COSA MI MANCHERA’

Di certo non il caldo torrido di questa estate.

Cosa mi mancherà di questa estate passata? Perchè il primo giorno di settembre è uno spartiacque, fra l’estate e l’arrivo dell’autunno.

E’ stata una estate pesante, calda, umida, ventosa, a volte di venticello pacevole, a volte di vento caldo e umido che creava solo disagio.

E’ stata un’estate faticosa per via del caldo soffocante, umido e infuocato, ma dobbiamo prepararci perchè, dicono gli esperti, tutti gli anni sarà così e con temperture sempre in aumento, peccato vivere in Pianura Padana, un imbuto, un catino dove il sole tira sfiondate che tramortiscono e di notte non è che la situazione migliori.

Ma qualcosa mi mancherà…

Mi mancheranno le chiacchiere in giardino con l’Amica del piano di sopra, la sua risata e la sua erre rotolante.

Mi mancheranno le passeggiate serali, sempre con lei, e la nostre metà parlando di niente, per non pensare al caldo che ci stava opprimendo.

Mi mancheranno i tramonti rossi ed infuocati sulla Bassa.

Mi mancheranno le sere in giro per Cervia con Marina, Alberto ,le Bimbe e LaMiaMetà, passeggiate che poi finivano sempre in qualche bar a bere qualcosa e dove poter parlare, dire scempiaggini e ridere a crepapelle.

Mi mancherà l’espressione fra lo stupito e l’attonito del ragazzo che prendeva le ordinazioni al bar Tequileria- Winebar di Cervia (Red Velvet Corazon) alla mia richiesta di un tè caldo, manco mi ero accorta che non avevano nemmeno la macchina per fare il caffè, alla mia richiesta si è sentito un tonfo, un rumore di persona che sveniva…caro lui, era basito!. Alla fine. dopo un lungo mercanteggiare ho bevuto un succo di frutta alla pera.

Mi mancheranno i tormentoni estivi che, immancabilmente, ho sempre reso talmente tormentoni da strappare risate a chiunque si trovasse nei miei paraggi.

Mi mancheranno i pranzi con i piedi sulla sabbia in compagnia degli Amici di Cesena, i loro occhi pieni di sorrisi, le loro parole, con il loro inconfondibile accento romagnolo, che sono promesse per i mesi a venire, fantastcando di futuri incontri fra tutti noi.

Mi mancheranno le Dolomiti, con i loro colori e i loro silenzi.

Labbra rosso Coca-Cola

IL TEMPO CHE VOLA

Il tempo che passa, che vola via spensierato.

Quando sei un buona compagnia tutto è più leggero, il tempo vola.

Amici che ti accolgono al mare, a braccia aperte, per il piacere di passare qualche giorno assieme, I soliti Amici, Marina e Alberto, che desiderano codivivdere con noi il loro appartamento marino, come si faceva a vent’anni, vacanze in appartamento condiviso, Amici che ti conoscono talmente bene, che sono disposti a sopportare le tue lamentele per il caldo, ma che ti ospitano con il cuore in mano. Amici che fanno di tutto per tenerti su di morale, Amici con i quali è uno spasso pranzare e cenare, tutti assieme in 6 attorno ad un tavolo, ognuno di noi mangiando quello che si sente, ma poi rimanere lì, seduti, a parlare, a ricordare, a ridere.come siamo abituati a fare quando ci incontriamo, e quest’anno ne avevamo tante da raccontarci, era parecchio che non ci vedavamo.

Per noi è sempre troppo poco il tempo che passiamo assieme.

il piacere di pranzare in spiaggia, con i piedi sulla sabbia, con gli amici di Cesena e capire di aver creato un bellissimo incontro, di aver messo in contatto gli Amici con due persone cordiali e affini a noi, E sono soddisfazioni.

Il tempo passa.

UN LUNGO FINE SETTIMANA

Quello della scorsa settimana, finalmente montagna, Cadore, il calore di Marina e Alberto.

Quattro giorni noi due e la Tata, il massimo che io possa pretendere.

Quattro giorni di Amicizia e calore, quattro girni di Marina e Alberto, di fresco, di nuvole, dei loro figli che sono quasi figli nostri,

Quattro giorni per rigenerarmi, per staccare la mente dai pensieri e dalle ansie, quattro giorni a lungo sognati, desiderti.

Quattro giorni per rinascere.

FINE DI UNA ESTATE STRANA.

Una estate strana che ricorderemo per ancora molto tempo, ieri si è chiusa.

Una estate passata a spizzichi e smozzichi.

Una estate passata in montagna grazie agli Storici del Cadore, con i quali abbiamo passato anche un fine settimana a Cervia.

Una estate conclusa ieri nel migliore dei modi, con LaMiaMetà e la vicinanza dalla Famiglia, regalataci da LaFiglia e IlCompagno, che ci hanno fatto conoscere un albergo dove ti senti veramente a casa, accudito, preso e tenuto per mano durante tutta la permanenza.

LAFiglia e IlCompagno ci hanno coccolato, si sono mostrati premurosi nei nostri confronti, quasi al limite da farmi sentire più anziana di quello che sono.

LaFiglia e IlCompagno temevano che non ci trovassimo bene, ma per noi già averli lì tutti, Lafiglia, Compagno, Tata, AmicadellaTata e laCocca, è stato un regalo immenso.

In più ci aggiungiamo la temperatura ideale ed il silenzio del mare a settembre…oplà.il miracolo è fatto: ho ritrovato con loro, grazie a loro la mia dimensione.

Grazie persone care e affettuose.

SGUARDI

Questi giorni d’agosto, di caldo, di ricordi tristi che hanno rannuvolato un po’ le giornate, sono stati giorni di viaggi, di giri con LaMiaMetà e con la Tata.

Sono state giornate dove gli sguardi hanno spaziato dalla Bassa, ai monti ed al mare.

Gli sguardi della Montagna sono stati i più gratificanti, i più belli, i più caldi ed i più sereni.

Arrivi ad un punto, esci da una galleria, ed il panorama cambia improvvisamente, tutto ad un tratto sei circondato da queste montagne imponenti che sembra vogliano schiacciarti sotto la loro imponenza, ma, invece, ti guardano, vedono i tuoi occhi illuminarsi e loro ti abbracciano, ti accolgono, riconoscendoti per l’amore che hai sempre saputo dare loro, hanno riconosciuto la tua gratitudine a loro, per gli spazi aperti, per le magnifiche sfumature di verde che riesci sempre a cogliere.

Domegge, Misurina, Pieve di Cadore, Dobbiaco, Bressanone, Cortina, ma il luogo del cuore per eccellenza, Fortezza.

Fortezza, la mia infanzia, i miei primi ricordi di bambina, le prime amicizie al di fuori della famiglia, i primi giochi in cortile.

Una estate diversa, una estate di montagne ancora negli occhi.

CATAPULTA

Ed eccoci, improvvisamente, arrivati ad agosto.

Catapultati avanti nel tempo, senza esserci abituati lentamente al pensiero delle ferie, delle vacanze.

Fino a ieri eravamo fermi, con il tempo, al 15 marzo, improvvisamente una mattina ci siamo svegliati ed era già finito luglio, con la fatidica data del 1° agosto, data canonica dell’inizio delle ferie, delle vacanze, delle partenze per il mare o per la montagna.

Catapultati in un tempo che sembrava lontano, che sembrava non sarebbe mai arrivato, un tempo che non ci aspettavamo.

Ed, improvvisamente, dobbiamo resettare i mesi passati, dobbiamo calibrare la mente ed il fisico al caldo, all’estate, senza essere passati dalla primavera, dalla pasqua, dai vari ponti, che ci avrebbero avvicinato a questa data senza traumi.

Ora dobbiamo pensare a goderci questo nuovo tempo, questi momenti di leggerezza, ma senza abbassare la guardia, dobbiamo, solamente, fare un piccolo sforzo con la testa per tornare a gustarci i piccoli passi che stiamo tentando di fare, verso una vacanza che vorremo uguale a quelle passate, ma che, purtroppo, non lo è, è una vacanza, un posto da vivere sì in leggerezza, ma usando la testa, ridendo come gli anni passati, ma con un po’ di sale in  zucca, si può rdere anche senza stare appiccicati l’uno all’altro.

E’ una vacanza sospesa, un partire verso mondi e modi diversi, per tentare di ritrovare una vita precedente, ma più ricca di emozioni, di ricordi e di Amici cari.

E’ un reinventarsi, è un trovare altre strade, più calme, più umane per ricaricare le batterie, molto provate da mesi di chiusura, di mesi in cui si faceva fatica a guardare più avanti delle 24 ore successive.

Ma questo nuovo tempo, questo nuovo approccio alla spensieratezza ci deve far riflettere sul cosa era sbagliato prima, questi mesi di clausura avrebbero dovuto insegnarci a far un buon uso del nostro tempo.

Queste nuove vacanze dovrebbero essere all’insegna della qualità, piuttosto che alla quantità, queste nuove vacanze dovrebbero essere “sentite” e vissute per rigenerare il corpo e la mente.

Facciamo tesoro del passato, usiamo bene il presente, guardando al futuro con ottimismo.

Lasciamo andare la mente, ma usando il buonsenso.

GLI AUGURI BELLI

Sono stati tanti, tantissimi, tutti calorosi e carichi di affetto.

Gli auguri ricevuti da due Amiche speciali, mi hanno commossa, perchè fatti con tanto sentimento e sono giunti inaspettati.

Gli auguri ricevuti da una carissima Amica dei tempi delle superiori, anche quelli carichi di affetto e calore.

Gli auguri e gli abbracci degli Amici storici con i quali abbiamo passato le ore a cavallo fra i due anni.

Circondata dal loro calore e affetto il 2020 mi fa meno paura.

STELLE SORRISI E COLORI

Le stelle delle notti al mare, a Cervia.

Le stelle ed i sorrisi di Marina, Alberto e Zoe.

Le cene e le serate assieme.

Ossigeno per la mente e per l’anima.

I colori ripresi in mano per colorare mandala e rilassare la mente ed i muscoli.

Mente e muscoli sottoposti ad un lungo periodo di stress e che ora urlano tutta la loro contrattura e allora si cerca riposo e pace in esercizi fisici e nei colori.

Una normalità che fatica a tornare.

Un caldo ancora soffocante che fatica ad andarsene.

E tutto questo non fa bene all’umore.

DICIAMO COSì

Agosto non è stato il massimo come mese, le situazioni sfortunate si soo susseguite con un certo accanimento.

Ma non è stato tutto così, onestamente  un paio di momenti di risate grasse e felici ci sono state, che hanno ripagato tutti i magoni e le situazioni spiacevoli che si avvicendavano.

La prima è stata a Canazei, in una stradina abbastanza traffiata del centro storico di questa bellissima perla delle Dolomiti. La Tata, nostra fedele compagna di viaggio, ha trovato un filo d’erba, bello ,verde, lungo:

“Nonna, mi fai vedere come si suona un filo d’erba, che non lo ricordo più?”

Detto fatto, prendo questo bellissimo filo d’erba, lo posiziono perfettamente fra i pollici, metto la mani a conca, prendo un bel respiro e…soffio. incurante di tutte le persone ch stavano passando, alcune si fermavano ad osservarmi.

Un suono alto e squillante si alza dal filo d’erba suonato.

E’ partito l’applauso degli astanti, tutti i più anziani a complimentarsi, i più giovani a chiedere,e lìla mia cialtroneria è esplosa:

“Ma voi che infanzia avete avuto che non sapete suonare i fili d’erba? Ma dove l’avete passata l’infanzia?”.

Da lì, supportata dai passanti più anziani è comiciao il gioco dei modi per divertirci ai nostri tempi ed eravamo tutti allegri, felici e ci siamo fatti delle grasse risate.

il teatrino di me che continuavo a suonare fili d’erba è durato circa un’ora, con tanto di pubblico, battute, risate e lezioni di posizionamento filo e suonatura.

A Canazei si stanno ancora chiedendo da dove fosse spuntata quella sciroccata che suonava i fili d’erba e rideva con i suoi coetnei sconosciuti, della meraviglia dei giovani che passavano e rimanevano interdetti, per poi aggregarsi pure loro allo spettacolo gratuito.

Canazie mon amour