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ELABORARE E RIFLETTERE

Sentire la mancanza delle ore accademiche, sentire la mancanza delle energie che mi permettevano di invitare qualche amica per un caffè, scusa banale per scambiare due chiacciere.

Elaborare il fatto che nel quasi ultimo anno, ho preferito la solitudine di un tè da sola, per non dover ripetere e per non farmi travolgere da altri pensieri.

Riflettere sul fatto che, però, se qualcuna chiama o chiede, ci sono e vado.

Elaborare e riflettere sul fatto che le energie finiscono in fretta e debbo averne sempre una  riserva da parte per qualsiasi evenienza.

Elaborare il fatto che entro nei locali pubblici del paese e cerco sempre l’angolo più nascosto per ritagliarmi, appunto, quella mezz’ora di calma, quel tempo che mi occorre per respirare liberamente, l’angolo più nascosto per non rischiare incontri.

Riflettere sul fatto che preferisco l’isolamento e, quando per caso, entrando noto persone che conosco, saluto, mi infilo in un angolo, prendo fuori il tablet e mi immergo nella lettura, ergendo una barriera con l’esterno, trincerandomi dietro la concentrazione, per smorzare qualsiasi velleità di scambiare due chiacchiere.

Quando sarò pronta ne riemergerò, ma, per favore, rispettate i miei tempi.

ANCHE OGGI

Ho messo a disposizione l’esperienza del cancro.
anche oggi mi sento distrutta, sfinita dall’aver parlato, cercato di rassicurare.
giornata pesante.
oggi come 10 anni fa.
oggi, 10 anni fa, le fatidiche parole che avrebbero cambiato completamente il corso della mia vita, il corso della vita di chi mi sta a fianco:
“Signora, qui c’è un brutto tumore, cattivo cattivo. Da ora in poi tutto passa in secondo piano, da ora in poi c’è lei e la sua salute”.

NIENTE

Non ho bisogno di niente, di nulla.

Tranne forse un po’ di silenzio, di tranquillità.

Non chiamo se non ho bisogno, chiamo se la giornata fatica ad ingranare.

Mi basta sapere che c’è sempre qualcuno, da qualche parte, pronto ad ascoltarmi in un momento di sbandamento.

Che può essere chiunque, da LaMiasorella ad un’amica, vicina o lontana.

So che posso contare su un ampio giro di persone che capiranno sempre qualsiasi parola o concetto io esprima, persone sparse ai quattro angoli d’Italia, ma persone che saranno sempre pronte.

Ma alla fine fra una telefonata parlando di bimbe, una telefonata con l’amica che ne sa, una con l’amica che mi ha sempre ascoltata, due chiacchiere con l’amica che ha esperienza, il commento dell’amica-gemella separata in culla, un sms dell’amica dolce e dell’amico di Roma e tutti i commenti degli amici virtuali, la giornata è più serena.

E così passa il tempo, sospeso fra alti e bassi, in attesa e in ascolto.

VIGE LA REGOLA CHE

Che c'è sempre qualcuno che tira un occhio ai bambini e, di conseguenza, tu puoi startene lì a chiacchierare senza nessun problema.
Che tanto capita sempre agli altri, gli altri non siamo mai noi, invece…..
Che non si è contenti del comportamento di qualche persona, ma tanto c'è sempre qualcun' altra che glielo fa notare, allora noi si ha salvi il culo e la qualcun' altra di turno si è fatta la nomea di "rompiballe".
Che per il buon andamento di un'amicizia si tace, si dice sempre di sì, perchè è faticoso mettersi in discussione.
Che si parla, si parla, si parla, si protesta, si contesta, ma sempre dal divano, alla fine dei conti, quando il gioco si fa duro, lasciamo che sia l'altra a fare il lavoro sporco.
Che si dice di peste e cormn di tutto, di tutti e di tutte, ma davanti alla faccia non glielo dici mai, anzi………
Che tanto c'è sempre qualcuno che riferisce, che radio ciabatta ha sempre notizie nuove e allora, quando decido di non dire più nulla, si viene ancora più duramente criticate e messo al bando.
Che tanto la mia vita non cambia, anzi è cambiata molto e ho capito che sto bene così e ho deciso di rompere le regole.

COMSI' COMSA'

Comsà: ore 6,10, buio, freddo e fiocchi di neve che sembrano fazzoletti. si prospetta una giornata lunga e difficoltosa.
Comsì: ore 9,00 davanti ad una brioches fresca, con crema e cioccolato, una tazza di teà caldo alla Rotonda in attesa che arrivi l'amica di turno, per due chiacchiere e la colazione.
Comsì: chiacchiere leggere mentre fuori la neve si è trasformata in piccole palle di ghiaccio, la richiesta di un consiglio, interrotta da una piacevole telefonata di un'amica con la quale si parla di

OLTREILCANCRO , della campagna pubblicitaria che stiamo facendo con i nostri mezzi, si chiariscono alcune posizioni, il tutto sempre con leggerezza e tanti sorrisi che dalle labbra arrivano agli occhi.
Comsà: l'amica della colazione, parlando del più e del meno, mi chiede cosa ne pensi della morte di Monicelli.
E lì la giornata diventa buia, grigia, le parlo della mia commozione e dello sgomento provato davanti al suo suicidio, ma anche della tanta ammirazione nei suoi confronti per il coraggio che la scelta ha comportato. Momento comsà.
Comsì: al super del paese, per una piccola spesa, mi imbatto in una offerta di pesce, i filetti di triglia in offerta, non ci penso più, decido di mettere in atto la cucinoterapia per dare una svolta ad una giornata comsà.
E ora la giornata è di nuovo comsì.

PRONTA……….VIA

Ed eccomi pronta per un altro giro di giostra.
Ed eccomi qui a far finta di niente, come se fosse un giorno come un altro. come se fosse un giorno uguale a ieri e uguale a domani.
Ed  eccomi qui a pigiare su questi tasti come se niente fosse, come la solita routine quotidiana degli ultimi tempi.
Ed eccomi qui dopo aver salutato la Figlia e Lui (lui da oggi in poi sarà il suo compagno, il papà della Tata), aver parlato del più e del meno e, dopo un rapido aggiornamento e saluto, sono usciti.
Ed eccomi qui dopo aver fatto una carezza al Ferrari beatamente addormentato nel lettone. dopo la giornataccia di ieri.
Sì, ragazzi miei, perchè ieri il Ferrari, nonostante le previsioni da tregenda, è andato al Salone della Nautica.
E tutti gli anni mi chiedo cosa vadano a fare al Salone lui e altri 3 che non comperano mai niente, vengono a casa sempre a mani vuote. Mah, misteri della fede!
E ieri è stata la giusta giornata di preparazione per oggi, nel silenzio più completo, nella solitudine più desiderata degli ultimi giorni. La preparazione per oggi, senza dover far buon viso a cattivo gioco per il pubblico astante che riempie sempre le mie giornate.
Ieri mattina il Ferrari è uscuto alle 6 e ieri sera alle 23, quando sono andata a letto, non era ancora rientrato. Ma ero tranquilla,almeno per lui, ci eravamo sentiti diverse volte durante la giornata, mi aveva tenuta aggiornata sugli sviluppi del maltempo, rassicurandomi sempre sulle loro condizioni.
Giornata perfetta per la preparazione,.
Ed ecconi qui di nuovo a pestare sui tasti del pc, facendo sempre finta di niente, come se questa giornata dovesse procedere nella banalità più completa dei giorni passati e di quelli futuri.

MA PERCHE'

Quando sbrocco non riesco a frenare la lingua? Perchè quando vedo rosso si copre il neurone e dico tutto quello che mi passa per la testa?
Ore 10,40 Poliambulatorio del paese, debbo prenotare il pap-test, so che mi debbo rivolgere direttamente all'ostetrica, entro e chiedo alla volontaria dove debbo rivolgermi, svemtolandole sotto al naso l'inpegnativa del medico. Questa senza guarda e ACIDA mi dice di prendere il numero e di rivolgermi al CUP. Porca miseria, ma prima di arieggiare le tonsille, metti in moto il cervello, le ribatto che il pap-test  NON si prenota al CUP, ancora più acida mi dice di rivolgermi all'ambulatorio 12, giro il sedere e dalla mia bocca, mentre mi dirigo all'ambulatorio 12, esce:
"Ma perchè qui li debbono assumere solo se sono ignoranti e maleducati? Quali prove debbono superare per dimostrare quanto sono ignoranti e gretti?".
Tenendo presente che la "signora" è una volontaria va lì a dare informazioni perchè lo vuole lei, nessuno la obbliga, ma che ti vengano le emorroidi!!!

Stanotte erano le 3 e stavo peregrinando in casa, non avevo sonno, non era caldo, i condizionatori ronfavano e stavano facendo al meglio il loro lavoro, ma io ero sul divano a fissare il vuoto con l'occhio impallato, ad inseguire pensieri, a capire che la mia testa era vuota, in quel momento se mi  avessero chiesto a cosa pensavo, avrei risposto "Niente, non sto pensando a niente" tanti erano i pensieri che si inseguivano nel vuoto della scatola cranica.
Alle 5 sono franata rovinosamente sui cuscini, stremata dalla stanchezza.
Alle 6 ero già in terrazza a stirare, qualcosa dovevo inventarmi per far passare il tempo, per non continuare a girare in tondo, come un cane che si morde la coda.
Alle 7 è passato l'addetto alla disinfestazione per la zanzara – tigre, ha fatto il suo dovere, ma le zanzare non l'hanno presa bene e hanno pensato bene di pizzicarmi…zak…zak..zak…missione compiuta, 3 bei bozzi nel braccio e via andare.
E tutto il resto dalle 7 in poi è  ordinaria amministrazione

BOZZOLO

Oggi sto bene nel mio bozzolo, fra le mia 4 mura, dentro la cerchia del paese.
Oggi non c'è la voglia di uscire dal cerchio per una vita socialmente interessante.
Oggi va così, ogni tanto si ha voglia di silenzio e di ritmi blandi.
beh, oggi è così per me.
Non ho voglia di socializzare, non ho voglia di vedere nessuno, mi va solamente di starmene per i fatti miei a fare le mie cose, in silenzio con solo la radio che tiene compagnia.
Non ho voglia di compagnia o di personeche mi possano impegnare in conversazioni che dovrebbero essere per forza politicamente corrette.
Oggi me ne starò sola nel mio mondo, con appena appena un puntatina fuori per un impegno preso precedentemente, poi basta, mi concederò il lusso della Tata, la biblioteca con lei, la cena con lei e l'uscita serale con lei.

SI FA FATICA

Ti devi alzare, al mattino è dura, è veramente dura.
Ci sono mattine che vorresti rimettere la testa sotto alle coperte e ai cuscini, isolarti dal mondo, ma il mondo ti tira per la giacchetta e ti alzi.
E lì comincia a profilarsi una giornata piena di insidie per il tuo equilibrio.
Fuori dalla finestra, al di là dei vetri vedi i nuvoloni neri e grigio piombo incombere, da lì capisci che sarà dura ritrovare un minimo di equilibrio.
In più giri gli occhi e vedi che, dalla parte del mondo dove tu non andrai mai nei prossimi giorni, è azzurro, il cielo è azzurro e immagini il sole che scalda piano piano.
Ma ti muovi, fai colazione, provi con la doccia, non si sa mai, che la giornata non prenda un'altra piega, non sia mai detto che improvvisamente l'equilibrio e la giornata non tornino a sorriderti, e continui a sforzarti, a volte ti violenti pure per trovare la giusta ragione per non piangere, per non esser scortese e villana con il mondo che ti circonda.
Chiudi gli occhi, fai finta di niente, svolgi tutti i tuoi compiti senza vedere quello che ti circonda, parli, rispondi alle domande, addirittura ti inventi una simil- conversazione con una mamma, ma tu non sei presente, stai lottando con quel senso di oppressione che le nuvole, sempre più nere, sempre più pesanti e sempre più vicine, ti opprime come un macigno.
Poi all'improvviso con un colpo di coda decidi di reagire e ti trovi a camminare sotto il sole, in mezzo a parchi e giradini e, passo dopo passo, arrivi all'ufficio postale, paghi i tuoi bollettini, torni indietro, decidi di fermarti a leggere su una panchina e capisci che il sole sta facendo l'ennesimo miracolo: l'oppressione, il senso di vuoto e di malinconia è sparito.
E allora sorridi, finalmente sei tornata ad essere quella che tu ami.