EHI, GUARDA……

….guarda la luna.

E chi ti indica la luna spera che tu guardi il dito.

Ma il dito lo può guardare chi non vuole vedere la luna, perchè guardare la luna significherebbe farsi delle domande, darsi delle risposte e, a volte, le risposte potrebbero non piacere.

Ma si può fare in maniera di ottenere degli strumenti per porsi le domande, darsi le risposte ed elaborare in bene le risposte.

E così tutti vedrebbero la bellezza della luna.

RIFACCIAMO

Un passo indietro e rimaniamo in attesa.

Torniamo ognuno al proprio posto, in attesa.

Senza forzare la mano, senza pretendere nulla, in attesa.

Intanto facciamo tutti un passo indietro.

Niente e nessuno potrà cancellare i bei momenti, ma al momento è opportuno che  ognuno torni al proprio al proprio mondo.

Le mie energie attualmente debbono prendere un’altra direzione, al mio fianco ci sono persone che hanno bisogno di tutta la mia grinta e le mie forze.

Ed io ho bisogno di ricaricare le batterie, sono senza energie

NUVOLA

indexPiccola “bimba” pelosa, che hai rallegrato, sostenuto e amato la compagna di merende.

Tutta bianca e ricciolina, candida piccolina poi vecchietta.

La pelosetta di casa, tranquilla e anche un po’ sclerotica, ma tanto dolce e affettuosa.

Da ieri non ci sei più, e la mia compagna di merende, la tua “mamma”,è molto triste, le hai lasciato un vuoto immenso e tanti tanti scrupoli.

La mia compagna di merende si sente in colpa perchè in quel momento stava dormendo, dopo una notte tribolata, la tua “mamma” si rimprovera di essersi accorta che l’avevi lasciata quando ormai eri già nel paradiso degli amici pelosetti.

Ma la tua “mamma” deve farsi forza ed andare avanti, tenendoti sempre nel cuore, ma adesso è ora di ricominciare, con un cagnolino che possa scaldarsi alle sue infinite carezze,  carezze calde e cosolatorie, come tutte quelle che ti ha fatto.

E adesso riposa, gioca e scorazza la fianco di Camilla, ciao Nuvola, “bimba” pelosa.

SABATO IERI E OGGI

Sabato è stata una giornata piena, fatta di ospedale per Tac controllo del Ferrari, pranzo con amici e la serata passata con Silvia.

Abbiamo passato la serata con lei e la sua amica dolce e simpatica, fra un aperitivo ed una cena vegetariana, ridendo e scherzando, parlando di quando si era piccoli, facendo le differenze fra la loro infanzia e la nostra di quasi sessantenni, parlando di Sanità italiana e francese, continuando a sviscerare, dopo tanti anni, come ci si sente quando ti viene diagnsticato un cancro. Ridendo e scherzando, continuando a parlare io e il Ferrari abbiamo fatto venire le due di notte, ma sono state le chiacchiere più belle e piene degli ultimi tempi.

Ieri mi sono dedicata me stessa, ho assolto a tutti i miei doveri di nonna, ascoltandola mentre faceva colazione, accompagnandola a scuola, cercando di tenere un’atmosfera lieta, serena e leggera per farle affrontare la giornata scolastica al meglio, visto anche la sua imminente interrogazione in Storia dell’Arte, e la Tata riesce sempre a stupirmi, con i suoi undici anni, credendo di essere già la ragazzina scafata, per poi rifugiarsi sul divano con la nonna per un abbraccio ed un “covino” pre scuola.

Mi sono concessa una seduta dall’estetista per rimettere in forma i miei poveri piedi, provati da tanti chilometri macinati in tutti questi giorni, un tè con Valeria, la compagna di merende, peccato mancasse l’altra appendice del trio, ma ci rifaremo domattina, ma il meglio è venuto nel pomeriggio quando ho deciso di fare un rapido passaggio dal parrucchiere…e volià…nuova capigliatura, ormai aveo un cespuglio ingovernabile in testa, ormai i miei capelli non stavano più da nessuna parte, vivevano di vita propria, erano arrivati all’anarchia, quindi…via…un bel taglio.

E stamattina mi sento un’altra, più leggera, anche se pensieri pesanti e un po’ di ansia rimane in sottofondo.

Mi sono fatta un regalo, brioche e tè caldo… ascoltando Vienna

 

2005

un anno importante per la nostra famiglia.

undici anni fa, nella notte di Santa Lucia nascesti tu, piccola grande donnina che avresti segnato la svolta per noi.

piccola grande Tata che oggi compi 11 anni.

piccola grande donnina che ogni giorni cambi, cresci, fai ammattire, ma regali anche tanti sorrisi e tanta gioia.

piccola grande donnina che si atteggia già ragazza, ma che poi, alla fine, nella cameretta apparecchia il tavolo con tazze, tazzine e contenitori di tutti i tipi, per giocare con i bambolotti ed i pupazzi alla mamma che fa merenda con i suoi bimbi.

piccola grande donnina che illumini le nostre giornate,  rendi leggere le giornate di nebbia fuori e dentro di noi.

Auguri piccola grande donnina da me, da tutti noi che ti amiamo al di sopra di tutto e di tutti.

E POI VENNE….

….mercoledì, che è riuscito a dare una svolta alla settimana.

La colazione a casa dalla mia compagna di letture è riuscita a rimettermi a bolla.

Una mattinata passata a chiacchierare, una mattinata passata a bere tè e mangiare biscotti ha fatto il miracolo.

Il miracolo delle chiacchiere intelligenti che aiutano a rimettere sotto la giusta luce la vita, chiacchiere che riescono a spazzare via tutto il piattume che fino ad allora ti è stato riversato addosso.

Perchè negli ultimi tempi ho toccato con mano l’inutilità, la pochezza, negli ultimi tempi le compagne di merende erano un po’ latitanti, prese da mille impegni, e la serenità delle colazioni con loro era svanita.

Avevo bisogno di rimettermi in sesto, in pace, avevo bisogno di toccare con mano che attorno ame non esistevano solamente personaggi di poco spessore, personaggi che non davano nulla, ma mi stavano succhiando tutta l’energia di cui potevo disporre.

Era servita a poco anche la colazione fatta la settimana scorsa con la mamma dell’amica della Tata, mi aveva ridato ossigeno, mi si erano illuminati gli occhi, ma poi tutto mi aveva travolto, la pochezza era talmente tanta che ho rischiato di rimanere seppellita.

E dopo mercoledì è venuto giovedì, con la colazione assieme alle compagne di merende e LaFiglia, le risate sono state tante e di pancia, e la serenità si è rafforzata, la giusta luce stava ricominciando ad uscire.

Ed infine stamattina colazione con Scabry e le risate e le chiacchiere intelligenti, l’ascoltare parlare questa mamma, capire che le nostre bimbe sono tutte uguali e che tutte stanno attraversando un periodo difficile, di passaggio, rasserena, aiuta.

La settimana si è ripresa.

IL SOLE

Oggi, dopo una settimana di nebbia e grigio, è spuntato il sole.

Un bel sole di novembre, caldo e non invasivo, quasi dolce.

Un sole che ha aiutato a portare i passi, fattisi di nuovo leggeri, fuori casa.

Il sole che mi ha dato la forza di tentare a portare fuori di casa un’amica in difficoltà.

Il sole che ha aggiustato il tiro sulla profonda tristezza che provo quando penso a mia figlia, al dolore che ho provato la settimana scorsa quando l’ho vista stanca e stremata da una situazione lavorativa, in questo momento, un po’ pesante.

Questa figlia a cui vorrei regalare la serenità che la possa sostenere sempre nell’educazione della Tata.

Questa figlia che si dà sempre da fare per tutto e per tutti, questa figlia che vorrei sempre difendere dalle paure e dai problemi del mondo, questa figlia per la quale vorrei un po’ di calma e tranquillità.

Questa figlia che si merita solo cose belle, sorrisi, serenità e tranquillità