GIORNO DUE

Lievito di birra o per dolci ne abbiamo?

No, questa volta non vi siete fatti travolgere dalla panificazioneo dallo sfornare dolci a ripetizione, saccheggiando banci di supermercati e neozi da oni tipo di lieviti e farine.

Giorno due, i Duri e Puri sono ancora impegnati a controllare chi esce, perchè, per come e quante volte.

Giorno due, siamo in zona rossa, utilizziamo questo tempo fatto di numeri e di attesa per ascoltarci e capire chi siamo, lavorando su noi stessi per non uscirne peggio di quanto stiamo dimostrando, stiamo facendo i cecchini alle finestre, per controllare i vicini,pensiamo, piuttosto, a controllare noi stessi e a fare noi, nel nostro piccolo, la nostra parte, per uscirne in fretta ed al meglio.

Giorno due proviano a mettere i pratica quei pochi gesti che possono fare la differenza: igienizzare le mani, distanziamento (gran brutta parola), lo so non siamo abtuati a stare lontani, a noi piace abbracciarci, gli abbracci ci mancano, mi mancano, ma proviamo a dimostrare che non siamo i soliti italiani cialtroni.

Giorno due, utilizzerò il tempo per leggere, per fare solamente cose piacevoli, che mi permettano di mantenere un equilibrio e serenità.

Giorno 2 di 15.

Speriamo.

L’ORA

“L’ora più buia è quella che precede il sorgere del sole.”

Paulo Coelho

E’ l’ora in cui il corpo dorme ancora, al caldo sotto le coperte, ma la mente comincia a lavorare.

E’ l’ora che ti dice che un’altra giornata, che sai come inizierà, ma non sai come finirà, sta per cominciare, con tutte le sue incognite.

E’ l’ora in cui il tuo corpo ti dice, ti supplica di rimanere al caldo, mente le mente, la razionalità ti sprona ad uscire, almeno per preparare la colazione al Sant’Uomo che hai al fianco.

E’ l’ora che non vorresti mai affrontare con tutti i suoi fantasmi, tutte le sue ansie che si appoggiano alle spalle e ti schiacciano.

E’ l’ora in cui, per non sprofondare nella voragine più nera, ti sforzi di pensare al bello che potresti incontrare durante la giornata, e ti imponi di stilare un minimo di scaletta del giorno, per vedere se il buio che hai dentro, si rischiara, si apre per lasciare trapelare uno spiraglio di luce.

Ma poi passa e tutto comincia ad ingranare nel migliore dei modi e ti rendi conto che sei forte abbastanza per affrontare un’altra giornata sempre in bilico.

Avanti ancora senza mollare, tenendo dritta la barra.

E CHE DICEMBRE SIA

E’ cominciato il mese più rutrilante dell’anno, ma quest’anno di rutilante avrà ben poco.

Siamo alle prese con una pandemia che non ci da tregua da 10 mesi a questa parte.

Siamo alle prese con tante incertezze che a lungo andare ci stanno lentamente logorando.

Siamo alle prese con un cambiamento delle nostre vite che mai avremmo pensato di dover affrontare.

Siamo alle prese con la nostra personale maniera di reggere l’urto, alle prese con le nostre paure ed insicurezze che questo anno ci ha messo davanti.

Siamo alle prese con tati cambiamenti difficili da gestire, da metabolizzare, per adattarli al nostro carattere, al nostro sentire, al nostro equilibrio psicofisico.

Siamo alle prese con noi stessi, con le nostre solitudini e paure messe a nudo.

TUTTE LE MATTINE

Apro gl occhi verso le 6, la sveglia biologica ormai è quella e non c’è nulla da fare.

Guardo l’oroloio, poi mi giro e faccio una serie di pisolini.

Giusto una serie, perchè appena apro gli occhi anche la testa si sveglia e si mette in moto.

Comincia a mettere in fila tutta la giornata, incastrando il tutto, sapendo che anche LaFiglia in questo momento ha bisogno, anche se debbo dire, ad onor del vero, che dopo una settimana di rodaggio, si sono sincronizzati e tutto quello che riescono se lo sbrigano  da soli con l’aiuto della Tata.

Solamente quando è da accompsgnare dal medico e a lavare i capelli, chiede aiuto, la Tata non ha ancora la patente, quindi, per ora, il mio aiuto, si traduce  in montagne di roba da stirare, fare un salto su da lor tutte le mattine. magari per portarle una brioche sfiziosa, se non è molto caldo e ho tempo, faccio due passi con la Cocca, poi riparto per i miei lidi con il sacco di roba da stirare.

Torniamo a noi, la testa che si mette in moto.

E tutte le mattine quando apro gli occhi, rivolgo una preghiera a qualsiasi entità: speriamo che oggi tutto fili liscio, che niente si metta di traverso, che non si aggiunga qualche rogna agli impegni già stabiliti.

Perchè a noi maniaci, a noi pigne, a noi depressi, tutto quello che si mette di traverso, tutto quello che non era già inserito nel programma gornaliero, mette ansia, vado in iper ventilazione, mi si chiude lo stomaco e la testa comincia a galoppare, con il pensiero di non riuscire a sbrigare tutto, di non riuscire a soddisfare le esigenze di chiunque chieda una mano in quel momento.

Tutte le mattine.

DI EUTANASIA E ALTRO IN ITALIA

DJ Fabo e Marco Cappato. Consulta chiede legge su fine vita.
Ragioniamo:
perchè non si riesce ad avere una legge che ci permetta di morire con dignità? Scegliendo noi, come quando e perchè? I nostri politici catto/demo/comunisti cos’hanno paura che ci sarà la corsa all’eutanasia?
Abbiamo una legge sul divorzio e sull’aborto, non si è mai vista una corsa al divorzio o all’aborto come IVG. Si è dato, solamente, la possibilità a chi vuole divorziare o abortire di non finire in galera, o in mano alle mammane o di dover andare all’estero.
Ma i nostri politici e i detrattori all’ eutanasia, si sono mai informati su come funziona? Qualcuno si è mai preso un po’ di tempo per visitare il sito della “Dignitas” o il sito dell’associazione Luca Coscioni?
Fatelo prima di parlare.
Informatevi prima di sentenziare.
Pregate il vostro dio, qualunque esso sia, di non averne mai bisogno, ma date la possibilità a chi ne necessita, di poterlo fare “serenamente”, anche se “serenamente” è una parola inappropriata, perchè nessuno di noi sceglie “serenamente” il suicidio assistito per grave malattia.
P.S: non venite a dire, non nascondetevi dietro, alla frase”In Italia abbiamo il Vaticano”!

OLTRE

Mi sento oltre. E' un momento, è da un po' di tempo che mi sento oltre.
Le mie priorità sono cambiate, le mie esigenze non sono più quelle di 4 anni fa all'inizio del blog.
Ormai parlo poco di cancro, ricordo ancora molto bene le date importanti (21 maggio 2003, 11 giugno 2003, 24 luglio 2003, 9 settembre 2003, 23 dicembre 2003), ma ormai sono solamente date che hanno segnato la mia vita cambiandola, date che hanno tutt'ora un grande significato, ma la battaglia , la lotta adesso è oltre.
La vita è come, magicamente, rientrata al pre- cancro, con tutto quello che comporta, mansioni da svolgere, impegni duri e pesanti, ma anche tanti impegni leggeri.
Tante situazioni  sono cambiate in questi anni, in primis io, dopo anni di battaglia con me stessa, ho ceduto e ho chiesto aiuto, e questo aiuto è coinciso con l'apertura del blog, tante battaglie sono state vinte da allora, e ora mi sento oltre.
Adesso c'è la Tata che sta crescendo, con la quale passo tanto tempo, adesso ci sono le persone che allora mi hanno sostenuta che si appoggiano a me, e se si appoggiano a me significa che si fidano, che ho ripreso in pieno, che  mi vedono all'altezza delle loro aspettative.
Sono andata oltre senza accorgemene, piano piano, un passo alla volta, a volte con fatica, a volte con leggerezza, ho scollinato la paura, sono riuscita a ricacciarla in un angolo, controllata dalla vita quotidiana piena di cose belle, con le energie rivolte a svolgere al meglio il ruolo di supporto per coloro che hanno bisogno, che richiedono aiuto.
Nessuno potrà cancellare il tempo passato, non lo vorrei nemmeno, ci sarò sempre per tutti e tutte, ma ora mi sento
OLTREILCANCRO

PROCESSO

Dopo quasi un settimana di processo a cui mi sono sottoposta, accusandomi di tutto e di più, non perdonando nulla a me stessa, debbo trovare una soluzione a questo malessere fisico e mentaleche mi perseguita.
Dopo aver chiesto scusa, dopo aver detto che mi dispiace, più di così non posso fare, tranne che tirarmi un colpo di rivoltella alla tempia.
Ho passato tutti questi giorni, in solitaria, a darmi della stupida, di quella che  non riesce mai tenere a freno la lingua.
Mi sono fatta dei pipponi mentali infiniti, dicendomi di tutto e di più.
Ma dopo tutto questo niente è cambiato, allora…..
Visto che, purtroppo, sono una persona con un equilibrio sempre in bilico sulla lama di un coltello, debbo farmi un ragione della situazione.
Io non impedisco niente a nessuno, sono la sola responsabile di quelle parole, sono io la responsabile di tutto, me ne assumo tutte le responsabilità e le relative conseguenze, non ha senso rifarsi su persone estranee al mio comportamento.
Dopo tutto questo, ho deciso che per stare bene, con me stessa, mi metto da parte,il mio equilibrio è più importante delle parole che mi sono state scaricate addosso, e il mio mantra continua imperterrito sul binario intrapreso.

SI TORNA INDIETRO

Non più tardi di qualche giorno fa, in questo post ,pensavo a una di queste persone, conosciute tanti anni fa in una ambulatorio di un day hospital durante una seduta di chemio.
Ieri sera questa persona, un'amica, ha telefonato in cerca di consolazione.
"La mamma è all'ospedale. E' grave, in terapia intensiva, i medici non sanno dirci se ce la farà o meno".
E allora si torna indietro, si mettono via tutti i discorsi di distacco, di recupero, di abbandono e si ricomincia a consolare, a fare da spalla sulla quale piangere.
Si ricomincia, con una nuova forza, con una nuova grinta, ci si ricala nel ruolo e si scopre che si sta bene, che tutto quello detto giorni fa non ha senso, la forza c'è e, quando serve, torna fuori prepotente.
Si torna indietro nel tempo, si sente nella voce di questa perosna la stessa ansia, la stessa paura che avevi nella tua voce, di non trovare nessuno a cui parlare dei pensieri tristi e cupi di quei momento.
E ti rendi conto che non potrai mai sfuggire a questi ruoli fatti di momenti, di momenti di allegria sfrenata, di momenti in cui vorresti buttare tutto alle spalle, ma anche di momenti di ritorno e non fai nessuna fatica a tornare.

AFFARI MIEI MAI?

Sto andando al CUP per una prenotazione.
sono a piedi, oggi non ho voglis di spostare l’auto, tanto più che mi muovo solo in paese. Oggi c’è anche mercato, è una buona scusa per camminare.
Ad un certo putno sono nel parcheggio davanti al poliambulatorio e sento il rumore di lamiere.
Mi giro e il furgone della "eismann"  si è appena fatto la fiancata di un’auto parcheggiata, ma il bello è che il tipo alla guida del furgone, se ne stava andando come se niente fosse.
Detto fatto, dalla borsa di Mary Poppins esce carta e penna, prendo nota della targa e metterlo nel tergi dell’incidentato.
Il tipo se ne accorge, frena, scende e mi chiede se l’auto è la mia. al mio diniego sta per andarsene, ma lo fermo pregandolo di mettere i suoi dati sull’auto.
Mi ha assalita verbalmente, che lui mai avrebbe messo i dati perchè l’auto era parcheggiata male.
"E allora? Secondo te questo ti dà il diritto di passargli sopra con il camion? Metti subito i dati, altrimenti lo faccio io e chiamo i vigili".
"Io lo aspetto…E se poi lui mi denuncia per altri danni che non ho fatto io?" (allora sei proprio fetente, questo vuol dire che tu lo faresti…allora sei fetente 2 volte)
Non ci ho più visto, mi è montata una rabbia dentro….Io non so che faccia avessi in quel momento, ma il tipo ha fatto MOLTO in fretta a scrivere i suoi dati e a lasciarli sotto al tergicristallo.
Ho perso quasi un’ora con questa manfrina, sono ancora molto arrabbiata, ma i fatti miei di fronte a queste cose non riesco a farmeli.
Spero solamente che la prossimavolta che qualcuno farà la mia fiancata, qualun’altro si fermi a fare il suo dovere.

DA SOLA

"E’ venuta da sola? Lei accompagna sempre tutti,ma lei non si fa accompagnare da nessuno?"
Certo ,io sempre sola, negli ultim tempi vengo sempre sola,ormai ho imparato a venire da sola.
Preferisco così,almeno debbo gestire solo la mia emotività, qualsiasi notizia mi venga data.
Se sono buone notizie gioisco io alla mia maniera,con tanto di sorrisino e basta, mentr se sono in compagnia mi sento chiedere ogni 2×3 se sono contenta, se sono soddisfatta delle parole dette da lei.
Se non sono notizie al meglio, ho il tempo di metabolizzare, senza dovermi preoccupare di dover fare la dura, per rassicurare chi mi è a fianco.
Se sono sola, ho tempo di preparare mentalmente le cose da dire al telefono a mia madre, a mia sorella, a mio marito e a mia figlia.
Debbo trovare le parole, le intonazioni giuste per non trasmettere la mia ansia a loro, per poi non dovermi sobbarcare anche dell’onere di doverli tirare sù di morale.
Ne ho già abbastanza del mio da dover risollevare.