27 DICEMBRE

Una giornata indimenticabile, che ha fatto da giusto coronamento ad altre giornate indimenticabili.

Giornate speciali passate con gli affetti più cari, con LaMiaMamma, la Tata, LaFiglia, le zie e gli amici.

Una giornata di primavera passata a Milano con Rosie, il suo consorte e la Mamma del suo consorte.

una calda giornata di fine dicembre, ma con temperature da aprile.

una calda giornata passata con amici, che hanno scaldato il cuore, riempito gli occhi di tanta bellezza e lo spirito di tante risate.

Chi mai avrebbe pensato che da una frase buttata lì nemmeno una settimana fa, sarebbe poi scaturito un ennesimo incontro?

D’altronde si sa, le cose non programmate, le cose buttate lì così, tanto per parlare, alla fine si rivelano esser le meglio riuscite.

La sorpesa più sorpresa, però, è avvenuta nel pomeriggio.

Ci era stato annunciato un ospite a sorpesa, ma mai avrei pensato di trovarmi fra le braccia di 4P e il suo consorte.

I due nuovi amici hanno una carica di simpatia e allegria che contagia chiunque, una voglia di far ridere e rendere allegre le ore che non li eguaglia nessuno.

Per fortuna  mi trovavo in una città dove non ho rischiato di incontrare persone che mi conoscono in maniera molto diversa, io ho una reputazione da difendere e quello che ho fatto ieri, non combacia con l’immagine che qualche persona ha di me, anche se dubito fortemente che qualcuno possa avere un’idea diversa di me, al peggio del mio meglio non c’è mai fine.

Mi sono divertita, ho fatto il pieno di risate, di felicità e serenità

NEWPORT

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Avete presente la Costa Smeralda con tutti i suoi nababbi? Avete presente Bel Air con tutte le sue mega ville?

Ebbene unitele ed otterrete Newport, nel Rhode Island, lo stato più piccolo degli States.

A Newport tutto parla di ricchezza che affonda le radici nella storia.

Newport è famosa per la sue case storiche, tutte ormai adibite a musei o università. Sono quasi tutte posizionate lungo la Cliff Walk, da dove passeggiando si ammira l’oceano Atlantico e queste case con viste mozzafiato direttamente sull’oceano.

Newport è famosa per la ville dislocate lungo la costa, ville da nababbi appunto , ville che credevo esistessero solamente nei film, invece…

Newport è famosa per il matrimonio di JFK, lì si sposò e lì si respira ancora l’aria dei Kennedy, basta guardare la baia con tutte le barche a vela ormeggiate.

Newport è stata un’esperienza magnifica, nonostante il tempo autunnale che ci ha accompagnati per quasi tutta la giornata.

Newport è vacanza al mare e lentezza.

UN VIAGGIO DI FELICITÀ E RISATE

Ebbene sì, alla fine è sparita l’ansia ed è rimasta la voglia di partire.

E’ stato un viaggio di felicità e risate.

La felicità che abbiamo letto negli occhi della Tata quando, a Madrid, ha scoperto che saremmo volati fino a Boston.

La felicità dopo un lungo volo nello sbarcare a Boston e accorgerci che alla dogana avevano fretta, erano atterrati altri 7 aerei contemporaneamente a noi, e non hanno guardato tanto nel sottile, quindi la mia ansia pre-partenza era del tutto ingiustificata.

La felicità è stata uscire e trovare ad attenderci i cugini e ricevere un caldo abbraccio da loro, che ci ha ripagato della levataccia e del volo freddissimo (Iberia tiene aria condizionata in cabina a tutta manetta, la Tata ha viaggiato coperta da due panni).

Le risate sono state quelle fatte al terminal 4S di Madrid, quando presa dalla stanchezza, ho ordinato un croissant e un tè…non ho avuto il coraggio di chiedere il limone, perchè già avevano sgranato gli occhi alla richiesta del tè.

Le risate sono state grasse e di pancia quando, al controllo dei documenti in terra americana, hanno insistito perchè il Ferrari mostrasse tutte le 4 dita della mano destra, ma quando lui, diligentemente, ha alzato la mano senza il dito mignolo, il funzionario, di chiare origini irlandesi, è diventato rosso paonazzo e si è profuso in una infinità di “sorry, sorry, sorry” finchè , tutti e tre, non abbiamo sfoderato un sorriso a 64 denti e ci ha riconsegnato i documenti, continunado a scusarsi.

Grazie Boston per la sempre bella accoglienza

 

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UN FILINO…..

…di ansia sta cominciando a salire, al pensiero delle valigie da preparare, dei pesi da rispettare e dalla paura di dimenticare qualcosa di importante.

Le guardo, sono già lì aperte, nella cameretta, pronte per essere riempite, ho cominciato ad appendere i pantaloni, i bermuda, ho cominciato ad impilare le magliette, ho già approntato anche tutte le buste di plastica che dovranno contenere i vari shampoo, docciaschiuma e altri ammenicoli.

Un filino di ansia sale al pensiero di tante ore in aereo con la Tata, che non ha mai affrontato un viaggio così lungo in uno spazio tanto ristretto, come può essere la cabina di un aereo, che non sa ancora nulla della destinazione finale, è una sorpresa che le verrà svelata durante il primo scalo, prima dell’imbarco sul volo intercontinentale.

Abbiamo dovuto prepararla all’evenienza che si potrebbe annoiare, ma sempre senza dirle quale sarà la destinazione, ci siamo armati anche di disegni da colorare, settimana enigmistica e crucipuzzle da farle fare in aereo, ma il filino di ansia è ancora lì, latente.

Un filino di ansia sale al pensiero dello sbarco sulla terra del grande Levitano, di tutta la prassi per il passaggio della dogana, ilcontrollo dei documenti…debbo smettere di guardare “airport security”.

…E comunque vada sarà un successo

IL TEMPO SOSPESO

E’ quello che passa fra il rientro da una settimana di vacanza e la partenza per il VIAGGIO.

E’ quello che passo ricordando le ore di quella settimana a Cervia, ore fatte di riposo, di chiacchiere intelligenti e risate, tante risate, quelle risate che ti rimettono in pace con il mondo.

E’ quello che passo leggendo, leggendo, leggendo e ancora leggendo, perchè non c’è niente di meglio, in questo tempo sospeso, che leggere, trovare milel libri da mettere in lista e leggere il più possibile per raggingere tutti i libri che sono nella lista dei desideri.

E’ quello che passiamo assieme rifinendo i dettagli del VIAGGIO, la comunicazioe dei dati ala compagnia aerea, i visti e i permessi, il controllo ossessivo e compulsivo che tutti i documenti siano pronti.

E’ quello che passa fra il controllo della situazione meteo della destinazione del VIAGGIO.

E’ quello che passo a curare la bronchite che mi è capitata fra capo e collo, mancano 10 giorni alla partenza del VIAGGIO e debbo essere in perfetta forma.

Il tempo sospeso è il mio tempo

DI RITORNO

siamo rientrati oggi, da poche ore, dopo 7 giorni passati a Cervia.

La mia Cervia, il mio luogo del cuore, il luogo dove rifugiarmi per ricaricare le batterie.

Ci siamo divertiti. Io, il Ferrari, la Tata (che guai non ci fosse), Rosie, Fred, Marina e Alberto (gli amici storici del Cadore).

Sono stati 7 giorni carichi di risate, ma tante, veramente tante.

Risate fatte di cuore e di pancia, risate che sono risultate anche migliori perchè inaspettate, che scaturivano dalle situazioni più normali e banali, ma dalle quali sono, siamo sempre riusciti a trovare il lato comico.

La Tata si è rivelata una presenza simpatica, arguta e dolce, anche se ogni tanto faceva scappare la pazienza, ormai se non passo un po’ di tempo con lei a Cervia, non mi sembrano nemmeno vacanze.

Ho avuto tutti, e dico tutti, attorno a farmi da spalla nella mia cretineria, a supportarmi nelle mie tante imbecillità, ma mi sono tanto tanto divertita.

Ho scoperto che quando non sono sotto pressione, quando le persone che mi circondano sono intelligenti, riesco a rilassarmi e a dare il meglio di me stessa, non sono quell’asociale che potrei sembrare, sono come il dottor Jekyll e mister Hide, riesco a trasformarmi in una persona socievole, leggera e riesco a fare dormire sonni profondi all’ignorante che alberga dentro di me.

anche quest’anno si ricorderanno di me, da oggi in poi in albergo sarà tutto più triste

 

PERLE

Sono come le perle di una collana , i momenti che sto tenendo dentro per ritrovare un po’ di serenità.

L’attentato di Nizza e il tentato golpe in Turchia hanno minato il mio equilibrio e il morale era molto basso.

In più si è insinuata la paura in vista del viaggio oltreoceano che andremo a fare con la Tata al seguito.

Ma in mezzo a tutte queste brutture ,siamo riusciti a ritagliarci un fine settimana in Cadore da Marina e Alberto.

Siamo partiti sabato mattina con la tata e già a Venezia, quando si cominciano  a intravedere le montagne, mi sono sentita sollevata, ma il miracolo è avvenuto a Vittorio Veneto.

Da lì in poi tutto ha assunto un’altra luce, le paure si sono ridimensionate e ho cominciato a raccontare alla piccola un po’ di storia: il Piave, il Tagliamento, Longarone e la diga del Vajont, l’incrocio con la val zoldana e il suo carosello di piste da sci, Pieve di cadore città natale di Tiziano Vecelio, che ha portato i colori del Cadore nei suoi quadri.

E lei ascoltava, domandava e si guardava attorno..

Il pomeriggio del sabato l’abbiamo passato passeggiando sulle rive del lago di Auronzo, dove con lo sguardo si può arrivare ad ammirare le Tre Cime di Lavaredo, ma poi tutto attorno si vedono queste montagne imponenti e tutto questo cielo azzurro e terso che aiuta a respirare e a scacciare i brutti pensieri.

La domenica l’abbiamo trascorsa al rifugio di Luca, il figlio maggiore di Marina e Alberto, rifugio situato sulla cime del Varmost, la montagna che sovrasta Forni di Sopra e lì alla Tata abbiamo potuto raccontare tanto, di quando andavamo lì, con la sua mamma piccola, a sciare, raccontandole di tutte le avventure passate in tanti anni, anni che abbiamo frequentato il paese, che non è un paese mondano, ma è a dimensione di uomo e di famiglia, paese nel quale ho lasciato un pezzetto di cuore.

Ma poi, come ben si sa, le cose belle finiscono e, presa l’ultima corsa della seggiovia per scendere a valle, abbiamo salutato tutti gli amici cadorini e ci siamo rimessi  in macchina per tornare a Bologna, ma con negli occhi e nel cuore i bei momenti passati e la serenità che ci è stata ridata al cospetto di tanta natura ed in compagnia di Maria e alberto, che hanno sempre un posto speciale nel nostro cuore.