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AVEVO SCRITTO

Avevo scritto un post, frustrante, ingastrito e arrabbiato.
ma poi rileggendolo l’ho cancellato, mi è quasi sparita tutta la rabbia.
No, non è sparita, ma il malumore rimane, forse un po’ stemperato, ma rimane sotto, in sordina.
Ci sono alcuni punti nella Sanità italiana che mi sfuggono, o meglio, li ho ben presenti e li chiamo sprechi.
E questi sprechi mi fanno ingastrire, perchè alla fine, siamo noi utenti che ne paghiamo le conseguenze.
Il chè significa perdita di tempo e di denaro pubblico, per eseguire esami inutili, che potresti benissimo risparmiare, decidendo di passare subito alla soluzione, cioè all’intervento di asportazione, senza passare dell’isteroscopia e dall’istologico, tanto sai che quel polipo è da togliere, cosa ti cambia analizzarlo prima? Tanto lo analizzi subito dopo l’asportazione, quindi..almeno per dare una parvenza di risparmio, il punto 2 saltiamolo e passiamo al punto 3. magari con un’anestesia un po’ più seria, per non far star male più di tanto il paziente!

DA RICORDARE

Il luogo, le persone e le parole di stamattina.
Il luogo, il Centro Protesico, dove si vede di tutto e di pi, è come fare un giro dentro ad un reparto oncologico, adulti, bambini, giovani e anziani, tutti lì, con il loro carico di paure, di futuri a metà, di speranze da inseguire.
Tutti accomunati dal desiderio di imparare una nuova vita, di continuare come meglio si può in una nuova situazione fisica.
Le persone, calde, calorose, che sorridono sempre e comunque, che sono tutte lì, dal primo all’ultimo, a sorreggerti, a sostenerti, a spronarti in questo nuovo cammino.
Le parole, di speranza, di incitamento,di comprensione.
L’incontro con il chirurgo che a Modena il giorno dell’infortunio ci disse le prime brusche parole, ma con tanta umanità e con una luce calda negli occhi, che stamattina ci ha riconosciuti ed ha raccontato lui la tua storia clinica al fisiatra e al tecnico delle protesi. Il chirurgo che stamattina ha detto:
“La mano è come una famiglia, quando un membro soffre, tutti gli altri membri soffrono, ma tutti si adoperano per sostituire il membro mancante o malato. Vedrà che con il passare del tempo imparerà ad amare questa sua mano mutilata. Anche se manca un membro piccolo, e all’apparenza poco importante, la sua mancanza si sente e dovrà imparare a convivere con questa mancanza”.
La psicologa e l’assistente sociale che ci hanno accolti con garbo e tenerezza. Le parole della psicologa:
“Una mutilazione è come un lutto, va elaborato, e come un lutto, viene a destabilizzare le nostre abitudini e le nostre certezze. Ma siete due belle persone, assieme ce la farete, ma sappiate che, se doveste avere bisogno, noi siamo sempre qui, anche più avanti nel tempo.”
Il tecnico della protesi di protezione, che ci ha spiegato come funziona, cosa avrebbe fatto per il calco:
“In un futuro si può pensare anche ad una protesi estetica. Non si recluda a questa possibilità, lasci decantare la situazione, elabori la mancanza del mignolo, si dia del tempo e, se vuole, in futuro, prendiamo in esame anche questa possibilità, anche fra degli anni, ma non la metta per forza nel dimenticatoi.”
tutte parole e persone importanti che ci hanno preso a braccetto e ci stanno accompgnando in questo percorso.

NAOMO

 

Da qui al 17 aprile se mi verrà mai voglia di fare shopping, farò come lui, come Naomo.

Andrò in un bellissimo centro commerciale, sfavillante e pieno di negozi chip&chic, mi siederò al centro di questo mega complesso, comincerò a sbandierare mazzette di soldi composte con tantissimissime carte da 500 euro e, se vorranno vendere, dovranno essere loro a portarmi il negozio, lì, proprio lì, non io a dovermi stampellare il centro alla ricerca di quello che mi occorre.

Si è capito che ieri è stata una giornata faticosissima?

Ieri due colazioni, oggi una sola colazione, poi CUP per prenotare la visita vinta a questo giro di giostra, poi posta per pagare due multe ed infine farmacia per lasciare l’obolo quotidiano alla sanità italiana.

E fino a lunedì pomeriggio ore 15 non esco più, mi debbo riposare!

 

CHIEDIAMOCELO

Perchè alle soglie del terzo millennio mi hanno fatto l'isteroscopia senza anestesia.
Perchè questi esami così dolorosi e invasivi non li facciano con un minimo di anstesia.
Io da ieri me lo sto chiedendo e sto male, ma veramente male.
E' un esame dolorosissimo e per dirlo io è tutto. Ho una soglia del dolore abbastanza alta, ma ieri ho dato forfait.
Sono riusciti a mettermi ko.
Naturalmente sono andata sola e con i mezzi, così ho il tempo per rilassarmi e leggere, sempre con il mio fido libro, sola così non debbo sforzarmi di fare conversazione con 'accompagnatore di turmo, poi magari dopo doverlo anche tenere sù di morale,quando magari sono io ad avere bisogno di essere sostenuta.
Ieri sra alle 6 non respiravo dal dolore, ero sempre in riserva d'aria, affamata d'aria.
E anche adesso non è che sia al massimo, ma sto aspettando che faccia effetto la bustina miracolosa prescrittmi dal medico.
Debbo rimettermi assolutamente in forma, domani mi ero prefissata un impegno a cui tengo tanto: andare a Modena , perchè so che se vado a Modena mi passa tutto con una sana risata toscana, perchè ho voglia di mangiare le "schifezze" della Rotonda in compagnia, e poi perchè ho voglia di andare a Modena.
Nel pomeriggio farò un paio di telelfonate, un giro di sms per vedere se domani si aggrega qualcuna della altre cancer della zona.
Poi dovrei scrivere alcune mail ad alcune persone, vorrei telefonare, ma non so se la telefonata possa essere gradita. Ecco io, sempre così decisa, sempre armata di faccia tosta, vengo frenata dalla mia eterna paura di disturbare. Magari faccio così, mi preannuncio con un sms e poi chiamo.
Bene, deciso, faccio così.
Questo post farneticante di malessere fisico e paturnie mentali è ora di chiuderlo.
MissMaj cosa hai mangiato stamattina alle 6 durante la colazione?

Sono stanca tanta stanca, stanca con la testa ma anche tanto stanca fisicamente.
Questa giornata mi ha sfiancata, come mi ha sfiancata lo scontrarmi con la sanità e la burocrazia applicata alla sanità
Come mi ha stancata e provata vedere una persona della quale mi sto ancora chiedendo la sua utilità e la sua mansione all'interno di una struttura ospedaliera. Presenza la sua fatta solo di chiacchiere riguardanti Klimt, per fare vedere quest foto di questo  quadro di Klimt presa da un giornale, chiacchiere con un medico cinguettando sulla bellezza dei suoi figli, a chi assomigliano, se a lui o alla moglie, alla bravura di questi figli, pausa caffè e.. sbiancamento alla vista di un foglio passatole da un paziente e relativa domanda, domanda che presumeva il dover risolvere un problema.
Sfiancata da  diverse corse fra ospedale, pronto soccorso, farmacia, medico di famiglia della mamma, di nuovo ospedale, farmacia e un medico che finalmente mi ha fatto le ricette per ottenere dal SSN la mitica Eparina (EBPM), non ho chiesto la pietra filosofale e nemmeno di vincere al SuperEnalotto, chiedevo solamente che venisse dato a mia madre il medicinale prescritto da un medico ospedaliero.
Resta il fatto che stamattina mi sono alzata alle 5,30, ho messo nello stomaco una fetta di pane burro e marmellata e ho pranzato alle 15,30.

RACCOLTA DI FIRME

E’ una buona causa, dietro richiesta del Cesto copio e incollo per sensibilizzare, per maggiori chiarimenti vi rimando al blog ilcestodiciliege.

I malati di cancro che si assentano dal lavoro per sottoporsi ad interventi chirurgici o trattamenti medici o radioterapici sono sottoposti alla visita fiscale. Questo significa che se non si trovano in casa negli orari stabiliti scattano, come per tutti i lavoratori,i le sanzioni previste dall’Inps (perdita totale dell’indennità di malattia per i primi dieci giorni) e le sanzioni economiche di natura non contrattuale da parte del datore (mancata erogazione della quota a suo carico dell’indennità di malattia e i provvedimenti disciplinari per assenza ingiustificata) e si può arrivare perfino al licenziamento se l’assenza alla visita è reiterata.
Un malato di cancro può non essere in grado di lavorare, ma può essere e spesso è, in grado di uscire. Il cancro, poi, è una malattia che deprime moltissimo il paziente. L’obbligo a restare chiuso in casa aggrava ulteriormente questo stato.
Se aggiungiamo poi che a volte un malato di cancro è un lavoratore "scomodo" per il datore di lavoro, il rischio è che si creino ancora più alibi per una purtroppo non rara discriminazione.

La discezionalità sulla visita fiscale è lasciata ai singoli uffici INPS. Alcuni consentono l’esonero, dopo un complesso iter burocratico, altri dicono (ma non autorizzano) che per i malati di cancro non eseguono le visite fiscali, altri ancora non sentono ragioni ed obbligano a rimanere in casa.

Per questi motivi Ilcestodiciliege promuove una raccolta di firme affinchè la visita fiscale per i malati di cancro sia ABOLITA.

Collegatevi al sito del cesto www.ilcestodiciliege.it, scaricate il modulo in formato pdf per la raccolta di firme , compilatelo, raccogliete adesioni anche presso i vostri amici e parenti, poi inviatelo, via fax o via mail (dopo averlo scannerizzato) ai recapiti del Cesto, che trovate in testa al modulo.

PARLIAMONE

Quanto sconforto, quanta delusione, quanta paura e ansia possono creare le notizie.

Leegendo i vari blog, l’ansia aumenta, leggendo questo

Storia del S.Giacomo 

MI MANDA IL SAN GIACOMO

Tanta amarezza, che a volte viene sopraffatta dallo schifo per il comportamento, per il loro continuare a parlare senza risolvere nulla, anzi.

Sono ospedali, strutture sanitarie dove esiste ancora la medicina umana, sono fiori all’occhiello, sono eccellenze nel mondo della mala- sanità, ma per un gioco politico, per un tornaconto economico, per avere la sicurezza di riuscire a racimolare qualche briciola di euro, vengono smantellati, vengono chiusi, senza chidersi dove dirottare tutti quei pazienti che lì si sentono a casa, si sentono protetti, pazienti che in tanti anni hanno raggiunto un loro precario equilibrio aiutati da tanti medici con gli occhi buoni e l’animo umano, medici che trattano l’ospedale come casa loro, medici che credono in quello che fanno e che cercano di infondere la loro sicurezza anche in tanti pazienti.

E dulcis infundo…tanto per non farci mancare nulla…

 

LE PAROLE PER (NON) DIRLO

La tristezza, la delusione, l’amarezza è sempre più profonda