dolci, non gridavano mai e ci facevano giocare.
Le mamme con le quali siamo sempre state un po' in competizione, senza mai riuscire a raggiungerle nella scala di valori che ci eravamo date.
Queste nostre mamme che non hanno mai impedito a noi di volare con le nostre ali, dalle quali dovremmo prendere esempio per la crescita dei nostri figli e nipoti.
Le  nostre mamme che quando ci siamo ammale di cancro hanno accusato il contraccolpo, si sono rimboccate la maniche e ci sono state sempre vicine rispettando i nostri tempi, i nostri malumori e le nostre crisi isteriche.
Le nostre mamme che da allora in poi sono sempre un po' in ansia per noi, che al nostro minimo cenno di cedimento tirano fuori la grinta, anche se in quel momento avrebbero voglia di piangere pure loro.
Le nostre mamme che quando vediamo star male o piangere per noi ci destabilizzano, ci fanno sentire in colpa per tutto il dolore che procuriamo a loro.
Queste nostre mamme che se non ci fossero bisognerebbe inventare.

AUTUNNO

Ieri un'amica mi ha detto che sono autunnale, come dice sempre un'altra amica.
Ieri andava così.
Come dice l'amica di ieri, ho qualche "romella" che gira e rigira dentro, lasciandomi inquieta e insoddisfatta.
E' da un po' di tempo che ho questa "romella".
E'da un po' di tempo che ho ricominciato a cucinare in maniera compulsiva.
Cucinare, preparare gli ingredienti, mescolare, impastare, aspettare che sia cotto, rimescolare, accendere il forno, guardare lievitare.
Tutti momenti che quietano il disagio, l'essere autunnale.

EBBENE SI'….

…se la Tata è così è colpa mia.
Solamente mia.
Mi addosso tutte le responsabilità.
Se a lei piace fare colazione al bar in compagnia…è colpa mia, sono io che l'ho traviata in questo modo.
Se a lei piace uscire alla sera dopo cena con le amiche e trovarsi in piazza a giocare….è colpa mia che la trascino in una ricca movida.
Se a lei piace chiacchierare al telefono con le amiche……..è colpa mia, tutta mia, sono io che l'ho aizzata in questo turpe gioco.
Se a lei piace andare alla grigliate sia di giorno che di sera………è colpa mia che l'ho iniziata a questo rito estivo.
Se lei quando esce ti chiede se si va al bar ad ascoltare musica…… è colpa mia che le sto facendo conoscere i vizi notturni del paese.
Ebbene sì, sono una nonna degenere, che plasma questo giovane virgulto a sua somiglianza,  che trascina sulla non-retta via le giovani vite che le vengono affidate.
Però….però la Tata si diverte molto, la Tata è una bambina allegra e felice, la Tata è una trascinatrice, la Tata ha sempre un sorriso per tutti, la Tata è tanto dolce, la Tata non nutre nessun rancore nei confronti degli amici o degli adulti che ogni tanto la sgridano o la fanno arrabbiare.
Se la Tata preferisce giocare o uscire piuttosto che guardare la televisione è colpa mia.
Se la Tata gioca alle Winx, è colpa mia, perchè quando me lo chiede mezz'ora di cartoni animati glieli faccio vedere, ma poi quando spengo la tele lei continua con la sua fantasia a giocare con i personaggi dei cartoni.
Se alla Tata piace leggere, frequentare bilbioteche e librerie è colpa mia, solo mia che fin da piccola, aiutata dalla sua mamma, le ho sempre fatto vedere libri, la porto in biblioteca o in libreria lasciandole toccare e sfogliare i libri e scegliere quello che le piace.
Se la Tata parla così, con frasi a senso compiuto e con discorsi belli articolati, è colpa mia, perchè fin da piccolissima le ho sempre parlato, raccontato storie, favole e momenti della mia infanzia.
La Tata chiede alla nonna di raccontarle una storia diquando lei è nata o di quando la sua mamma era piccola.
La Tata non chiede solo giocattoli, o patatine o gelati, la Tata chiede che le si racconti la vita.