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I MIEI CAPELLI

Li ho tagliati un paio di settimane fa.
Li volevo tenere lunghi, come prima di tutto il trambusto cancro.
Mi piacevano i miei capelli prima di perderli per via della chemio.
Li portavo lunghi e li tenevo sempre legati con una coda, alta o bassa.
Un paio di settimane fa, in piena crisi, ho deciso di dare al tutto un taglio netto.
Di tornare ai miei capelli corti e del mio colore,anche perchè era da luglio dello scorso anno che non facevo nulla, erano cresciuti ed erano di 3 colori: sale/pepe vicino alla radice, castani un po' più sotto e biondi sulle punte.
Uno schifo!
E dopo una domenica pomeriggio passata con mia sorella, ho fatto prendere l'appuntamento da mamma presso il suo parrucchiere e sono andata di talgio.
Dopo tanti anni di rasoio, di parrucchieri alternativi che andavano di rasoio seguendo le mie indicazioni, stile soldato Jane, ho ritrovato il gusto del lavaggio con il massaggio al cuoio cappelluto e il taglio con le forbici, fatto guardando i miei capelli e chiedomi come stava procedendo, interpellandomi e parlando con me, non con chi entrava in quel moemnto o con la shampista di turno.
E' una bella sensazione uscire dal parrucchiere e sentirsi amate, guardarsi allo specchio e amarsi, piacersi.
Ritrovare il gusto dei sistemare le ciocche con il gel, il gusto per il trucco accurato che armonizzi con i capelli.
I miei capelli che ho deciso di tenere del colore naturale, belli corti, sale e pepe, che non nascondono nulla della mia età, ma che mi danno quell'aria serena e felice di chi sta bene con sè stessa.

EVANESCENTE

Qualcuno mi mmaginava così, evanescente, aleatoria.
Questa persona mi ha fatta sorridere.
Questa persona è Max Ferri.
Non cercatelo fra i miei link, lui è un commentatore, fra l'altro conosciuto tramite un'amica che abbiamo in comune
Capsicum.
Ci siamo conosciuti all'incontro con Carofiglio ed è stata una piacevolissima sorpresa, sia l'aver conosciuto Max sia ascoltare la parole di Carofiglio.
Ecco Max, parlando con questa amica comune ha confessato che mi immaginava una persona evanescente, minuta ed è rimasto piacevolmente sorpreso l'aver visto davanti a lui una donna di circa 1,70 di altezza per 60 kg.
Chissà cosa gli ha dato l'impressione che io fossi "evanescente".
Io una persona "evanescente" me la immagino, trasparente, leggera, bionda o mora non fa differenza, ma con la pelle chiara, quasi trasparente, una persona che espone sempre le sue idee e le sue parole con calma, pacatezza, quasi sottovoce.
Io non credo e non penso di aver mai dato questa impressione ,anzi penso di essere sempre apparsa abbastanza sanguigna e irruente, insomma un po' un panzer in fatto di diplomazia e tatto.
Ma la cosa mi ha fatto immensamente piacere, il pensare che non sempre la mia "ignoranza" venga fuori così prepotentemente.
Max Ferri, con il suo sorriso allegro che dalle labbra arriva agli occhi, mi ha anche confessato che una volta ha pure tentato di polemizzare con me in un post di Capsicum, ma io ho lasciato cadere il tutto. Gli ho dovuto confessare che a me piace polemizzare a voce, perchè a voce mi viene meglio, a voce mi viene spontaneo e bene, se faccio tanto a far passare quell'attimo, tutto finisce, perdo tutto il filo della polemica e non riesco a portarla avanti.
Max Ferri alla fine di tutto mi ha anche confessato che 99 volte su 100 solidarizza con il Ferrari, fra l'altro quella mattina lì ha conosciuto anche il Ferrari e la Tata, e il Ferrari non è un "bruscolino" che si possa far intimidire da me.
Beh, insomma, io alla fine mi sono "innamorata" di questa persona, il suo ricordo mi strappa sempre un bel sorriso e l'ultimo l'ha strappato in un commento in un mio post recente

CARA AMICA

Cara amica,
                      come stai? cominciavano così anni e anni fa le lettere alle amiche, prima dell'avvento delle mail.
Io oggi sto molto bene, sono felice, sono contenta, sto assaporando il gusto delle poche ore passate assieme.
Cara amica, grazie per avermi dato la possibilità di vederti, di osservarti nel tuo mondo, grazie per avermi aperto la finestra sul tuo mondo, sui tuoi momenti di casa, sui tuoi tanti e begli amici.
Cara amica, era stato tutto architettato, dovevamo essere la "sorpresa" per te, ma la sorpresa più grande sei stata tu per me, per noi, sei stata tu con la tua semplicità disarmante.
Cara amica debbo dire che nonostante non conoscessi nessuno e mi sentivo molto intimidita da tutte queste persone che arrivavano, mi sono sentita scaldata, accettata e ho passato una bella serata ad osservarti, a guardarti fra le persone che ti vogliono bene, di quel bene chiaro, puro e cristallino costruito in anni e anni di profonda amicizia.
Cara amica ho visto e sono entrata in un bel mondo, fatto di semplicità che riempie l'anima, di amore e affetto infinito.
Cara amica grazie ancora per avermi fatta conoscere un'altra persona altrettanto bella e luminosa.
Cara
amica grazie mille da parte mia e del Ferrari di averci fatto conoscere la tua splendida metà, che ti ha sempre guardata con occhi carichi di amore e ti ha sempre coccolata con gesti pieni di affetto e battute scherzose, che sotto sotto dimostrano quanto amore nutra per te.
Cara amica grazie per averci fatto conoscere
MAMIGA'   e la sua splendida famiglia: Papigà e il Power.
Grazie anche a loro per le tante chiacchiere, le mille risate fatte di gusto e con le lacrime agli occhi.

La ZiaCris e il Ferrari stanno ancora parlando e ridendo pensando alla loro trasferta di qualche ora a casa di MIA per una festa di compleanno a sorpesa, dove la sorpresa eravamo io e il Ferrari (che non sono usciti in abiti succinti dalla torta di panna!)

NOTIZIA BRUTTINA E NOTIZIE BUONE

Cominciamo con quella così così.
Stamattina sono andata al CUP per prenotare le visite (questa volta non mi sono potuta esentare, mi tocca ricominciare con i controlli), naturalmente sapendo bene la fauna che andrò a trovare e i tempi biblici d'attesa mi armo di libro e parto, con la stessa espressione dell'agnello sacrificale, parto e mi dirigo presso l'ospedale del paese vicino.
Vado lì, almeno evito di trovare tutti i vecchi del paese e le impiegate un po' rintronate. Non faccio in tempo a sedermi e ad aprire il libro, che mi sento apostrofare:
"Ma cccccccciiiiiiiiiiiaaaaaaaaooooooooooo…ma cosa ci fai qui?" (Vuoi che ti salti subito alla giugulare o aspetto?).
"Presumo quello che stai facendo tu, o no?" (dimmi, testa bacata, son per caso lì perchè non sapevo cosa fare? Non sapevo come investire il mio tempo?).
Ma poi quando sono uscita c'era il sole, un bel sole che scaldava e in quel momento ho pensato ad ANNASTACCATOLISA che oggi, in quel di Modena, sta facendo i controlli, ed ho pensato con un sorriso a lei che, con la sua venuta qui nella Bassa, ha portato il sole.
Ma poi mi sono fermata anche  a La Rotonda sul Pane per la colazione e la giornata, assieme la sole, ha preso una piega migliore, ma poi quando mi sono seduta e ho sentito ridere un paio di tavoli più in là, ho sorriso anche io. C'era un gruppo di amiche, 4 per la precisione, che facevano colazione parlando fitto fitto e, ogni tanto, una bella risata di pancia e cristallina si alzava dal loro tavolo.
E da lì in poi capisci che la tua giornata sarà meravigliosa.

PAELLA PER 30

E' un bel vedere il padellone con dentro tutti gli ingredienti: pollo, verdure, gamberi, coniglio.
E attorno tutti lì a guardare con curiosità
Il momento migliore: l'aggiunta del riso, che non è stato buttato dentro rovesciandolo direttamente dal contenitore, ma è stato sparso a pugni dentro alla padella.
Rimescolato, rimestato, con grazia e delicatezza.
Ed è stato un bel vedere, la lentezza e l'accuratezza della preparazione.
La lentezza e l'accuratezza messi nella preparazione della sangria,  sbucciare la frutta, il taglio di questa a pezzi piccoli quasi tutti uguali, il mescolare il tutto con il vino, sempre lentamente e accuratamente per evitare lo sbriciolarsi dei pezzi.
La preparazione allegra di tutti noi alla tavola, la presentazione dei dolci sul tavolo dedicato a dolci, al caffè e ai liquori.
Trenta persone che si sono ritrovate finalmente tutte assieme, 30 amici che si sono scaldati l'uno con l'altro con le parole dettate da una profonda e vecchia amicizia, amicizia che risale a tanti anni addietro, che ci ha sempre tenuti vicini, anche nei momenti duri che ognuno di noi ha avuto, che ci ha sempre fatti sentire vicini anche se passavano dei mesi senza vederci e senza sentirci.
Il calore di tante chiacchiere, ma anche tanti sorrisi, tante domande a cui sono state date tante risposte.
E il mattino è arrivato in un batter d'occhio.

SMS

Diceva così ieri l'ultimo sms con un'amica romana:
"Mi fai morire", spero solamente dal ridere, visto lo scambio di 2 minuti prima (Lavora schiava!).
Voglio illudermi che sia la verità, che le abbia veramente strappato un sorriso, ma più che un sorriso mi immagino la sua risata, di pancia, la sua mimica facciale.
E allora la risata grassa scappa a me, quella risata che mi sconquassa tutta finchè non comincio a tossire.
E qui muoio io dalle risate e ti rispondo qui:
– mi fa piacere, ma vedi di sopravvivere non ho tempo per i funerali (arriva il mese di dicembre e ho tanti compleanni da festeggiare);
– non ho voglia di funerali non è stagione;
– non ho soldi per i fiori, è un periodo di crisi, crisi economica nera;
quindi cara
WIDEPEAK   vedi di sopravvivere alla mie castronate!

MODENA……..ARRIVO!

E' stato un parto! Mi sono dovuta convincere che ce l'avrei fatta anche da sola.
Il mio incubo..andare in una città che non conosco, uscire dalle mie solite 4 strade.
Strada normale o autostrada? Già quello è un bel dilemma, alla fine ha vinto "autostrada" ma solo per la paura degli autovelox e il sapere che in autostrada ci sono gli auto-grilli con il bagno, dentro ai quali posso entrare anonimamente.
Naturalmente tutti questi pensieri li ho fatti proprio nell'unica settimana in cui non stavo bene (causa esame  invasivo senza anestesia), e si sa, quando non sto bene divento insopportabile.
Poi, finalmente, la voglia di rivedere ANNASTACCATOLISA  e JULIA  ha vinto e dopo varie telefonate, chat su Skype, si decide per il mercoledì. Con la paura di essere invadente, con il timore che Anna Lisa si sottoponga alla mia visita, perchè è politicamente corretto e perchè ho tanto insistito, con il timore di non farcela da sola a rendere leggera l'atmosfera, con il timore che Mamy mi trovi invasiva e pressante con la sua bambina, con l'ansia di cosa portare in dono a questa amica, con il timore di sbagliare tutto.
Ma tant'è, alla fine decido per qualche dolcetto della Rotonda e il mercoledì mattina mi sono sacrificata, ho fatto colazione da loro (strano,vero?) testando i muffin…ne sono rimasta rapita, al terzo muffin mi ero già convinta che le avrei fatto assaggiare quelle prelibatezze, poi loro hanno la bella idea di servire gli "zuccherini" assieme ai caffè sfiziosi e mi ricordo che Anna Lisa fa alcune puntate, durante la giornata, alla macchinetta del caffè. Non posso lasciarmi sfuggire questa opportunità, e allora si compera anche un sacchettino di questi biscottini. Ma poi ricordo che in ospedale al pomeriggio hanno la buona idea di offrire il teà e, presumo, che la beauty-farm non sia da meno, e allora si compera un'altro sacchettino di biscottini per il teà, facendo aggiungere alcuni frollini a forma di cuore con la glassa rosa ( è il mese del 
nastrorosa) vuoi non approfittarne?
E così contenta e felice come una Pasqua si parte. Modena arrivo!
Vi dirò è stata una sgambata arrivare a Modena, trovare il policlinico, il parcheggio, il reparto, il piano e il salottino presso il quale ci eravamo date appuntamento.
Mi sono commossa, emozionata, intimorita a vedere questa splendita persona sempre allegra, con il sorriso che dalle labbra arriva agli stupendi occhi verdi-azzurri che sembrano smaltati tanto sono luccicanti allegria. Una ragazza, una donna che affronta il tutto con serenità, con uno spirito che vorrei avere io, tanto per dire, io al suo posto avrei gli occhi perennemente rossi di pianto e sbatterei sempre la testa al muro, probabilmente anche lei ha i suo momenti no, ma lei è forte, è tenace e sfodera sempre la sua grinta.
E la Mamy…ragazze la Mamy è un portento, io credo che si sia veramente divertita a sentire i miei racconti della vita a due con il Ferrari, me lo auguro, ci spero, così almeno so di averle fatto passare alcuni minuti di puro spasso. La Mamy è molto orgogliosa di questa figlia, la Mamy non riesce ancora a capacitarsi di tutte queste persone che si scapicollano per far due chiacchiere con Anna Lisa, la Mamy, forse, non ha ancora capito, che la sua ragazza e lei si meritano tutte queste premure.
E poi è arrivata Julia, che spettacolo di ragazza! Tutta calma e posata, insomma un po' più fine di me, io ho parlato a macchinetta per tutto il tempo che sono rimasta là, lei invece sempre con il sorrso sulle labbra e gli occhi luccicanti di contentezza ad ascoltare, e certo poveretta, non è riuscita a spiccicare parola, parlavo sempre io! La Julia con il suo sorriso, la Julia con i disegni delle sue Principesse, che mi hanno commossa e mi hanno fatto capire che io non riuscirò mai ad avere la Tata come le due Princi, ma va bene così. La Julia che è stata quella che mi ha trascinata nel mondo di Splinder e che mi ha fatto incontrare questo mondo popolato di persone così belle.
Alla fine il tmepo è volato, Julia doveva recuperare le Principesse, io dovevo recuperare la Tata, io che non volevo venire via da Modena, io che mi sono stretta l'Anna Lisa promettendole di andarla a trovare a casa con la moto e lì la Mamy ha avuto l'ennesimo soprassalto, ma chi è questa pazza che all'età di 50 e passa anni va ancora in moto ed è amica di mia figlia? Tranquilla Mamy, dal tuo racconto non penso di riuscire a raggiungere gli apici di nice…
Io che alla fine nel parcheggio mi sono abbracciata, stretta e baciata la Julia che in questo momento è in bilico coi sentimenti e con le emozioni.
Io che alla sera con il Ferrari ho continuato a parlare a macchinetta di questo incontro e lui mi ha ascoltata con gli occhi lucidi di contentezza.

NORMALITA'

Le cose si stanno rimettendo in fila, normalmente, come debbono essere.
Intanto l'essere tornata a svegliarmi alle 5,30 aiuta, è il segno di una quotidianità, di una normalità che negli ultimi giorni stava svanendo.
E perdere anche solo un mio punto di riferimento, per me, è ancora destabilizzante.
Mi sento un po' in bilico sulla lama di un coltello ben affilato.
Mi sento come se stessi tornando indietro a 3 anni fa, lottando con un mostro che ogni tanto cerca di insinuarsi, un mostro che silenziosamente vuole rientrare.
Sono momenti di puro panico, di paura che possa succedere un qualcosa durante il quale io mi possa ritrovare dentro a quel barile.
E' un momento di cambiamenti, voluti o non voluti,  cambiamenti che implicano la perdita di alcuni punti di riferimento, ma si posso e si devono ricreare altri punti di riferimento.
Il poter essere di nuovo libera di muovermi indipendentemente dagli altri non ha prezzo, per tutto il resto c'è Master Card

TUTTO UGUALE

si perde la cognizione del tempo, i giorni scorrono, passano tutti uguali.
Sono arrivata al punto di non sapere s e è sabato, lunedì o domenica, è tutto bello uguale, nessun scossone al mio equilibrio.
I miei punti fermi sono lì che aspettano, che mi sorreggono nel cambiamento d'ambiente.
Colazione, sistemazione della casa, edicola, spiaggia, passeggiata, bagno, pranzo, riposino, spiaggia, passeggiata, bagno, cena, passeggiata e poi a nanna.
Così tutti i giorni, uno via l'altro.
E' rassicurante, ma così non sai mai che giorno è, finchè…finchè non vedi arrivare alla spiaggia l'amica vicina di casa, che vedi di più qui che a casa, finchè non ti arriva l'invito per la classica e allegra cena a casa di amici per la sera della vigilia di Ferragosto.
E allora tutto torna nella norma, ti rendi conto che sei veramente in vacanza quando hai questi vuoti temporali e il sorriso torna sulle labbra.
Della cena di ieri sera e della sorpresa piacevole di oggi  avrò di tempo per parlarne, ma ora il riposino aspetta,come mi aspetta il libro, come mi aspetta il Ferrari per le due ore di religioso silenzio fra noi, in attesa che si svegli la Tata e il turbine spiaggia/mare/giochi/bagno ci torni a travolgere.

ANTO'…..FA CALDO!

E' decisamente caldo,molto caldo, d'altronde siamo a luglio, 15 giorni fa ci lamentavamo del freddo, adesso ci lamentiamo per il caldo.
Fa parte del gioco, è la sua stagione, niente da eccepire, sarebbe preoccupante se un caldo del genere lo avessimo a dicembre. Filosofia consolatoria spicciola, molto spicciola.
Ecco questo è l'unico momento della giornata in cui si sta bene, pochi rumori, nessuna voce fuori o dentro campo a chiedere, a cantare o a giocare, una bava di arietta piacevolmente fresca, è tutto quasi perfetto.
Ma la perfezione, si sa, è passeggera e dura poco, allora godiamoci questi momenti, facendo carica di fresco, tolleranza e tanta pazienza.
Sì perchè, quest'ultima, durante la giornata viene sempre messa a dura prova, e questo caldo, malsano, umido, appicicaticcio non aiuta, amplifica tutti i disagi, tutti i malumori e non aiuta di certo l'umore, l'equilibrio sempre in bilico sulla lama di un coltello ben affilato.
Anto'……fa caldo, ma io non sono nè sexy, nè con gli ormoni impazziti, io il tèa lo bevo sempre caldo bollente, anche d'estate