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NIENTE

Non ho bisogno di niente, di nulla.

Tranne forse un po’ di silenzio, di tranquillità.

Non chiamo se non ho bisogno, chiamo se la giornata fatica ad ingranare.

Mi basta sapere che c’è sempre qualcuno, da qualche parte, pronto ad ascoltarmi in un momento di sbandamento.

Che può essere chiunque, da LaMiasorella ad un’amica, vicina o lontana.

So che posso contare su un ampio giro di persone che capiranno sempre qualsiasi parola o concetto io esprima, persone sparse ai quattro angoli d’Italia, ma persone che saranno sempre pronte.

Ma alla fine fra una telefonata parlando di bimbe, una telefonata con l’amica che ne sa, una con l’amica che mi ha sempre ascoltata, due chiacchiere con l’amica che ha esperienza, il commento dell’amica-gemella separata in culla, un sms dell’amica dolce e dell’amico di Roma e tutti i commenti degli amici virtuali, la giornata è più serena.

E così passa il tempo, sospeso fra alti e bassi, in attesa e in ascolto.

UN ALTRO ANNO

Un altro anno è passato. E tu sei già arrivata a destinazione. Ieri sera, prima di addormentarmi, ti ho pensata, sapendo che eri già in viaggio. E, strano ma vero, stamattina ho saputo che mentre io formulavo questo pensiero tu stavi scaricando le valigie. Avrei voluto essere lì a tirarti le orecchie, avrei voluto essere lì con te, con tutti voi, a fare festa, a tagliare un dolce con sopra una candelina, ma negli ultimi anni passiamo il Natale lontane, tu in montanga e io a casa con la mamma e la mia famiglia. Un piccolo rimpianto c’è, la nostalgia degli anni passati rimane, ma va bene così,in questo periodo tu devi essere serena, ti meriti un piccolo stacco di tranquillità, senza malumori.

Per me rimarra sempre la piccolina che rideva e si divertiva con la bambolina che non cadeva mai, fatico ad immaginarti adulta, tu per me rimarrai sempre quella della foto scattata quasi mezzo secolo fa con il nonno Celi e la tua bambolina, tu per me sarai sempre quela fagotto per il quale provai subito gelosia, poi indifferenza, ma poi diventasti quella piccolina con la bambolina che non cadeva mai e che sorrideva nella foto con il nonno Celi.

Auguri LaMiaSorella,tu per me sarai sempre LaMiaSorella piccolina.

 

TANTI AUGURI A TE

50. E’ un bel traguardo. Un grande traguardo.

Un traguardo da festeggiare con tutti i crismi.

E lo stai festeggiando come ti piace.

Sulla neve, con Marito e Figlio.

Vorremmo esser tutti lì a festeggiare con te, ma faccio finta di esserci lì con te, pronta a tirarti le orecchie e a farti soffiare sulle candeline.

Auguri La Mia Sorella, tanti auguri a te.

SONO GIORNI

Distaccati, guardati al di sopra di tutto e di tutti.
Sono giorni di riflessioni e di stati d'animo intimi, miei personali.
Sono giorni in cui i ricordi si fanno prepotenti e struggenti.
Sono giorni di isolamento e di solitudine.
Sono giorni da condividere solo con la mamma e la mia sorella.
Giorni di rimpianti per quello che avrebbe potuto essere e che, invece, non è stato.
Rammarico per non averti avuto vicino nei mesi bui, freddi e duri di lotta al mio cancro, rimpianto per tutte le parole che avresti potuto dirmi in quei momenti, ma che invece non ho udito e che mi mancano tanto. I tuoi incoraggiamenti, la tua forza per darmi ancora più grinta di quella che pensavo di avere.
Il rammarico più grande: la Tata che non ti ha conosciuto, che ticonosce solamente attraverso le mie parole, il rammarico di quello che si è persa e del grande tesoro di amore e tenerezza che le è stato negato.

GRANDE BATTAGLIA

"Signora, buongiorno. Posso lasciarle un opuscolo e prenderle un appuntamento con la dottoressa che sabato prossimo sarà qui presso la farmacia per aiutare a smettere di fumare?"
"No, grazie, sono una ex fumatrice che ha smesso parecchi anni fa, da sola, quando ancora non c'era ancora tutto questo interesse per smettere di fumare".
Grande, mi sono sentita una GRANDE.
Orgogliosa (o orgoglioNa) di me stessa.
Allora, era il dicembre 1990, ho fatto da sola, ho preso la decisione da sola, in sordina, senza dire nulla nessuno, temevo una mia sconfitta e non volevo sentirmi umiliata, da questa sconfitta, agli occhi di mio marito, di mia figlia e dei miei genitori.
Qualcuno si accorse di questa novità dopo circa 20 giorni, mi fecero alcune domande, assentirono e si offersero di autarmi in caso di bisogno e di "proteggermi" da chi avrebbe continuato ad offrirmi sigarette.
Ci impiegai circa un anno a non sentire più la dipendenza da nicotina, perchè era da parecchio tempo che fumavo e fumavo molto, ma alla fine ce la feci.
Adesso mi vanto di essere una ex-fumatrice, non condanno chi fuma, ma il fumo mi da parecchio fastidio.

N.B= Questa sera alle ore 21 su Italia1 va in onda la trasmissione "Invincibili", dove si parla di cancer blogger, di bloge-terapia e dove GIORGIA, ROMINA  e ROSIE parleranno di loro ma, soprattutto, di OLTREILCANCRO.

UNA GIORNATA….

…..al mare, diceva tantissimi anni fa una canzone dell'Equipe 84.
No, nessuna giornata al mare, ma una giornata, anzi un pomeriggio con mia sorella.
Un pomeriggio passato assieme a curarci a vicenda le ferite, a guardare ed entrare in negozi, guardando tutto e toccando tutto, senza nessuno che sbuffasse o desse segni di insofferenza.
Un pomeriggio di sole passato a raccontare e ad assaporare momenti che sembravano tanto lontani, quando ancora si usciva al pomeriggio con mamma e papà, tanti, forse troppi anni fa.
Un pomeriggio dolce, come dolce era la temperatura e il cielo ieri pomeriggio, finalmente lontane dagli stati d'animo nervosi e da chi in questo momento ci crea rabbia dentro.
Un pomeriggio assieme sapendo tutte due di fare del bene l'una all'altra e di fare bene anche alla mamma, che ci sapeva fuori assieme, e immaginando il suo sorriso nel pensarci, così diverse l'una dall'altra ma tanto complementari l'una all'altra.
Un pomeriggio che ha fatto bene a me, a mia sorella e alla mamma.

13 ANNI

Cresci ragazzo, cresci, e noi ti saremo sempre accanto.
Questo è quello che ho scritto sul biglietto ieri, al pranzo per il tuo compleanno.
Ormai sei già un ragazzo, ma per me rimarrai sempre quello piccolo della foto con il nastrino azzurro, foto che non ho ancora cambiato, perchè tu per me sei quello di allora, quello di 13 anni fa.
Sai, questa zia un po' pazza e un po' sprasolata, il giorno che tu sei nato non era a casa, non era nemmeno a Bologna, era passare il fine settimana in Cadore.
Sai, questa zia quando si mette in testa una cosa, finchè non l'ha fatta non sta bene, e allora la mia testa mi diceva di partire, in barba al nonno S. e alla nonna A. che sarebbero rimasti a casa, a te che stavi per nascere, ma io avevo bisogno di staccare.
Ma quando ho telefonato a casa e mi hanno confermato che tu eri nato, ho mollato tutto, ho preso lo zio, ho salutato gli amici e in 3 ore eravamo già a casa e aspettare che arrivasse l'orario per salire in ospedale a vederti è stato un po' un tormento.
il 2 maggio di 13 anni fa era domenica, una  bella domenica di sole, solare come lo sei tu quando vuoi, quando non ti rinchiudi dietro al tuo mutismo.
E ieri ti guardavo, ti squadravo per benino e ho cominciato a notare i tuoi cambiamenti, l'adolescenza che sta avanzando a grandi passi in te: ti sei allungato tanto negli ultimi tempi, guardavo le tue scarpe da basket e ho sgranato gli occhi, sono scarpe grandi, da uomo, ho guardato il tuo viso, con i contorni ancora da bambino, gli occhi ancora limpidi e senza malizia, da bambino, ma il naso, quello è un naso da adolescente che si sta facendo largo in un viso che non vuole anocra perdere la sua identità,che tutti noi conosciamo.
Per me rimarrai sempre un bambino, il bambino che fa impazzire con la sua voglia di scoprire cose nuove, con la sua voglia di speriemtnare, di segare, di inchiodare e piallare per costruire cose nuove, con la tua fantasia che ti fa mettere al tuo servizio quello che ti serve per realizzare i tuoi desideri.
Il bambino che ha conosciuto il nonno S., che la Tata non haconosciuto e queto per me un po' un rimpiato, a volte è un po' motivo di sana invidia.
Cresci ragazzo, cresci, ma per la zia sarai sempre il bambino con il nastrino azzurro.

ANCHE PER OGGI

Archiviamo la dose quotidiana di paura e ansia.
E anche questa è andata.
La paura e l'ansia sono le più brutte compagne, specialmente quando riguardano i nostri ragazzi.
Quando si rimane scottati una volta, dopo si ha paura anche dell'acqua fredda.
Benvenuta crescita, vai così bimbo nostro, stai diventando grande e noi saremo qui con te ad aiutarti e capirti.

IL PRE IL POST E LA PAURA

Ieri l'amica JULIA ha scritto un post illuminante sulla paura pre e durante i controlli.
Tutto vero, tutto assurdamente vero.
Perchè è assurdo avere paura quando si sta bene , ma…c'è un ma.
La mia vita di divide in "pre cancro" e "post cancro".
Il pre cancro era una vita piena, di corsa, fatta di corse e di lavoro, e fra una corsa e un lavoro mi dedicavo a mio padre e mia madre, cercando di alleviare loro i disagi di una vita in carrozzella e con la testa non sempre presente di mio padre. Era una vita vissuta intensamente, con sempre uno scopo da raggiungere, che poteva essere anche solamente un'uscita con gli amici. Era una vita, a volte, vissuta anche un po 'sopra alle righe, con moti di ribellione a quello che ci si aspettava da me che ero donna ed avevo già superato i 40 anni, anni in cui si pensa e si vuole che una persona, tanto più donna, metta la testa a posto e non abbia più voglia di star fuori tutta la notte a gozzovigliare.
Poi è arrivato il cancro, a 46 anni, la mia vita frenetica ha subito una brusca battuta d'arresto, ho avuto paura di morire, ho sfiorato la morte.
Non che prima non ci pensassi, ma era un'eventualità molto lontana e remota, mentre ora, con una diagnosi di cancro la morte era lì, a due passi e stava tentando di prendermi.
Sono arrivati mesi lunghi, bui e duri, dove l'unico mio pensiero era sopravvivere, cercare di farcela, di tirarci fuori i piedi.
Ormai non mi interessavano più le notti brave, la vita vissuta un po' al di sopra delle righe, la chemio mi aveva spezzato le gambine, mi aveva messa k.o..
Quando fai chemio ti rendi conto che la morte è lì dietro di te, ti sta con il fiato sul collo.
Finita la chemio è cominciata la radio terapia e finita quella la terapia ormonale, e intanto dovevo sempre continuare a guardare avanti.
Ed un passo avanti era stato fatto, cominciavo a fare programmi da lì a 3 mesi, con la cadenza dei controlli.
Con il passare del tempo i controlli da 3 sono passati a 6 mesi e cominci a riprender fiato, ma sempre con un occhio al passato, a quello che è stato e che potrebbe ripresentarsi.
E siamo arrivati al nocciolo della questione: la paura che tutto ricominci da capo, del dover di nuovo abbandonare lo stile di vita che faticosamente ha costruito, non più una vita frenetica e al di sopra delle righe, ma una vita calma, posata, tranquilla, una vita che apprezzi e che assapori tutti i giorni.
E hai paura di dover riguardare in faccia la morte, di dover ricominciare a star male per la chemio, di dover ricominciare quel lungo percorso di risalita c
he io impiegato 4 lunghi anni a fare, in preda alla depressione, alla rabbia e alla paura, aiutata dal Ferrari da mia madre,  da mia sorella e dal mio medico di base
E' questa la grande paura che alberga dentro di noi, il dover ricominciare e aver paura di non riuscire a farcela, di non averne più la forza.

E' STANCA

Ieri sera seguendo i vostri consigli ho telefonato alla mia sorella.
Senza tanti giri di parole le ho chiesto quello che mi stava rodendo dalla mattina.
Lei mi ha tranquillizzata, ma alla fine lo ha ammesso.
E' stanca, ma non fisicamente, si sa che con il passare degli anni la fatica fisica si sente sempre meno.
E' stanca mentalmente, non ce la fa più , non sopporta più niente e nessuno.
E per questo si sente in colpa, in colpa con il marito, con il figlio, con tutti.
E la sensazione che avevo percepito era giusta,l l'ho senetita stanca, con la voce flebile, e questa  aveva scatenato la miabrutta sensazione.
Dopo circa una mezz'ora di telefono, in cui l'ho ascoltata , dicendole che la capisco, che è tutto vero quello che dice, mi è sembrata più sollevata e anche io ero più sollevata.
Mi ha aiutatoo ad addormentarmi meglio, in previsione di una giornata pesanter, con l'incognita degli esiti: sarebbero stati pronti? E cosa avrebbero detto? 
Li ho ritirati, ma non li ho letti subitom, ho aspettato di essere seduta, davantui ad un bombolone al cioccolato e ad una tazza di tea.
Poi tutto è filato in silenzio, da sola con me stessa.
Domani è un altro giorno.