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NECESSITA’ PRIMARIE

Le necessità primarie sono poche e basilari.

Per un neonato sono il latte materno, il contatto e l’abbraccio della mamma.

Per una ragazzina è sapere di essere amata e accettata per quello che è.

Per un  adolescente è scoprire il mondo ed i sentimenti accompagnata nel miglior modo possibile.

Per una donna adulta è la sicurezza per poter girare sempre a testa alta.

Per chi sta attraversando un momento impegnativo è il sapere e poter contare sull’appoggio delle persone che hai al fianco.

Per me è riuscire a passare una giornata serena, con le forze fisiche e mentali che mi permettono di reggere tutti gli urti.

Per me, le necessità primarie, sono poche e semplici.

Come la serata passata ieri sera, in buona compania, tranquilla parlando e lasciando da parte, almeno per un  paio di ore, i pensieri e le incognite del domani.

Una serata quasi magica tanto il senso di benessere è stato prevalente e preponderante.

Una serata che si è potuta realizzare grazie alle persone che ci circondano e ci prendono per mano sorregendoci.

Le necessità primarie sono gli amici, vicini e lontani, che ci sono sempre.

GELATO

il rito della sera, il gelato sul divano.

Il rito della sera, televisione magari con un bel film, altrimenti mi consolo sapendo che passerò un paio di ore al fianco del Ferrari in silenzio.

il rito della sera, uncinetto guardando o ascoltando la televisione.

Il rito della sera ieri sera, e da un paio di giorni a questa parte, è gelato, televisione e uncinetto, per soffocare il marasma dentro di me.

Marasma fatto di energie che vanno e vengono lasciandomi senza respiro, di pensieri, marasma che a sera mi lascia senza forze.

Ed è una settimana forse nemmeno tanto impegnativa, ma è una settimana che mi lascia con quel piccolo senso di insoddisfazione, che  serpeggia e mette di malumore, togliendo altre energie.

e allora aspettiamo il rito della sera, quando finalmente tutto è silenzio, silenzio interrotto solamente dalla televisione e dalle parole scambiate fra me e il Ferrari.

Il rito della sera: gelato, televisione, uncinetto e chiacchiere pacate

 

PIZZATA

Ieri sera ho fatto il primo passo per un graduale rientro alla normalità dopo la morte di Anna Lisa.
Era dal 30 settembre che noi "Apprendisti lettori ad alta voce", dopo la performance di
Calderara incanta, ci eravamo dati appuntamento  ieri sera in pizzeria per una pizzata, quattro risate e tanto auto-incensamento tutti assieme.
Mai avrei immaginato che nel frattempo mi sarei trovata nelle condizioni di voler disdire l'appuntamento perchè non ne avevo voglia, perchè non mi sentivo ancora pronta per un'occasione del genere, perchè la mancanza di Anna Lisa si fa ancora sentire, insomma non ne avevo voglia, ma alla fine, memore del post di ieri, mi sono auto-violentata e sono uscita.
Complice anche l'amica che mi ha telefonato proponendomi di andare assieme e a piedi per aver l'occasione di fare due
chiacchiere, complice anche l'aver scoperto su FB che una delle lettrice compiva gli anni, complice la mia voglia di onorare Anna Lisa con una uscita amichevole, insomma resta il fatto che sono andata.
E vi dirò che la serata anche stata tanta piacevole, c'erano le due ragazze di ReMida, l'organizzazione che ha sponsorizzato l'iniziativa, e c'era pure il nostro Maestro, al quale siamo riuscite a strappare la promessa di iniziare un corso avanzato e l'abbiamo coinvolto nel pomeriggio che abbiamo organizzato per l'8 dicembre.
Ho mangiato con gusto, la pizza e anche il dolce, sentomi tanto bene, la compagnia ha fatto tutto il resto, mi sono persino esibita nel racconto delle due domeniche al mare in un bar che non aveva il teà…le risate sono state tante alla fine di questo racconto, mi hanno detto che "…sono un anmale da palcoscenico" (mi sorge il dubbio che mi stessero prendendo per i fondelli).
Peccato che al rientro qualcuno abbia menzionato "..quella sfortunata ragazza di Livorno che si era sposata il 15 agosto e che la settimana scorsa è morta".
Una voce interiore mi diceva di tacere, di non aprire bocca, di far finta di niente per non rimettermi a piangere, ma io non sono quella che conta prima di dare fiato, e mi sono messa a piangere, lasciando nello sconcerto tutti, e a quel punto ho dovuto spiegare.
E mi ha fatto bene, ho pianto tanto, mi hanno consolata, mi sono sentita imbarazzata per lo scompiglio creato, ma alla fine sono stata bene, ho parlato di Anna Lisa a qualcuno al di fuori di noi cancer blogger, ho parlato di Anna Lisa con qualcuno che non sapeva nulla della nostra amicizia.

IERI SERA

Le mie papille gustative hanno fatto la hola.
Il mio senso del gusto ha ringraziato.
Ho mangiato il GELATO*, il gelato più buono in assoluto.
Burroso, cremoso, mascarponoso, gustosissimo, con un gusto che riempie la bocca fin nei meandri più nascosti e che non sai di avere.
Il gelato della
Cremeria Funivia  di P.zza Cavour.
E' un gelato che non ti puoi permettere di mangiare tutti i giorni, altrimenti i trigliceridi, la cellulite e il colesterolo s'impennano, ma…….una volta alla settimana è obbligatorio  per rimettersi in pace con il mondo e con sè stessi.
E' una esperienza che riempie il cuore, manda in estasi la mente e mette a tacere la lingua.
In quel momento lì, non hai tempo di far salotto, sei impegnata a mangiare, a degustare, ad assaporare fino in fondo il gusto e il sapore di questa panierina che hai fra le mani, e vorresti che non finisse mai.
E' una sensazione di totale appagamento, è una gratifcazione sublime, è un mettere nella cassaforte della memoria tutto il gusto che puoi per poi rispolverarlo nei momenti di tristezza.
E' il programmare la prossima fuga in centro città con già i 3 luoghi da toccare:
la Biblioteca della Sala borsa, la pizzetta di altero e il gelato della Cremeria.
Dopo questo tour, puoi benissimo tornare a casa, trovare la casa ancora sottosopra, ma non ti interessa, sei un pace con il mondo e con te stessa.

* naturalmente ho scelto i gusti più "porcelli": alice, che è crema di cioccolato sciolta sul fondo del cestino e mascarpone buttato sopra, e la crema classica. Una libidine!!!!

IL MONDO SI ALLARGA

Le conoscenze aumentano e le presone nuove che entrano in questo mio mondo, possono dare tanto.
C'è il riconoscersi e un "Ciao" che arriva fino agli occhi che ridono, un "Ciao" che ti fa capire la contentezza dell'averti trovata.
E in queste nuove persone ci credi, perchè vi unisce la voglia di leggere, vi unisce un mondo fatto di libri e di voglia di condividere la passione per le letture.
E le nuove persone rimangono sorprese quando ti vedono alla festa della materna a consolare una "piccolina" che piange disperata e non vuole partecipare alla recita, ma rimangono ancora più stupite quando vedono che la "piccolina" si è calmata e partecipa alla festa, e tu la saluti e la applaudi con entusiamo, e con maggiore entusiasmo applaudi alla Tata, che non ha voltuo mancare alla festa di fine anno nonostante i 38,2 di febbre.
E tu rimani ancora più stupita quando ti rendi conto che hai ancora le energie per consolare la Tata che vaneggia con la febbre, che l'assisti tutta notte cambiando le bende fresche che le hai messo sulla fronte per arginare la temperatura che si sta alzando.
E rimani ancora più stupita quando, stanca morta, stramazzi sul divano e capisci che in tutta la giornata non hai letto nemmeno una riga del tuo amato libro, ma dovevi andare ai 4 lati della città per i regali da comperare alle due bimbe che hanno compiuto gli anni in questi giorni, dovevi andare a recuperare un'amica per poi andare con lei a ritirare il cibo per la festa di venerdì alla materna.
E rimani ancora più stupita quando passi un sabato stupendo con il Ferrari, finito con una cena fra Amici dove, fra una battua e un'altra, fra un ricordo e l'altro ti rendi conto che sono quasi 40 anni che vi conoscete e a quel punto far venire le 2 di notte è un gioco da ragazzi.
Ma non rimani stupita quando ti rendi conto che questo mondo che si allarga è abitato anche da persone che tentano di infangarlo, persone frustrate che non ci riusciranno, perchè  le meglio persone, sono la maggioranza.

DOPO

L'ennesima levataccia all'alba per raggiungere la Tata.
Una tazza di teà alle 6,30 con in mano il libro di turno, già letto e riletto tante volte, ma sempre con tanta emozione.
La consegna della Tata alla materna e aver detto alle maestre:
"Domani la Tata non viene, sta tutto il giorno con la nonna, andiamo a far vedere i piedini alla dottoressa e dopo stiamo assieme da sole".
Dopo averla salutata con tanti baci e abbracci e la promessa quotidiana.
Una chiacchierata rassicurante con il dott Z, con un piano già predisposto, con qualche aggiustata del tiro e il rientro a casa con il cuore più leggero e l'adrenalina che prende il sopravvento sulla paura del futuro immediato.
Con l'orgoglio di aver fatto tutto da sola, con il sollievo di essere riuscita a camminare da sola con le mie gambe, senza stampelle.
E l'attesa della cena serale con un gruppo di amiche, sapendo che saranno tante parole, tante frasi e tante risate assieme, che aiuteranno ad affrontare i tanti domani davanti.

DIGESTIONE

E' stata una notte lunga e laboriosa.
E' stata una serata serena e ricca di risate e belle parole.
E' stata la serata di America Graffiti.
Un mix di hamburger, pane, pomodoro, cipolla, formaggio e milk shake si sta agitando dentro di me.
E il cinghialotto stanotte ha fatto baldoria.
E tutto questo sta producendo una leggera sudorazione, a volte qualche ruttino di assestamento.
Sarà una giornata lunga, cercando di trarre il massimo beneficio dalle ore trascorse assieme, cercando di allontanare il più in fretta possibile l'arlia  dei giorni passati.
Cercando di digerire il tutto prima di sera e con minor danni possibili.

ORDINE

E' stata una magnifica serata, con la gente giusta e la muscia giusta.
Adesso ne sto pagando le conseguenze con il neurone che russa, mi sento l'ovatta dentro alla testa, ma ne è valsa la pena.
In questi ultimi 3 giorni si sono messi tutti d'impegno per non farmi pensare, per non farmi piangere, per non lasciarmi sola a piangermi addosso.
In questi ultimi 3 giorni ho capito che le scelte fatte 7 anni, a livello di amicizie, sono state scelte sofferte ma valide.
7 anni fa ho sofferto tanto nel rendermi conto che non tutti erano "amici", 7 anni fa ho sofferto quando il mondo mi è crollato addosso, 7 anni fa sono stata molto male quando ho dovuto chiudere in faccia la porta a persone che credevo tanto amiche.
Ma la sofferenza di 7 anni fa è stata largamente e abbondantemente ripagata.
Adesso raccolgo i furtti delle sofferenze di 7 anni fa.

PARLIAMO DI NIENTE

london night Va' che è meglio.
Si parla di niente, come deve essere, ma si ride tanto, si canta e ci si muove a tempo di musica.
Pink Floyd, Led Zeppelin, AC/DC, Sex Pistol e tanti altri, mixati e suonati a tutto volume.
Ci si butta nella London Night con le migliori intenzioni e non vengono disattese.
Tre ore passate a ridere a crepapelle, con le persone giuste che non si tirano indietro, che si mettono in gioco e tornano giovani, dando il meglio di noi stessi.
Alla fine di tutto si prova tanta allegria, tanta leggerezza nel cuore e nella mente..
Abbiamo fatto una colletta per comperare un megafono giocattolo dal pakistano di passaggio, abbiamo eletto Marione nostro portavoce con il megafono, abbiamo fatto l'ennesima colletta per comperare il ventilatorino luminescente dall'ennesimo pakistano di passaggio.
Abbiamo mangiato e  bevuto ridendo, ridendo di gusto e con le lacrime agli occhi, con il rischio di soffocare per il troppo ridere.
Abbiamo coinvolto i tavoli a fianco nella nostra allegra baraonda, anche se , i tavoli a fianco, sul momento ci guardavano un po' con l'occhio impallato, stravolto, non capivano.
Ma alla fine si sono lasciati coinvolgere.(Non potevano fare diversamente)
Abbiamo movimentato la serata con le moto e alla fine il gestore del locale ci ha offerto il primo giro di bevute , pregandoci di tornare alle successive serate che organizzerà.
Si parla di niente, si ride di tutto, fin quasi allo sfinimento, fino a tarda notte, per poi crollare di un sonno allegro nel letto, mettendo da parte le paure e gli incubi.
E al risveglio è tutto più luminoso anche se il sole è un po' appannato.