SE TU….

… non ci fossi bisognerebbe inventarti.

Sei l’anima gemella fedele, che ascolta senza mai giudicare.

Sei il luogo dentro al quale riversare malumori, brutti pensieri e malinconie, perchè ascolti e so di non farti male.

Il non far male, il non ferire è una delle miei priorità, anche se a volte, nell’impeto, me ne dimentico, e apro bocca facendo danni.

Caro blog, è ancora tutto un po’ confuso, c’è ancora un po’ di marasma che va dipanato, ma fondamentalmente sto bene.

Grazie per l’accogliermi sempre nel tuo abbraccio caloroso che lenisce.

BELLISSIMO E FREDDISSIMO

E’ quello che succede al mattino alle 5,45, quando esco di casa.
adesso è veramente bellissimo, se alzo gli occhi vedo un cielo nero con una luna tonda ed enorme che illumina tutt quello che le sta sotto.
Quando poi giro l’auto per uscire, per andare dalla Tata, punto ad est ed in lontananza si vede già l’alba.
Questo è il periodo più bello dell’anno, quando ti rendi conto che stai uscendo dall’inverno e speri di entrare in una primavera piena di sole e di temperature gradevoli, che possano riparare ai danni fatti all’anima e allo spirito dall’inverno.
Un inverno buio e lungo , quest’anno è stato tanto lungo.
questo è il momento più bello della giornata, quando ti ritrovi da sola con te stessa e ti prepari ad affrontare un’altra giornata, e lì capisci che devi fare il pieno di energie.
Freddissimo, perchè è veramente molto freddo, stamattina, addirittura, c’era un leggero velo di ghiaccio sul vetro del parabrezza, ma va bene così, è questo freddo che mantiene tutto il buio limpido e terso
E con una mattina del genere è possibile, è possibile pensare positivo.

AVANTI COSI’

“Dai chattiamo come se avessimo 15 anni”
“Ma tu 6 fuori come un melone” (mi sono calata nei panni della quindicenne senza fare nessunissima fatica).
Normale dialogo fra due “signore” fra i 40 e 50 anni e passa.
E’ uno dei tanti esempi di cretineria che si adotta quando si ha paura e non si vuole parlare di tutto, si parla di niente.
Io che dopo 8 anni sono ancora qui a lottare con la paura degli esami e dei controlli, che tutte le volte subdolamente mi attanaglia e mi toglie il sonno e il respiro.
Lei che fa finta di niente, non parla delle sue personali lotte e battaglie giornaliere con il cancro e fa di tutto per non farmi pensare.
Io che mi sento in colpa nei suoi confronti e nei confronti di tante altre per i miei lamenti che non hanno nulla di fondato.
Lei, e loro, che continuano a ripetermi che va bene così, che fra una paura e l’altra ci stanno anche i momenti di cretineria.
Io che continuo a dirmi che non ho nulla, che va tutto bene, che sono guarita, che nulla potrà più scalfire la mia salute, che morirò a 100 e se mi pare
Loro e tutti che si fanno travolgere dai miei attachi di cretineria.
E va bene così, andiamo avanti.
Intanto stamattina in giro con LaFiglia, mi ci voleva, è stata paziente e mi ha anche accompagnata ad un assaggio di shopping….e adesso i dubbi sono di altra natura, forse più piacevole, ma per fugarli entrerò l’armadio, indosserò un paio di pantaloni taglia 42 e, guardandomi allo specchio, mi dirò che non mi vanno bene, che sono stretti, non li posso usare per il matrimonio e mi sarò data l’assoluzione per lo shopping futuro.

LENTAMENTE

Piano, piano, lentamente sto recuperando gli arretrati nei blog che seguo.
Non nego che ho cominciato subito a leggere le cancer blogger, gli altri leggo per alleggerire un po' latensione. Sia chiaro che nessuno è meno importante dell'altro, i blog che seguo, tutti quelli che seguo, sono importanti per la sottoscritta.
Tensione perchè non so mai cosa spettarmi, sapendo che in 42 giorni di assenza può essere successo di tutto, anche se, ad esser sinceri, il cellulare è stato usato a iosa, ma un conto sono le parole dette al telefono, un altro conto sono le emozioni, le paure e le gioie trasmesse attraverso le pagine del blog.
E allora mi sento cadere addosso tutta la disperazione di chi sta vivendo situazioni difficili e pesanti, mi senti cadere addosso tutta la malinconia di chi vorrebbe fare e brigare, ma si ritrova legato e impossibilitato a fare quello che in quel momento la farebbe stare bene.
Condivido le angosce, rivivendo le mie stesse angosce di 4 anni fa, anche se le mie erano di natura completamente divesa, ma la profonda sensazione di ansia, di panico e di disperazione è la stessa.
Mi sento stringere la gola dal panico e dall'oppressione di quella "follia" generata dalla disperazione, e riesco a capire la rabbia di quando non riesci a controllare nulla e questo marasma ti inghiotte e piangi senza controllo.
Ma poi mi sento risollevare dai momenti di gioia e di serenità che queste "compagne" hanno vissuto dopo il marasma.
Mi sento riemergere da un mare in burrasca che, improvvisamente, si è fatto calmo e amico.

IL SACRO FUOCO

Del repulisti, del riordino.
Ho buttato scatole di scarpe vuote, scarpe con tacchi e punte improponibili.
Scarpe che stazionavano lì, a prendere posto, scarpe che non avevo il coraggio di buttare, con sempre una vocina in sottofondo: "E se poi…?.
E se poi cosa? In alcune mancavano i lacci, alcune erano talmente consumate che erano ormai sfondate, alcune addirittura nelle pieghe erano rotte, quindi….via, via tutto, bando ai sentimentalismi, si fa pulizia nella scarpiera, così, almeno, se decido di comperare un paio di scarpe nuove non mi sento in colpa.
Ho buttato le scarpe che indossavo il giorno della visita chirurgica di 8 anni fa.
Scarpe che mi hanno seguita in tutte le tappe importanti di 8 anni fa.
Ma che ormai erano distrutte e importabili, quindi…via nella spazzatura, non aveva più nessun senso tenerle, ormai non funzionavano più da porta-fortuna, il loro posto è stato preso da altri oggetti.
E poi non vorrei più nulla attorno che mi ricordi questo periodo di 8 anni fa, i ricordi sono dentro di me, indelebili al passare del tempo.
E 8 anni fa in questi giorni avevo già affrontato il primo intervento, aspettavo l'esito istologico, con ancora tanta speranza di cavarmela a buon mercato, stavo cercando di metabolizzare quello che era successo, quello che sarebbe successo in futuro e come stava cambiando la mia vita, sempre che avessi avuto un futuro immediato e lungo.
Sì, perchè 8 anni fa, non riuscivo a fare nessun progetto per il futuro, la mia vita veniva scandita da tempi di attesa nel giro di un mese, il mio futuro andava da lì ad un mese, senza sapere cosa sarebbe successo dopo.
Intanto 8 anni pieni e intensi sono passati, e in queti 8 anni i progetti hanno avuto cadenze sempre più lunghe, adesso guardo a progetti di là a venire negli anni.

DI CAMBIAMENTI E CONDIVISIONE

Si cambia, oh come si cambia!
Anche nel giro di un anno, da un anno all'altro si cambia.
Sento meno il bisogno di condividere il mio tempo con altre persone, sto cominciando ad apprezzare un po' di buona e sana solitudine.
Una colazione al mattino con qualche mamma se c'è, altrimenti da sola, una qualche uscita con gli amici bikers, ma poi il tutto si ferma lì.
Meno persone attorno e meno malintesi, più possibilità di parlare con le persone che ti sono a fianco in quel momento.
Meno momenti tutti assieme e fanno apprezzare quelle volte in cui ci si incontra.
Meno impegni tutti assieme e gli impegni assunti assumono un altro sapore.
Ecco, lo scambio, lo scambio delle emozioni attraverso le parole, lo scambiarsi allegria attraverso le risate,, magari dettata da una battuta anche becera, un po' infame, ma risate sane e allegre, da condividere.
Lasciamo perdere tutto il resto, si rischia di perdere tempo inutilmente, tempo prezioso per coltivare e condividere passioni e momenti allegri.

AVVENIMENTI E NEVICA

Stamattina mi ha telefonato la mia sorella.
Ultimamente mi chiama spesso.
Mi è sembrata strana, mi ha dato l'impressione che volesse dirmi qualcosa, ma non sapesse da che parte cominciare.
Mi è sembrata precipitosa la sua domanda di rito: "Come stai? Sei a posto?".
Non ho avuto il coraggio di chiederle se aveva bisogno, ho tentato di saggiare il terreno chiedendole di suo marito, del nipote, volevo sentire con che voce mi rispondeva.
Ma mi ha lasciato addosso quella sensazione sospesa.
Non ho avuto il coraggio di chiederle se avessero avuto delle riunioni, degli incontri.
Non ho voluto forzare la mano, non ho voluto fare la figura della ficcanasa.
Ma adesso ho addosso quella sensazione, quell'impressione di mano tesa in cerca di aiuto.
Intanto la neve ha smesso di cadere, si sta risolvendo tutto nell'ennesimo pantano.
Intanto mi sto preparando ad un incontro sabato mattina, mi sto preparando ad abbandonare la Tata e il Ferrari per dedicarmi ad un mio spazio piacevole, nella quale sono stata coinvolta, messa a parte da diverse settimane, e voglio essere presente a questo incontro, per uscire un po' dal giro solito di casa e Tata del sabato.
Intanto mi preparo a nuovi incontri e a nuove conoscenze.
Mi piace questa sensazione.

NEBBIA

Anche oggi nebbia, nebbia che si taglia con il coltello, fitta, grigia , fredda e penetrante.
Però oggi questa nebba ha fatto dei danni alla mia serentià.
Due incidenti causati dalla nebbia nel giro di un'ora.
Il primo mentre andavo a far colazione, con fila dovuta al senso unico alternato, un camion di traverso sulla strada, un'ambulanza che correva verso l'ospedale a sirene spiegate, ma, a parte il camion di traverso e alcuni segni per terra, non si è visto nulla. E si sa, occhio non vede, cuore non duole.
Per rientrare a casa decido di evitare la strada fatta in precedenza, decido di girare  attorno alla strada principale, rientro per la parallela.
E la nebbia si infittiva sempre di più, non si vedeva nulla attorno, solo nebbia, nebbia grigia e fredda. Al primo e unico semaforo, vengo sorpassata da 2 camion dei vigli del fuoco, ma chi ci fa caso? Sono diretti verso una zona industriale, qualche capannone a fuoco o qualche mezzo pesante ribaltato, cose di ordinaria amministrazione.
Invece no, un km. prima di casa il secondo incidente, appena successo, l'automobile in un campo a fianco della strada, ribaltata sul fianco del guidatore, i camion dei pompieri, ambulanza, auto-medica del 118, vigili urbani e tanti vigli del fuoco che correvano, che si affannavano attorno a questa auto per estrarre il guidatore, medici e infermieri che arrivavano con tutti i mezzi possibili ed inimmaginabili per aiutare questa persona.
Il tutto visto mentre i vigli avevano fermato un momento il traffico per permettere ai soccorritori di fare il loro dovere, ma poi, via, via veloci, esortati dal mulinare delle braccia dei vigiliche ci esortavano a lasciare libera la strada il prima possibile.
Una brutta sensazione di freddo è scesa dentro di me e, mentre parcheggivo l'auto sotto casa, si è visto l'elicottero medico dirigersi verso il luogo dell'incidente.
E il freddo è diventato ghiaccio, e un pensiero balenante attraversa le mente:
"Non c'è due senza tre…..e io ho per la strada, con la nebbia, il Ferrari, Figlia e Compagno"

IL PRIMA E IL DOPO

C'è un prima della cena e si sarà anche un dopo.
Il prima è fatto di silenzio, di inventario mentale per decidere cosa cucinare con quello che si ha in casa, poca voglia di uscire per comperare qualcosa, di conseguenza ci si deve arrangiare con quello che c'è nel frigo e nella dispensa.
Il frigo parla di verdure, affettati e formaggi, la dispensa parla di uova e patate. Il freezer parla di tortellini, tortelloni con la ricotta e tortelloni di zucca.
Fatto, il menù è fatto, fatto di tortellini in brodo e tortelloni, cardi in umido, gli ingredineti ci sono tutti e si comincia ad affettare, a bollire, a pelare patate e sbattere uova.
Il tutto nel silenzio più profondo e più religioso, silenzio Cris si sta calmando, si sta concentrando per dare il meglio agli amici che arriveranno a sera.
C'è ancora tempo davanti, tempo che viene impegnato alla ricerca di quella tovaglia bianca che fa tanto amicizia, di quei piatti bianchi dove tutte e portate vengono servite, di quelle posate d'acciaio che prima vanno un po' lucidate ed infine i bicchieri, che verranno messi in tavola, ma prima bisogna chiedere il consulto del Ferrari, è lui che si occupa dei vini, delle bevande, degli aperitivi.
E rimane ancora tempo per pensare, per valutare, per guardarsi attorno in questo silenzio rotto solo da quel filo di musica che esce dallo stereo.
Quel silenzio che porta ad altre idee per l'aperitivo "Ferrari che ne dici se per l'aperitivo metto in tavola anche una frittatina con la salsiccia e i cipollotti?".."Tesora, sei una tesora, sei una fucina di idee, va bene quando fai così, quando sei così non fai paura".
Grazie Ferrari, mi servivano queste parole, per farmi capire che ti eri accorto del mio lento isolarmi dal mondo, grazie per avermi aiutata e spinta ad uscire.
Il dopo è fatto di una porta che si chiude alle spalle degli ultimi ospiti che se ne vanno, di un sorriso che scalda, di occhi che si guardano attorno e dicono che a mettere in ordine ci penso domattina, domani andrà tutto meglio e tutto bene, è stata una Signora Serata, il peso che avevo sullo stomaco si è allentato, se mi metto di impegno ce la posso fare per scioglierlo del tutto, ci vorrà tempo, ma domattina andrà tutto a meraviglia, domattina ci sarà tempo per ripercorrere i bei momenti della serata, mentre con le mani velocemente riempio e svuoto lavastoviglie, lavo e asciugo bicchieri e raccatto piatti in ordine sparso.
E' andata, è andato tutto bene, i programmi da qui ad un mese sono stati fatti, adesso bisogna solamente cominciare ad affinarli.