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E ALLA FINE SONO ARRIVATI GLI AMICI

Sono arrivati hanno portato sorrisi, abbracci e tante risate.

Sono arrivati Marina e Alberto dal Cadore e con la Tata siamo partiti per Roma.

A parte il viaggio di andata un po’ travagliato, siamo arrivati a Roma con più di un’ora di ritardo, ma alla fine siamo riusciti lo stesso a visitare la Basilica di San Pietro.

Forse il forte ritardo del treno ci ha agevolato, le file erano sparite, siamo passati attraverso i serrati controlli, poi via dentro, a riempirci gli occhi di tanta bellezza.

E di fronte  tanta grazia la tensione si è allentata, il caldo, la fatica e lo stress sono stati dimenticati, lì ho capito che ero in vacanza, che tutto il fascino che mi circondava, mi stava dando il benvenuto e di godermi questa splendida città.

Come solito, come ormai da tanti anni, il giorno successivo l’abbiamo passato in compagnia di Rosie e Fred, che sono una garanzia di risate, di chiacchiere intelligenti, di momenti indimenticabili, di scorci di Roma mai immaginati e finalmente quet’anno sono riuscita a pranzare a Trastevere.

Erano anni che scalpitavo, che fremevo, curavo il mio desiderio, sapendo che prima o poi l’avrei realizzato e quest’anno…finalmente Trastevere.

Trastevere in un ristorante dove non potevo che sentirmi bene, un ristorante con relativo cameriere che non poteva che farmi sentire a casa.

Trastevere, un ristorante e le risate fatte che risuonano ancora nelle orecchie, strappandomi, a volte, un sorriso all’improvviso.

Ma poi le cose belle finiscono, ma se sono belle, lasciano dentro una grande carica, la voglia di andare ancora avanti con allegria.

Ho portato a casa questo ricordo e la promessa di rivederci fra 42 giorni…un battito di ciglia

 

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RIASSUNTO

Non so bene come potrò riassumere i sette giorni passati  a Cervia in compagnia di Rosie, il di lei marito, gli storici del Cadore (Marina e Alberto) e la Tata.

Sette giorni passati a ridere, ma ridere di gusto, con le lacrime agli occhi, a tentare di essere seri, almeno per quei poveri cristi che si sono trovati in albergo con noi.

Sette giorni passati a ridere con il nuovo tormentone dell’estate 2017 “Ti graffio”, che è il degno seguito di “Muori preda” e “Waves”.

Non ci siamo minimamente interessati alla nostra immagine pubblica, a quello che potevano pensare i benpensanti delle nostre risate a tutte le ore, per noi l’importante era ridere, scherzare rilassarci.

Ma ci sono stati anche momenti seri, tipo “L’ora accademica” tutte le mattine a colazione dalle 08,45 alle 09,00, si palrava di libri e di cinema, chiedendo consiglio ai nostri relativi mariti, noti lettori ossessivi e compulsivi.

Non parlerò delle lacrime di gioia e di dolore che ho versato a cavallo di Ferragosto, non le ho ancora elaborate e parlarne per me sarebbe un riacutizzare il dolore.

Ed intanto mi guardo attorno alla ricerca di spunti per l’estate 2018

CI SIAMO

Siamo tutti in vacanza, respiriamo aria di mare e leggerezza che la Tata  ci elargisce a piene mani.

Ridiamo, ma non prendiamo tanto sole, siamo troppo impegnati a farci compagnia e a guastare in pieno le presenze.

Ci piace questo ritmo lento e sempre allegro, ci siamo buttati alle spalle i pensieri e viviamo questi giorni con il massimo della leggerezza e serenità possibile.

Ogni tanto le lacrime spingono, ogni tanto escono,  ma poi tutto rientra e si continua sulla strada della serenità.

LA SERENITÀ

“Cri oggi a pranzo, per favore, non cucinare la pasta, solo verdura, grazie”

“Stai poco bene?”

“No, sono ancora pieno da ieri e da ieri l’altro”.

Facciamo alcuni passi indietro.

Sabato sera avevamo a cena i ragazzi, con la Tata e la Cocca, sono rientrati dalle vacanze in Croazia, vuoi non prenderli a cena per farsi racocntare un po’? Vuoi non averli a cena per godersi un po’ la loro compagnia?

E allora che cena sia…..ma leggera, spaghetti al pomodoro, prosciutto e melone, bresaola con gorgonzola e frutta.

Ma poi si sa, in compagnia si mangia meglio e, sempre, un peletto in più.

Ieri  era il grande giorno, dopo un anno, avremmo rivisto Mia e Nato.

Naturalmente essendo loro persone gioviali e che non disdegnano il buon desinare, li abbiamo portati a mangiare crescentine e tigelle. E lì nessuno si è tirato indietro, abbiamo fatto onore a tutto quello che ci è stato servito in tavola, vuoi mai che poi la cuoca si offendesse, non sia mai detto.

Al rientro a casa, ci siano apprestati  far passare il pomeriggio, chiacchierando piacevolmente, ma ridendo anche tanto, lì, nel mio ambiente, si è svegliato il pagliaccio che alberga in me, raccontando le serate e nottate umarelliche a guardare la posa del ponte del People Mover.

Vuoi non raccontare le avventure umarelliche con gli anziani del Centro Anziani che abbiamo dietro casa? Vuoi non raccontare loro, con mimica allegata, il passaggio degli umarells durante i lavori  per tappare le falle del sistema idrico paesano?

Il Clou è avventuo quando, verso le 18, sono arrivati Claudia e Mauro, gli amici storici di Ferrara.

Dopo le dovute presentazioni, ho ripreso il mio spettacolo teatrale, raccontando  loro il mitico “Muoriiii predaaaa”, del quale hanno sempre sentito parlare, ma non avevano mai visto in diretta.

Credo che boato che è esplso in casa alla fine della scena, l’abbiano sentito fino al paese qui a fianco.

Naturalmente Mia e Renato ad un certo punto ci hanno salutati, con grande rammarico ho dovuto lasciarli partire, ma io li avrei tenuti qui anche a cena.

Oggi Claudia compie gli anni e noi abbiamo festeggiato in anticipo andando a mangiare una pizza, onestamente io ero ancora piena dal pranzo e dalla merenda, ma una pizzata per festeggiare non si rifiuta mai.

E anche lì tante chiacchiere e tante risate, tipo:

“Cri ma LaFiglia quanti anni ha già? Sai che io me la ricordo ancora piccolissima, appena nata?”

“Mauro, tranquillo LaFiglia ha 40 anni”

Mauro è sbiancato, ha rischiato di cadere dalla sedia , ci siamo guardati tutti in faccia e ci siamo detti:

“Come siamo già vecchi”.

Morale, oggi a pranzo solo verdura.

MOMENTI MAGICI

Sono magici i momenti che si passano assieme ad amici che riescono solamente a farti ridere.

Abbiamo passato una giornata assieme a Rosie e all’Amico di Roma,

Quasi inutile dire che le risate ed i momenti sereni si sono sprecati, sono stati tanti e molteplici.

Anche quando abbiamo affrontato argomenti seri, la tranquillità non ci ha mai abbandonati.

Tanti anni di amicizia, tanti anni di convivenza con il cancro ci ha formati, tanti momenti di sconforti ci hanno uniti, ma anche tanti momenti di leggerezza e allegria in quasti anni ci hanno legati.

Uno per tutti “Muoriii predaaaa” davanti ad una tazza di tè.

E allora ben vengano queste giornata, magari un po’ frenetiche, dove vorresti concentrare tutto il dire e il fare, dove il tempo scivola via veloce e, quando arriva il momento dei saluti, lo sguardo si sgrana, gli occhi si inumidiscono un po’, ma sai di avere fatto una notevola scorta di leggerezza, che ti aiuterà ad affrontare il tempo a venire.

Ci si saluta, ci si abbraccia  con la promessa di rivederci da qui a poco più di un mese.

E intanto è cominciato il conto alla rovescia.

27 DICEMBRE

Una giornata indimenticabile, che ha fatto da giusto coronamento ad altre giornate indimenticabili.

Giornate speciali passate con gli affetti più cari, con LaMiaMamma, la Tata, LaFiglia, le zie e gli amici.

Una giornata di primavera passata a Milano con Rosie, il suo consorte e la Mamma del suo consorte.

una calda giornata di fine dicembre, ma con temperature da aprile.

una calda giornata passata con amici, che hanno scaldato il cuore, riempito gli occhi di tanta bellezza e lo spirito di tante risate.

Chi mai avrebbe pensato che da una frase buttata lì nemmeno una settimana fa, sarebbe poi scaturito un ennesimo incontro?

D’altronde si sa, le cose non programmate, le cose buttate lì così, tanto per parlare, alla fine si rivelano esser le meglio riuscite.

La sorpesa più sorpresa, però, è avvenuta nel pomeriggio.

Ci era stato annunciato un ospite a sorpesa, ma mai avrei pensato di trovarmi fra le braccia di 4P e il suo consorte.

I due nuovi amici hanno una carica di simpatia e allegria che contagia chiunque, una voglia di far ridere e rendere allegre le ore che non li eguaglia nessuno.

Per fortuna  mi trovavo in una città dove non ho rischiato di incontrare persone che mi conoscono in maniera molto diversa, io ho una reputazione da difendere e quello che ho fatto ieri, non combacia con l’immagine che qualche persona ha di me, anche se dubito fortemente che qualcuno possa avere un’idea diversa di me, al peggio del mio meglio non c’è mai fine.

Mi sono divertita, ho fatto il pieno di risate, di felicità e serenità

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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