LA MENTE

La mia mente è stanca.

Ho quella stanchezza mentale che tarpa le ali, quella stanchezza mentale che ti fa fare mille progetti., ma poi non ne porti a compimento nessuno.

La stanchezza della mia mente mi fa desiderare di leggere e leggere solamente.

Leggere e nient’altro.

E quando, purtroppo, debbo staccare da questa attività comincia la maliconia, la tristezza e a volte l’intolleranza nei confronti di chi mi sta attorno, che poveretti non ne hanno nessuna colpa.

La mi mente stanca mi porta ad essere ancora più solitaria, a tagliare tutti i ponti, a non sopportare più il rumore e le persone che non rientrano nelle miei cerchie solite.

La mia mente stanca mi porta a frequentare luoghi e pretendere il silenzio, come se dovessi vivere eternamente in una biblioteca.

La mia mente stanca mi fa apprezzare sempre di più le passeggiate serali a quattro con il Ferrari ed una coppia di amici storici,, con i quali le chiacchiere sono leggere ma non stupide, allegre ma non insulse, con i quali i silenzi non sono imbarazzanti.

La mia mente stanca chiede solo di aver pazienza con lei.

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BLOG E FACEBOOK

Il blog è uno scrigno, una scatola, un luogo nel quale mi rifugio, un luogo nel quale metto a nudo le emozioni e i pensieri.
il blog è un luogo di incontri importanti, dove le persone che conosi e che ti conoscono trovano il lato più umano e vero di me stessa e di loro stessi.
a lungo andare sul blog non puoi essere quello che non sei ,non riesci a portare avanti una finzione e i veri sentimenti vengono prima o poi messi a nudo, nel bene e nel male.
il blog è uno scrigno nel quale rinchiudere tutte le emozioni, i pianti e le risa, uno scrigno prezioso per tutte le paure che in esso vi sono rinchiuse.
il blog è una scatola nella quale poter chiudere le paure e i risentimenti con un coperchio e aspettare che passi la tempesta.
Facebook è la rabbia del momento che viene messa fuori nelle peggiori condizioni.
Facebook è la cretineria che quotidianamente esce, facebook è il luogo dove non si sviscerano i sentimenti e i pensieri.
Facebook è il lato oscuro del blog.

NE APPROFITTO

Di questa ultima giornata senza impegno della Tata per pensare e cucinare, cucinare e pensare, mentre taglio la verdura, mentre mescolo gli ingredienti, mentre rosolo la carne e mentre tengo d’occhio il ragù che bolle lentamente sul fuoco.
Bolle piano piano come una volta, come a casa dalla nonna quando noi nipoti eravamo tutti piccoli, le zie non erano ancora tutte sposate ed era sempre una baraonda, ma quando bolliva il ragù si andava, prima o poi, tutti a pucciare con il crostino di pane per saggiarne la salatura.
Gesti seppelliti in fondo all memoria, che riafforano solo con il profumo di questo ragù che bolle e cuoce piano piano, per poi, in futuro, andare a condire le tagliatelle.
Questa mia cucina che non assomiglia nemmeno lontanamente a quella che vorrei, a quella dei miei sogni, all’interno di un grande spazio nel quale raccogliere amici per cucinare e mangiare assieme, spazio nel quale raccogliere gli affetti per sentirsi coccolati e protetti nei momenti di paura e di tristezza.
La cucina, il cucinare come terapia per lenire un po’ l’oppressione, nell’attesa che le paste lievitino, nell’attesa che gli ingredienti si amalgamino, nell’attesa che tutto sia pronto e cotto, ecco lì si ha il tempo di pensare, rimettere ordine nei pensieri e nell’anima, si ha tempo di cercare conforto nei ricordi e nei sorrisi.
E durante tutte queste attesa rimane anche il tempo per aggiornare la lunga lista di libri da leggere, da aggiornare, togliendo quelli già letti, cercando in quale biblioteca poter trovare quelli nuovi da aggiungere e sapendo che prima o poi, con i libri e con la cucina gli strappi interni si riaggiusteranno.
E’ solamente questione di tempo e di pazienza.

IL SACRO FUOCO

Del repulisti, del riordino.
Ho buttato scatole di scarpe vuote, scarpe con tacchi e punte improponibili.
Scarpe che stazionavano lì, a prendere posto, scarpe che non avevo il coraggio di buttare, con sempre una vocina in sottofondo: "E se poi…?.
E se poi cosa? In alcune mancavano i lacci, alcune erano talmente consumate che erano ormai sfondate, alcune addirittura nelle pieghe erano rotte, quindi….via, via tutto, bando ai sentimentalismi, si fa pulizia nella scarpiera, così, almeno, se decido di comperare un paio di scarpe nuove non mi sento in colpa.
Ho buttato le scarpe che indossavo il giorno della visita chirurgica di 8 anni fa.
Scarpe che mi hanno seguita in tutte le tappe importanti di 8 anni fa.
Ma che ormai erano distrutte e importabili, quindi…via nella spazzatura, non aveva più nessun senso tenerle, ormai non funzionavano più da porta-fortuna, il loro posto è stato preso da altri oggetti.
E poi non vorrei più nulla attorno che mi ricordi questo periodo di 8 anni fa, i ricordi sono dentro di me, indelebili al passare del tempo.
E 8 anni fa in questi giorni avevo già affrontato il primo intervento, aspettavo l'esito istologico, con ancora tanta speranza di cavarmela a buon mercato, stavo cercando di metabolizzare quello che era successo, quello che sarebbe successo in futuro e come stava cambiando la mia vita, sempre che avessi avuto un futuro immediato e lungo.
Sì, perchè 8 anni fa, non riuscivo a fare nessun progetto per il futuro, la mia vita veniva scandita da tempi di attesa nel giro di un mese, il mio futuro andava da lì ad un mese, senza sapere cosa sarebbe successo dopo.
Intanto 8 anni pieni e intensi sono passati, e in queti 8 anni i progetti hanno avuto cadenze sempre più lunghe, adesso guardo a progetti di là a venire negli anni.

OGGI

Oggi tocca alla Figlia compiere gli anni.
34, bella età.
Oggi vorrei regalarti tutto quello che non ho potuto regalarti gli anni passati.
Oggi vorrei poter tornare indietro di 30 anni per poter essere la madre che non sono mai stata, per poterti guardare crescere e crescere assieme a te.
Forse, se ciò fosse successo, non ci sarebbero state tutte le incomprensioni fra di noi, che ti portarono a scelte difficili e difficilmente condivisibili.
Ma tutto questo è acqua passata, e acqua passata non macina più.
Godiamoci il presente e il futuro che abbiamo davanti.
Vorrei coprirti di regali azzeccatti, vorrei poterti regalare tutto quello di cui necessiti, per poterti dare la tranquilità e la serenità che ti meriti.
Vorrei regalarti mille e mille euri così potresti realizzare tutti i tuoi sogni, ma anche tutti i tuoi capricci, perchè è giusto che il giorno del proprio compleanno una persona possa esaudire anche i capricci, perchè i capricci sono quel pizzicorino che fanno andare avanti nei momenti di fatica fisica e mentale.
Ma visto che non possiedo tanti eurini da donarti per soddisfare i sogni e i capricci, mi limiterò a regalarti 2 libri, sapendo che saranno apprezzati, forse, più di  mille e mille eurini, sapendo che te li regalo con il cuore in mano e che li ho scelti per te, apposta per te, andando incontro ai tuoi gusti in fatto di letture.
Oggi ti scaldo con tanti baci e tanti abbracci virtuali, ma anche con tante tante occasioni per poterti aiutare in tutti mondi, l'unico modo che conosco per aiutarti è questo: starti vicina e farti sempre sapere che in caso di bisogno io ci sono e ci sarò.
Intanto questa sera goditi la cena con il Compagno, che alla Tata ci penso io con il Ferrari, poi, domani è un altro giorno.

CONDIVIDERE

Occhei. Gran cosa il condividere, il condividere fa bene, è una medicina che non ha controindicazioni sul fisico, è una medicina che cura l'anima, ma non danneggia lo stomaco o il fegato o i reni.
Condividere è utile,  aiuta a confrontarti con persone che hanno vissuto o stanno vivendo la tua stessa esperienza, aiuta perchè quado parli, chi ti ascolta, sa di cosa stai parlando e non ti devi dilungare in inutili spiegazioni, a volte anche faticose.
Ma non tutto si può condividere in pieno, non tutto si può cindividere apertamente.
Ma a volte il tuo essere disposta a condividere e ad ascoltare chi vuol condividere, chi suona alla tua porta o al telefono, diventa difficoltoso, anche se in quel momento la tua mente si distoglie dall'ansia, dai fatti che stanno causando tanto malessere, e il dover mettere in moto la testa per concentrarsi sulle parole di chi ti sta parlando in quel momento, è un bel momento, specialmente quando all'improvviso si coglie l'idea vincente.
Ma poi tutto torna come prima.
E oggi si cucina all'inverosimile: ciambelle, biscotti, polpette impastate a mani nude, ragù vari, bolliti,salse per accompagnare bolliti e arrosti.
Si cucina vicino ad una finestra inondata dal sole, sperando che un raggio possa scaldare il viso e il cuore.