LA FATICA DI PARLARE

E’ tanta la fatica di parlare.

Per pudore, per non far preoccupare, per non annoiarmi a ripetere le stesse cose, per non riprovare stizza alle solite domande che mi vengono poste dalle stesse persone, alle quali ho già spiegato in tutte le maniere, manca solo che faccia un disegnino, ma a quanto pare è molto difficile capire che i cancri non sono tutti uguali e si dico la parola “raro”, ci sarà un motivo, non ci vuole molto a far scattare nella mente un barlume.

La fatica di parlare al vento, tanto so benissimo che al prossimo incontro saranno le stesse cose che mi diranno, nell’ordine:

– Bisgona essere ottimisti ( davvero?, sai fino ad ora ci siamo tirati smartellate sulle dita)

– Dovete essere fiduciosi nella medicina e nella ricerca (certamente, perchè tu sei un/una di quelli/e che tutti gli anni versa fior di quattrini all’AIRC, tanto per citare un ente di ricerca)

– Vedrete che andrà tutto bene e dopo non ci penserete più (noi finora siamo stati delle oche giulive)

– e l’immunoterapia? e i farmaci biologici? Li avete provati? (Come no, li trovi alla coop, spesso in offerta 3X2, cretina io che non li ho mai acquistati)

– e ma dai, non può essere così brutta come ve l’hanno detta (sei scema e non hai capito cosa hanno detto, la fai più tragica di quello che è, sei ipocondriaca)

– vedrai che dopo troveranno il tipo di chemio adatta da fare (che il tuo dio ti strafulimini, ti ho ripetuto fino allo sfinimento, conoscendoti bene, che non risponde nè a chemio e nè radio):

– ehhh, guarda la cugina del cognato del padrino del mio battesimo aveva uno di quei mali lì (si chiama “cancro”, uno di quei mali lì, per me, può essere anche un’unhia incarnita) ed è lì che si  ripresa benissimo e ha riprso ad andare a lavorare nei campi e a badare ai nipotini).

Debbo continuare?

NAOMO

 

Da qui al 17 aprile se mi verrà mai voglia di fare shopping, farò come lui, come Naomo.

Andrò in un bellissimo centro commerciale, sfavillante e pieno di negozi chip&chic, mi siederò al centro di questo mega complesso, comincerò a sbandierare mazzette di soldi composte con tantissimissime carte da 500 euro e, se vorranno vendere, dovranno essere loro a portarmi il negozio, lì, proprio lì, non io a dovermi stampellare il centro alla ricerca di quello che mi occorre.

Si è capito che ieri è stata una giornata faticosissima?

Ieri due colazioni, oggi una sola colazione, poi CUP per prenotare la visita vinta a questo giro di giostra, poi posta per pagare due multe ed infine farmacia per lasciare l’obolo quotidiano alla sanità italiana.

E fino a lunedì pomeriggio ore 15 non esco più, mi debbo riposare!

 

MI FACCIO SEMPRE RICONOSCERE

Polizia di Stato, S.G.P. – Uifficio Passaporti:
Mi guardo attorno con un’aria un po’ stranita, mi sento sempre in colpa e impaurita in certi ambienti.
“Dica signora, ha bisogno?”
“Ah, buongiorno, mi scusi, debbo fare un viaggio negli States a breve, questo è il mio passaporto, cosa debbo fare per la bollatura? Sono ancora valide le vecchie regole, della marca da bollo apposta sulla prima pagina? Sa, chiedo, so che potrà essere stupido, ma con gli States tutti gli anni cambia qualcosa”
“No, no, signora, non si preoccupi, è esattamenbte come ha detto, la marca da bollo, ma lei non la annulli con la data, se vogliono gliela timbrano alla frontiera, l’importante è che vedano la marca da bollo”
“Bene, grazie, è stato molto gentile…mah…mi scusi…ma se io la marca bollo anzichè attaccarla la fermo con una graffetta sulla pagina e l’attacco solo se mi dicono di farlo?”
“……”  (è perplesso, comincia a guardarmi in maniera strana)
“Sa….così se non me la timbrano, posso sempre usare la marca per la bollatura di un altro anno, magari per il prossimo viaggio negli States”.
Grande risata da parte sua (meno male, anche questa volta non mi arrestano):
“No, signora, vorrà mica scherzare, la marca vuole attaccata, tanti visti di entrata e uscita, in anni diversi, tante marche da bollo….poi lei farebbe una cosa del genere proprio per gli States?”

Anche questa volta m sono fatta riconoscere ed ho evitato le patrie galere statunitensi, però non era malvagia come idea!

ESEMPI

Tre uomini al bar il venerdì sera.
Io che gioco con i loro figli e la Tata per lasciare loro la possibilità di rilassarsi dopo la festa e di fare due chiacchiere fra uomini, fra uomini al bar.
Io che torno dopo una mezz'ora con i bambini perchè hanno sete.
Loro 3 ancora seduti nelle stesse posizioni di mezz'ora prima, con davanti l'ennesimo bicchiere di birra fredda.
Loro 3 che…giocano ognuno con il proprio cellulare.

GIORNATACCIA

Già mi sono alzata questa mattina alle 6 con un ciuffo alla Little Tony che non sono ancora riuscita a domare.

Già dovevo andare a fare il prelievo per la visita di controllo.

Già sono di malumore perchè, anche se faccio l’indifferente, penso alla scadenza imminente del controllo.

Già arrivo all’ospedale per il prelievo affamata, sono sveglia da 3 ore e ho potuto bere solo acqua.

Già devi prendere sempre due numeri, perchè rischi di essere chiamata dalla Tedesca per il prelievo e non è il caso di farsi castronare le vene da lei.

Già è una giornata storta e il ciuffo alla Little Tony è sempre più ribelle.

Esco dalla sala prelievi e chi mi trovo davanti? La cognata scema!

Già è insopportabile fuori, figuriamoci dentro ad un ospedale, in sala prelievi.

Viene istintivo chiedere cosa ci faccia lì e perchè (se io poi ogni tanto mi facessi gli affari miei ci guadagnerei in salute).

"Sai…debbo fare…e poi la prossima settimana debbo andare al Maggiore…..sai…mi fanno un esame alla tiroide che mi vanno giù con la telecamera" (Povero cameramen!)

Io lì mi sono sentita una cacca, già pensavo male, invece, poveretta questa volta ha veramente dei problemi!

"Ma, dal prelievo risulta che hai i dosaggi della tiroide sballati?"

"No, no…non lo so, li faccio adesso i prelievi!

"Ma scusami ben tanto, ma allora perchè vai a fare un esame così invasivo la prossima settimana?"

"Eh…Cri…per precauzione, sai,,,,con tutti questi tumori alla tiroide che ci sono in giro adesso, bisogna essere prudenti".

E’ riuscita rovinarmi la giornata…ma dico io, ci provi così tanto gusto a farti infilare tutta ‘sta roba, prima da sotto con la colonscopia, poi da sopra per la tiroide, ma sei masochista?

"S. ti auguro di non sentirti mai dire che hai un tumore, tu non hai idea di cosa possa voler dire, prega ben il tuo Dio, qualunque esso sia, di non sentirlo mai dire"

CAMBIO

ANTEFATTO: esame con mezzo di contrasto, sempre fatto mai avuto nessun problema. questa mattina è andata in maniera diversa, ho avuto una reazione allergica.

SVOLGIMENTO: chiamo mio marito, mi passano il loro cordless e faccio il numero.

PREMESSA: dopo l’avventura W**** in Ferrari è passato alla 3, che ti dà di tutto di più e dove non ti copre lei ti copre T**** (va bene Ferrari, fai quello che vuoi).

Stamattina il suo cellulare non prendeva, perchè lui quando è in officina NON E’ COPERTO.

Lo richiamo sul telefono fisso dell’officina. Gli dico cosa sta succedendo e di stare tranquillo.

"O mio marito cambia gestore o io cambio marito".

FINALE:  Medico rianimatore:

"Ragazzi tranquilli, la signora è recettiva e si  sta riprendendo!."

 

"Mister Obamaaaaaaa……… Mister Obamaaaaaaaaaa".

Non c’è fondo alla cafonaggine.

E ha anche avuto il coraggio di dire che lui non ha fatto nessuna brutta figura, che igiornalisti ce l’hanno con lui.

Giuro, appena posso, imparo una qualsiasi lingua strana,così, quando parlo, nessuno saprà che sono italiana

Lancio un appello ai medici ed in special modo al mio medico curante e al mio psicoterapeuta:

mi avete dato le pastiglie sbagliate, mi avete dato dei placebo, quindi…..

voglio anche io le pastiglie che prende il nostro premier, che non vede la crisi, che non vede le difficoltà, che se "…lui fosse un disoccupato cercherebbe subito un’altro lavoro" (clè le cal dis tum sò)

voglio anche io le pastiglie che prende il nostro premier che vede tutto rosa, vede un futuro radioso, che ride sempre con quella boccata di denti che impressionano, che dice "…italiani dovete avere fiducia e continuare a spendere, dovete essere ottimisti…" (poi il conto della carta di credito te lo faccio recapitare)

voglio anche io le pastiglie che prende il nostro premier, voglio essere felice come lui, dare pacche sulle spalle a tutti, entrare sempre in tutte le foto anche se sono il più nano di tutti

voglio anche io le pastiglie che prende il nostro premier perchè…perchè…insomma le voglio.

E non venitemi a dire che l’erba voglio non esiste