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GLI AUGURI BELLI

Sono stati tanti, tantissimi, tutti calorosi e carichi di affetto.

Gli auguri ricevuti da due Amiche speciali, mi hanno commossa, perchè fatti con tanto sentimento e sono giunti inaspettati.

Gli auguri ricevuti da una carissima Amica dei tempi delle superiori, anche quelli carichi di affetto e calore.

Gli auguri e gli abbracci degli Amici storici con i quali abbiamo passato le ore a cavallo fra i due anni.

Circondata dal loro calore e affetto il 2020 mi fa meno paura.

STELLE SORRISI E COLORI

Le stelle delle notti al mare, a Cervia.

Le stelle ed i sorrisi di Marina, Alberto e Zoe.

Le cene e le serate assieme.

Ossigeno per la mente e per l’anima.

I colori ripresi in mano per colorare mandala e rilassare la mente ed i muscoli.

Mente e muscoli sottoposti ad un lungo periodo di stress e che ora urlano tutta la loro contrattura e allora si cerca riposo e pace in esercizi fisici e nei colori.

Una normalità che fatica a tornare.

Un caldo ancora soffocante che fatica ad andarsene.

E tutto questo non fa bene all’umore.

DICIAMO COSì

Agosto non è stato il massimo come mese, le situazioni sfortunate si soo susseguite con un certo accanimento.

Ma non è stato tutto così, onestamente  un paio di momenti di risate grasse e felici ci sono state, che hanno ripagato tutti i magoni e le situazioni spiacevoli che si avvicendavano.

La prima è stata a Canazei, in una stradina abbastanza traffiata del centro storico di questa bellissima perla delle Dolomiti. La Tata, nostra fedele compagna di viaggio, ha trovato un filo d’erba, bello ,verde, lungo:

“Nonna, mi fai vedere come si suona un filo d’erba, che non lo ricordo più?”

Detto fatto, prendo questo bellissimo filo d’erba, lo posiziono perfettamente fra i pollici, metto la mani a conca, prendo un bel respiro e…soffio. incurante di tutte le persone ch stavano passando, alcune si fermavano ad osservarmi.

Un suono alto e squillante si alza dal filo d’erba suonato.

E’ partito l’applauso degli astanti, tutti i più anziani a complimentarsi, i più giovani a chiedere,e lìla mia cialtroneria è esplosa:

“Ma voi che infanzia avete avuto che non sapete suonare i fili d’erba? Ma dove l’avete passata l’infanzia?”.

Da lì, supportata dai passanti più anziani è comiciao il gioco dei modi per divertirci ai nostri tempi ed eravamo tutti allegri, felici e ci siamo fatti delle grasse risate.

il teatrino di me che continuavo a suonare fili d’erba è durato circa un’ora, con tanto di pubblico, battute, risate e lezioni di posizionamento filo e suonatura.

A Canazei si stanno ancora chiedendo da dove fosse spuntata quella sciroccata che suonava i fili d’erba e rideva con i suoi coetnei sconosciuti, della meraviglia dei giovani che passavano e rimanevano interdetti, per poi aggregarsi pure loro allo spettacolo gratuito.

Canazie mon amour

SENTO LA MANCANZA

Sarà un’ estate diversa.

Abbiamo dovuto fare cambiamenti repentini in corso d’opera.

Fino ad un paio di mesi fa, eravamo lì che programmavamo un viaggetto con la Tata ad inizio settembre, poi gli sviluppi da aprile in poi ci hanno costretti a cambiare radicalmente programma.

E il 26 aprile abbiamo preso una decisione: vacanze sì, perchè abbimo bisogno di staccare un po’ la spina, abbiamo la necessità di cambiare muri e allegerire la testa e allora prenotiamo una settimana a Cervia.

Detto, fatto, nel giro di 3 giorni ho contattato l’albergo dello scorso anno, preventivo per una permanenza con la Tata, dato conferma, inviato caparra e problema vacanze risolto.

Abbbiamo necesità di rimanere vicino a casa, abbiamo necessità di essere ad un’ora da casa, perchè i controlli sono ancora molto serrati e non sappimo come possa evolvere la situazione, di conseguenza dobbiamo rimanere in zona per qualsiasi evenienza.

Certamente è una buona soluzione, ma quest’anno sarà un po’ diversa, purtroppo la compagnia di Cervia quest’anno ha perso alcuni pezzi lungo la strada, alcuni non potranno essere dei nostri.

Gli amici di Roma non potranno essere dei nostri, ci saranno Marina e Alberto, gli storici del cadore, ma non gli storici di Roma.

E la cosa mi destabilizza, sento già la mancanza delle risate fatte a crepelle con loro, sento già la mancanza dei discorsi seri, perchè ogni tanto siamo seri pure noi, sento tanto la mancanza del tormentone estivo da condividere con loro, da spiazzare, sento la mancanza dell’allegria mai becera della loro immensa compagnia, sento già la mancanza dell’ora accademica fatta durante i pasti in albergo, sento la mancanza della cena di Ferragosto con loro e gli storici del Cadore.

Sento la mancanza del tran-tran agostiano degli ultimi anni

E LA CHIAMANO ESTATE

E’ stata una estate strana, in bilico, non caldacome quella dello scoros anno, ma comunque calda parecchio anche questa, con ancora più umidità.

E tutto quto caldo, questa umidità ha influito sull’umore.

E’ stata una estate scandita da grandi disastri.

L’incendio di Borgo Panigale, mi ha prostrata tanto nel morale, abitavamo lì 30 anni fa, conosco bene la zona, bastava solamente che scoppiasse 100 metri più avanti e faceva una strage, 100 metri più avanti la tangenziale passa a pochi metri dalle case, dalla casa che noi abitavamo 30 anni fa.

Il crollo del ponte a Genova, mi ha dato il colpo di grazia, il mio umore e il mio morale sono defintivamente crollati.

Mi sono resa conto che durante la settimana a Cervia con Marina e Alberto (gli storici del Cadore), Rosie e Fred non ho scattato una sola foto, che i giorni sono volati, che il tempo mi è scivolato fra le dita senza che me ne rendessi conto.

Ecco debbo dire, per essere onesta, che durante quella settimana delle risate ne sono state fatte tante, sia risate scatenate da discorsi seri, sia da cose molto più sceme, che a me vengono tanto bene.

Il tormentone di questa estate è stato “Gattone e gattona”

E ALLA FINE SONO ARRIVATI GLI AMICI

Sono arrivati hanno portato sorrisi, abbracci e tante risate.

Sono arrivati Marina e Alberto dal Cadore e con la Tata siamo partiti per Roma.

A parte il viaggio di andata un po’ travagliato, siamo arrivati a Roma con più di un’ora di ritardo, ma alla fine siamo riusciti lo stesso a visitare la Basilica di San Pietro.

Forse il forte ritardo del treno ci ha agevolato, le file erano sparite, siamo passati attraverso i serrati controlli, poi via dentro, a riempirci gli occhi di tanta bellezza.

E di fronte  tanta grazia la tensione si è allentata, il caldo, la fatica e lo stress sono stati dimenticati, lì ho capito che ero in vacanza, che tutto il fascino che mi circondava, mi stava dando il benvenuto e di godermi questa splendida città.

Come solito, come ormai da tanti anni, il giorno successivo l’abbiamo passato in compagnia di Rosie e Fred, che sono una garanzia di risate, di chiacchiere intelligenti, di momenti indimenticabili, di scorci di Roma mai immaginati e finalmente quet’anno sono riuscita a pranzare a Trastevere.

Erano anni che scalpitavo, che fremevo, curavo il mio desiderio, sapendo che prima o poi l’avrei realizzato e quest’anno…finalmente Trastevere.

Trastevere in un ristorante dove non potevo che sentirmi bene, un ristorante con relativo cameriere che non poteva che farmi sentire a casa.

Trastevere, un ristorante e le risate fatte che risuonano ancora nelle orecchie, strappandomi, a volte, un sorriso all’improvviso.

Ma poi le cose belle finiscono, ma se sono belle, lasciano dentro una grande carica, la voglia di andare ancora avanti con allegria.

Ho portato a casa questo ricordo e la promessa di rivederci fra 42 giorni…un battito di ciglia

 

ADESSO VORREI PARLARE

Si sta avviciando al fine della scuola, e sto cominciando ad essere stanca, esattamente come tutti i ragazzi, vivo gli anni scolastici della Tata, come se fossero i miei.

E’ stato un anno vissuto sulle ali della leggerezza, vissuto accanto a lei che è cambiata tanto dallo scorso anno, più consapevole, più matura, più serena in tutto, anche con gli alti e i bassi dei voti, con picchi sia verso l’alto che verso il basso.

Ed io, questi picchi me li sono vissuti tutti.

E’ stato un anno di presa di coscienza sulle amicizie, sulle persone importanti e su quelle che sono solamente conoscenze, è stato un anno in cui lei ha preso coscienza di essere una persona che può ragionare con la sua testa, senza sentirsi in colpa con chi la pensa diversamente da lei.

E’ stato un anno in cui la fatica del doverla svegliare e incitare per muoversi, per non rischiare di fare tardi tutte le mattine che dio manda su questa terra, è stata meno pesante, insomma è cresciuta.

E’ stato un anno che per me, io parlo sempre  per me, a volte è stato impegnativo, un anno in cui ho dovuto sempre trovare delle parole, un anno in cui ho dovuto sforzarmi di guardare i diversi rovesci delle medaglie e da quelli partire per mediare, mediare con me, con chi mi sta attorno, con i medici e con il mio carattere.

Ma fortunatamente io al fianco ho delle persone che sanno sempre sostenermi , capirmi e custodirmi, persone con la quali bastano due righe per trovare una soluzione.

io al fianco ho un angelo custode importante, ed è il mio medico di base, quando ho capito che il barile era pieno, che non ce la potevo più fare, ho scritto due righe, ho lanciato un appello e la sua mano si è tesa, per l’ennesima volta, per aiutarmi a rialzarmi.

E, come dicevo oggi con una persona cara e amica, adesso che questo anno si sta concludendo, questo anno scolastico è agli sgoccioli e per me è come se fosse la fine dell’anno, tiro in remi in barca, svuoto la mente da tutto e cominca l’estate per il corpo e per la mente.

Da oggi vorrei sentire parlare solo di ciccia, brufoli, peli superflui e cellulite. Grazie! 

 

 

IL TEMPO

E’ una cosa preziosa.

Il tempo va rispettato.

Di tempo non sappiamo quanto ne abbiamo ancora davanti e allora non sprechiamolo.

Investiamo tutto il tempo che possiamo in cose belle, arte, lettura, musica, belle persone e belle sperienze.

Il tempo è ricco di emozioni che dobbiamo conservare, delle quali siamo tenuti a fare scorta, per poterle utilizzare nei momenti di stanca e di magra.

Perchè non sempre il tempo ci può regalare momenti buoni, il tempo è fatto anche di cose brutte, di situazioni pesanti, di momenti di sconforto e attimi in cui si vorrebbe gettare la spugna.

E allora ben vengano i giorni di festa da passare con gli amici, a chiacchierare, ridere, ricordare.

Portiamo nella mente e nel cuore i momenti passati assieme, saranno il carburante dei giorni bui e grigi.

Il tempo è prezioso.