GIORNO UNO

Giorno uno e si ricomincia.

Come un anno fa, come se un anno non fosse passato.

Giorno uno stesse modalità, zona rossa, lockdown, durerà solo 15 giorni, tranquilli, lo scorso anno questi 15 giorni si sono trasformati in due mesi, dove tutto si è fermato, come se niente fosse.

Giorno uno, in un anno non abbiamo imparato nulla, come se in Italia non fossero morte 98.000 e rotti persone, non numeri, persone, una bella città, come se Arezzo, in un anno, fosse sparita, siamo tutti contro tutti.

L’anno scorso i Duri e Puri si scagliavano contro chi faceva la fila al supermercato o davanti ai negozi per fare la spesa accusandoli di fare la spesa come scusa per uscire.

Alla seconda ondata i Duri e Puri si scagliarono contro chi andava a bere il caffè al bar (non apro nessuna parentesi contro chi aveva fatto un po’ di vacanza ad agosto).

A questa terza ondata i Duri e Puri si stanno scagliando contro i proprietari dei cani, accusandoli di usare i cani come scusa per uscire.

Nessuno a metterci un minimo di impegno a fare la sua parte, che sarebbe già tanta roba.

E siamo solo al giorno uno di quindici.

Forse.

TUTTO SI SISTEMA

Ieri è stata un giornata pesante, seguita ad una notte tormenta.

Di notte non vorrei sognare, di notte nei sogni trasferisco tutte le mie paure, tutte le mie ansie,

E al mattino, quando mi sveglio, l’ansia dei sogni mi assale, mi toglie il fiato.

Ulimamente al mattino dormiamo parecchio, dormiamo vicini e sempre tenendoci per mano in qualsiasi maniera noi ci si giri nel letto, alla fine le mani si cercano e troviamo conforto nello stringercele.

Ma poi basta ,sapere che attorno ho persone disposte ad ascoltare e pronte a supportare . con pazienza, a farmi ragionare, e, quando alla fine ragiono, tutti i tasselli vanno al loro posto e la giornata prende un’altra piega.

Ieri era cominciata con la pesantezza sul cuore ed i pensieri neri, bui, con la paura che la faceva da padrona, ma poi, piano piano, si è rassernato tutto ed un altro piccolo passo vero la normalità è stato fatto: merenda assieme, era tanto che non andavamo più da nessuna parte a fare merenda, ieri pomeriggio abbiamo rpreso l’abitudine delle merenda, adesso c’è soddisfazine a mangiar, adesso il cibo ha sapore, le 4 pastiglie stanno facendoci tornare alla vita precedente, una vita forse banale e noiosa, ma tanto gratificante e leggera.

4 pastiglie,sembrano nulla, ma significano tanto.

FUORI E’ MAGNIFICO

C’è il sole, la temperatura è gradevole.

Per i miei gusti potrebbe stare così fino a fine anno e poi mettersi al bello.

Con il passare dei minuti e delle ore, al mattino, riesco anche a sorridere, a pensare senza arrabbiarmi, a parlare senza arrivare ad essere insofferente.

Con il sole, senza nebbia, con il silenzio riesco anche a tenere sotto controllo l’ansia delle attese.

Fuori è magnifico, ma c’è gente.

Gente che chiede, quando si capisce benissimo che non sono interessati ad ascoltre quello che dico, che chiede solo per pelosa curiosità.

C’è gente che vive di pressapochismo e mi irrita.

Poi finalmente il mattino volge al pomeriggio e allora si prende una boccata d’aria e di allegria, pranzando con il Ferrari e le sue battute, vado a recuperare LaFiglia al treno e, in quei 5 minuti di tragitto fino a casa, tutto torna alla normalità, fatta di tranquillità nel sapere che esistono anche persone equilibrate e che ascoltano.

Fuori è magnifico, ma c’è gente.

GIORNATE CHE SI SNODANO

Giorni buoni e meno buoni, come nella norma di tutti.

Giornate che si snodano fra voglia di vedere persone per poi ripensarci.

Giornate a volte, apparentemente, tranquille, che poi sfociano in una rabbia sorda, che non fa bene.

Giornate che almeno, per il clima, si sono assestate per quello che deve essere il tempo metereologico di novembre, e questo fa bene all’umore, perchè a novembre le giornate debbono essre buie e corte, per potersi preparare al delirio che comicerà fra poco meno di un mese, in preparazione del Natale.

Giornate silenziose.

LA LEGGE DI MURPHY

E’ sempre in agguato, anche se la mia amica delle superiori, venerdì mattina, mi ha detto di non dirlo e di non pensarlo, perchè al peggio non c’è mai fine.

Giovedì è stata una giornata fantastica, con la neve per terra, ma un cielo azzurro ed un sole splendido, la giornta dei mille e mille passi, la giornata delle mille e mille chacchiere, delle mille e mille risate

Ma poi, da venerdì tutto ha preso un’altra piega, la lavatrice ha cominciato a fare le bizze, pensavo di averla sfangata, ma poi alla fine mi sono dovuta arrendere, chiamare il tecnico, che, per fortuna, è un amico ed abita in paese, è accorso subito al mio gido di dolore e tutto sembrava risolto.

Sabato mattina, sembravo il davolo della Tasmania, indiavolta di nuovo con la lavatrice…e da lì è stato tutto in discesa fino a ieri sera.

Pioggia a catinelle, l’improvviso innalzamento della temperatura che ha provocato lo scioglimento veloce della neve caduta in montagna, l’apertura dei bacini e tutta questa acqua che si è precipitata a valle, inaspettata, le casse di esondazione che hanno retto il giusto, l’alluvione, l’ansia e la paura per le conseguenze.

Il pensiero per Mia 

Il pensiero per Mamigà

Tutta una serie di messaggi e telefonate che avrebbero tagliato le gambe a chiunque.

La legge di Murphy questa volta a colpito duro.

 

 

 

 

TROPPO RUMORE

Troppo,tanto rumore, il centro commerciale è chiassoso, come le persone che lo frequentano.

Il rumore che attutisce e annebbia tutto: la solitudine,  la tristezza, la noia di chi si aggira dentro a questi centri, dove tutto è concentrato e omologato ma dove tutto è tutti sono uguali.

La noia che si combatte in questi centri a suon di musica a tutto volume, la noia che i frequentatori rivelano negli sguardi persi e vuoti, ciondolando alla ricerca di un qualche riempitivo, senza trovarlo e, se anche lo trovassero,  durerebbe poco, sostituito da un altro desiderio che,secondo loro, metterà fine per sempre alla loro noia.

La ricerca di un riempitivo che manca a loro, perché quello che cercano affannosamente ce l’hanno dentro, ma non lo sanno.

Non puoi delegare ad altri una ricerca che deve partire da te stesso,  da solo, gli altri, i creatori dei centri commerciali, non riusciranno mai nell’intento di riempire i tuoi vuoti e le tue noie.

IL MESE DELLA PREVENZIONE.

Allora, è cominciato da un po’ il mese di ottobre, notoriamente conosciuto come “Il mese della prevenzione del cancro al seno”.

Ripetiamo tutte/i assieme:

– non è partecipando  a tutte le varie catene sul dove tieni la borsa o di colore hai le mutande che si fa prevenzione;

– non è che partecipando a catene insulse che diventi esente dall’ammalarti di cancro al seno e non ti sei di certo parata il cu** e salvato la pellaccia. Il cu** te lo pari e la pellaccia la porti a casa se fai prevenzione.

Prevenzione significa:

– prendere coscienza del proprio corpo ascoltandolo.

_ imparare l’autopalpazione mensile.

– se hai meno di 40 anni una ecografia la seno all’anno è cosa buona e giusta.

– se ha più di 40 anni, ma non rientri ancora nello screening di prevenzione regionale, una mammografia all’anno anche qui è cosa buona e giusta.

– se hai più di 45 anni  rientri nello screening di prevenzoione regionale, quindi partecipa anche qui è cosa buona e giusta.

infine, è cosa buona e giusta, una visita senologica all’anno, il parere di un esperto, che non sia il dottor. Google, è importante.

Seguendo queste poche e semplici regole ti pari il sedere e salvi la pellaccia.

Partecipando alle catene delle borse e del colore delle mutande, se vieni colpita dal cancro, difficilmente ti pari il sedere e difficilmente porti a casa la pellaccia, perchè sappiate, care le mie “catenine”, che di cancro si guarisce seguendo alcune piccole regole di buona senso, ma si può anche morire.

E non è una bella cosa alle soglie del terzo millennio.

Io questo discorso lo feci anche lo scorso anno, ma ho notato che anche quest’anno l’ho dovuto ribadire, facciamo in maniera che il prossimo anno, io non debba essere ancora più cruda e realista.

 

DDM

Dipende Da Me.

Dipende dal mio carattere, dal mio essere un po’ asociale, di preferire il silenzio e la compagnia di pochi piuttosto che la caciara.

Non ho bisogno di troppa gente attorno, mi faccio compagnia anche da sola.

a volte, spesso, non mi sopporto, provo, tento di cambiare qualcosa, mi guardo attorno e non vedo tante situazioni così, sono sempre tutti solari, sorridenti. con la voglia di chiacchierare, di parlare, sono sempre in tanti, tutti assieme e, sembra, si divertano assieme.

Io no, ho bisogno di gruppi ristretti, di persone che mi siano affini, di persone che capiscano anche che, quando mi ammutolisco, non è per scortesia, ma perchè in quel momento ho bisogno di isolarmi.

Dipende da me, ma proprio la caciara, le risate sguaiate, tutto il cicaleccio, mi urta, mi indispone.

Dipende da me, non mi piacciono coloro che si parlano addosso, giusto per il gusto di sentire la loro voce.

Dipende da me, ma preferisco la quiete dell’autunno alla rumorosità dell’estate.

LE GIORNATE HANNO 24 ORE

Punto. Nessuna in più e non se ne possono aggiungere. Non servirebbe a nulla, te la sentiresti sempre stretta.

Devi organizzarti in queste 24 ore che hai a disposizione.

Togline circa 8 per dormire, te ne rimangono circa 16.

Ecco, in queste ore devi concentrare tutto quello che è normalità e tutto quello che arriva a mettersi di traverso.

Inutile farsi prendere dall’ansia, il tempo è quello ed in quel tempo si fa quello che si può, come meglio si può.

Perchè tutti i giorni c’è sempre qualcosa che si mette di traverso, e normalmente sono cose sempre banali che si intraversano ad interrompere il lento sgranarsi di tutti i giorni.

E per fortuna che sono sempre banalità.

Le giornate sono fatte di 24 ore e basta.