IL SENSO DEL NOI

E’ quello che abbiamo perso nel corso degli anni e che, nell’ultimo anno abbondante, avrebbe potuto fare la differenza.

Il senso del Noi, perso lungo la strada, per lasiare spazio all’egoistico “senso dell’Io”, che ci siamo creati, la confort zone che non riusciamo più ad abbandonare, per paura, per egoismo, per indifferenza, i “favolosi” anni ’90 che non siamo riusciti ad abbandonare, gli anni in cui prevaleva L’avere piuttosto che L’Essere,gli anni in cui tutto ci era dovuto.

Il senso del Noi che dobbiamo recuperare, per proseguire nel nostro percorso di vita.

Il senso del Noi, perchè nessuno si salva da solo.

E BASTA….

…dire che “tanto muoiono solo gli anziani e con patologie pregresse”

Tanto per cominciare prima o poi diventerete anziani anche voi, se avete la fortuna di non finire investiti da  un auto o un infarto vi porti via o peggio ancora un cancro.

Secondo, con i progressi della medicina, questi anziani, nonostante l’età e le patologie, avrebbero potuto avere una prospettiva di vita per altri 2, 3, 5 o 10 anni, con una qualche pastiglia, sciroppo o che altro, avrebbero tenuto sotto controllo le patologie e avrebbero vissuto bene per tanti altri anni ancora.

Terzo, non è vero che muoiono solo gli anziani, certamente sono la maggioranza, ma purtroppo ogni tanto, ci scappa anche il morto giovane.

Ultimo, ma non ultimo, anzi forse è il primo punto da tenere ben presemte, sono persone, non sono numeri, quando si diventa anziani, non si perde nessun diritto, si rimane un essere umano lo stesso, non si diventa un numero per fare statistica o per finire nei report quotidiani del Ministero della Salute.

Non abituiamoci alla legge del numero, non abituiamoci a guardare queste cifre con freddezza, ricordiamoci che dietro ad ogni numero, c’è o c’era una persona, un essere umano.

Basta dire sciocchezze.

IL PUNTO

Sarebbe tradizione che oggi, 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno, fare il punto, riassumere l’anno che ci stiamo lasciando alle spalle per fare i conti delle cose belle e delle cose da buttare.

Ma quest’anno è una lotta dura, si rischia di cadere nelle solite frasi, nei soliti concetti espressi durante tutti questi mesi di pandemia, di lockdown, di sacrifici, di vacillamenti fisici e, soprattutto, mentali, perchè il nostro equilibrio psicologico quest’anno ha ricevuto una discreta mazzata, probabilmente le cicatrici della mente, difficilmente, riusciremo a cancellarle, è stato un anno parecchio impegnativo per la nostroa mente, per noi che non eravamo preparati a vivere una pandemia, a combattere un nemico invisisibile che colpiva a tradimento, alle spalle.

Allora, facciamo una bella cosa, facciamo gli auguri a LaMiaMetà che oggi compie gli anni, facciamo gli auguri al figlio di una cugina che anche lui oggi compie i anni, facciamo gli auguri a Rita che compie gli anni e, per tutto il resto, proviamo a buttarcelo alle spalle e tentare di ricominciare, anche se sappiamo benissimo, che fra 31 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021 e giorni a venire, non ci sarà nessuna differenza, dovremmo continuare a barcamenarci fra difficoltà, pensieri e situazioni sconosciute.

Però può far bene all’umore pensare che, da domani, tutto potrebbe essre diverso, migliore o, almeno, più leggero.

Bellezza sarà la arola del 2021

NATALE E ALTRO

Premessa: rispetto tutto e tutti, tutti i pensieri, ognuno di noi è libero di pensare e credere quello che vuole, non sono io che debbo giudicare, ma nessuno deve giudicare i miei pensieri e le mie convinzioni.

Facciamo un passo indietro.

Dicembre 2003. Ero in piena cura per un cancro al seno, ero quasi agli sgoccioli delle sedute di chemioterapia, avrei dovuto fare l’ultima il 23 dicembre 2003, praticamente due giorni prima di Natale, già ero ridotta al lumicino e, chi ha passato o è stato vicino ad un malato di cancro in piena chemioterapia, sa di cosa sto parlando, di conseguenza  i giorni a venire sarebbero stati pesanti, difficoltosi e non erano il massimo per il periodo. Il giorno prima mi presento all’ospedale per gli esami di routine, che avrebbero detto se i miei valori potevano permettermi di eseguire l’ultima chemio il giorno dopo.

In sala d’asetto mi si avvicina l’oncologo che allora mi stava seguendo e mi chiede se gentilmente posso seguirlo nel suo ambulatorio, ma di stare traquilla che non c’era nulla di allarmante.

In qualsiasi maniera, nonostante le sue parole, gli scenari peggiori mi si sono aperti davanti, in quel momento il mio problema più grosso era “…e come faccio a dire ai miei cari che è stato tutto inutile?”, perchè naturalmete ero sola, come sono sempre stata sola durante tutte le sedute, non volevo nessuno al fianco, almeno finchè ero dentro a quel reparto, la persone care non dovevano vedere tutto il dolore e la sofferenza, dovevano rimanere salde, per sostenermi nei giorni seguenti la chemio.

Torniamo a noi, seguo il medico nel suo ambulatorio, mi siedo, si siede, mi sorride, lo guardo interrogativa:

“Cris, le volevo dire che, visto che mancano due giorni al Natale,e manca solamente una seduta di chemio, i valori al penultimo prelievo erano al limite, se vuole possiamo rimandare la seduta a dopo la Befana, così potrà farsi Natale e Capodanno tranquilla, senza nessun malessere e godersi la famiglia e gli amci”.

Rimasi basita, di stucco, l’idea mi allettava, mi attirava, ma mi misi a pensare, a riflettere. dopo un paio di minuti, durante i quali ci guardavamo a vicenda negli occhi, è arrivata la mia risposta:

“Dottore, la ringrazio per il pensiero, ma se i valori sono a posto, preferisco farla, nonostante la data, perchè così mi tolgo il pensiero, poi diciamocelo onestamente, Natale e Capodanno nesuno li ruba, ci saranno anche il prossimo anno, e li festeggerò degnamente il prossimo anno, andiamo avanti come stabilito, grazie ancora per il pensiero, ci vedimo domttina per l’ultima chemio, arrivederci”

“Cris, sono molto fiera di lei, erano le  parole esatte che mi aspettavo da lei. I valori vanno bene, siamo al limite, ma si può fare, a domani”

Sono uscita accompagnata da lui che mi teneva un braccio sulle spalle e mi stava trasmettendo tutto il suo calore e incorggiamento.

Quindi tranquilli, il Natale e il Capodanno non ce lo stanno rubando, ci stanno dando la possibilità di festeggiarlo anche il prossio anno e gli anni a  venire.

Buon Natale a tutti.

 

E CHE DICEMBRE SIA

E’ cominciato il mese più rutrilante dell’anno, ma quest’anno di rutilante avrà ben poco.

Siamo alle prese con una pandemia che non ci da tregua da 10 mesi a questa parte.

Siamo alle prese con tante incertezze che a lungo andare ci stanno lentamente logorando.

Siamo alle prese con un cambiamento delle nostre vite che mai avremmo pensato di dover affrontare.

Siamo alle prese con la nostra personale maniera di reggere l’urto, alle prese con le nostre paure ed insicurezze che questo anno ci ha messo davanti.

Siamo alle prese con tati cambiamenti difficili da gestire, da metabolizzare, per adattarli al nostro carattere, al nostro sentire, al nostro equilibrio psicofisico.

Siamo alle prese con noi stessi, con le nostre solitudini e paure messe a nudo.

UNA TELEFONATA

In un giorno un po’ così, una telefonata può fare la differenza.

Una notizia ascoltata al tg, magari ascoltata anche non proprio attentamente, può destabilizzare

Dopo poco, questa notizia, comincia a scavare dentro, si insinua in testa ed i pensieri comiciano a farsi vorticosi.

Dopo poco, ci si cala nei panni dei protagonisti di questa notizia, protagonisti in carne ed ossa, altri protagnonisti che non sono più vicini ai protagonisti in carne ed ossa, e la malinconia sale.

Dopo poco, questa notizia, comincia a farti riflettere, il seme dei pensieri, dell’empatia, si è insinuati e non riesci più a staccare la mente, dalle emozini che potrebbero provare i protagonisti in carne ed ossa.

E mentre sei lì che cerchi di districarti fra pensieri, emozioni, ansia e tutto quello che ci va dietro, squilla il cellulare ed  è un’Amica Storica che sta chiamando,  ed  è un sospio di sollievo, perchè pensi che due chiacchiere leggere, ma al tempo stesso intelligenti, possono solamente farti bene.

La conversazione va avanti chiedendoci a vicenda come stiamo, come stanno LeNostreMetà, finchè lei per prima, tira fuori un pensiero, una riflessione sua sulla notizia sulla quale ti stavi arrovellando.

E lì capisci che la telefonata ti sta salvando, perchè questa Amica Storica sta dando voce ai tuoi pensieri, al tuo sentire, anche lei sta provando le tue stesse emozioni.

Questa condivisione, questo non sentirti sola o troppo emotiva di fronte a determinate situazioni, ti solleva, ti aiuta a capire che non tutto è perduto, che le brave persone esistono ancora, su di lei non avevo nessun dubbio, ma ieri pomeriggio avevo bisogno di una conferma.

Grazie Amica Storica per la mano che m hai teso.

CATAPULTA

Ed eccoci, improvvisamente, arrivati ad agosto.

Catapultati avanti nel tempo, senza esserci abituati lentamente al pensiero delle ferie, delle vacanze.

Fino a ieri eravamo fermi, con il tempo, al 15 marzo, improvvisamente una mattina ci siamo svegliati ed era già finito luglio, con la fatidica data del 1° agosto, data canonica dell’inizio delle ferie, delle vacanze, delle partenze per il mare o per la montagna.

Catapultati in un tempo che sembrava lontano, che sembrava non sarebbe mai arrivato, un tempo che non ci aspettavamo.

Ed, improvvisamente, dobbiamo resettare i mesi passati, dobbiamo calibrare la mente ed il fisico al caldo, all’estate, senza essere passati dalla primavera, dalla pasqua, dai vari ponti, che ci avrebbero avvicinato a questa data senza traumi.

Ora dobbiamo pensare a goderci questo nuovo tempo, questi momenti di leggerezza, ma senza abbassare la guardia, dobbiamo, solamente, fare un piccolo sforzo con la testa per tornare a gustarci i piccoli passi che stiamo tentando di fare, verso una vacanza che vorremo uguale a quelle passate, ma che, purtroppo, non lo è, è una vacanza, un posto da vivere sì in leggerezza, ma usando la testa, ridendo come gli anni passati, ma con un po’ di sale in  zucca, si può rdere anche senza stare appiccicati l’uno all’altro.

E’ una vacanza sospesa, un partire verso mondi e modi diversi, per tentare di ritrovare una vita precedente, ma più ricca di emozioni, di ricordi e di Amici cari.

E’ un reinventarsi, è un trovare altre strade, più calme, più umane per ricaricare le batterie, molto provate da mesi di chiusura, di mesi in cui si faceva fatica a guardare più avanti delle 24 ore successive.

Ma questo nuovo tempo, questo nuovo approccio alla spensieratezza ci deve far riflettere sul cosa era sbagliato prima, questi mesi di clausura avrebbero dovuto insegnarci a far un buon uso del nostro tempo.

Queste nuove vacanze dovrebbero essere all’insegna della qualità, piuttosto che alla quantità, queste nuove vacanze dovrebbero essere “sentite” e vissute per rigenerare il corpo e la mente.

Facciamo tesoro del passato, usiamo bene il presente, guardando al futuro con ottimismo.

Lasciamo andare la mente, ma usando il buonsenso.

ALLA RICERCA DI ORIZZONTI

Alla ricera di un tempo perduto.

Alla ricerca di un nuovo equilibrio che sia confacente alle nuove regole sociali, sapendo benissimo, o almeno avendo la speranza, che fra un mese, sei mesi, un anno, saranno tutte di nuovo da ribaltare, per la modifica del virus o per l’essere riusciti a trovare un vaccino, una cura valida.

Alla ricerca di spazi interiori dove trovare rifugio quando l’ansia avanza.

E’ un lavoro, lungo e certosino, un lavoro faticoso, perchè mi costringe a cercare nuovi orizzonti, nuovi stimoli per ritrovare un equilibrio che pensavo di NON aver perso, invece..

Alla ricerca caparbia di nuovi spazi e di nuovi orizzonti, alla ricerca di un tempo perduto che nessuno più mi restituirà.

Alla ricerca di nuovi orizzonti per reinventarsi un nuovo modo di vivere a 63 anni.

Piano piano so che questa ricerca sta dando i suoi frutti.

SOTTO PRESSIONE

E’ come mi sento in questa fase.

Sotto pressione, come se tutti si aspettassero da me un colpo di coda, che mi buttassi alle spalle tutto, come se negli ultimi tempi non fosse successo nulla.

Sotto pressione per andare, fare, recuperare tutti i giorni chiusi a casa.

Non serve a nulla, quello che ci è stato tolto negli ultimi mesi non tornerà più, è inutile che ci affanniamo ad andare via, a fremere, a scalpitare per riprendere ad uscire con amici, a fare cene e pizzate varie o aperitivi, certamente possiamo e dobbiamo ricominciare, ma non è di certo facendo scorpacciate di tutto e di più che recuperiamo i mesi persi.

Mi sento sotto pressione, perchè fatico a rientrare nella dimensione pre quarantena, chiusura totale.

Prima della quarantena tutti i giorni uscivo al mattino, ecco quello mi è mancato, ma al pomeriggio non sono mai uscita, non avevo necessità, il pomeriggio è sempre stato dedicato a me, alle mie passioni, leggere, uncinettare, quindi è inutile che adesso mi guardiate quasi con disapprovazione perchè tendo ad uscire solo al mattino, lo facevo prima e lo faccio adesso.

Non intendo cambiare le mie abitudini, i miei punti fermi per omologarmi alla frenesia di cui tutti si sono impossessati per uscire, vedere gente, frequentare persone.

Poche persone frequentavo prima e quelle poce continuerò a frequentare ora.