MALEDETTA PRIMAVERA

Finalmente sei arrivata.

E  hai portato delle belle giornate di sole, di temperature gradevoli.

Hai portato la voglia di rimanere fuori, di pedalare, fra parchi e giardini senzap ensare a nulla.

Hai riportato un po’ sole e di umore meno nero.

Hai portato l’allergia, il prurito agli occhi che non da tregua, il pizzicore al naso, gli innumerevoli starnuti, la tosse, a volte anche qualche attacco di asma, l’orticaria e quel perenne senso di inquietudine che provocano tutti questi sintomi dell’allergia.

Benvenuta primavera, che doni una vita sulle montagne russe a noi allergici.

IL BICCHIERE

……mezzo vuoto? mezzo pieno?

Pieno per 1/4, con dentro alcune gocce di speranza.

Hanno dato dei numeri, non hanno risposto a domande, hanno chiarito, hanno ribadito che se lo aspettavano, hanno programmato tutto ancora prima del nostro arrivo, hanno parlato, hanno detto parole già sentite, non hanno nascosto nulla, hanno chiesto fino a che punto volesse sapere, si sono fermati, ci hanno guardati, ci hanno sorriso, ci hanno incoraggiati, non ci hanno nascosto nulla.

Hanno lanciato un salvagente, un’ancòra alla quale attaccarci per galleggiare in questo mare d paura e di incertezza, hanno messo in pratica tutta la teoria che hanno imparato all’università in casi del genre, in casi in cui c’è da dire ad una persona che non si sa nulla di preciso, hanno dettoche tutto per ora è appeso allaterapia, che fra un mese riusciremo ad avere un quadro meno nebuloso, l’importante che da qui ad un mese, male che vada, che i valori rimangano fermi a questo stadio.

 

A distanza di ventiquattro ore si vola alti, si precipita al suolo facendoci tanto male.

A distanza di ventiquattro ore tentiamo di riprendere in mano la normalità, anche se è una normalità diversa da quella di 10 giorni fa.

E il bicchiere si vuota e si riempie a fasi alterne.

 

 

 

RALLENTARE

Piano, senza fretta, al rallentatore.

In silenzio, si tenta di riemergere da questo insano torpore che ha circondato il mondo nelle ultime 48 ore.

Piano, a rilento, si ricomincia a ragionare con meno ovatta nel cervello.

al rallentatore si ricomincia con le cose piacevoli, che automaticamente si tirano dietro anche le cose meno piacevoli.

 

OGGI VA COSI’

Sono stanca, rotta e scoglionata.
E amareggiata.
E basta.
La prima parte perchè ho la tosse, una tosse stianca-ossa, mal di gola, la tracheite e male alle  ossa, ma tutto ci sta, la stagione non aiuta e in più io ci metto anche molto del mio.
Tipo, per esempio, non rassegnarmi a chiudere le finestre, c’è ancora il sole…va bene, d’accordo, ma le temperature si sono notevolmente abbassate.
Tipo, per esempio, non ripararmi da questo sole autunnale, che lo so mi ha sempre fatto male, così mi sistemo un po’ al sole quando sono fuori, sento la gola pizzicare, il naso prudere, ma non mi tolgo, anzi…..
Amareggiata da quello che vedo attorno, da quello che leggo, dalla paura di non reggere questa amarezza e di sbottare dicendo o facendo cose che potrebbero creare qualche altro guaio.
Amareggiata dai comportamenti della gente, che non sa nè tacere e nè parlare.
Amareggiata dalla voglia di emergere di chiunque in qualunque situazione, calpestando tutto e tutti. non facendosi nessuna remora.
Amareggiata da rumori che rompono il silenzio dei ricordi.
Ma tant’è, la vita è questa, non la posso cambiare a mio piacimento, o a seconda del mio umore.
Domani si parte, si va per un fine settimana in Cadore,si cambia aria, si stacca un attimo, poi chi vivrà vedrà.

LA MIA VOCE

10 giorni fa:
"Buongiorno oncologia ****, dica…"
"Buongiorno sono la ZiaCris, dovrei prenotare il controllo con il dottor ZA, il controllo, mi ha detto lui di chiamare questo numero per fissare l'appuntamento"
"Bene ZiaCris, mi sono segnata i suoi dati, la richiamiamo".
Mi sono lasciata convincere, non ho ribattuto, e ho confidato in loro.
5 giorni fa:
"Buongiorno oncologia ****, mi dica.."
"Buongiorno sono sempre la ZiaCris, ho telefonato 5 giorni fa per fissare un appuntamento, mi è stato detto che avrebbero richiamato, ma non ho ancora sentito nulla"
"Bene ZiaCris, vedo qui l'appunto della sua precedente chiamata, ma in questo momento N non c'è, ma nel giro di un paio di giorni la richiamiamo…"
"Capisco, ma vorrei sapere più o meno quando mi fisserete l'appuntamento, tanto più che il dottor ZA mi deve fissare altri esami" (E lì cominicavo ad impaurirmi, ma non volevo diventare ignorante)
"Lo so, immagino che lei abbia anche un po' fretta, sto guardando tutto il suo curriculum e capisco che lei deve essere controllata al più presto, ma sa….con i tagli siamo rimasti a corto di personale, e i pazienti invece, anzichè calare, sono aumentati".
"Capisco, capisco, ma provate anche voi a mettervi nei nostri panni, non si parla di raffreddori, comunque aspetto una sua telefonata"
"Grazie ZiaCris, fossero tutti comprensivi come lei" (Aspetta a dirlo, non siamo ancora arrivati in fondo).
Ieri ore 10
"Buongiorno, sono la ZiaCris, sto aspettando l'appuntamento"
"Certo, vedo che è già in programma la richiamo e le so dire".

Mi si è chiusa la vena, mi è partito l'embolo e lì è uscito l'ignorante che dorme dentro di me:
"Senta, lei non ha idea di con chi ha a che fare, veda di richiamarmi al più presto, altrimenti io la metto in condizione che, tutte le volte che suonerà il telefono, le venga un attacco di orticaria".

Ieri ore 16:
"ZiaCris, buon pomeriggio, sono N, le volevo confermare, se le va bene, l'appuntamento per il 2 novembre? Va bene? Alle 10,30 va bene? Lei lo sa, vero, che l'orario è puramente indicativo? Ah, bene lei sì che è comprensiva, la ringrazio della sua disponibilità e arrivederci al 2 novembre"

Ma perchè? Perchè?

IL TEMPO CHE PASSA

Riflessioni in una calda mattina di maggio in attesa di andare ad una visita con LaFiglia.
Pensieri che arrivano all'improvviso, come un fulmine, nel mezzo di una mattinata all'apparenza normale.
8 anni fa, più o meno in questo periodo, mi accorgevo di una pallina che avrebbe cambiato radicalmente la mia vita e  quella di coloro che mi stavano attorno.
Una pallina piccola e insignificante che voleva per forza venire alla ribalta, che voleva per forza attirare l'attenzione.
E c'è riuscita, era un cancro che stava tentando di portarmi con sè.
Da allora tutto è cambiato, tutto ha assunto un altro colore, le priorità si sono completamnte ribaltate.
A distanza di 8 anni la pallina non c'è più, ho litigato tanto con lei, con il cancro, finchè se ne è andato, ma ha lasciato dietro di è tante cose, situazioni diverse da allora.
Una vita ribaltata dalla sera alla mattina, le mie convinzioni che se ne andavano, e ne subentravano delle altre, altre che poi sono diventate la regola, la normalità.
Tempi prima scanditi da cene, aperitivi e ammenicoli vari, di punto in bianco hanno cominciato ad essere scanditi prima dalle scadenze ogni 21 giorni per la chemioterapia, poi la radio e poi le visite di controllo semestrali.
Tempo che di punto in bianco ha assunto un altro colore, un altro sapore.
Tempo che non si poteva sprecare, perchè ogni istante perso poteva significare un rimpianto.
Un tempo lungo durante il quale ho dovuto imparare a convivere con un'latra me, più consapevole di cosa è veramente importante e di cosa vale la pena vivere.
Tempo che è passato, con tante battaglie e lotte vinte, ma anche con tante cose lasciate alle spalle, cose e situazioni non importanti, perchè ora è importante che il tempo continui a passare, senza sprecarne nemmeno un attimo

ANNESSI E CONNESSI

Di questa primavera che è già esplosa in tutto il suo tripudio di colori e di belle giornate.
Certo la tempertura è gradevole.
A parte sabato che è stata una giornata da piena estate e i mie pensieri bui dovuti a questo caldo solo a metà aprile ( e a luglio che faccio?)
Le giornate sono lunghe, piacevoli e serene.
Si sta bene fuori e si è tutti un po' più easy.
Però c'è un però.
Il polline, il taglio dell'erba dei prati con annessi e connessi.
Starnuti, tosse, nasi che colano e occhi che piango e lacrimano.
Si taglia l'erba dappertutto, in tutti i giardini e in tutti i parchi e parchetti del paese, e non ci si riesce a sottrarre agli effluvi di erba tagliata.
Si alla spesa con la bici, è piacevole e gradevole, peccato che al rientro si abbia la bella idea di passare per il parco.
E nel parco hanno appena finito di sfalciare i prati, e l'erba sfalciata è rimasta sui vialetti, e l'odore dell'erba tagliata scatena di tutto e di più.
Bella la vita in campagna!