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RESTARE, USCIRE

Non esco, non ne ho voglia, tristezza tanta.

Meglio restare in casa, fra queste quattro mura, in un angolo, sul divano, in attesa, a macerare, ad aspettare che passi.

Uscire, di scrollarmi di dosso la tristezza, le lacrime che spingono, la malmostosità.

Stare nell’angolo non fa bene, non serve a nulla. questo dice la ragione, la razionalità.

Stai nell’angolo, la malinconia si cura così, in silenzio, quasi al buio, con lo sguardo fisso e le pareti che proteggono. Questo dice lo sconforto.

Uno sforzo, un messaggio e sei uscita, sei rientrata, non ancora curata completamente, ma un passo avanti è stato fatto.

Le pareti adesso hanno un altro colore, un altro odore.

“Ma l’irrequieto vento del Nord non era ancora soddisfatto” (Chocolate)

 

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UNA GIORNATA UN PO’ COSÌ

Come quella di oggi, fra la stanchezza fisica e mentale, fra la primavera in arrivo e la neve che continua a cadere.

Una giornata come tante altre in questo periodo in cui la pioggia si alterna alla neve ed a poche giornate di sole e, forse, questa mancanza di sole, non aiuta.

Oggi è la festa del papà, ma tu manchi,fisicamente, da tanto tempo, anche se nella mente sei sempre lì.

E allora stamattina ho mangiato una raviola pensandoti.

Oggi è un anno esatto che è venuto a mancare un grande amico .

E stamattia ci siamo ritrovati tutti, o quasi, a ricordarlo, e il magone saliva, parlavamo di te, di come è stato questo anno senza di te, e ho raccontato questo sogno fatto poco tempo fa e la voce si è incrinata, l’altro tuo grande amico mi ha guardata e mi ha chiesto se mi manchi proprio così tanto.

Sì, manchi, manchi come manca una persona Amica, una persona con la quale sai di avere passato tanti bei momenti, una persona che quando la incontravo adesso, che adolescenti non siamo più, provavo piacere, il piacere che si prova nello scambiare chiacchiere, parole e pensieri, il piacere che si prova ad ascoltare le chiacchiere e le parole intelligenti di una persona profonda, una persona con la quale hai tanto in comune.

Oggi le mancanze sono tante.

 

 

 

VIA CASTIGLIONE 29

Ieri pomeriggio eravamo fuori, stavamo passeggiando, avevamo preso una strada che difficilmente rientra nelle nostre peregrinazioni, ma dovevamo raggiungere una pasticceria, una nuova pasticceria da provare.

Dovevamo smaltire i pensieri, avevamo bisogno di stare assieme senza parlare.

Di colpo un ricordo, quella strada l’avevo percorsa anche con Anna.

Improvvisamente ho alzato gli occhi ed ero proprio davanti a Via Castiglione 29, proprio lì l’avevo accompagnata una delle ultime volte che ci siamo viste, l’avevo accompagnata per raggiungere il suo Obi.

E la forza di Anna, il ricordo di quel giorno di sole e di allegria ha rischiarato la mente.

TRA SOGNO E REALTÀ

E’ un posto molto bello in cui si sta bene.

Ho sognato una persona, un amico con la quale sono sempre stata bene, un amico d’infanzia.

In questo sogno, con questo Amico ho rivissuto le belle situazioni di allora, i bei momenti che hanno segnato l’adolescenza e poi la vita di adulti.

In questo sogno ho ritrovato le chiacchiere, le risate e la felicità di allora. Ero felice.

Mi sono svegliata felice, con il sorriso sulle labbra.

In quel limbo fra sogno e realtà ero serena.

Mi ha fatto bene sognare questo amico.

Poi la realtà ha preso il sopravvento, non c’eri e non ci sarai più.

Ho nostalgia, il magone e tanta tristezza dentro, fra poco meno di due mesi, sarà un anno che ci hai lasciati.

Ancora e sempre nei pensieri di tante persone.

MADELEINES

Una bella giornata di sole che invoglia ad uscire.

Mercatino di Natale francese in una bella piazza del centro, mi piace, tante lucine garbate, i colori e i profumi.

La bancarella dei biscotti.

“Uhhh Fabio, le madeleines” e nel mentre i miei occhi si illuminano.

Paesaggi e momenti lontani, tanto lontani, paesaggi legati all’infanzia.

“Sai Cri, non le ho mai mangiate”.

Come non le hai mai mangiate? Io le mangiavo quano abitavamo a Fortezza e mi piacevano un sacco, per me erano una novità , una piacevole novità.

Dai ne compriamo un po’ così le assaggi.

Detto fatto, ne mettiamo un po’ in un sacchetto, paghiamo e ci allontaniamo, ma non resistiamo e ne assaggiamo subito una a testa.

Un morso, una esplosione di sapori, l’aroma di mandorla che va a risvegliare ricordi, attimi, istanti e persone che si affacciano di nuovo alla memoria.

Un salto indietro di quasi mezzo secolo, l’immagine della neve e delle montagne alto atesine, memoria che corre a quegli anni, a tutte le persone conosciute, a tutti i momenti di calore e affetto di allora, e il rimpianto si fa largo.

E’ un momento, poi tutto torna la suo posto, ritorno in quella piazza di Bologna con le lucine garbate.

Io felice.

ELABORIAMO

Oggi più che mai ho bisogno di parlare, di raccontare, non posso permettermi che un ricordo, che un deja-vu continui ad immalinconirmi, a farmi trattenere il respiro, a rendere pesante la gi0rnata, mi è bastato ieri, oggi debbo svoltare.

Ieri mattina il Ferrari mi stava accompagnando al Mio Ospedale per un esame.

Era mattino presto, avevo appuntamento presto e, per evitare il traffico congestionato, siamo partiti per tempo da casa.

Un magnifico cielo striato di rosa, arancio e grigio ci stava venendo incontro, era una magnifica mattina di fine autunno, senza umidità, chiara e limpida.

Tutto stava andando per il meglio, c’era traffico, ma sopportaile, finchè….

Finchè un ricordo prepotente si è fatto avanti, guardando l’orologio mi sono resa conto che una mattina così, allo stesso orario l’avevo vissuta 14 anni prima.

Era una mattina in viaggio verso il Mio Ospedale per l’ennesima seduta di chemioterapia.

Un tuffo al cuore, il respiro si è interrotto, lo stomaco si è contratto, la salivazione si è azzerata ed un conato di vomito mi è salito in gola.

E’ stato un ricordo violento, prepotente che si è affacciato e non se ne andava, facendomi rivivere tutto il malesse fisico e psichico di allora.

Un ricordo brutto che alla fine mi ha fatto salire le lacrime agli occhi e spingevano prepotentemente per uscire.

Nel frattempo il semoforo è diventato rosso ed io sono scesa la volo dall’auto, salutando in fretta ,non volevo farmi vedere dal Ferrari così stravolta da un ricordo, da una situazione che in 14 anni non si era mai presentata.

Ma poi passa e speriamo in fretta.

ORA COME ALLORA

Anche oggi è giovedì, come 17 anni fa.

Anche oggi è molto caldo, come 17 anni fa.

Anche oggi, come nei giorni scorsi, il dolore è stato e sarà tanto, come 17 anni fa.

Anche oggi si rinnova un dolore mai sopito, un dolore che sottilmente  accompagna quasi tutti i nostri giorni, ma oggi è ancora più acuto e difficile da sostenere.

Anche oggi sogneremo ad occhi aperti su tutto quello che avrebbe potuto essere e non è stato.

E la rabbia, le lacrime e la tristezza la faranno da padrona.