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UN POMERIGGIO UN RICORDO

Una domenica mattina, la prima domenica mattina autunale, è freddo, dai andiamo a Mantova.

Sì, ma ci andiamo per la strada normale, non facciamo l’autostrada, così almeno vediamo qualcosa di diverso dal piattume della pianura padana.

Partiamo io e il Ferrari, spensierati e contenti di passare una giornata senza nessun pensiero, soli , io e lui, parlando quando ne abbiamo voglia, stando in silenzio quando il silenzio è prezioso.

si parte..Crevalcore, Stuffione, Camposanto…

“Sai Ferrari, questa è la strada che facevamo allora, in auto, quando dall’Alto Adige venivamo a far vacanza a Bologna. Passavamo per questi paesi, i nomi sono indimenticabili, poi a Camposanto ci abitavano i parenti di ******. allora l’autostrada del Brennero era ancora un sogno di là a venire e noi quattro, venivamo giù con il 500…papà guidava, la mamma al suo fianco faceva tutto il viaggio tesa…attento Sergio c’è una curva…attento Sergio c’è un camion che ci sta venendo contro , e , dietro, io e mia sorella. Ma il bello fu quella volta che portavamo sul portapacchi del 500 il televisore da portare  alla casa della nonna come regalo, ricordo che a tutte le buche che si prendeva, ed allora delle buche ce ne era parecchie, la mamma sbiancava, con il terrore che il televisore potesse soffrire.

Sai era uno di quei televisori a valvole, mica quegli ultra piatti di adesso, era uno scatolone enorme, oddio a me sembrava enorme, caricato sul porta-pacchi del 500…prova ad immaginare la scena”.

Silenzio, il Ferrari tace, non dice nulla, forse sta cercando di immaginare la scena, poi sorride…ecco ha immaginato la scena, non si sganascia dalle risate per non offendermi, ma io, dentro di me, sto ridendo crepapelle.

Sono passati 50 anni, allora era così….

Intanto proseguiamo verso Mantova, ognuno di noi immerso nel suo mondo, ma  vicini

ASCOLTARE

Le parole, i discorsi di due amiche. Ascoltare e guardarle.
Ascoltare le loro parole e associarle alla stima e al bene che mi lega a loro.
E capisco che tutto va bene, che finchè al mondo esisteranno persone del genere, non mi può succedere nulla di male.
Ascoltare il silenzio che mi circonda e trarne beneficio, sentire che dentro qualcosa si sta quietando.
Ascoltare gli stimoli e i desideri che arrivano da dentro, assecondarli alla ricerca di un po’ di pace e tranquillità, che negli ultimi tempi ha un po’ latitato.
E adesso che sono alla fase conclusiva della ricostruzione fisica, sentire il bisogno di silenzio.
Ascoltare il silenzio pomeridiano per ricaricare le batterie, sapendo che i tuoi orizzonti e la tua vita sta subendo l’ennesimo cambiamento, sapendo che stai sempre andando più “oltre”.

I RESPIRI LEGGERI

ci sono ancora, esistono ancora e ogni tanto se ne riesce a fare uno.

magari non molto lungo, ma basta, basta e avanza per ri-scoprire la vita precedente, la vita serena di 25 giorni fa, prima che tutto precipitasse.

questa volta è dura, si fatica, si conosce la strada e non si riesce a vedere oltre quella curva a gomito che impedisce di veder al di là.

ma ci sono ancora dei momenti fatti di respiri leggeri, di chiacchiere e di sorrisi.

momenti allietati da due aniche, una tavola con pasticcini e teà e le chiacchiere della Tata seduta con noi, tirata dentro ad un pomeriggio di adulti.

E si respira aria leggera, di chiacchiere e di risate.

si prende un bel respiro per poi tornare a combattere con la paura, i crampi, l’astenia e la nausea.

NON SONO UN ANIMALE………

……..da palcoscenico.
Ieri pomeriggio si è conclusa l’avventura di
Calderara incanta, cominciata il 31 maggio con l’inizio del corso per lettori ad alta voce.
Non avevo capito bene che la fine del corso sarebbe coincisa con la nostra perfomance nella piazza del paese, se l’avessi intuito subito non l’avrei fatto.
Ecco, questi erano i pensieri che mi hanno tenuto compagnia fino a ieri.
Ma adesso, ecco, adesso sarei disposta a ricominciare tutto, dalla lettura collettiva, alle letture singole nel parco fatte per i bambini.
Ma non sono un animale da palcoscenico.
Ogni prova per me è stata una prova fisica non indifferente, ad ogni prova scoprivo dei muscoli nuovi nel mio corpo, muscoli che venivano attanagliati da crampi prepotenti che toglievano il fiato, ma il fiato doveva esserci, la voce doveva risultare sempre alta e tonante, i bambini seduti nel parco dovevano sentire.

Sono stati giorni intensi e a volte anche faticosi, ma ieri sera alla fine di tutto, quando ci siamo ritrovati tutti assieme alla postazione dell’ultima lettura, abbiamo cantato per l’ultima volta, tutti assieme, “Il mio babbo è ritornato”, ci siamo commossi, abbiamo riso assieme, le ragazze di ReMida erano più contente di noi, il nostro insegnante ci ha finalmente dato soddisfazione.
E così si è conclusa un’avventura cominciata quasi per caso, e finita con la voglia di ricominicare e preparare un nuovo corso per il prossimo anno
E così ci siamo lasciati con già in nota l’appuntamento per rivederci davanti ad una pizza tutti assieme lunedì 10 ottobre.

E ci siamo lasciati promettendoci di rivederci, e ci riusciremo, abitiamo tutti nei dintorni, abitiamo in tanti qui in paese, alcune sono insegnanti di scuola materna, alcune insegnanti della scuola primaria, altri lavorano in biblioteca, e quindi è facilissimo mantenere saldo questo bel rapporto che si è instaurato.

UNA DI QUESTE VOLTE……

"Uno che parcheggia in questa maniera, non si merita altro che qualcuno salti in macchina e gliela rubi".
"Simpatica, proprio simpatica".
"E' il minimo sindacale per uno che parcheggia l'auto invadendo la pista ciclabile e il marciapiede".

Una di queste volte prendo una tranvata di schiaffazzi, ma ci stava tutta, solamente che io non mi ero accorta che il proprietario dell'auto era a 2 metri e che stavo parlando ad alta voce.

Sono nervosa, molto nervosa, ultimamente ringhio come una cane rabbioso e ieri pomeriggio mi sono sfogata con il baluba che ha invaso la ciclabile mentre io e la Tata la stavamo percorrendo.

Ma forse un po' di ragione l'avevo, forse potevo fare meno polemica, ma in quel momento mi si è coperto il matto.

FACCIAMO IL PUNTO

La Tata si è svegliata alle 9,30…ecco, la mattina in cui doveva svegliarsi presto ha dormito fino a tardi. Di svegliarla non ci pensavo nemmeno, dopo chi la sopporta?
Casa sistemata,almeno ho rifatto i letto e sistemato il divano, ho preparato qualcosa da mangiare per il Ferrari nel caso rientrasse a pranzo.
Direzione: cartoleria del paese per le fotocopie e la busta, debbo spedire una raccomandata urgente.
Ufficio postale del paese: c'è il mondo intero, ma è climatizzato e si sta freschi e seduti, poi, siamo onesti, ho solamente 6 persone davanti per la raccomndata, ma…l'impiegata è sparita e riappare solamente dopo un tempo infinito. Morale della favola, esco dall'ufficio alle 12 in punto e, sotto un sole cocente, con la Tata al seguito, mi dirigo verso il centro commerciale per la spesa. Debbo pensare un po' ai giorni futuri e domani sera ho Amici a cena.Nel frattempo telefono alla sua amichetta, annunciando che arriverò verso le 15 a prenderla per venire a casa da noi a giocare.
Arrivo dall'amichetta al pelo. Adesso stanno facendo merenda assieme, alle 18 uscirò di nuovo per andare in biblioteca e riportare a casa l'amichetta?
Cosa mi è rimasto da fare?

UNA GIORNATA….

…..al mare, diceva tantissimi anni fa una canzone dell'Equipe 84.
No, nessuna giornata al mare, ma una giornata, anzi un pomeriggio con mia sorella.
Un pomeriggio passato assieme a curarci a vicenda le ferite, a guardare ed entrare in negozi, guardando tutto e toccando tutto, senza nessuno che sbuffasse o desse segni di insofferenza.
Un pomeriggio di sole passato a raccontare e ad assaporare momenti che sembravano tanto lontani, quando ancora si usciva al pomeriggio con mamma e papà, tanti, forse troppi anni fa.
Un pomeriggio dolce, come dolce era la temperatura e il cielo ieri pomeriggio, finalmente lontane dagli stati d'animo nervosi e da chi in questo momento ci crea rabbia dentro.
Un pomeriggio assieme sapendo tutte due di fare del bene l'una all'altra e di fare bene anche alla mamma, che ci sapeva fuori assieme, e immaginando il suo sorriso nel pensarci, così diverse l'una dall'altra ma tanto complementari l'una all'altra.
Un pomeriggio che ha fatto bene a me, a mia sorella e alla mamma.

Mattinata perfetta. Nessun impegno tranne quelli che mi sono creata io.
Siamo una coppia chiusa, ci è stato rimproverato di essere unacoppia chiusa. Certo che siamo una coppia chiusa, ci piace fare cose anche da soli, senza per forza coinvolgere gli altri. Siamo una coppia chiusa quando si tratta di difenderci da "amici" invadenti e persone che non sono amici ma semplici conoscenti.
Momenti di silenzio in cui si ha tempo di non pensare a nulla di chè.
"Le sue ricette erano già pronte il 13", me lo immaginavo, lo sapevo, ma in questo momento ho un netto rifiuto prtutto quello che riguarda medici di base, medici ospedalieri, ospedali, esami, visite e farmacie. La mia mente si rifuiuta di prendere in considerazione tutte queste categorie, la mia mente ha tempo solo per i libri, la Tata, le tazze di tèà  e le chiacchiere fatte e ascoltate con le mamme.
"Mi sono dimenticato di dirti che venerdì sera c'è la cena dai Salesiani per la fine anno, tu vieni, vero?"
Ferrari io sono talmente stanca che venerdì sera, se non ti dispiace, ci vai da solo alla cena, io me ne sto a casa con la Tata a non fare una beata mazza, a non pensare a nulla, a non dover per forza sorridere e chiachierare con persone che vedo una volta all'anno e che per me sono delle perfette sconosciute.
"Sabato sera facciamo la grigliata, venite, così chiamo anche Dany e AlbY?"
Certo che ci siamo, una cena da voi non si rifiuta mai, anzi dovrò mettermi nell'ordine di idee di rominciare aricambiare, ultimamente delle cene a casa Ferrari con i vecchi e ridati amici se ne sono fatte veramente molto poche.
"Sai cosa ha detto l'altra sera A,. al telefono con sua nonna? L'harimproverata di non essere mai presente, mentre la nonna Cris con la Tata c'è sempre, non come lei che la nonna non la viene mai a prendere da scuola per portarla in giro".
Sono parole che prendono tanto posto, sono piccoli ma le situazioni le capiscono bene, concordi con me allora che il discorso dell'altra sera sulla figura paterna è giusto? Non puoi sentirti "mamma" o "papà" perchè il bambino a scuola fa il lavoretto per la festa, rischi di mettere a disagio un bambino a cui manca una  delle due figure.
Sono stanca fisicamente, si fatica a fare e pensare, e allora prendiamo a buona scusa questa stanchezza per non fare assolutamente nulla e non accettare di attaccare discorso o di sobbarcarsi di qualche altro bambino all'uscita da scuola.

SI RICOMINCIA

Tutto ricomincia, tutto si ripete,come un ciclo, tutto prima o poi torna.
Torna l’ansia, la paura per te o per una persona amica
E quando tocca una persona amica ti senti ancora più impotente perchè non sai di cosa possa avere bisogno lei per aiutarsi.
E’ cambiato tutto nel giro di…un soffio, battito di ciglia, il tempo di accensione e di messa in moto del pc, entri nel tuo mondo, nello spazio nel quale sai di sar bene, cominci con il classico giro di blog amicissimi e al secondo "clic", tutto crolla,tutto si ribalta.
Leggi e rileggi quelle poche righe e, prima ti assale un gran freddo poi un caldo malsano che parte da dentro bruciando tutte le belle emozioni costruite fino ad allora.
Non ci credi, non può essre, ti dai della cretina per non esserti fatta sfiorare dai dubbi nei giorni precedenti, ti senti una cacca pensando alle battute stupide lasciate lì a futura memoria,non puoi farci nulla tranne imprecare e giocarti quel po’ di paradiso che ti eri faticosamente guadagnata. Parte il tam tam di muto aiuto, ma non basta, leggi nelle parole delle altre il tuo stesso sconforto, anche se vorresti rimboccarti le maniche per prendere a pugni nello stomaco, a calci nel culo ,la bestia immonda che alberga dentro di lei.
E tutto ti sembra offensivo, le risate e i giochi dei bambini in piazza, la luce, il sole e il cielo azzurro.
E’ tutto offensivo, anche il cielo scuro illuminato da un luna che illumina tutte le brutture del mondo,.
E tutto è offensivo, anchje il canto degli uccellini che fino a pochi giorni fa ti metteva allegria nel dare il buongiorno a questa vita.
Questa vita fatta di alti e bassi, di gioie e tant immensi dolori, di tanta paura per te per le altre.