RIPARTIAMO

Ho riempito la mia mente e la mia anima dei ricordi belli, dei sorrisi ricevuti e dei sorrisi dati.
Le ho riempite con poche cose, ma importanti, appunto, i ricordi belli e i sorrisi.
Ho riposto in un angolo i brutti momenti, le paure e le insofferenze, serviranno anche quelli.
Serviranno ad apprezzare i momenti di solitudine e di paura che anche quest’anno si presenteranno.
Si presenteranno eccome, non voglio un anno troppo pianeggiante, non sia mai detto, potrei abituarmi troppo bene.
Ho augurato ad amici, parenti e conoscenti un anno normale, tranquillo, banale ed anche un po’ noioso, perchè è quello che vorrei per me.
Perchè un po’ di buona e sana noia fa bene,aiuta a ricaricare le batterie, aiuta a mettere in movimento la mente e lo spirito, nella ricerca di qualcosa che ci tolga fuori dal pantano della noia.
E adesso riparto con il mio bagaglio, pronta a rimboccarmi le maniche, a sfoderare sorrisi anche quando vorrei piangere.
Per ora ho pianto troppo, mi asciugo le lacrime esterne ed interne e riparto con la mia vita.
Buon cammino a tutti

Annunci

L’ATTIMO FUGGENTE

E per fortuna che è fuggente.
E’ un attimo che si insinua nei pensieri, nei momenti meno indicati.
E’ quell’attimo che non dura un attimo, ma questo sta durando da una settimana.
Una settimana in cui avrei litigato anche con i muri ( Romina Docet), un attimo in cui non mi andava bene niente e nessuno.
un attimo che mi ha portato a scatti di rabbia, a volte anche appaganti.
è quell’attimo in cui non vorresti vedere niente e nessuno, dove tutto infastidisce.
è un attimo in cui trovi tutto superfluo e niente interessante, tranne quello che stai facendo e che sembra non abbia mai fine.
Ma poi passa, per ora non ho ancora fatti danni, ma speriamo passi in fretta, prima che io ne possa fare.

LE DATE INDIMENTICABILI

Come questa: 12 novembre.
rimarrà sempre impressa nella mente.
12 novembre 2003 la strage di Nassiriya
12 novembre 2003 io in piena chemio, prostrata, sfinita, arrabbiata con il mondo.
E le due date si sono sempre fuse assieme, una riporta alla mente il ricordo dell’altra.
12 novembre 2011 viaggio a Boston per il matrimonio di Leah e anthony
anche qeusta data legata alle altre due, nessuna viene annullata, e tutte tre riportano alla memoria attimi, momenti duri, difficili, ma anche tanta gioia e allegria.

SPAZIO A………

….alla serernità nell’ascoltare una persona russare sul divano durante il riposino pomeridiano prima di riprendere il lavoro;
….alla voglia di uscire, di passeggiare e di sentire voci;
….letture più leggere, di svago;
….al guardarsi dentro, ascoltare le mente e il cuore senza sentire l’angoscia e la paura di quello che si potrebbe vedere;
….al vento che spazza via le nuvole e l’umidità lasciata nelle ossa e nella mente, dopo un periodo tanto travagliato;
….una risposta data con leggerezza a chi mi chiede da quanti anni non lascio crescere oltre le orecchie;
….un leggero tuffo al cuore nel dare la risposta:”10 anni”, quegli ultimi dieci anni che hanno dato una svolta improevista alla mia vita.

LA NEVE AL TEMPO DELLE ELEZIONI

sembrava di essere ad una sagra paesana.

tutti in fila e sorridenti.

felici di essere tutti assieme, a passeggio, diretti ai seggi o al bar per un caffè dopo ilvoto.

sotto un cielo azzurro ed un sole splendente, chissà se presagio di una buona riuscita e di una svolta.

La bufera di neve di ieri ha unito noi paesani della bassa nella voglia di cambiamento.

NE APPROFITTO

Di questa ultima giornata senza impegno della Tata per pensare e cucinare, cucinare e pensare, mentre taglio la verdura, mentre mescolo gli ingredienti, mentre rosolo la carne e mentre tengo d’occhio il ragù che bolle lentamente sul fuoco.
Bolle piano piano come una volta, come a casa dalla nonna quando noi nipoti eravamo tutti piccoli, le zie non erano ancora tutte sposate ed era sempre una baraonda, ma quando bolliva il ragù si andava, prima o poi, tutti a pucciare con il crostino di pane per saggiarne la salatura.
Gesti seppelliti in fondo all memoria, che riafforano solo con il profumo di questo ragù che bolle e cuoce piano piano, per poi, in futuro, andare a condire le tagliatelle.
Questa mia cucina che non assomiglia nemmeno lontanamente a quella che vorrei, a quella dei miei sogni, all’interno di un grande spazio nel quale raccogliere amici per cucinare e mangiare assieme, spazio nel quale raccogliere gli affetti per sentirsi coccolati e protetti nei momenti di paura e di tristezza.
La cucina, il cucinare come terapia per lenire un po’ l’oppressione, nell’attesa che le paste lievitino, nell’attesa che gli ingredienti si amalgamino, nell’attesa che tutto sia pronto e cotto, ecco lì si ha il tempo di pensare, rimettere ordine nei pensieri e nell’anima, si ha tempo di cercare conforto nei ricordi e nei sorrisi.
E durante tutte queste attesa rimane anche il tempo per aggiornare la lunga lista di libri da leggere, da aggiornare, togliendo quelli già letti, cercando in quale biblioteca poter trovare quelli nuovi da aggiungere e sapendo che prima o poi, con i libri e con la cucina gli strappi interni si riaggiusteranno.
E’ solamente questione di tempo e di pazienza.