19

Ciao Piccolo, buongiorno.

Anche quest’anno mi ritrovo qui a farti gli auguri.

Anche quest’anno cerco di trovare le parole giuste per mandarti tutto il nostro affetto, tutto l’orgoglio di zia.

Sono 19, un’età di transizione, un numero che a me personalmente non piace, non sono più 18, un numero importante che segna una svolta,  ma non sono nemmeno 20, tappa importante.

Ma 19 sono importanti,  a questa età,  tutto è importante,  quindi goditeli tutti, indietro non si torna.

Piccolo sappi che tutto quello che ti capiterà di bello e di brutto in questi anni, rimarrà scolpito nella tua memoria e ti farà sempre sorridere, ti accompagnerà nel futuro.

Futuro che, fortunatamente,  non sappiamo cosa ci possa riservare,  di conseguenza io sono qui ad augurarti il meglio.

Ad augurarti tante risate, che potranno alleviare i momenti tristi.

Ad augurarti tanti momenti felici e spensierati,  che ti faranno compagnia nei momenti di sconforto.

Ad augurarti di avere sempre la serenità e la leggerezza di questi anni, serenità e leggerezza che nella vita non sono mai abbastanza.

Ed ora, informa il tuo amato Ducati e via,  un bel giro per festeggiare e bando alla malinconia.

Auguri Piccolo, da questa zia sempre un po’ persa, ma che ti porta sempre nel cuore.

RICAPITOLIAMO

Ho pensato, ho riflettuto, ho ragionato fra me e me.

Ho parlato da sola facendomi le domande e dandomi le risposte, mi sono immedesimata nei panni degli altri, ho cercato di capire, ho ricominciato a parlare da sola facendomi l’avvocato del diavolo.

Ho ceduto le armi, mi sono ritirata, ho fatto un passo indietro e mezzo passo avanti, mi sono adirata, ma poi mi è passata.

Ho fatto il silenzio stampa, per poi tornare sui miei passi, con il minimo sindacale, giusto per lasciare uno spiraglio aperto, non si sa mai, per poi dirmi che tanto niente più sarà come prima.

Sono stata molto triste, sono ancora molto triste, pensavo di avere elaborato, metabilizzato, ma non è così, ci vorrà acora un po’ di tempo.

Ho riso, ho camminato e cenato in piacevole compagnia con il Ferrari e alcuni amici storici, ho passato delle ore serene.

La normalità per ora è ancora un po’ lontana, la Tata si è fatta male, per l’ennesima volta, ed ha ancora le stampelle, ma da domani tutto dovrebbe rientrare, ci aspetta solamente un controllo venerdì, poi, si spera, tutto torni a girare al ritmo della banalità.

Il mio umore è ballerino, solamente con pochissime persone riesco ad essere quella di sempre (il Ferrari, la famiglia e gli amici quelli belli).

Mancano ancora alcune tessere per riprendere sui soliti binari.

RIFLETTIAMO

La vita va avanti, tutti assieme.

Durante la nostra vita incontriamo tantissime persone, con alcune il cammino è pianificato, con altre accidentato e con altre ancora procede fra alti e bassi.

Ci sono persone che conosci in un momento della tua vita e con le quali cammini assieme, cresci assieme, evolvi assieme e, sempre assieme, si instaura quel rapporto di amicizia che fa superare tutte le difficoltà e si cementa diventando una amicizia storica.

Nello stesso periodo incontri altre persone, con le quali instauri un altro rapporto di amicizia, e anche con queste si comincia a camminare assieme, ma poi, la vita cambia, tu cambi, loro cambiano e le strade si dividono, per poi magari reincontrasi in altri momenti, si ricomincia a frequentarsi, si riprendono in mano i vecchi discorsi e si scopre che quello che ci univa allora, per noi, non è poi così importante, ma ci piace la loro compagnia e, anche se non si cresce assieme, ci si continua a vedere, magari non con una gran frequenza, ma si rimane sul piano dell’amicizia cortese.

Esistono persone che conosci e ammiri, con le quali instauri un legame di amicizia, quell’amicizia che ti fa preoccupare quando questa persona non sta bene, quando vedi che ci sono delle difficoltà e diventa difficile superarle, persone che tenti di aiutare, ma alla fine ti rendi conto che sarà sempre un amicizia che si protrarrà nel tempo, basta che tu impari a corazzarti.

E poi ci sono le persone che incontri sulla tua strada e con le quali devi sempre dosare le parole, le opinioni e le situazioni, a quel punto meglio lasciar perdere, non ne vale la pena perdere tempo.

E’ il normale percorso di vita e di amicizia.

 

 

 

 

FINALMENTE OTTOBRE

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E’ arrivato, con la sua luce chiara e non invasiva, che scalda senza opprimere.

finalmente è arrivato ottobre, dove i suoni e i rumori sono attutiti.

E l’unico rumore che sento al mattino è il rumore delle foglie smosse dal mio passaggio in bicicletta.

Finalmente è arrivato  e si sono attenuati tutti i rumori molesti e il chiasso dell’estate.

Benvenuto ottobre

UNA CONVIVENZA DIFFICILE

E’ quella fra me e la Tata in questo periodo.

Lei sta crescendo ed io non sono pronta.

Con l’ingresso alle scuole medie, non la riconosco più.

Ha scoperto un mondo nuovo, fatto di amiche con le quali trovarsi al pomeriggio, fatto di “segreti”, di chiacchiere che mancano fra di noi, ed io non sono preparata a questo cambiamento.

E allora ci si scontra, cisi scorna, si tengono i musi lunghi (da parte mia) e le parole dure volano (da parte sua).

Mi dovrò abituare a parlare con una persona in fa se di evoluzione, una persona che si sta incamminando a grandi passi verso l’adolescenza, mi dovrò abituare ad avere di fronte una persona che cambierà umore ogni 2×3, ma io non sono pronta.

I bimbi crescono, le mamme invecchiano e le nonne imbiancano

TU NON HAI IDEA

tu non hai idea di cosa significhi per me la colazione al bar a metà mattiona.

devi sapere che quella mezz’ora passata da sola, in silenzio, senza nessuno che chiami o che chieda qualcosa, è miracolosa, mi rimette in pace con la vita e con il mondo.

è il premio che mi concedo ogni mattina, quando posso, è il regalo che mi faccio, che ognuno di noi ha il diritto di aver una volta al giorno, un regalo, un momento per stare da solo, lasciando fuori tutto e tutti.

tu non hai idea di come mi senta in pace con il mondo e di come riesca a sopportare tutto e tutti dopo una mezz’ora passata davanti ad una tazza di tè e con un libro iin mano.

è il regalo che mi faccio e che ti faccio tutti i giorni