DI GIORNI PASSATI

Anche Pasqua è passata.

Come sempre un po’ sottotono, non è una festività che sentiamo più di tanto.

Resta il fatto che l’abbiamo passata in famiglia, ma famiglia molto ristretta: io, il Ferrari, la Tata e Compagno.

Ci siamo concessi un pomeriggio di Pasqua a Ferrara, per visitare il Castello.

La Tata è rimasta estasiata, rapita dalla grandezza e dalla magnificenza dei soffitti, come del resto pure noi, nelle tante nostre escursioni a Ferrara non l’avevamo mai visitato. E’ stata una bellissima esperienza.

adesso archiviamo anche questo periodo e ci proiettiamo direttamente verso le vacanze estive, abbiamo tante idee, tanti progetti, staremo avedere.

Ma intanto non rompete questo silenzio, che cura, che culla.

UNA RICARICA DI ENERGIA

Una pedalata, una metà da raggiungere.

In silenzio, da sola e al sole.

Attraverso parchi e giardini, su piste ciclabili e vialetti ricoperti di foglie gialle,rosse e marroni.

Niente e nessuno che rompe questo equilibrio, fra me, la mia bicicletta, la pedalata sciolta e il paesaggio che mi circonda.

Silenzio e natura a pochi chilometri dalla città.

Silenzio, rotto solamente dal vento che ogni tanto si alza, dal rumore lontano di una strada e dalle foglie smosse dal vento.

Una ricarica di energia per i giorni a venire che saranno importanti e passati fra un esame e l’altro.

Magia di un mese di novembre colorato di giallo, rosso e marrone.

POST AD ALTO CONTENUTO DI NOIOSITA’

Vedrò di essere breve, non mi sopporto più nemmeno io.
Sono in riserva d’aria, d’ossigeno e di energia.
tutto mi stanca e mi affatica.
ho perso lo sprint e questo mi affatica ancora di più.
non riesco a riprendermi dalla perdita dello zio, non riesco nemmeno a trovare le parole per consolarmi e consolare.
stamattina ho incontrato la Zia T. ed ora sono molto provata, abbiamo parlato, ricordato ed io sono stata ad un passo dalle lacrime.
pochi minuti fa, l’amica V. mi ha inviato la foto delle bomboniere fatte per la sua bimba (AmicaDelCuore della Tata) e un fiume di lacrime ha cominciato a scorrere.
domenica abbiamo toccato il fondo passando qualcune ore di nuovo al pronto soccorso con la Tata, si è leggermente storta la caviglia sana, naturalmente i medici hanno pensato bene di radiografare la caviglia con il gesso, anzichè quell’altra, io sono andata in iperventilazione al pensiero che potessero sbagliare la diagnosi, così sono rimasta vigile, attenta e sul chi vive per tutto il tempo, esaurendo così, definitivamente, le ultime briciole di energia.
tutto mi pesa, tutti mi stancano, avrei solamente voglia di silenzio e solutudine, di non aver nessuno attorno, per potermi ascoltare e ascoltare il rumore del silenzio, che è tanto terapeutico e consolatorio.
ma poi passa, eh….

MUSICA E SILENZIO

Mozart piano piano,silenzio che si fa presenza.
Un dialogo immaginario fra me e me.
Me la canto, me la suono, me la rido.
Momenti unici e rari.
Di silenzio, di passione, di meraviglia.
Rari come le perle vere in fondo al mare, rari perchè la vita moderna non apprezza il silenzio, la lentezza e il fermarsi.
Fermarsi per capirsi, per amarsi, per farsi un regalo.
Un regalo di silenzio e Mozart.

LA LUCE DENTRO E IL BUIO FUORI

E’ quello che succede al mattino, esattamente alle 5,15.
silenzio tutto attorno, fuori il buio più completo, neppure una luce accesa nelle palazzine attorno.
e la luce accesa su di una giornata che non so ancora che direzione prenderà.
silenzio interrotto dallo schermo televisivo, ascoltando con mezzo orecchio le notizie e gli avvenimenti della notte, ma giusto per avere qualcuno attorno che mi faccia compagnia, la voce di uno speaker televisivo di cui stento a sapere nome e cognome.
la luce dentro casa che abbellisce questo silenzio, che fa tanto bene al cuore, all’anima e alla mente.
la luce dentro e il buio fuori per ascoltare meglio il rumore di questo silenzio

ASCOLTARE

Le parole, i discorsi di due amiche. Ascoltare e guardarle.
Ascoltare le loro parole e associarle alla stima e al bene che mi lega a loro.
E capisco che tutto va bene, che finchè al mondo esisteranno persone del genere, non mi può succedere nulla di male.
Ascoltare il silenzio che mi circonda e trarne beneficio, sentire che dentro qualcosa si sta quietando.
Ascoltare gli stimoli e i desideri che arrivano da dentro, assecondarli alla ricerca di un po’ di pace e tranquillità, che negli ultimi tempi ha un po’ latitato.
E adesso che sono alla fase conclusiva della ricostruzione fisica, sentire il bisogno di silenzio.
Ascoltare il silenzio pomeridiano per ricaricare le batterie, sapendo che i tuoi orizzonti e la tua vita sta subendo l’ennesimo cambiamento, sapendo che stai sempre andando più “oltre”.

VOGLIA DI TIBET

quando questa voglia significa voglia di silenzio sano, di eremitaggio.

quando si fatica ad intrattenre rapporti sociali con il mondo che ti circonda, quando è di compagnia una televisione in un altra stanzache parla in lontananza.

quando al pensiero del fine settimana che si avvicina ti manca l’aria, perchè pensi che la tua monotonia viene scalfita da altre persone che hai sì voglia di avere a fianco, basta che non contrastino con i tuoi desideri.

quando anche lo shopping non ti cambia più di tanto, viene fatto solamente perchè l’armadio urla che gli abiti che contiene non ti vanno più bene e quando li indossi sembri più una salsiccia che una “ragazza” di oltre 50 anni.

quando le difficoltà fisiche ti pesano e ti affaticano più del dovuto.

ma poi una colazione con la storica amica di colazioni e qualche messaggio scambiatocon l’amica delle colazioni letterarie, risolvono un po’ la giornata.

ma poi quando leggi dell’amica in partenza sorridi e un po’ di invidia ti assale.

io eremita.