AVVENIMENTI E NEVICA

Stamattina mi ha telefonato la mia sorella.
Ultimamente mi chiama spesso.
Mi è sembrata strana, mi ha dato l'impressione che volesse dirmi qualcosa, ma non sapesse da che parte cominciare.
Mi è sembrata precipitosa la sua domanda di rito: "Come stai? Sei a posto?".
Non ho avuto il coraggio di chiederle se aveva bisogno, ho tentato di saggiare il terreno chiedendole di suo marito, del nipote, volevo sentire con che voce mi rispondeva.
Ma mi ha lasciato addosso quella sensazione sospesa.
Non ho avuto il coraggio di chiederle se avessero avuto delle riunioni, degli incontri.
Non ho voluto forzare la mano, non ho voluto fare la figura della ficcanasa.
Ma adesso ho addosso quella sensazione, quell'impressione di mano tesa in cerca di aiuto.
Intanto la neve ha smesso di cadere, si sta risolvendo tutto nell'ennesimo pantano.
Intanto mi sto preparando ad un incontro sabato mattina, mi sto preparando ad abbandonare la Tata e il Ferrari per dedicarmi ad un mio spazio piacevole, nella quale sono stata coinvolta, messa a parte da diverse settimane, e voglio essere presente a questo incontro, per uscire un po' dal giro solito di casa e Tata del sabato.
Intanto mi preparo a nuovi incontri e a nuove conoscenze.
Mi piace questa sensazione.

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NEBBIA

Anche oggi nebbia, nebbia che si taglia con il coltello, fitta, grigia , fredda e penetrante.
Però oggi questa nebba ha fatto dei danni alla mia serentià.
Due incidenti causati dalla nebbia nel giro di un'ora.
Il primo mentre andavo a far colazione, con fila dovuta al senso unico alternato, un camion di traverso sulla strada, un'ambulanza che correva verso l'ospedale a sirene spiegate, ma, a parte il camion di traverso e alcuni segni per terra, non si è visto nulla. E si sa, occhio non vede, cuore non duole.
Per rientrare a casa decido di evitare la strada fatta in precedenza, decido di girare  attorno alla strada principale, rientro per la parallela.
E la nebbia si infittiva sempre di più, non si vedeva nulla attorno, solo nebbia, nebbia grigia e fredda. Al primo e unico semaforo, vengo sorpassata da 2 camion dei vigli del fuoco, ma chi ci fa caso? Sono diretti verso una zona industriale, qualche capannone a fuoco o qualche mezzo pesante ribaltato, cose di ordinaria amministrazione.
Invece no, un km. prima di casa il secondo incidente, appena successo, l'automobile in un campo a fianco della strada, ribaltata sul fianco del guidatore, i camion dei pompieri, ambulanza, auto-medica del 118, vigili urbani e tanti vigli del fuoco che correvano, che si affannavano attorno a questa auto per estrarre il guidatore, medici e infermieri che arrivavano con tutti i mezzi possibili ed inimmaginabili per aiutare questa persona.
Il tutto visto mentre i vigli avevano fermato un momento il traffico per permettere ai soccorritori di fare il loro dovere, ma poi, via, via veloci, esortati dal mulinare delle braccia dei vigiliche ci esortavano a lasciare libera la strada il prima possibile.
Una brutta sensazione di freddo è scesa dentro di me e, mentre parcheggivo l'auto sotto casa, si è visto l'elicottero medico dirigersi verso il luogo dell'incidente.
E il freddo è diventato ghiaccio, e un pensiero balenante attraversa le mente:
"Non c'è due senza tre…..e io ho per la strada, con la nebbia, il Ferrari, Figlia e Compagno"

IL PRIMA E IL DOPO

C'è un prima della cena e si sarà anche un dopo.
Il prima è fatto di silenzio, di inventario mentale per decidere cosa cucinare con quello che si ha in casa, poca voglia di uscire per comperare qualcosa, di conseguenza ci si deve arrangiare con quello che c'è nel frigo e nella dispensa.
Il frigo parla di verdure, affettati e formaggi, la dispensa parla di uova e patate. Il freezer parla di tortellini, tortelloni con la ricotta e tortelloni di zucca.
Fatto, il menù è fatto, fatto di tortellini in brodo e tortelloni, cardi in umido, gli ingredineti ci sono tutti e si comincia ad affettare, a bollire, a pelare patate e sbattere uova.
Il tutto nel silenzio più profondo e più religioso, silenzio Cris si sta calmando, si sta concentrando per dare il meglio agli amici che arriveranno a sera.
C'è ancora tempo davanti, tempo che viene impegnato alla ricerca di quella tovaglia bianca che fa tanto amicizia, di quei piatti bianchi dove tutte e portate vengono servite, di quelle posate d'acciaio che prima vanno un po' lucidate ed infine i bicchieri, che verranno messi in tavola, ma prima bisogna chiedere il consulto del Ferrari, è lui che si occupa dei vini, delle bevande, degli aperitivi.
E rimane ancora tempo per pensare, per valutare, per guardarsi attorno in questo silenzio rotto solo da quel filo di musica che esce dallo stereo.
Quel silenzio che porta ad altre idee per l'aperitivo "Ferrari che ne dici se per l'aperitivo metto in tavola anche una frittatina con la salsiccia e i cipollotti?".."Tesora, sei una tesora, sei una fucina di idee, va bene quando fai così, quando sei così non fai paura".
Grazie Ferrari, mi servivano queste parole, per farmi capire che ti eri accorto del mio lento isolarmi dal mondo, grazie per avermi aiutata e spinta ad uscire.
Il dopo è fatto di una porta che si chiude alle spalle degli ultimi ospiti che se ne vanno, di un sorriso che scalda, di occhi che si guardano attorno e dicono che a mettere in ordine ci penso domattina, domani andrà tutto meglio e tutto bene, è stata una Signora Serata, il peso che avevo sullo stomaco si è allentato, se mi metto di impegno ce la posso fare per scioglierlo del tutto, ci vorrà tempo, ma domattina andrà tutto a meraviglia, domattina ci sarà tempo per ripercorrere i bei momenti della serata, mentre con le mani velocemente riempio e svuoto lavastoviglie, lavo e asciugo bicchieri e raccatto piatti in ordine sparso.
E' andata, è andato tutto bene, i programmi da qui ad un mese sono stati fatti, adesso bisogna solamente cominciare ad affinarli.

PER VINCERE

Oggi per vincere il senso di ansia, di panico e di angoscia che mi attanaglia ho pensato bene di organizzare una cena con gli amici.
Certo i soliti, la coppia di Ferrara, la coppia del condominio e lp'amico rimasto solo 2 anni fa.
Ecco, oggi per vincere il marasma che ho dentro mi affido alle "cure" degli amici, gli Amici con la "A" maiuscola.
E domani è un altro giorno.

QUELLE CHE……….

………quando si svegliano al mattino e sentono un qualche dolore nuovo subiti si chiedono "E adesso cosa mi sta venendo?"
……… Che difficilmente si rivolgono al medico per una banale influenza, tanto è roba da ridere, dopo quello che hanno passato!
………. che nelle sale d'aspetto dei medici hanno sempre il naso sprofondato nel libro e l'Ipod nelle orecchie per non ascoltare la gara a chi ha la malattia più grossa.
……….. che prima di assumere qualsiasi medicinale si leggono tutto il "bugiardino" per il terrore di assumere una qualsiasi cosa che possa scatenare di nuovo il cancro.
……….. che vivono tutti i giorni della vita intensamente e con il sorriso sulle labbra perchè ogni giorno che passa è un passo avanti nella guerra al cancro
……….. che quando non stanno bene e si beccano un qualsiasi virus gastrointestinale vengono messe ko dalla nausea, perchè la nausea proprio non la sopportano più ed è legata a ricordi orrendi.
……….. che detestano il colore rosso perchè dopo la FEC quel colore è legato a bruttissimi ricordi.
……….. che insorgono davanti alla bottglia di acqua minerale di nuova generazione, perchè è talmente rossa, ma talmente rossa che la mente ha subito un flash e si sentono subito in bocca il sapore del veleno che è passto attraverso le loro vene.
……….. che quando sentono di una qualsiasi altra persona che sta cominciando un lungo percorso di interventi, chemioterapia e radioterapia, sono subito solidali e una lacrima scende dai loro occhi.
……….. che hanno ben stampato a fuoco nella mente il calendario dei controlli semestrali, fingono indifferenza spargendo post-it per casa, ma potrebbero benissimo farne a meno, non se ne dimenticano, quelle date sono impresse a fuoco nella loro memoria.
……….. che sono sempre impaurite dall'approssimarsi dei controlli e perdono completamente la freddezza all'avvicinarsi del momento e cadono in paranoia, drpressione e una paura più grande di loro si impossessa della loro mente.
………. che sono sempre vicine alle amiche in qualsia momento sia per ridere che per piangere.
……….. che la parola  CANCRO ha cambiato radicalmente la loro vita.

BOZZOLO

Oggi sto bene nel mio bozzolo, fra le mia 4 mura, dentro la cerchia del paese.
Oggi non c'è la voglia di uscire dal cerchio per una vita socialmente interessante.
Oggi va così, ogni tanto si ha voglia di silenzio e di ritmi blandi.
beh, oggi è così per me.
Non ho voglia di socializzare, non ho voglia di vedere nessuno, mi va solamente di starmene per i fatti miei a fare le mie cose, in silenzio con solo la radio che tiene compagnia.
Non ho voglia di compagnia o di personeche mi possano impegnare in conversazioni che dovrebbero essere per forza politicamente corrette.
Oggi me ne starò sola nel mio mondo, con appena appena un puntatina fuori per un impegno preso precedentemente, poi basta, mi concederò il lusso della Tata, la biblioteca con lei, la cena con lei e l'uscita serale con lei.

ANALISI DA BAR

Mamma L. non ti offendere, la mia non vuole essere una critica, ma è un mio pensiero, forse perchè anche io mi rispecchio nelle parole di tua sorella piccola.
Sei una persona che mette soggezione, tu non te ne rendi conto, ma dai soggezione, almeno a me fai quell'effetto.
Lo sappiamo tutte che la tua è solamente apparenza, però, ci vuole tempo prima che la sensazione di timore possa passare, prima che i rapporti con te si possano sgelare.
Le prime volte che ti vedevo, e ormai sono 3/4 anni che ci conosciamo, pensavo tu fossi timida, ti squadravo, non capivo, temevo sempre di dire qualcosa che ti avrebbe fatta fuggire.
Poi questa sensazione si è tramutata, è cambiata. Temevo che tu mi trovassi troppo irruenta, troppo diretta, temevo di offenderti tutte le volte che parlavo, a volte avevo la sensazione che tu non capissi i miei pensieri contorti, e da lì scattava la molla del mio rinchiudermi, temevo che tu mi considerassi "vecchia", "antiquata", proprio una nonna  quale sono.
Poi il tempo passava e io continuavo a guardarti, a prenderti le misure, ma tu continuavi ad essere un mistero per me, e più passava il tempo e più il mio timore nei tuoi confronti aumentava, finchè a forza di frequentarci le mie opinioni nei tuoi confronti cominciaono a cambiare, ma rimanendo sempre sulle mie, la soggezione che mi incutevi rimaneva, persisteva.
Non riuscivo a capire come mai con le altre mamme eri così spigliata, o almeno ai miei occhi fossi così spigliata, mentre con me, sempre ai miei occhi,tu fossi sempre così distante, a volte un po' persa.
Sai mamma L. che c'è stato un momento in cui tu eri il mio ideale, in cui ti prendevo ad esempio, un momento durante il quale, quando mi arrabbiavo con la Tata, pensavo a te, alla tua calma con i bambini, e mi immedesivamo in te.
Ci sono stati dei momenti in tutti questi anni in cui ti vedevo lontana, distante, tu ascoltavi, parlavi poco, ma eri sempre presente.
A volte questo tuo presentarti così distante mi faceva venire il dubbio che tu non stessi ascoltando quello che succedeva attorno a noi.
Ma continuavo a ripetermi che era tutta una finta la tua, che era una corazza posticcia, che dovevo insistere nei miei tentativi di piacerti, dovevo insistere nei miei tentativi di perforare il tuo mondo.
Quanto sbagliavo! Ero io che, come rappresentante del genere umano più contorto, mi arrovellavo per nulla. In te non c'era nulla di tutto questo, sei solamente diversa come carattere da me, da tutte le altre mamme.
Tu hai il tuo modo di fare, di agire che mette soggezione, che spiazza, ma è tutta apparenza.
O, per meglio dire, è il tuo carattere, sei una persona in gamba, con un bel carattere solare e molto maturo, ascoltarti parlare è un piacere, anche tu, come tutte le altre mamme amiche, sei una fonte di ispirazione con le tue idee, con il tuo modo di fare, con le tue risate e la tua voglia di essere allegra, frequentare persone allegre e positive. Non per questo, però, sei superficiale, anzi, quando c'è da parlare seriamente è un piacere ascoltarti e c'è tanto da imparare da te.
C'è solamente una cosa che ci divide: il tuo uscire di scena per…..fumare.
Insomma mamma L. tutto questo per dirti che sei una gran bella persona.