TIRIAMO LE SOMME DI UN ANNO


Siamo alla fine dell'anno.E' stato un anno difficile, lungo, pesante, segnato dalla demenza della suocera, dalle vacanze rovinate dalla demenza della suocera e dall'ex della figlia che non si rassegna ad essere stato abbandonato.
E' stato un anno pesante per me, ma andiamo con ordine:
LUGLIO 2005: il mese più importante, segnato dalle molte liti fra me e il Ferrari, io non so cosa mi stia succedendo ma non mi sta più bene niente, non so nemmeno io quello che voglio, mi pesa sempre di più questa sua dipendenza da sua madre, il non capire che una domenica al mese è anche troppo sopportare sua madre, quando ci sono gli altri fratelli con lei, non vedo perchè lui si debba intromettere,mi debba portare per forza tutte le domeniche a passare alcune ore con lei; non la sopporto più, non riesco più a sopportarla, e non mi dà pace nemmeno sapere che è così per via della demenza, io l'ho sempre conosciuta così.
All'inizio di luglio la figlia è tornata a casa, finalmente ha lasciato quello stordito di quello non-uomo che aveva al fianco, però c'è un però…è tornata a casa, ma incinta, ma d'altrone come fai? Le chiudi la porta in faccia? No, è sempre nostra figlia e abbiamo aspettato questo momento per tanto tempo. Il Ferrari non l'ha presa bene subito, anzi è stato molto duro, le sue prme parole sono state queste:
"Tu puoi fare quello che vuoi, tanto lo so che alla fine farai quello che vuoi, la riprenderai in casa, ma non contare su di me, se capita qualcosa, qualsiasi cosa t'arrangi!!!"
E se capita qualcosa, se mi capita qualcosa, se il tumore riprende vita, se il cancro mi porta via, come faccio? A chi ci pensa alla figlia e al nuovo arrivo?
AGOSTO 2005 vacanze da incubo, durante le quali il Ferrari ha capito veramente quello che ho sempre fatto per sua madre, ma a me sta andando veramente giù la catena, non ce la faccio più, avrei bisogno d cambiare aria. Lo stordito mi ha fatto fare delle vacanze d'inferno, telefonando a qualsiasi ora, con delle scene e delle tragedie greche al limite dell'assurdo, meriterebbe un post a parte, ma è tutto troppo irreale, non ho capito dove abbia trovato la forza di oppormi in quella maniera, dove ho trovato sempre la lucidità per contrastarlo e per difender mia figlia. Il Ferrari si sta riscattando, sta riscoprendo il rapporto con la figlia e io mi sento più sollevata, non dico nulla, ma in cuor mio spero e aspetto.
SETTEMBRE 2005 rientro a casa di corsa e di volata, la suocera ha dato di matto, il Ferrari mi ha abbandonata qui al mare da sola, con l'incombenza di vuotare la casa e di correre a casa, la suocera ha dato di matto, è arrivata l'ambulanza, i carabinieri in assetto di guerriglia urbana, un casino e il fratello che era là in quel momento non ha trovato niente di meglio da fare che telefonare a nostra figlia per chiedere consiglio. Povera ragazza, non ne ha già abbastanza, ma lei non si è persa d'animo ha chiamato noi qui al mare e si è recata a casa dalla nonna per aiutare lo zio, e così io mi sono trovata a dover vuotare la casa del mare da sola, caricare valigie e vettovaglie sotto ad un diluvio universale e partire verso Bologna.
E' il mese degli esami di controllo, mese di paura, ma non posso permettermelo, la figlia è da sostenere, da aiutare e da star vicino al Ferrari e gestire "la cara vecchietta".
DICEMBRE 2005 un mese fa è morta "la cara vecchietta", con lei c'ero io, nonostante tutto, c'ero io.
20 giorni dopo è nata la Tata, ecco il suo arrivo mi ha rimesso in pace con il mondo. il Ferrari è al settimo cielo, qulla bambina ha fattto il miracolo, e adesso aspettiamo che questo anno di cacca finisca n fretta con nostra figlia e la Tata.

Il mio morale è sempre più basso, temo di non farcela, questa nuova bambina mi aiuta ma mi dà anche tanto da pensare, mi fa paura, mi fa paura l futuro.
 

DOPO UN ANNO

Non avrei mai pensato, non ci avrei mai creduto, se me lo avessero detto un anno fa…
Avrei risposto che stavano farneticando, che me lo auguravo ma non ci credevo.
Abbiamo fatto un viaggio, siamo appena rientrati dall'Egitto, ho fatto cose che voi umani…ho fatto e visto cose che pensavo non avrei mai più potuto vedere.
E'' vero, è proprio vero che il periodo della chemio e della radio è un periodo transitorio, che non è per sempre.
Ma quanta fatica capirlo, quanta fatica accettare questi momenti.
Ho vissuto una settimana come prima, ho vissuto una settimana senza paure, anche se ogni tanto l'ansia faceva capolino.
Siamo stati bene, lacompagnia è tata magnifica, ci siamo divertiti, ho riso, riso tanto, ho guardato a pprezzato tutto.
Due anni fa forsse non avrei apprezzato e ammirato con così tanto entusiasmo.
L'Egitto, l'Antico Egitto, la crociera sul Nilo, il mandare sms a casa a mia madre e a mia sorella, che posso benissimo immaginare, posso ben immaginare la loro emozione, ce l'avevano dipinta sul viso al nostro annuncio:
"Subito dopo Natale partiamo, andiamo in vacanza, andiamo a fare la crociera sul Nilo. sarà faticosa, sarà stancante, ma vi prometto che se mi accorgo di non farcela, mi fermo, me ne sto sulla nave, ma per me l'importante ora è andare via, evadere da tutto questo"
L'importante per me è capire che piano piano sto rientrando, certo non sarà più tutto come prima, ma una parvenza di "come prima" posso sempre provare a darmela, a raccontarmela.
E poi, diciamolo onestamente, facciamo questo viaggio, visto che non so bene come evolveranno le cose, si prospettano mesi a venire lunghi e difficili, quindi meglio approfittare di questo momentaneo benessere..del domani non c'è certezza.

CONTINUA BENE

Le vacanze sono finite, il mese di agosto è passato.
E' stato il primo mese di vacanze, lontano da casa dopo la grande tranvata del cancro.
Sono passati 8 mesi dalla fine della chemio, sono passati 4 mesi dalla fine della radio.
Sono state vacanze leggere e serene, ancora mi sento convalescente, ancora non riesco a credere di essere andata a Cervia.
Cervia vissuta con un altro spirito, con ancora le lunghe passeggiate mattutine, con i lunghi riposi pomeridiani, con ancora tanta attenzione a non prendere sole, ad andare in spiaggia tardi per non avere confusione attorno.
La confusione, la gente mi dà ancora fastidio, il ritrovare le solite persone che guardano, che osservano senza voler osservare, che cercano su di me i segni del cancro, della chemioterapia, che cercano i segni della morte sfiorata.
Il rientro a Bologna con sulla testa l'incubo degli esami di controllo, con la speranza che vadano tutti bene.
Il rientro e ritrovare le solite persone, le solite situazioni che scatenano una gran rabbia dentro di me.
E' andata, il ritrovare persone con le quali confrontarmi, con persone che possono ancora darmi tanto.
Il ritrovare gli amici e con loro essere già qui a programmare le vacanze invernali, alla ricerca del sole e del caldo.
Il fare un programma da qui a 3 mesi, con in fondo una vocina che dice di farlo questo programma, che tanto non succederà nulla, che devi farlo per provare a te stessa che hai ancora tanta vita davanti e tanti viaggi da fare.

MI SEMBRA D RINASCERE

Ho fatto cose che 9 mesi fa pensavo di non fare mai più.
Ho rivissuto momenti che pensavo di non rivivere più, pensavo che mi sarebbero passati davanti agli occhi alla fine della mia vita, stroncata da un tumore.
Invece eccomi qui, a rivivere quei momenti, l'emozione di risalire in moto, l'emozione del mare, l'emozione di una domenica pomeriggio assieme al mare.
Due domeniche fa siamo andati al mare, siamo andati al mare in moto,
Per la prima volta dopo mesi e mesi ho abbandonato in camera il "cane morto", me ne sono uscita con la mia peluria, più che peluria è un manto di pecora, sembra un vello d'agnello, fitti fitti, ricci ricci, non mi riconosco, ho la faccia che sembro Minnie, con i capelli a cuore e il viso gonfio di cortisone.
Ma volete mettere l'emozione di reinfilarsi un caso da moto in testa? chiedersi se sono ancora capace di alzare le braccia per infilarmi il casco? La sensazione di pesantezza sul collo di questo casco da moto? Sono momenti gustati al rallentatore, fino in fondo, per capire che è tutto come prima.
Ma è veramente tutto come prima? Certo il casco è pesante ancora 1 chilo e 600 grammi, è ancora così azzurro, l'aria si insinua dentro, ma non mi scompiglia di capelli, i capelli della frangia non mi entrano più negli occhi.
E mi tengo ancora più attaccata al Ferrari, alla mia ancora.
Forse in tutti questi mesi l'ho investito di un ruolo che comincia da andargli stretto, a volte vengono fuori dei miei malumori, a volte "sento" delle strane sensazioni, a volte mi sento tradita, a volte mi sento guardata con compassione e da lui questo non lo sopporto, a volte mi sento abbandonata.
Mi sento abbandonata quando mi lascia per uscire con i suoi amici, mi urta i nervi la donna del suo amico, mi indispone, riesce a tirare fuori il peggio da me, e la cosa non mi piace, perchè se prima quello che sentivo era vero al 60%, adesso ho il dubbio che sia vero al 100%.
Ma siamo andati al mare, finalmente una domenica senza il suo cellulare che squilla, una domenica senza che quei rompiscatole si facciano vivi per sentire se lui esce, se va a fare un giro, una domenica in cui tutto mi sembra come prima.
Ma è poi tutto come prima?
Certo la strada del mare è semprequella, sa quanto mi piace fare le strade traverse in mezzo alla campagna e allora via di stradelli Guelfi, sa quanto mi piace passeggiare in spiaggia in silenzio e allora via in spiaggia in silenzio, sa quanto mi piace leggere riparata dal vento e mi ha lasciata leggere, sa quanto mi piace la piadina e mi ha fatto fare il giro delle piadinerie di Cervia.
E' tutto come prima, Cervia è sempre lì, pronta a rasserenare i miei pensieri, Cervia è sempre lì magica come sempre, il Ferrari è sempre qui con tanta pazienza,a sopportare il mio umore e i miei ormoni impazziti.
Sì è tutto come prima, o quasi!

RADIOTERAPIA

Pensavo fosse più leggera. Sono circa a metà, ne ho già fatte 20 di sedute, ma che fatica!
Forse è la stanchezza della chemio che si sta facendo sentire, forse è questo continuo avanti e indietro per l'ospedale che mi fiacca, ma sono veramente molto provata fisicamente.
E i problemi, gli effetti collaterali, sono meno devastanti  della chemio, ma ci sono, ci sono tutti!
La pelle sempre arrossata, bruciata, sottile, sensibile, da fastidio tutto dal cotone all'acqua della doccia, ho i palmi della mani completamente devastati dalle piaghe, tutti i polpastrelli rotti, le unghie che si spezzano con niente, tutte le mezze lune delle unghie viola, la bocca perennemente in fiamme, e semprecon quel sapore di metallo lasciato dalla chemio.
Gli odori, quelli ti schienano, li sento ancora tantissimo, a distanza di 2 mesi abbondanti dall'ultima chemio gli odori e i sapori sono ancora in grado di procurarmi dei conati di vomito che mi squassano.
E' un viaggio fare radio, esco di casa alla mattina alle 10, vado con gli autobus, mi sento troppo debole per andare in macchina, l'appuntamento in ospedale per la seduta è alle 12, la seduta dura al massimo un 3/4 minuti, è più il tempo che perdo a svestirmi e a rivestirmi che tutto il resto, esco, riprendo l'autobus e rientro a casa verso le 14.
Una sfacchinata indicibile, ma di bello c'è : qualche volta quando c'è il sole mi fermo a pranzo in centro e faccio un giretto di negozi.
Mi sembra di essere un'altra, girare per il centro, per negozi, senza comperare nulla, ma questo girare, guardare, toccare, è una cosa che non avevo messo in preventivo di riuscire a fare, invece…eccomi qui a farla, e con quale gioia.
Mi rendo conto che chi mi incrocia durante queste mie  escursioni possa pensare che io arrivo chissà da dove, chissà da quale paese dove la miseria regna sovrana, mi guardo attorno come se non avessi mai visto nulla, mai visto un negozio di abbigliamento, mai visto un grande magazzino, mai visto e toccato un libro, guardo e tocco tutto come se fosse la prima volta.
Ed è come se fosse una prima volta, non ricordo nulla di prima, o meglio ricordo ancora tutto moltlo bene, ricordo molto bene i viaggi e le vacanze fatte, chissà adesso quando e come e se ne rifarò, è tutto stampato, marchiato a fuoco nella mia mente, ma ricordo anche motlo bene le litigate, i musi, le giornate e le serate vuote in giro alla ricerca del divertimento per forza.
Come è tutto diverso adesso, come è tutto più vero, più sincero, più apprezzato.
Chissà quando avrò finito anche questa terapia cosa farò con tutto il tempo che mi rimane? Come lo investirò questo tempo?
Mi auguro solamente di non tornare ad essere quella di prima, intanto debbo riuscire a riflettere, a prendere alcune decisioni importanti per la mia vita lavorativa futura, seguendo un po' il mio istinto e ascoltando anche la voce del Ferrari che mi sta spingendo a licenziarmi, a lasciar perdere qual lavoro che ha sempre assorbito tanto e troppo di me, dimenticando e mettendo la famiglia sempre e solo in secondo, terzo piano. Lui sositene che se io rientro, dopo un po' torno ad essere quella di prima, dura, fredda e sempre distante, arriverò ad un punto che per il lavoro non farò più gli esami di controllo, è questa la sua grande paura.
E' questa la mia grande paura.
E domani sera si va al concerto degli "STADIO" con mamma e sorella

ANNO NUOVO VITA NUOVA?

Abbiamo  scollinato, siamo a metà dell'opera.
Visita post-chemio fatta, i valori del sangue fanno ancora un po' ribrezzo, ho già fatto anche la visita e le prove per la radioterapia.
Se c'è un medico che mi piace poco, che mi mette soggezione, ebbene è il primario della radioterapia, accidenti, l'ho sempre visto aggirarsi per il DH durante la chemio, mi incuteva paura, così alto, così tanto, con tutta quella barba bianca, mai un sorriso.
Ecco non sorride mai, e in un DH di oncologia il sorriso è tutto, fa cambiare i connotati alle giornate di solito grigie e pesanti, ma lui niente, mai niente di tutto questo.
Sarà lunga, sarà dura anche questa, ma di fronte ad una chemio tutto quello che viene ora è una passeggiata. se va tutto bene, se ho la fortuna che nessun macchinario si rompa a metà marzo ho finito anche questa.
E da allora in poi comincia il terno al lotto, comincia la paura di come andrà a finire.
Io adesso mi sento protetta, ho fatto chemio e ora comincio la radio, ma dopo? Chi mi protegge?
I capelli stanno piano piano ricrescendo,sono cortissimi, appena appena una lanugine. un'ombratura sul cranio, ma io mi illudo che sono capelli, sono i miei ed è da una paio di settimane che non ne vedo staccarsi, che non trovo il cuscino un po' sporco di capelli e nemmeno il lavello in bagno.
Loro ricrescono, io spero di riprendermi, ma la vedo dura e lunga, e il tumore? lui che fa? Ricrescerà anche lui?
La mente, l'insonnia, i pensieri quelli sono duri da accantonare.
E' una catena, sono tutti legati fra di loro: pensieri=ansia=insonnia=depressione.
E' un circolo vizioso, un brutto circolo, ma stringiamo i denti, bisogna andare avanti, debbo andare avanti.
Per me solamente per me, da sola, a muso duro.

E' FINITA

Iil 23 dicembre ho fatto l'ultima chemio. E' finita. Questa prima tornata è finita. Se Dio vuole! Mi sembra di essere passata dentro ad un centrifuga, ne sono uscita, ne sto uscendo con le ossa rotte, con l'animo ammaccato, con la mente persa dietro a tutto quello che ho perso, a tutto quello che, spero, non perderò in futuro.
E' un tunnel buio e stretto, dal quale bisogna uscire,in qualche maniera bisogna uscire, è peggio della nascita, si ha solamente voglia di silenzio, di piangere per liberare i polmoni, per vedere se dopo un bel pianto,urlato ai 4 venti le cose prendono la giusta dimensione.
Ma la giusta dimensione in questo vortice di malattia, di dolori fisici e mentali non esiste, la tua giornata è scandita dalla stanchezza, dalla voglia di chiudere gli occchi, di dormire per non pensare, ma il sonno non viene, quando chiudi gli occhi l'unica cosa che ti vedi sfilare davanti sono le immagini dei condannati a morte in America, dove muoiono con l'iniezione letale, vedi questo ago infilato dentro di te e il veleno che scende lentamente nelle vene. Hai il bel da dirti che quello che entra in te è un veleno "buono", ma gli effetti sono gli stessi: dolore fisico e mentale.Il 23 è venuto in DH anche l'oncologo capo a farci gli auguri, a complimentarsi con noi, mi ha strappato un sorriso, mi ha dato un "5", dicendomi che se ne vedono poch dei casi di caparbietà come il mio, decisa a finire tutto nei tempi stabiliti da loro, rispettare sempre i 21 giorni, difficilmente si vede un fisico come il mio, la mia buccia nello stringere i denti ed andare avanti a gomitate, lottando con il male per avere sempre l'ultima parola.
Sono molto orgogliosa di me stessa, è un orgoglio da poco lo so, ma avere finito i 6 cicli programma nei 3 mesi canonici, per me, è un notevole passo avanti, non avrei mai pensato di riuscire in tanto.
Ho passato un Natale arrafazzonato, brutto, squallido, ma non interessa niente, ce ne saranno altri in futuro (speriamo), adesso mi sono tota di dosso la chemio, alla radio ci pensiamo con l'anno nuovo.
Eh sì, anno nuovo vita nuova! Belle parole, con tanto significato dentro.
Mi auguro solamente che la chimica abbandoni presto il mio corpo e il mio animo, non posso continuare così, senza dormire, arrabbiata con il mondo intero, non posso continuare a litigare con tutto e con tutti, giusto per il gusto di litigare, giusto perchè mi sento calpestata.
Forse la vita non è questa, ma negli ultimi mesi la mia vita è solo questa, una vita fatta di ospedali, di nausee, di vomito, di malesseri fisici e mentali, di malanni fisici mai conosciuti, della scoperta di muscoli del corpo doloranti, che manco pensavo di avere.
La vita non può essre solo rabbia e cattiveria nei confronti della malattia, io le mie energie le ho da spendere in altra maniera, ma sorge spontanea una domanda:
"Chi mi ridà indietro questi mesi rubati alla mia vita?"
Chi mi ridarà indietro tutto il tempo perso negli ospedali,il tempo che ho sottratto a chi mi sta a fianco, chi mi ridarà il tempo che ho perso a litigare con la malattia, ma la malattia si sarà resaconto della mia battaglia?