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SOGNARE

Senza titolo, con tanti pensieri in testa, con la voglia di fermarsi e riposare, pensare pensieri leggeri.

Stanotte ho sognato Boston, ho capito che lì mi sento in pace e serena.

Il sognare Boston mi ha portato a svegliarmi leggera, sognare Boston mi rilassa.

Ho capito che quando arrivo al limite sognare Boston è la mia ricerca di tranquillità.

Sognare Boston mi rimette in pace, sognare Boston può essere un fine da perseguire, per tornare a Boston, dai cugini americani che hanno il potere di scaldarmi l’anima.

Boston così lontana da qui, da tutto e i viaggi fatti a Boston sono sempre stati esperienze cariche di allegria e serenità.

Sognare Boston potrebbe essere la soluzione alla tristezza di questi giorni, alla fatica di scollinare questi giorni.

Giorni di pesieri cupi, di ansie, di problemi che si sommano e si accavallano li uni agli altri.

Sognare  Boston, i suoi parchi ed i suoi colori.

 

UNA SENSAZIONE

Una bella sensazione che mi accompagna da stamattina al risveglio.

Una sensazione di calore e di serenità.

Stanotte ho sognato mio padre.

Ho sognato che parlavamo e ad un certo punto mi ha abbracciata, un abbraccio caldo, stretto e affettuoso, come solo lui sapeva fare, come  solamente i padri affettuosi sanno fare.

Ho provato la sensazione fisica di questo abbraccio, del calore che mi stava trasmettendo.

Mi sono svegliata felice del regalo ricevuto in questo periodo un po’ bastardo, dove tutto rema contro.

Mi sono svegliata felice.

E il suo calore me lo sento ancora vicino

TRA SOGNO E REALTÀ

E’ un posto molto bello in cui si sta bene.

Ho sognato una persona, un amico con la quale sono sempre stata bene, un amico d’infanzia.

In questo sogno, con questo Amico ho rivissuto le belle situazioni di allora, i bei momenti che hanno segnato l’adolescenza e poi la vita di adulti.

In questo sogno ho ritrovato le chiacchiere, le risate e la felicità di allora. Ero felice.

Mi sono svegliata felice, con il sorriso sulle labbra.

In quel limbo fra sogno e realtà ero serena.

Mi ha fatto bene sognare questo amico.

Poi la realtà ha preso il sopravvento, non c’eri e non ci sarai più.

Ho nostalgia, il magone e tanta tristezza dentro, fra poco meno di due mesi, sarà un anno che ci hai lasciati.

Ancora e sempre nei pensieri di tante persone.

BASTA POCO

Un articolo del TG regionale ieri sera mi ha fatta piangere, mi sono commossa, ho rivissuto tutte le ore passata dentro a quegli ambulatori, a contatto con tutte quelle persone, personale infermiristico, medici e pazienti.

Tanti pazienti, tutti lì per recuperare una vita sociale normale, come se niente fosse accaduto, perchè c’è sempre qualcosa oltre le disgrazie, gli incidenti, la vita ci regala altre possiblità.

E la forte emozione vissuta ha portato ad una notte tribolata, una notte fatta di sogni sconclusionati che si inseguivano l’uno con l’altro.

E la notte sconclusionata si è trasformata in un risveglio ed una mattinata faticosa, fatta di tristezza, depressione e nausea.

Quando qualcosa mi colpisce nel profondo la nausea mi assale e se ne sta lì, buona buona, a ricordarmi tutto quello che in quel momento mi intristisce, mi scombussola.

Ma poi, basta poco, per tornare ad un livello minimo di normalità: il gesto gentile di una commessa Coop, una colazione da Jazzè, con la musica giusta in sottofondo, nessuno che urla, dove si può fare una buona colazione con calma e con calma leggere in santa pace.

Basta poco, una serie di messaggi con le amiche, e con alcune tirare fuori il malessere che mi sto trascinando dalla sera precedente, e tutto riprende la giusta luce.

Basta la telefonata della Tata, all’uscita da scuola alle 13,30, che mi chiede se deve venire a mangiare da me o s deve andare a casa…amore devi venire dalla nonna, non ricordi che stamattina ti ho anche detto che avrei cucinato la frittata?

Basta poco, come preparare il sacchettimo e il biglietto di auguri per un’amica che oggi compie gli anni.

Basta poco, basta volerlo

 

UN SOGNO DA RIFARE

Mattina strana, che segue una nottata strana.
Una notte fatta di sogni, di un sogno nel quale io sognavo di dover rifare un sogno, di un suono della sveglia che è arrivato durante questa fatica di rifare un sogno già fatto.
Un suono che mi ha di nuovo catapultata in una nuova giornata che girerà freneticamente, quando io non sono ancora pronta a salire su questa giostra che gira senza mai fermarsi, che gira incredibilmente forte creando dei vortici nei quali ci si sente risucchiati e, dai quali, non si vede via d’uscita.
Oggi poca voglia di girare, oggi il cielo è grigio, ma almeno non c’è la cappa di nebbia di ieri, una finestra che dà sullo stesso panorama tutti i giorni, a tutte le ore che inesorabilmente passano anche qua dentro.
Oggi manca la volontà di salire sulla giostra e di adeguare il ritmo personale, a quello imposto dalla giostra, oggi ci vorrebbe la bacchetta magica per annullare tutto oppure per dare l’andatura giusta per non cadere.

SOGNI

Tanti negli ultimi tempi, sconclusionati.
Sogni che riportano a persone che mancano, che mancano tanto.
E piango, mi sveglio piangendo e con l’umore in subbuglio.
sogni che lasciano strascichi di tristezza, malinconia e lacrime mute.
Il malumore che impera non aiuta di certo a superare la situazione attuale, di adattamento a nuove condizioni fisiche.
Sogni sconclusionati, fatti di guerra,di navi che espolodono,di un padre che manca, un padre al quale chiedo conforto, e i cui conforto mi manca tanto.
In questo periodo avrei tanto bisogno della sua spalla, anche del suo modo, a volte brusco, per avere un aiuto, una soluzione a quello che mi tormenta e che non ho ancora capito cosa sia, che mi tormenta e che mi lascia frastornata, ancora più introversa, che mi arrovella e non trovo soluzione.

TRENO

“Ci sono persone che passano la vita intera sedute in attesa di un treno, per poi scoprire di non essere arrivate neanche alla stazione” (J. Harris)

A volte ho preso il treno merci, quel treno che passa sempre in secondo piano ai passaggi a livello.

Quasi sempre ho preso treni regionali, quei treni che fermano ad ogni stazione, anche la più piccola di campagna. Da questi spesso sono scesa, guardandomi attorno, cercando di capire se la stazione che avevo raggiunto era quella di arrivo.

Solamente una volta ho preso un treno che mi ha portata dove non volevo andare, non avevo sbagliato, ma lui mi aveva caricata a bordo senza che io me ne accorgessi, senza il mio consenso. Da quel treno, da quella corsa folle, sono scesa dopo un lungo viaggio, che mi ha portata a scoprire mondi che non credevo di poter raggiungere, un treno troppo scomodo, tanto che cerco sempre, in tutte le maniere, di non riprendere.

Un treno dal quale sono scesa, per poi risalire su di un altro che mi ha portata in un mondo fatto di buio, dolore, di rabbia, un treno dal quale ho faticato a scendere, ma dal quale sono riuscita a scappare.

E ora sono sopra ad un treno lento, che a volte torna nelle stazioni già passate, ma è un treno che da qualche parte, in qualche mondo sereno mi sta portando.

 

 

HO FATTO, VORREI FARE

Ho pagato l'assicurazione.
Ho pagato 2 multe.
Ho pagato TARSU.
Ho pagato la prima rata del condominio e tante altre me ne aspettano
Ho pagato l'acconto sulle tasse
Vorrei fare un po' di shopping con i saldi
Vorrei prenotare due biglietti aerei per Boston, per novembre, per un matrimonio.
Vorrei andare a questo matrimonio per curiosità, per rivedere i parenti ai quali penso sempre con un po' di nostalgia.
Vorrei andare per festeggiare degnamente i nostri 35 anni di matrimonio.
Ma finchè
loro ci mettono il naso, i "vorrei" rimarranno solamente sogni.

POVERO TESORO

Gli ho fatto fare una notte infame.
Ha passato tutta la notte a difendersi dai calci che tiravo.
Sembravo un mulo, calciavo con cattiveria.
Non so cosa ho sognato, ma stamattina al risveglio ero ancora MOLTO arrabbiata.
E lui ne ha fatte le spese.
Mi ha confessato che, ad un certo punto, se avessi continuato con quella insistenza a calciarlo e a brontolare, mi avrebbe stesa in malo modo, tirandomi una legnata, per tramortirmi, non ce la poteva più fare, aveva paura a riaddormentarsi.
Povero tesoro mio.
Una volta ti ho tirato un pugno sotto allo zigomo, una volta ti ho spinto fuori dal letto e adesso anche calci ti sei preso.
Alle 03,04 ci sono state alcune presone che hanno pensato bene di fare un po' di movida sotto alle nostre finestre…la prossima volta scatta la rissa.
Buongiorno a tutti….e sono solamente le undici di mattina, non siamo a sera e tutto chissà cosa combino!

TUTTO SOMMATO

E' stato un compleanno alternativo, diciamo così.
La mattinata è passata a piangere ad ogni messaggio o telefonata di auguri che arrivava, e quest'anno ho pianto tanto.
Il pomeriggio l'ho passato in ospedale a parlare con l'anestesista, che alla fine,dopo aver consultato tutte le scartoffie mie e avermi ascoltata con tanta pazienza, mi ha dato la terapia di fare un giorno prima della TAC, fra l'altro mentre compilava tutta la mia cartellina si è resa conto del mio compleanno e lì c'è stato un momento ludico, di auguri, strette di mano e complimenti vari, culminato con la mia offerta di offrire e lei a alla sua assistente un caffè alla macchinetta, offerta subito accettata, che si è poi trasformata in una chiacchierata e due risate al bar dell'ospedale, mentre io raccontavo in vena comica la disavventura allergica di 2 anni fa. E comunque sono venuta via un po' più sollevata, con già l'appuntamento in mano e la speranza che mi chiamino prima del 3 marzo. Visto che vengo inserita fra una TAC e l'altra dei degenti, è brutto da dire, ma io ma io sperato subito che qualcuno "se ne andasse", così veniva posto per me…mors tua vita mea.
La serata è stata fantastica a cena con la Tata, la Figlia e il Compagno, il quale ha una grandissima dote: è spassosissimo, mi ha fatta ribaltare dalle risate al racconto delle sue avventure militaresche in Calabria con il peperoncino rosso. Sto ancora ridendo.
E la fine di tutto è stato coronato da una nottata un po' travagliata, con sogni accavallati gli uni agli altri un po' sconclusionati, segno evidente di una grande ansia in me.