DATE

E’ caldo, tanto, troppo caldo per essere giugno. E’ da troppo tempo che fa così caldo, portando alla memoria altri giorni così caldi tanti anni fa.

Era maggio-giugno 2003, stessi giorni, stesso caldo, la paura che si faceva avanti inesorasbile.

Da quei giorni, da quel caldo, tutto sarebbe cambiato, nulla più sarebbe più stato uguale al giorno prima.

E’ caldo e da allora il caldo non mi piace, troppo pesante e faticoso reggere il peso dei ricordi.

Intanto gli anni sono passati e le date non si dimenticano, ma ne scriviamo e li rimettiamo nel posto da dove arrivano.

Caldo e ricordi.

COSA MI MANCHERA’

Di certo non il caldo torrido di questa estate.

Cosa mi mancherà di questa estate passata? Perchè il primo giorno di settembre è uno spartiacque, fra l’estate e l’arrivo dell’autunno.

E’ stata una estate pesante, calda, umida, ventosa, a volte di venticello pacevole, a volte di vento caldo e umido che creava solo disagio.

E’ stata un’estate faticosa per via del caldo soffocante, umido e infuocato, ma dobbiamo prepararci perchè, dicono gli esperti, tutti gli anni sarà così e con temperture sempre in aumento, peccato vivere in Pianura Padana, un imbuto, un catino dove il sole tira sfiondate che tramortiscono e di notte non è che la situazione migliori.

Ma qualcosa mi mancherà…

Mi mancheranno le chiacchiere in giardino con l’Amica del piano di sopra, la sua risata e la sua erre rotolante.

Mi mancheranno le passeggiate serali, sempre con lei, e la nostre metà parlando di niente, per non pensare al caldo che ci stava opprimendo.

Mi mancheranno i tramonti rossi ed infuocati sulla Bassa.

Mi mancheranno le sere in giro per Cervia con Marina, Alberto ,le Bimbe e LaMiaMetà, passeggiate che poi finivano sempre in qualche bar a bere qualcosa e dove poter parlare, dire scempiaggini e ridere a crepapelle.

Mi mancherà l’espressione fra lo stupito e l’attonito del ragazzo che prendeva le ordinazioni al bar Tequileria- Winebar di Cervia (Red Velvet Corazon) alla mia richiesta di un tè caldo, manco mi ero accorta che non avevano nemmeno la macchina per fare il caffè, alla mia richiesta si è sentito un tonfo, un rumore di persona che sveniva…caro lui, era basito!. Alla fine. dopo un lungo mercanteggiare ho bevuto un succo di frutta alla pera.

Mi mancheranno i tormentoni estivi che, immancabilmente, ho sempre reso talmente tormentoni da strappare risate a chiunque si trovasse nei miei paraggi.

Mi mancheranno i pranzi con i piedi sulla sabbia in compagnia degli Amici di Cesena, i loro occhi pieni di sorrisi, le loro parole, con il loro inconfondibile accento romagnolo, che sono promesse per i mesi a venire, fantastcando di futuri incontri fra tutti noi.

Mi mancheranno le Dolomiti, con i loro colori e i loro silenzi.

Labbra rosso Coca-Cola

I RICORDI QUELLI BELLI

Per fortuna ne ho tanti e in queste ultime ore stanno venendo tutti avanti con prepotenza ed accavallandosi l’uno all’altro.

Il primo ricordo che ho di te, risale al 2008, terzo compleanno della Tata, nella saletta parrocchiale con tutti i nuovi compagni della scuola materna, entrasti con la tua Piccola e la saletta si illuminò di una luce ed un calore buono.

Eri un gigante e la tua Piccola ti assomigliava tanto, faceva la timida, ma tu con pazienza, ti sei chinato alla sua altezza e l’hai autata ad affrontare tutti quegli sconosciuti, grandi e piccoli, che ridevano, che aspettavano, e il miracolo riuscisti a farlo, la tua Piccola si avvicinò, diede il regalo alla Tata e cominciò a giocare.

Ci sono i ricordi legati alla tua fede calcistica, rigorosamebte RossBlu ed io che ti prendevo bonariamente in giro proponendoti sciarpe BiancoNere con tutto un tripudio di scudetti ricamati.

Ci sono ricordi degli aperitivi domenicali organizzati all’ultimo minuto, una telefonata e tutti voi arrivavate con il sorriso negli occhi e le risate belle che fanno amicizia.

Ci sono i ricordi delle serate al lunapark con le Bimbe durante la Settimama Calderarese.

Intanto gli anni passavano, le ragazze crescevano, noi cambiavamo, ci siamo allontanati, senza rancore, ma capendo benissimo che le vicende della vita, ci avevano messi su piani diversi, ma la goia quando ci si incrociava in paese c’era sempre.

Ed oggi ci hai fatto un bruttissimo scherzo, te ne sei andato, stroncato dal Covid, io che fino a ieri dicevo con la Tua Anna che eri giovane e ce l’avresti fatta, ma lei continuava a dire che stavi peggiorando ed i medici erano preoccupati, hai lottato per 18 giorni poi ti sei arreso.

Perchè ti sei arreso? Perchè hai lasciato Anna ed i tuoi ragazzi nello sbandamento più totale?

Te ne sei andato, ma la tua presenza sarà sempre fra di noi.

Ciao Andrea.

NATALE E ALTRO

Premessa: rispetto tutto e tutti, tutti i pensieri, ognuno di noi è libero di pensare e credere quello che vuole, non sono io che debbo giudicare, ma nessuno deve giudicare i miei pensieri e le mie convinzioni.

Facciamo un passo indietro.

Dicembre 2003. Ero in piena cura per un cancro al seno, ero quasi agli sgoccioli delle sedute di chemioterapia, avrei dovuto fare l’ultima il 23 dicembre 2003, praticamente due giorni prima di Natale, già ero ridotta al lumicino e, chi ha passato o è stato vicino ad un malato di cancro in piena chemioterapia, sa di cosa sto parlando, di conseguenza  i giorni a venire sarebbero stati pesanti, difficoltosi e non erano il massimo per il periodo. Il giorno prima mi presento all’ospedale per gli esami di routine, che avrebbero detto se i miei valori potevano permettermi di eseguire l’ultima chemio il giorno dopo.

In sala d’asetto mi si avvicina l’oncologo che allora mi stava seguendo e mi chiede se gentilmente posso seguirlo nel suo ambulatorio, ma di stare traquilla che non c’era nulla di allarmante.

In qualsiasi maniera, nonostante le sue parole, gli scenari peggiori mi si sono aperti davanti, in quel momento il mio problema più grosso era “…e come faccio a dire ai miei cari che è stato tutto inutile?”, perchè naturalmete ero sola, come sono sempre stata sola durante tutte le sedute, non volevo nessuno al fianco, almeno finchè ero dentro a quel reparto, la persone care non dovevano vedere tutto il dolore e la sofferenza, dovevano rimanere salde, per sostenermi nei giorni seguenti la chemio.

Torniamo a noi, seguo il medico nel suo ambulatorio, mi siedo, si siede, mi sorride, lo guardo interrogativa:

“Cris, le volevo dire che, visto che mancano due giorni al Natale,e manca solamente una seduta di chemio, i valori al penultimo prelievo erano al limite, se vuole possiamo rimandare la seduta a dopo la Befana, così potrà farsi Natale e Capodanno tranquilla, senza nessun malessere e godersi la famiglia e gli amci”.

Rimasi basita, di stucco, l’idea mi allettava, mi attirava, ma mi misi a pensare, a riflettere. dopo un paio di minuti, durante i quali ci guardavamo a vicenda negli occhi, è arrivata la mia risposta:

“Dottore, la ringrazio per il pensiero, ma se i valori sono a posto, preferisco farla, nonostante la data, perchè così mi tolgo il pensiero, poi diciamocelo onestamente, Natale e Capodanno nesuno li ruba, ci saranno anche il prossimo anno, e li festeggerò degnamente il prossimo anno, andiamo avanti come stabilito, grazie ancora per il pensiero, ci vedimo domttina per l’ultima chemio, arrivederci”

“Cris, sono molto fiera di lei, erano le  parole esatte che mi aspettavo da lei. I valori vanno bene, siamo al limite, ma si può fare, a domani”

Sono uscita accompagnata da lui che mi teneva un braccio sulle spalle e mi stava trasmettendo tutto il suo calore e incorggiamento.

Quindi tranquilli, il Natale e il Capodanno non ce lo stanno rubando, ci stanno dando la possibilità di festeggiarlo anche il prossio anno e gli anni a  venire.

Buon Natale a tutti.

 

OGGI 17 ANNI FA

12 novembre 2003, l’attentato a Nassirya.

Due giorni prima una ennesima seduta di chemio terapia

due date incise a fuoco nella mia memoria, che difficilmente riuscirò a dimenticare.

Al dolore fisico e, soprattutto mentale e psicologico della chemio, si sovrappose il dolore per le vittime, per il gesto.

Ho pianto 26 ore, chiedendomi dove il mio corpo trovasse ancora liquidi per far uscire la lacrime dagli occhi.

12 novmbre 2011 matrimonio a Boston.

Anche questa data rimarrà impressa nellamemoria, per la bellezza e la gioia provata.

Stesso giorno, anni diversi, come diverse le circostanze, ma due date importanti.

12 novembre 2020 pandemia.

 

QUELLE CHE…. -5-

…nonostante i pensieri si godono la vita, chi a Favignana, chi in giro per mostre e arte,  chi in Umbria, chi in Cadore e chi accogliendo nuovi felini;

…sanno che per qualsiasi aiuto da qualche parte qualcuna risponde;

…non si arrendono mai, nonostante le stangate che questo 2020 sta assestando a tutte, perchè i pensieri e le angustie di una, sono i pensieri e le angustie di tutte, ma condividendo i pensieri e le angustie, tutto sembra più leggero;

…sanno sempre di essere nel cuore delle altre;

…nonostante le tante perdite di questi anni, non hanno mai smesso di tenersi per mano;

… portano sempre nel cuore Anna Lisa, Alessio, Gabriele, Sara e Anna-Wide;

… hanno pensato a Oltreilcancro.

10 anni di Oltreilcancro e le sue ragazze.

RIVIGNANO

Nella mia mente era un paese, era un indirizzo presso il quale spedire regali per un compleanno o per far sentire la mia vicinanza.

Rivignano è il paese dove abitava Sara.

E sabato Rivignano ha preso forma, in mezzo ad una campagna svettava il campanile della chiesa principale nella quale ci siamo ritrovati per salutare questa amica che, troppo presto e troppo in fretta, ci aveva lasciati, stupiti, attoniti senza nemmeno darci il tempo di preparci, anche se nessuna di noi è mai pronta alla perdita di un’amica, una persona importante.

Rivignano mi incuteva paura, soggezione ed un filino di ansia, ma sapevo di avere al fianco spalle robuste che avrebbero assorbito la mia angoscia, sapevo di avere al fianco persone alle quali potermi appogiare: il Ferrari, la mia stampella, Mia, la persona che riesce sempre a farmi ragionare lucidamente e Renato, il suo compagno, che riesce sempre a farmi ridere, nel cuore e nella mente tutte le parole che avevano scritto per ragazze di Oltreilcancro per essere lì con noi, almeno col pensiero.

Rivignano è stato anche l’incontro con Il marito di Sara, persona che non poteva che essere così, perchè lui è il marito di Sara.

E siamo stati tutti molto bravi, ci siamo commossi, le lacrime immancabilmente sono scese, ma quando ci simo ritrovati fuori, dopo la funzione religiosa, siamo riusciti tutti a trovare le parole giuste per incoraggiarci, per far comprendere a Marco che il nostro affetto sarà sempre con lui, Il Power è riuscito a strapparmi una risata, così grande , così ben piazzato nei suoi 16 anni, così impegnato a non farsi travolgere dalla mancanza di Sara.

Ed infine la mamma di Sara, una mamma piegata dal dolore, ma con una immensa forza d’animo, che è riuscita a strapparci un sorriso caldo e consolatorio, un genitore non dovrebbe ami sopravvivere ad  un figlio, non è naturale.

Rivignano l’ho guardato con gli occhi di Sara.

TENIAMOCI PER MANO

Ciao D., il tuo cuore si è fermato con il cuore del tuo grande amore E.

Il tuo sgomento è ancora enorme, non riesci ancora a capacitartene, ma  purtroppo, è così.

Ma la vita va avanti, nonostante il tuo grande dolore, che sembra ti stia soffocando, ma non è così, devi andare avanti, un passo ed un momento alla volta, facendo tutto quello che avrebbe voluto fare di bello assieme a te il tuo E.

La vita va avati e non si ferma, anche se stamattina, tutti noi avremmo voluto che il tempo si cristalizzasse così, lì in quella camera mortuaria, nessuno di noi voleva abbandonare l’idea, l’illusione che E. fosse ancora lì, assieme a noi.

Ma noi ci tenimo per mano, ti teniamo per mano, ti sorreggiamo per passare questo brutto momento ed i brutti momenti futuri che verranno. Ti terremo per mano finchè non sarai di nuovo pronta per camminare salda e sicura sulle tue gambe.

Perchè sei giovane ed hai tutta una vita davanti e, prima o poi, ti rialzerai, senza mai dimenticare il grande amore che ti ha donato e che hai donato ad E.

Noi faremo il possibile per fare cose, risate che avrebbe voluto fare E., faremo in maniera che il suo ricordo non siano solo lacrime e rammarico, ma il suo ricordo dovrà essere anche gioia e risate.

Teniamoci per mano.

I DESIDERI E I RICORDI

I desideri sono ricordi” (M. Gramellini)

Il desiderio che ti prende quando la nostalgia ti assale è frutto dei rcordi che porti dentro, delle persone che hai perso lungo il cammino.

Ci sono tantissime maniere di perdere le persone lungo il percorso della vita, puoi smarrire delle persone per malintesi mai chiariti, le puoi perdere perchè non riesci a stare al passo del loro cambiamenti o loro non sono riuscite a stare al passo dei tuoi cambiamenti.

Puoi perdere delle persone perchè, probailmente, non erano sintonizzate sulla tua stessa frequenza del “sentire” l’amicizia, oppure all’inizio era il fuoco sacro della scoperta a tenere vivo l’interesse, ma poi, come tutti i fuochi, se non viene alimentato, si spegne.

Puoi perdere delle persone lungo il tratto che percorri assieme a loro, perchè ci si allontana, si cambia città, si cambia vita e le novità  distraggono dalle promesse di continuare a sentirci.

Si perdono persone per pigrizia, perchè si rimanda sempre a domani, finchè questo domani diventa una lontananza invalicabile, una lontananza fatta di cose che non si hanno più in comune, perchè il crescere significa anche questo, cambiare, progredire in direzioni diverse.

Poi ci sono le perdite più dolorose, quelle causate dalla  morte di persone importanti, che possono essere famigliari o amici, e queste perdite generano i ricordi più struggenti, e  l’unico desierio che il loro ricordo genera, è quello di poter tornare indietro, per non perdere nemmeno un attimo della loro presenza al nostro fianco, senza rimandare mai nulla a domani, perchè spesso il domani è troppo tardi.

Ma i ricordi coccolano,  sono la benzina per affrontare il futuro, il domani e andare avanti a testa alta e a muso duro.

I ricordi consolano.

IL GIORNO DELLA MEMORIA

27 gennaio 1945 – 27 gennaio 2019

Oggi è il giorno della memoria, vorrei scrivere qualcosa di intelligente per poi ritrovarmelo negli anni futuri fra i ricordi . Vorrei ma di fronte a tutti gli orrori del XX e del XXI secolo non conosco abbastanza parole. Ricordiamoci del genocidio degli ebrei, degli zingari,degli omosessuali degli armeni, delle foibe, dei tutu, dei siriani, e di tutte le altre minoranze (?) che ogni giorno subiscono vessazioni da parte di noi maggioranza