FACCIO COSE

Faccio cose, faccio piccoli passi avanti.

Riscoprire cose, gesti, situazioni che fino ad un anno fa, per me erano la norma, la quotidianità, poi….

Poi, improvvisamente, mi sono ritrovata a non essere più capace di farle, mi assaliva l’ansia, la paura, e mi paralizzavo.

Adesso queste piccole cose, questi gesti quotidiani, stanno riemergendo, dandomi una piccola spinta in avanti, facendomi sentire orgogliosa del lavoro che sto facendo su di me, aiutata da chi mi tiene per mano, una brava psicologa, giovane, ma in gamba, che piano piano, con garbo e pazienza, mi ha portata fin qua e che dovrà portami anche oltre, dovrà portarmi a quella che ero un anno fa.

Faccio cose nomali, nessuno qui è un supereroe, anche se nel mondo attuale tutti debbono dimostrare di riuscire in tutto e bene, i Robin vengono allontanati, messi da parte, ma ogni tanto ci capita di inciampare e cadere e, quando si cade da quelle altezze di onnipotenza, ci si fa male, allora meglio lavorare su di noi, una volta rialzati, per fare cose normali, piccine, piccoli passi, ma gratificanti, le imprese iperboliche, lasciamole a chi ne ha la forza

Faccio cose da sola, con sicurezza, piccole cose, ma importanti per il recupero

RICOMINCIARE

Rcominciare a lottare, a stringere i denti, rimboccarsi di nuovo le maniche.

Ricominciare a sentire il respiro corto, la paura, l’affanno del dover fare tutto e subito, la fretta che passi in fretta il weekend per essere di nuovo guidati da chi due anni fa ci ha sorretto.

Ma ricominciare dopo due anni è dura, si fatica a reggere il colpo, le paure, le pene di allora sono ancora ricordi freschi e spaventano, eccome che spaventano, non si è mai pronti e preparati alla parola “recidiva”, stavamo cominciando a guardare avanti con più leggerezza, stavamo ricominciando a respire, a mettere alla spalle un periodo pesante e duro…

Ricominciare di nuovo a muso duro come da 14 anni a questa parte, fra alti e bassi, fra paure e sorrisi, con la speranza che vada tutto bene, anche se ci sarà da lottare, da sostenerci, anche se ci saranno momenti bui, ma dobbiamo ricominciare con fiducia.

Fiducia, positività e avanti..

16

16 anni di amore, di affetto e di felicità

16 anni di momenti indimenticabili passati assieme.

16 anni di arrabbiature, di sconforto e di punizioni date con le lacrime agli occhi.

16 anni assieme vissuti la maggior parte ridendo.

16 anni cominciati una notte piovosa, ma subito illuminati dall’amore per te e dalla gioia che ci hai donato fin da subito.

16 anni che sono volati, fra asili, scuole, viaggi, mare e montagna, sempre con il tuo sorriso e le tue battute.

16 anni di passione per il nonno e per la nonna che ti leggeva ke favole e, fortunatamente, ono riuscita a passarti la passione per la lettura.

Auguri Tata per i tuoi splendidi 16 anni

SENSAZIONI

Le sensazioni pesanti che si attaccano alla pelle quando in un ospedale vedi correre il personale per una emergenza.

Ti rimane addosso quel turbamento dovuto all’empatia che si prova pensando ai parenti della persona.

La percezione del filo esile che ci tiene stretti, il sentore di smarrimento che noi comuni mortali proviamo davanti a tutto il da fare che medici e personale infermieristico danno.

L’effetto di smarrimento che si prova quando gentilmente ti chiedono di uscire dal reparto e tu devi uscire, perchè capisci di essere un peso di cui loro in quel momento non hanno bisogno.

La telefonata intercorsa dopo un’ora in cui l’ansia e lo smarrimento l’hanno fatta da padrona, la telefonata che rassicura anche se il tono della voce della persona dall’altra parte è mogio e abbattuto, non hai nemmeno il coraggio di chiedere com’è andata a finire, lo capisci dal tono di voce.

La voglia e la speranza che questa sensazione passi in fretta.

Domani è un altro giorno.

IL SENSO DEL NOI

E’ quello che abbiamo perso nel corso degli anni e che, nell’ultimo anno abbondante, avrebbe potuto fare la differenza.

Il senso del Noi, perso lungo la strada, per lasiare spazio all’egoistico “senso dell’Io”, che ci siamo creati, la confort zone che non riusciamo più ad abbandonare, per paura, per egoismo, per indifferenza, i “favolosi” anni ’90 che non siamo riusciti ad abbandonare, gli anni in cui prevaleva L’avere piuttosto che L’Essere,gli anni in cui tutto ci era dovuto.

Il senso del Noi che dobbiamo recuperare, per proseguire nel nostro percorso di vita.

Il senso del Noi, perchè nessuno si salva da solo.

LEGGEREZZA

E’ quella che so provando in questo momento.

La leggerezza per aver raggiunto un obiettivo da tanto tempo sognato: la vaccinazione.

Non voglio urtare nessuno, non mi interessano le dichiarazioni e le opinioni dei no vax, io rispeto le loro idee, ma loro sono pregati di rispettare le mie.

Conosco persone no vax, ci rispettiamo a vicenda, ci parliamo rispettandoci a vicenda, ma io questo vaccino me lo sognavo anche di notte.

E adesso che ho fatto la prima dose, mi sento più tranquilla, per me, almeno adesso non ho più paura di infettarmi pesantemente, abbiamo avuto parecchi amici e conoscenti che si sono infettti in maniera più o meno lieve, ma tutti ne parlano come di una batosta non indifferente, alcuni di loro, purtroppo, non ce l’hanno fatta e la loro perdita ha pesato parecchio nelle mie decisioni e sul morale degli ultimi mesi.

Poi, detta onestamente fuori dai denti, sono riuscita a scavallare un cancro, per il quale, purtroppo, non esiste nessun vaccino, non vedo perchè mi debba mettere di nuovo a rischio per un virus del quale, bene o male, si è trovato un rimedio.

Questo vaccino funzionerà? Modificherà il mio DNA? sarà una manipolazione? Sarà un ennesino complotto per controllare le masse?

Beh, a me va bene, farmi manipolare, perchè io su questa terra ci sto bene, con tutte le mie contraddizioni, con tutti i miei problemi, ma io qui ci sto bene, lottando tutti i giorni con il mio carattere, con le mie paturnie, ma io qui ci sto bene.

Ci sto bene, ho una cerchia familiare che adoro, per la quale sono disposta a fare sacrifici, ho LaMiaMetà, LaMiaMamma, LaMiaSorella, la Tata, la Figlia, CompagnoDellaFiglia, il Piccolo (che ormai non è più Piccolo) e il SuoPapà, tanti Amici Storici con i quali continuare a ridere e viaggiare.

Per tutte queste persone e per tutte quelle altre che adoro avere attorno, mi sono vaccinata, per poterli vedere e riabbracciare al più presto, senza paura di infettarli o, se proprio al massimo della sfortuna dovesse succedere, questa volta sarebbe da considerare poco più di una influenza, senza il rischio di finire in ospedale, senza sapere se dall’ospedale ne usciranno e come ne usciranno.

Adesso torta di mele.

GIORNO UNO

Giorno uno e si ricomincia.

Come un anno fa, come se un anno non fosse passato.

Giorno uno stesse modalità, zona rossa, lockdown, durerà solo 15 giorni, tranquilli, lo scorso anno questi 15 giorni si sono trasformati in due mesi, dove tutto si è fermato, come se niente fosse.

Giorno uno, in un anno non abbiamo imparato nulla, come se in Italia non fossero morte 98.000 e rotti persone, non numeri, persone, una bella città, come se Arezzo, in un anno, fosse sparita, siamo tutti contro tutti.

L’anno scorso i Duri e Puri si scagliavano contro chi faceva la fila al supermercato o davanti ai negozi per fare la spesa accusandoli di fare la spesa come scusa per uscire.

Alla seconda ondata i Duri e Puri si scagliarono contro chi andava a bere il caffè al bar (non apro nessuna parentesi contro chi aveva fatto un po’ di vacanza ad agosto).

A questa terza ondata i Duri e Puri si stanno scagliando contro i proprietari dei cani, accusandoli di usare i cani come scusa per uscire.

Nessuno a metterci un minimo di impegno a fare la sua parte, che sarebbe già tanta roba.

E siamo solo al giorno uno di quindici.

Forse.

SOLO COSE BELLE

Non ho mai letto nulla di Pollyanna, so solamente, per sentito dire, che voleva trovare sempre qualcosa di bello, di positivo in ogni situazione, anche la più brutta e allora ci provo, a tirare un po’ di somme in questo anno tribolato e che si è accanito fino in fondo.

31 dicembre 2019: cenone di fine anno in casa eravamo in  8, tutti amici rodati, c’erano gli Storici di Calderara, quelli della passeggiate serale con qualsiasi tempo, c’erano Claudia e Mauro, gli Storici di Ferrara ed infine Marina e Alberto, la ciliegina sulla torta, per loro era il primo anno con noi, ed abbimo fatto il possibile per rendergli la serata indimenticabile, Mauro ha dato il meglio di se stesso, stiamo ancora ridendo.

Gennaio 2020: 5 giorni magnifici con Marina e Alberto a Malaga, un  viaggio che porterò sempre nel cuore e che mi scalderà e sorreggerà nei momenti bui e tristi.

Febbraio 2020: io e LaMiaMetà siamo stati presi per mano dai medici e accompagnati lungo  il tragitto dell’intervento per la rimozioe della recidiva, siamo statiseguti, sorretti ed incoraggiati, hanno accelerato di tanto i tempi e, debbo dire per fortuna, perchè dopo due giorni la dimissione, è scoppiata la bomba Covid e tutte le strutture ospedaliere sono state chiuse alle visite esterne, non oso pensare come ne sarei uscita, come ne sarebbe uscita LaMiaMetà.

Marzo 2020: chusura totale in casa, non riuscire a vedere nè la Tata e nè mia mamma stavano facendo vacillare il mio precario equilibrio psicologico, ma per fortuna LaMiaMamma ha avuto una idea luminosa: la videochiamata, la mia ancora di salvezza.

Aprile 2020: sempre chiusi in casa, ma abbiamo esteso le video chiamate anche a Marina e Aberto e tutto procedeva senza scossoni

Maggio 2020: dopo 2 mesi abbondanti finalmente ho rivisto la Tata, gioia pura, il cuore andava a mille

Giugno 2020; finalmente ho rivisto anche LaMiaMamma, la MiaSorella, Marina e Alberto in un fine settimana per festeggiare il nostro anniversario di matrimonio.

Luglio 2020: un fine settimana in Cadore con la Tata in occasione del compleanno di Luca, due giorni magnifici,pieni di risate, calore, affetto e amicizia.

Agosto 2020: 10 giorni in montagna ospiti di Marina e Alberto che ci hanno messo a disposizione appartmento piccolo, io, LaMiaMetà e la Tata, 10 giorni di bellezza pura, gite, allegria, giochi di carte e relax. Poi verso fine mese un fine settimana a Cervia sempre con Marina e Alberto, divertimento puro e tanto affetto.

Settembre 2020: fine settimana al mare con LaFiglia, IlCompagno, la Tata e amica della Tata, due giorni di famiglia, due giorni felici, di chiacchiere e risate e tanto relax, circondata dai miei affetti più cari.

Ottobre 2020: si è snodato senza scossoni, quasi noioso, una belissima sensazione, la noia ogni tanto fa bene.

Novembre 2020: un bellismo traguardo festeggiato in sicurezza, LaMiaMamma ha compiuto 87 anni, regali, nessun  festeggiamento, ci teniamo che sia ancora fra noi per ancora tanti anni.

Dicembre 2020: è cominciato in maniera pesante con la  pandemia che ha rialzato prepotentemente la testa, ma noi domenica 13 abbiamo festeggiato i 15 anni della Tata, con tanto amore e bene, noi 5 uniti più che mai. E questo mese festeggeremo tanti altri compleanni, dobbiamo esorcizzare la paura, che sta tentando di insinuarsi di nuovo

Quindi in questo anno, non tutto è stato perduto, anzi tanto abbiamo perduto, tanto abbiamo tribolato e sofferto, ma qualcosa di buono sono riuscita a trovare

Solo cose belle.

Solo tanto affetto amore e amicizie che hanno lenito la paura, che hanno fatto del loro meglio per aiutarmi a superare questo anno impegnativo.

Solo calore e  carezze per la mente.

E CHE DICEMBRE SIA

E’ cominciato il mese più rutrilante dell’anno, ma quest’anno di rutilante avrà ben poco.

Siamo alle prese con una pandemia che non ci da tregua da 10 mesi a questa parte.

Siamo alle prese con tante incertezze che a lungo andare ci stanno lentamente logorando.

Siamo alle prese con un cambiamento delle nostre vite che mai avremmo pensato di dover affrontare.

Siamo alle prese con la nostra personale maniera di reggere l’urto, alle prese con le nostre paure ed insicurezze che questo anno ci ha messo davanti.

Siamo alle prese con tati cambiamenti difficili da gestire, da metabolizzare, per adattarli al nostro carattere, al nostro sentire, al nostro equilibrio psicofisico.

Siamo alle prese con noi stessi, con le nostre solitudini e paure messe a nudo.