LE PERSONE GIUSTE

Sono rare e preziose

Le persone giuste sono quelle persone che ti invitano, ti telefonano per il gusto di sentire la tua voce, di vederti fisicamente e passare il tempo migliore assieme.

Le persone giuste sono quelle persone che accettano le tue abitudini, che ti fanno capire che siamo assieme in vacanza , ma ogni coppia vive la vacanza con i suoi ritmi.

Le persone giuste sono quelle delle quali senti sempre una sottile mancanza.

Le persone giuste sono quelle con le quali puoi immaginare di vivere come vicini di casa e  sapere che saresti felice.

Marina e Alberto le persone giuste.

CATAPULTA

Ed eccoci, improvvisamente, arrivati ad agosto.

Catapultati avanti nel tempo, senza esserci abituati lentamente al pensiero delle ferie, delle vacanze.

Fino a ieri eravamo fermi, con il tempo, al 15 marzo, improvvisamente una mattina ci siamo svegliati ed era già finito luglio, con la fatidica data del 1° agosto, data canonica dell’inizio delle ferie, delle vacanze, delle partenze per il mare o per la montagna.

Catapultati in un tempo che sembrava lontano, che sembrava non sarebbe mai arrivato, un tempo che non ci aspettavamo.

Ed, improvvisamente, dobbiamo resettare i mesi passati, dobbiamo calibrare la mente ed il fisico al caldo, all’estate, senza essere passati dalla primavera, dalla pasqua, dai vari ponti, che ci avrebbero avvicinato a questa data senza traumi.

Ora dobbiamo pensare a goderci questo nuovo tempo, questi momenti di leggerezza, ma senza abbassare la guardia, dobbiamo, solamente, fare un piccolo sforzo con la testa per tornare a gustarci i piccoli passi che stiamo tentando di fare, verso una vacanza che vorremo uguale a quelle passate, ma che, purtroppo, non lo è, è una vacanza, un posto da vivere sì in leggerezza, ma usando la testa, ridendo come gli anni passati, ma con un po’ di sale in  zucca, si può rdere anche senza stare appiccicati l’uno all’altro.

E’ una vacanza sospesa, un partire verso mondi e modi diversi, per tentare di ritrovare una vita precedente, ma più ricca di emozioni, di ricordi e di Amici cari.

E’ un reinventarsi, è un trovare altre strade, più calme, più umane per ricaricare le batterie, molto provate da mesi di chiusura, di mesi in cui si faceva fatica a guardare più avanti delle 24 ore successive.

Ma questo nuovo tempo, questo nuovo approccio alla spensieratezza ci deve far riflettere sul cosa era sbagliato prima, questi mesi di clausura avrebbero dovuto insegnarci a far un buon uso del nostro tempo.

Queste nuove vacanze dovrebbero essere all’insegna della qualità, piuttosto che alla quantità, queste nuove vacanze dovrebbero essere “sentite” e vissute per rigenerare il corpo e la mente.

Facciamo tesoro del passato, usiamo bene il presente, guardando al futuro con ottimismo.

Lasciamo andare la mente, ma usando il buonsenso.

E’ NORMALITA’

Una normalità fatta di tante piccole cose, che, probabilmente, in tempi non sospetti, nemmeno prendavamo in considerazione.

Una normalità che mi ha illuminata, che mi ha fatto sorridere e rimesso in ordine: un giro in libreria per l’acquisto di un libro da regalare

Entrare in libreria dopo tanti mesi, avere il tempo di girare fra gi scaffali, riempirsi gli occhi di tutte le copertine dei libri, guardare e sorridere nel vedere tanti titoli di libri letti durante il lockdown, capire che, alla fine, non è stato inutile, capire che mi ha dato la possibilità di leggere per superare i momenti di crisi che, inevitabilmente, ad ondate cicliche arrivavano.

Libri, librerie, biblioteche, leggere, una salvezza.

BENTORNATA….

…quasi normalità.

Fatta di spesa, di telefonate per prenotare visite, di voci e di parlate a voce alta degli anziani del centro dietro casa.

Quasi normalità che mi aiuta ad avere un sorrisino un po’ stiracchiato pensando  al Cadore e agli amici fuori regione che, con calma, prima o poi riusciremo a rivedere.

Intanto ieri per caso, senza programmare nulla, abbiamo rivisto gli Storici di Ferrara, ci siamo trattenuti a stento dall’abbracciarci, erano 4 mesi e mezzo che non ci vedavamo.

E’ stata una emozione molto forte, una emozione che non pensavo più di provare, invece…

Bentonate belle emozioni.

MANCA ANCORA MOLTO ALLA FINE DEL 2020?

Sta diventando veramente pesante, in poco tempo questo anno è riuscito a farsi detestare.

Pensieri su pensieri, inteventi chirurgici eseguiti al limite, la pandemia, la quarantena, la morte di persone amiche e breve distanza l’una dall’altra e tutte giovani, troppo giovani, con vite dvanti ancora tutt da vivere, con ancora un sacco di cose ed esperienze da fare.

Sta diventando pesante la situazione, sembra quasi ci sia un accaniento verso il genere umano.

Il meteorite che ci ha sfiorato il mese corso, non ci ha schiVato, ma ci ha letteralmente schiFato, non voleva infettari nemmeno lui.

L’ultina settimana  è stata costellata di lutti imprevisti ed improvvisi.

Decisamente siamo provati, io ho finito le parole, sto finendo le energie, le parole,alla fine sono sempre le stesse: incredulità e sgomento.

Incredultà e sgomento perchè alla morte di un amico non si è mai pronti.

DIFFICOLTA’ PAURE E SORRISI

In questo lungo periodo di chiusura, di quarantena abbiamo affrontato tante difficoltà.

Le abbiamo superate, o almeno siamo riusciti a prendere le giuste misure per convivere con la quarantena, le difficoltà che, all’inizio, sembravano incolmabili, per poi capire che erano insuperabili solamente nella nostra mente.

Abbiamo dovuto calibrare la nostra vita quotidiana su altri ritmi, più lenti, meno frenetici e più umani.

E finalmente abbiamo cominciato ad apprezzare questa vita lenta, questa vita che rispettava i ritmi umani, questa nuova vita, che poi tanto male non era.

E con un certo timore abbiamo cominciato a guardare alla fase 2, con le paure che cominciavano a farsi di nuovo strada.

E piano piano, abbiamo dovuto ricalibrare la nostra vita, in previsione delle future uscite, che, alla fin fine, non erano poi tante, ma almeno ci dà la possibilità di vedere i parenti,  almeno quelli a cui teniamo.

E lì è partita l’ansia, la paura del dover abbandonare il nido che per due mesi ci aveva protetti, e nel quale ci sentivamo bene, la paura del dover riaffrontare il mondo esterno, perchè, vediamo di essere onesti, chi di noi prima della quarantena aveva tutta questa vita mondana che ci siamo tanto lamentati di aver perso?

Ecco, per essere onesti, dovremmo dire che la quaratena ci aveva tolto la possibilità di vedere  gli amici,  ma, forse, a noi pesava di più l’imposizione di NON uscire.

Ma ieri sono arrivati i sorrisi, quelli che mancavano da tempo, i sorrisi visti dal vero, non dietro lo schermo di una videochiamata, ieri è venuta la Tata a salutare i nonni.

Ieri mattina ha fatto lezione on-line, ha pranzato di corsa, poi è uscita, e dopo 60 giorni abbondanti, con autocertificazioe in tasca e mascherina  è arrivata a piedi fino alla casa dei nonni, che la stavano aspettando con trepidazione, quando ha suonato il campanello, mi sono commossa, quando l’ho vista salire le scale, con il suo solito abbigliamento, con il suo sorriso luminoso, la giornata ha assunto un altro colore.

Le difficoltà e le paure sono sparite, è rimasto il suo sorriso, le sue chiacchiere e la ventata di freschezza che ha portato.

Un applauso a tutti i nostri ragazzi che si sono dimostrati dei grandi in tutto questo zibaldone.

 

CE LA FAREMO…FORSE

La cosa sta diventando lunga, non se ne vede, per ora, ancora la fine, di 15 giorni in 15 giorni, è passato quasi un mese, almeno per noi, ultima uscita il 3 marzo.

E non sappiamo ancora quando potremo uscire di nuovo, per un giro in centro o una merenda del sabato pomeriggio.

Ma non pesa questa reclusione, adesso comincia a fare paura il dopo, la ripresa, come sarà e come ne verremmo fuori, come ne verrà fuori l’economia, quanto tempo ci vorrà per tornare, almeno, ad una piccola tranquillità.

Certamente, in questo momento, è più importante il non infettarsi, rimanere in casa per non dare la possibilità al virus di continuare a spargersi, in questo momento, qui e ora, è importante non infettarsi e non infettare gli altri, sia le persone a cui vogliamo bene, sia i perfetti estranei che ci stanno attorno, ne va della nostra ripresa sociale ed economica.

Lo ammetto, io in questo momento, sono molto spaventata dalla ripresa economica, dal dopo, dal se e come potremmo rialzarci.

In questo momento mi fa paura l’incertezza.

CI SONO ARRIVATA

Sono quasi arrivata alla normalità precedente al terremoto dell’ultimo anno.

Più di metà del 2019 è stato in salita, è stato un barcamenarsi fra normaità, paure, assestamenti vari di giorno in giorno.

Il 2020 era cominciato in leggerezza, peccato sia durata poco.

L’ultimo mese è stato vissuto dentro ad una centrifuga, che aumentava di ora in ora la pressione ed i giri.

L’ultimo mese è stato vissuto sul filo del rasoio, con i nervi sempre a fior di pelle, con la voglia di passare tanto tempo assieme a LaMiaMetà, ma con la voglia, contraddittoria, di vivere come se niente fosse.

L’ultimo mese me lo debbo lasciare a spalle, faccio fatica, ma piano piano ci sto quasi riuscendo.

Ben tornata quasi normalità.

CI SIAMO

Ci siamo, anche questo momento è agli sgoccioli.

Finalmente oggi pomeriggio la DottoressadiFerro ha detto sì, domani si torna a casa.

E anche questa volta siamo stati presi per mano, LaMiaMetà è stato più forte di quello he potevo pensare.

LaMiaMetà che ha sofferto, che ha avuto paura, che si è emozionato, che si è lasciato prendere per mano, LaMiaMetà che ho tenuto per mano per fargi sentire la vicinanza, la trepidazione, il mio volere che lui stesse bene, il mio non volerlo mai lasciare solo, perchè quando il gioco si fa duro, si gioca utti asieme e si fa squadra.

Io che ho  tremato, io he ho pianto, io che ho fatto la dura, io che ho fatto la roccia, io che mi sono sentita sulle spalle tutto il suo dolore, tutto il suo malessere, io che mi sono sentita impotente davanti a tanta sofferenza patita.

LaMiaMetà che ha sopportato, LaMiaMetà che non si è mai lamentato, LaMiaMetà che mi susurrava tutto il suo dolore, tutto il uo malesse fisico, LaMiaMetà con lo sguardo annebbiato dagli antidolorifici, LaMiaMetà prostrato dal malessere e dai pensieri neri e pesanti che affollano la mente di chiunque nei momenti di debolezza.

Io e LaMiaMetà che ci siamo sostenuti a vicenda in questi lunghissimi 10 giorni, LaMiaMetà che ha fatto tutto il lavoro grosso per venirne fuori, LaMiaMetà che non voleva pesarmi, LaMiaMetà che si illuminava quando mi vedeva, quando vedeva LaFiglia ma, soprattutto, che rinasceva quando vedeva la Tata.

Io e LaMiaMetà che siamo stati abbracciati, ed io no solo metaforicamente, dai medici che ci hanno sempre sostenuti e accuditi.

LaMiaMetà che finalmente domani torna a casa ed io domani sera, finalmente, non  sarò costretta ad andare a letto con la felpa per non sentire freddo.

LaMiaMetà che ha voglia di respirare aria di casa.

Io che ho voglia di ricominciare a mangiare ad orari decenti e cibo decente, fosse solo anche una pasta in bianco, a casa mia, circondata dal silenzio.

Io e LaMiaMetà che abbiamo già voglia di normalità, banalità e noia assieme.

 

TEMPO SOSPESO

“Apprensione, incertezza, attesa, aspettative, paura delle novità,fanno a un paziente più male di ogni fatica” (F. Nightingale).

Ed in questo tempo sospeso, in questo tempo di mezzo, che è fatto di attese, ci stiamo apprestando a fare venire domani mattina.

Certo, sappiamo il perchè, il per come, il decorso e cosa ci aspetta dopo, ma è sempre un attesa, oltretutto sudata e vorticosa, essendo cambiata diVerse volte nel giro di 12 ore.

Ma la nostra pazienza ci verrà in aiuto, il nostro sapere che dobbiamo affrontare uno scalino alla volta, le persone che ci circondano e che sono tutte lì, pronte, a sostenerci, ad aiutarci, fanno un sacco di bene all’anima.

Rimaniano con i piedi per terra, per concentrati sull’oggi, il domani ed il futuro.

Ci cerchiamo, ci stringiamo l’uno all’altra, puntellandoci e andando sempre avanti, sapendo che la soluzione salterà fuori, come per magia, dell’ennesimo cilindro del “mago” di turno, un mago che sa benissimo di cosa stiamo parlando e che sa dove mettere le mani.

Ed io rimango incantata dalla parlata toscana del medico che in questo momento ci ha presi pr mano.

La macchina si è messa in moto.