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ADESSO VORREI PARLARE

Si sta avviciando al fine della scuola, e sto cominciando ad essere stanca, esattamente come tutti i ragazzi, vivo gli anni scolastici della Tata, come se fossero i miei.

E’ stato un anno vissuto sulle ali della leggerezza, vissuto accanto a lei che è cambiata tanto dallo scorso anno, più consapevole, più matura, più serena in tutto, anche con gli alti e i bassi dei voti, con picchi sia verso l’alto che verso il basso.

Ed io, questi picchi me li sono vissuti tutti.

E’ stato un anno di presa di coscienza sulle amicizie, sulle persone importanti e su quelle che sono solamente conoscenze, è stato un anno in cui lei ha preso coscienza di essere una persona che può ragionare con la sua testa, senza sentirsi in colpa con chi la pensa diversamente da lei.

E’ stato un anno in cui la fatica del doverla svegliare e incitare per muoversi, per non rischiare di fare tardi tutte le mattine che dio manda su questa terra, è stata meno pesante, insomma è cresciuta.

E’ stato un anno che per me, io parlo sempre  per me, a volte è stato impegnativo, un anno in cui ho dovuto sempre trovare delle parole, un anno in cui ho dovuto sforzarmi di guardare i diversi rovesci delle medaglie e da quelli partire per mediare, mediare con me, con chi mi sta attorno, con i medici e con il mio carattere.

Ma fortunatamente io al fianco ho delle persone che sanno sempre sostenermi , capirmi e custodirmi, persone con la quali bastano due righe per trovare una soluzione.

io al fianco ho un angelo custode importante, ed è il mio medico di base, quando ho capito che il barile era pieno, che non ce la potevo più fare, ho scritto due righe, ho lanciato un appello e la sua mano si è tesa, per l’ennesima volta, per aiutarmi a rialzarmi.

E, come dicevo oggi con una persona cara e amica, adesso che questo anno si sta concludendo, questo anno scolastico è agli sgoccioli e per me è come se fosse la fine dell’anno, tiro in remi in barca, svuoto la mente da tutto e cominca l’estate per il corpo e per la mente.

Da oggi vorrei sentire parlare solo di ciccia, brufoli, peli superflui e cellulite. Grazie! 

 

 

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IL TEMPO

E’ una cosa preziosa.

Il tempo va rispettato.

Di tempo non sappiamo quanto ne abbiamo ancora davanti e allora non sprechiamolo.

Investiamo tutto il tempo che possiamo in cose belle, arte, lettura, musica, belle persone e belle sperienze.

Il tempo è ricco di emozioni che dobbiamo conservare, delle quali siamo tenuti a fare scorta, per poterle utilizzare nei momenti di stanca e di magra.

Perchè non sempre il tempo ci può regalare momenti buoni, il tempo è fatto anche di cose brutte, di situazioni pesanti, di momenti di sconforto e attimi in cui si vorrebbe gettare la spugna.

E allora ben vengano i giorni di festa da passare con gli amici, a chiacchierare, ridere, ricordare.

Portiamo nella mente e nel cuore i momenti passati assieme, saranno il carburante dei giorni bui e grigi.

Il tempo è prezioso.

ARIA DI CASA

E’ l’aria che respiro quando arrivo in Cadore.

Abbiamo passato un altro fine settimana in Cadore, dagli amici storici.

La scusa, questa volta, era il compleanno di Marina.

E quando il Cadore chiama, noi corriamo, io scalpito per ritornare in mezzo a quelle che sono veramente montagne, quelle che accarezzano e abbracciano man mano che ci avviciniamo.

Il Cadore, con i suoi caldi colori autunnali, anche questa volta ci ha regalato due giorni fantastici, fatti di chiacchiere, di calore e di amicizia, quella bella e sana che scalda il cuore.

In montagna, dove riesco sempre a rimettermi in pace con il mondo, dove riesco a rilassarmi, dove lascio sempre un pezzetto di cuore tutte le volte che ripartiamo per tornare a casa.

Il Cadore, la montagna dove sogno sempre di poter tornare per isolarmi quando il mondo della pianura comincia a starmi stretto, dove nessuno mi conosce e posso essere sempre me stessa, senza che nessuno si intrometta perchè sono scontrosa o poco socievole, perchè la gente di montagna è poco socievole, ma lo è con onestà e sincerità, lo è facendoti capire che, in caso di bisogno, loro sono lì pronti ad aiutarti concretamente.

Il  Cadore, l’Alto Adige dove sogno di tornare.

RIASSUNTO

Non so bene come potrò riassumere i sette giorni passati  a Cervia in compagnia di Rosie, il di lei marito, gli storici del Cadore (Marina e Alberto) e la Tata.

Sette giorni passati a ridere, ma ridere di gusto, con le lacrime agli occhi, a tentare di essere seri, almeno per quei poveri cristi che si sono trovati in albergo con noi.

Sette giorni passati a ridere con il nuovo tormentone dell’estate 2017 “Ti graffio”, che è il degno seguito di “Muori preda” e “Waves”.

Non ci siamo minimamente interessati alla nostra immagine pubblica, a quello che potevano pensare i benpensanti delle nostre risate a tutte le ore, per noi l’importante era ridere, scherzare rilassarci.

Ma ci sono stati anche momenti seri, tipo “L’ora accademica” tutte le mattine a colazione dalle 08,45 alle 09,00, si palrava di libri e di cinema, chiedendo consiglio ai nostri relativi mariti, noti lettori ossessivi e compulsivi.

Non parlerò delle lacrime di gioia e di dolore che ho versato a cavallo di Ferragosto, non le ho ancora elaborate e parlarne per me sarebbe un riacutizzare il dolore.

Ed intanto mi guardo attorno alla ricerca di spunti per l’estate 2018

CI SIAMO

Siamo tutti in vacanza, respiriamo aria di mare e leggerezza che la Tata  ci elargisce a piene mani.

Ridiamo, ma non prendiamo tanto sole, siamo troppo impegnati a farci compagnia e a guastare in pieno le presenze.

Ci piace questo ritmo lento e sempre allegro, ci siamo buttati alle spalle i pensieri e viviamo questi giorni con il massimo della leggerezza e serenità possibile.

Ogni tanto le lacrime spingono, ogni tanto escono,  ma poi tutto rientra e si continua sulla strada della serenità.

UN RESPIRO PROFONDO

Un respiro profondo e Roma è magicamente arrivata.

Dopo tanto penare, finalmente siamo riusciti ad organizzare il week-end a Roma.

Ci voleva, ne avevo voglia, sentivo il bisogno di girare la chiave, di non pensare a nulla, di non dover rifare letti, cucinare pranzi e cene, di stare fuori tutto il giorno in giro, con il naso all’aria, in compagnia, ridendo e senza pensare a nulla.

I soliti: noi con al seguito la Tata, Marina e Alberto, gli storici del Cadore, e Rosie e Fred che ci hanno raggiunti il sabato.

Ma già dal venerdi al nostro arrivo, i buoni presupposti per giornate serene si sono presentati subito.

Colosseo all’interno con la Tata, era tanto che lo desiderava e quest’anno siamo riusciti ad accontentarla.

L’interno del Colosseo è un’emozione unica, da togliere il fiato, è maestoso, imponente e dà idea di quello che dovevano provare i gladiatori che scendevano nella sua arena, circondati da tutte queste persone urlanti, festanti, che li incitavano, il sapere che stavano andando incontro a morte certa, ma con l’adrenalina del tifo sfrenato (scusate il paragone calcistico, ma ci sta tutto).

La passeggiata all’interno dei fori e del Palatino, da togliere il fiato, in tutti i sensi, sia per la fatica che per le emozioni.

La sosta in un bar per una merenda, la passeggiata fino Fontana di Trevi, anche quella un monumento che lascia senza fiato, incantevole nei suoi marmi bianchi e l’acqua azzurra che si riflette sopra alle statue, che sembra prendano vita con i guizzi di luce che si rifrange dentro all’acqua.

Roma è un largo respiro, è la mente leggera delle passeggiate, delle cene a base di specialità romane.

E’ piazza del Quirinale che mi incanta, è l’incontro con Rosie e Fred a piazza di Spagna, con la sua maestosa scalinata, bellissima, imponente, restaurata e pulita.

E’ via Condotti che i suoi negozi presi d’assalto dai turisti giapponesi che spendono a piene mani, senza spaventarsi davanti a prezzi che, a volte, hanno 3 zeri finali.

E’ il Vaticano di sera con i suoi marmi bianchi illuminati che sovrastano la piazza che, stranamente vuota, è ancora più magica.

E’ una rapida passeggiata a Campo de’ Fiori, incanta davanti a tutte e bancarelle di frutta e verdura, è l’ennesima visita a piazza Navona che mi lascia senpre senza parole, tanto mi piace, tanto mi intriga.

La magia di Roma anche quest’anno si è compiuta, ho riso, mi sono divertita, mi sono rilassata, ho parlato, ho ascoltato, ha diradato tutte le nuvole di stanchezza che si erano annidate dentro di me.

A Roma abbiamo imbastito un “abito”, leggasi week-end settembrino, che ad agosto finiremo di cucire per poi indossare a settembre, tutti assieme: io, il Ferrari, la Tata, Marina, Alberto, Rosie e Vecchio Fred.

Unico cruccio, non aver potuto salutare Giorgia e Ste, erano via per un week.end lungo, e Romina, Claudia e Nicola, ma la gravidanza avanzata le ha tarpato le ali.

Intanto Vasco cantava a Modena

27 DICEMBRE

Una giornata indimenticabile, che ha fatto da giusto coronamento ad altre giornate indimenticabili.

Giornate speciali passate con gli affetti più cari, con LaMiaMamma, la Tata, LaFiglia, le zie e gli amici.

Una giornata di primavera passata a Milano con Rosie, il suo consorte e la Mamma del suo consorte.

una calda giornata di fine dicembre, ma con temperature da aprile.

una calda giornata passata con amici, che hanno scaldato il cuore, riempito gli occhi di tanta bellezza e lo spirito di tante risate.

Chi mai avrebbe pensato che da una frase buttata lì nemmeno una settimana fa, sarebbe poi scaturito un ennesimo incontro?

D’altronde si sa, le cose non programmate, le cose buttate lì così, tanto per parlare, alla fine si rivelano esser le meglio riuscite.

La sorpesa più sorpresa, però, è avvenuta nel pomeriggio.

Ci era stato annunciato un ospite a sorpesa, ma mai avrei pensato di trovarmi fra le braccia di 4P e il suo consorte.

I due nuovi amici hanno una carica di simpatia e allegria che contagia chiunque, una voglia di far ridere e rendere allegre le ore che non li eguaglia nessuno.

Per fortuna  mi trovavo in una città dove non ho rischiato di incontrare persone che mi conoscono in maniera molto diversa, io ho una reputazione da difendere e quello che ho fatto ieri, non combacia con l’immagine che qualche persona ha di me, anche se dubito fortemente che qualcuno possa avere un’idea diversa di me, al peggio del mio meglio non c’è mai fine.

Mi sono divertita, ho fatto il pieno di risate, di felicità e serenità