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DI GIORNI PASSATI

Anche Pasqua è passata.

Come sempre un po’ sottotono, non è una festività che sentiamo più di tanto.

Resta il fatto che l’abbiamo passata in famiglia, ma famiglia molto ristretta: io, il Ferrari, la Tata e Compagno.

Ci siamo concessi un pomeriggio di Pasqua a Ferrara, per visitare il Castello.

La Tata è rimasta estasiata, rapita dalla grandezza e dalla magnificenza dei soffitti, come del resto pure noi, nelle tante nostre escursioni a Ferrara non l’avevamo mai visitato. E’ stata una bellissima esperienza.

adesso archiviamo anche questo periodo e ci proiettiamo direttamente verso le vacanze estive, abbiamo tante idee, tanti progetti, staremo avedere.

Ma intanto non rompete questo silenzio, che cura, che culla.

DI GIORNI E DI ATTESE

….e di caldo, tanto e umido.
Ma poi si parla al telefono con LaMiaSorella e si parte in moto verso la montagna, alla ricerca di un po’ di fresco.
E alla fine la temperatura si è abbassata di 5 gradi, ma la sera, al rientro, tutto è tornato come prima e la stanchezza mi ha assalita, facendomi pesare tutto, facendomi vedere tutto più nero e ringhiando come un mastino da combattimento.
Ma poi arrivano giorni come oggi, dove il sole c’è, ma il cielo è bello azzurro, e spira un bel venticello leggero che spazza via umidità e stanchezza.
E rinasco, mi riprendo, e il fardello si alleggerisce e la schiena torna dritta.

SONO SEMPRE IO

“Ohhhhhhhh..where are you from?”

Italy, Bologna”

Ohhhhhhhhhh..wonderfull city. Bologna……Tortellini”.

Bene, vedi cara, che hai capito tutto?

Ehi, Ferrari, ma con chi sta parlando la Cri?”

“Ma cosa vuoi che ne sappia…avrà trovato qualcuno che conosce pure qui”.

No, nessuno che conosco, non sono così internazionale da trovare qualcuno che conosco anche dentro da J.P Liks a Wellesley, ma come solito Io-sono-sempre-io…attacco bottone anche fuori dall’Italia-

La signora era rimasta colpita dal mio modo di sorridere, di chiedere al Ferrari e cugino cosa volessero, e dal mio darmi da fare per farmi capire, dalla mia felicità nel vedermi preparare il cappuccino in una tazza da caffèlatte, con una schiuma alta tanta, con il cacao e la granella di nocciole che non sprofondavano ed infine, dal muffin al cioccolato bucciato, che faceva tanto casa.

Anche questa è America